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Autore: Redazione

Resta incastrato sotto al trattore ribaltato, salvato dai vigili del fuoco

E’ rimasto incastrato sotto il suo trattore cingolato, che si è ribaltato mentre stava eseguendo lavori su un terreno impervio, a Pianello (Perugia).

Per liberare l’uomo da sotto il mezzo è stato necessario l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco di Perugia. Poi, in collaborazione con il 118 e il Soccorso Alpino, l’uomo è stato trasportato con l’elisoccorso Nibbio all’ospedale di Perugia.

L’incidente si è verificato nella tarda mattinata di giovedì. Durante le operazioni l’uomo è rimasto sempre cosciente. Un incidente che ripropone il tema della pericolosità del lavoro in campagna legato all’utilizzo dei mezzi cingolati, in particolare su determinati terreni.

Agricoltura, aumenta dell’80% la quantità di carburante agricolo ad accisa agevolata

Aumentata dell’80% la quantità di carburante agricolo ad accisa agevolata per le operazioni di irrigazione per gli agricoltori umbri. Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Roberto Morroni, per sostenere le aziende agricole colpite dalla siccità di quest’anno.

Le avverse condizioni climatiche dell’ultima estate, contraddistinte da un prolungato periodo di siccità e temperature elevate, hanno infatti incrementato notevolmente la necessità di gasolio agricolo. In risposta a questa emergenza e ai dati meteorologici che attestano l’eccezionalità della situazione, la misura è progettata per alleviare l’impatto economico derivante dall’aumento dei costi di irrigazione.

Il provvedimento riguarderà tutte le aziende agricole umbre che beneficiano già di carburante agevolato per l’irrigazione e sarà attuabile nel rispetto dei quantitativi idrici consentiti. Le richieste per la maggiorazione dovranno essere presentate attraverso la piattaforma digitale GARI, nella sezione dedicata all’UMA.

Incidente sulla Marscianese, perde la vita vigile del fuoco da poco in pensione

I vigili del fuoco intervenuti sulla Marscianese, per un incidente tra un auto e un furgone, hanno verificato che la vittima, alla guida della vettura, era un loro collega, Mario Cotogni, andato in pensione solo da poco tempo.

Il tragico incidente si è verificato intorno alle 18 di mercoledì a Sant’Angelo di Celle (Derura), sulla provinciale 375. L’auto su cui viaggiava Cotogni si è scontrata frontalmente con un furgone con a bordo tre persone, rimaste ferite, in maniera non grave.Due di loro sono stati trasportati in codice verde all’ospedale di Pantalla, il terzo in codice giallo al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Per il vigile del fuoco in pensione, precedentemente in servizio presso il distaccamento di Todi, non c’è stato nulla da fare da parte del personale sanitario del 118, accorso sul luogo dell’incidente insieme ai vigili del fuoco, alla polizia locale e ai carabinieri della compagnia di Todi, a cui sono state affidate le indagini per accertare, sulla base dei rilievi effettuati, l’esatta dinamica dell’incidente.

La strada Marscianese, più volte teatro di gravi incidenti, è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.

Sconcerto e dolore tra i vigili del fuoco, che esprimono il più sentito cordoglio alla famiglia del loro collega stimato e benvoluto, Mario Cotogni, colpita da questa improvvisa e tragica perdita. “Il comando dei vigili del fuoco di Perugia – si legge in una nota – si stringe al dolore dei familiari in questo difficile momento”.

Orte-Falconara, ecco il progetto del raddoppio del tratto Terni-Spoleto

Una linea a doppio binario tra le stazioni di Terni e Spoleto, in variante al tracciato attuale, per 23,8 km, di cui circa 17,5 km in galleria a doppia canna. E’ il progetto sulla direttrice Orte-Falconara presentato da RFI e Italferr (Gruppo FS), a una vasta platea di rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle imprese e delle professioni tecniche, il progetto del raddoppio della tratta Terni-Spoleto sulla direttrice Orte-Falconara. Con la governatrice umbra Donatella Tesei e l’assessore alle Infrastrutture Enrico Melasecche sono intervenuti il commissario straordinario di Governo per il raddoppio della Orte-Falconara ingegner Vincenzo Macello (RFI).Presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Regione Umbria Roberto Morroni, il prefetto di Perugia Armando Gradone, il sindaco di Spoleto Andrea Sisti.

Il raddoppio consentirà un notevole incremento di capacità della tratta (dagli attuali 45 treni giorno a 148) e una riduzione importante dei tempi di percorrenza, superiore ai 10 minuti tra Spoleto e Terni.

L’intervento

L’intervento è stato incluso nel primo programma delle infrastrutture strategiche di cui alla Deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, nell’ambito dei “”Corridoi trasversali e dorsale appenninica – Trasversale ferroviaria Orte-Falconara”, nonché nell’intesa generale quadro tra Governo e Regione Umbria, approvata il 24 ottobre 2002 e si avvale delle procedure introdotte dalla legge n. 443/2001 (c.d. Legge Obiettivo).
Stato di attuazione. A febbraio 2013 la progettazione definitiva fu trasmessa da RFI al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) per l’avvio della procedura approvativa secondo l’iter previsto per i progetti di Legge Obiettivo che non ha avuto tuttavia seguito per la mancanza di finanziamenti.
A settembre 2020 è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa fra MIT, Regione Marche, Regione Umbria e RFI per la costituzione di un gruppo di lavoro per il potenziamento e lo sviluppo della direttrice Orte-Falconara con lo scopo di sviluppare una project review sui lotti funzionali mancanti al completo raddoppio della Orte-Falconara. È stata completata nel mese di luglio 2024 la revisione della progettazione.

I benefici

Unitamente ad altri interventi programmati sulla direttrice Orte-Falconara, il progetto mira al miglioramento dei collegamenti passeggeri tra le regioni tirreniche e quelle del versante adriatico e alla creazione di un itinerario alternativo merci per i collegamenti nord-sud.

Incremento della capacità sulle tratte oggetto di raddoppio (da 4 treni/h nei due sensi di marcia a 10 treni/h per senso di marcia);

creazione delle condizioni per un potenziamento dei servizi extraurbani veloci Ancona – Roma al fine di garantire opportunità di interscambio anche con i servizi della Regione Umbria;

migliore livello di regolarità della linea

riduzione dei tempi di percorrenza, grazie al miglioramento prestazionale in termini di velocità di tracciato fino a 30 minuti sulla relazione Roma-Ancona per alcuni servizi e fino a 15 minuti tra Roma e Perugia, in relazione al modello di esercizio.

I commenti

“Il raddoppio della Orte-Falconara, del quale oggi presentiamo un importante passo in avanti, è un tassello cruciale per la nostra rete infrastrutturale – ha detto la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei -. L’Umbria paga da sempre lo scotto di un isolamento che ha rappresentato a lungo un limite della nostra regione. In questi anni siamo riusciti ad intervenire su aeroporto, collegamenti viari e ferroviari sia con progetti che richiedevano interventi più brevi ed immediati, che abbiamo già realizzato, sia con altri a lungo termine per i quali siamo comunque in fase avanzata di progettazione e finanziamento. Il tutto – ha evidenziato – grazie alle continue interlocuzioni con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e a uno sguardo di insieme che ha come obiettivo quello di creare una rete di collegamenti che permetta facilmente di raggiungere dalla nostra regione il resto d’Italia ed Europa e al tempo stesso di far arrivare agevolmente in Umbria turisti e anche imprenditori che vogliono investire nella nostra meravigliosa terra. La rete infrastrutturale rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo di un territorio”.

“Un risultato storico – ha sottolineato l’assessore regionale Enrico Melasecche -, frutto di un impegno costante che ha visto questa Giunta regionale, fin dal suo insediamento, parte attiva per la realizzazione di un’opera strategica e prioritaria rimasta per troppi anni solo oggetto di convegni, con un vecchio progetto lasciato decadere e non più rispondente alle attuali normative tecniche né agli obiettivi sfidanti di sviluppo e potenziamento della Orte-Falconara su cui abbiamo a suo tempo richiesto ed ottenuto la nomina di un commissario nella persona dell’ingegner Vincenzo Macello”.

“Mentre prosegue verso la conclusione il cantiere per il raddoppio della Campello-Spoleto e gli altri relativi all’inserimento della tecnologia ERTMS – ha detto ancora – mentre sono attivi altri cantieri per il raddoppio della linea nelle Marche con evidente giovamento anche per l’Umbria, oggi la svolta attesa, con la messa a disposizione del nuovo progetto definitivo del raddoppio della tratta Terni-Spoleto a conclusione di un percorso caratterizzato dalla costituzione iniziale del tavolo Umbria-Marche-RFI- Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di quattro anni fa, nella massima condivisione, volontà comune e collaborazione fra le due Regioni e tutti gli altri attori interessati”.

“Un’opera sotto certi aspetti colossale e complessa – ha aggiunto l’assessore -, che finalmente, con il progetto presentato oggi, si pone in prima linea per i finanziamenti che si renderanno disponibili, trattandosi di linea di assoluto interesse nazionale. Entra ufficialmente, completato il successivo iter autorizzativo, nel portafoglio progetti a disposizione per la loro successiva realizzazione. Si tratta – ha ricordato – di una linea che collega le Marche verso l’Umbria e Roma e l’Umbria verso l’Adriatico e il Nord del Paese, essenziale per le funzioni passeggeri e merci che deve assolvere, confermate da tutti gli organi competenti. Ringrazio tutti per il risultato fin qui ottenuto, tutt’altro che scontato per le vicissitudini che dal Covid in poi ci sono state nel mondo delle progettazioni e realizzazioni delle grandi opere pubbliche”.

Vincenzo Macello, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) Commissario Straordinario di Governo per raddoppio Orte-Falconara, ha dichiarato: “Oggi abbiamo presentato i contenuti più salienti del progetto definitivo del raddoppio della tratta Terni – Spoleto, aggiornato alle nuove esigenze di mobilità, alle normative tecniche intervenute ed ai più recenti standard ferroviari. Il progetto si inserisce nel più ampio quadro di interventi di potenziamento della direttrice Orte-Falconara che RFI sta mettendo in atto, di cui tre con finanziamenti PNRR e che consentirà, al loro completamento, un risparmio nelle percorrenze tra Roma e Ancona fino a 30 minuti, nonché un incremento della capacità sia passeggeri che merci”.

Contributo madri lavoratrici, 2.312 domande: 1.750 finanziabili

Sono altre duemila, 2.312 per l’esattezza, le domande ricevute dalla Regione Umbria per accedere al “contributo conciliativo lavoro-famiglia” destinato alle mamme. Lo strumento consente alle donne con un figlio di meno di un anno di età di ricevere un supporto economico da 1.200 euro che le aiuti a far coesistere le nuove esigenze familiari con quelle professionali.
L’avviso si è chiuso il 26 luglio: delle 2.312 domande arrivate 1.750 risultano finanziabili. La misura – a cui si accede con Isee non superiore a 30 mila euro – è ormai strutturale e inquadrata nell’imminente Legge sulla Famiglia. Nel 2024 è stata finanziata con 2,059 milioni di euro, il doppio rispetto agli 1,14 milioni dello scorso anno: la somma consentirà di coprire oltre l’80% delle richieste ricevute. L’approvazione della graduatoria avverrà entro fine ottobre. Poi, nel rispetto delle tempistiche della ragioneria regionale, avverrà l’erogazione.
C’è ancora tempo fino al 27 settembre, invece, per richiedere il “supporto economico nuovi nati”, destinato alle famiglie con uno o più figli nati dal primo ottobre 2023 al prossimo 20 settembre 2024, residenti in un comune umbro e con un Isee ordinario del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro.
Anche per questa misura, ormai strutturale, la Regione ha aumentato i fondi disponibili grazie ai risparmi voluti dalla Presidente, Donatella Tesei, sui capitoli di spesa della Presidenza. Le risorse passano da 500 mila euro inizialmente previsti a 860 mila euro e consentiranno l’erogazione di 1.720 contributi da 500 euro per ogni nascituro.
“Sono molto soddisfatta delle numerose richieste ricevute per il ‘contributo conciliativo famiglia-lavoro’ e per il fatto che riusciremo ad accontentarne un’ampia parte – afferma la presidente della Regione, Donatella Tesei – Voglio ricordare che si può fare ancora richiesta per il ‘contributo natività’ e che possono presentarla anche le famiglie che hanno già usufruito del ‘contributo conciliativo’. La richiesta e l’ottenimento di un sostegno non esclude, infatti, l’altro”.
La domanda può essere presentata al link https://puntozero.elixforms.it fino al 27 settembre. L’approvazione della graduatoria, ad esito della quale farà seguito l’erogazione del contributo, avverrà entro il 31 ottobre 2024.

Approvata la legge sulla protezione civile

L’Umbria ha la nuova legge sulla protezione civile. Con 14 voti favorevoli (Lega, FdI, Fi,
Patto civico) e 7 astenuti (Pd, M5s, Gruppo misto) l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale concernente la ‘Disciplina del sistema regionale di protezione civile”.

L’atto era stato illustrato e dibattuto in Aula già nella precedente riunione dello scorso 31 luglio, ma
non votato e rinviato alla seduta di oggi per mancanza del numero legale.

La legge

La legge è stata predisposta nel rispetto dei principi del Codice (Norma nazionale concorrente), ed è articolato in 32 articoli raggruppati in 7 Capi e si prefigge lo scopo di garantire l’espletamento di un servizio pubblico permanente rivolto alla collettività, inserito nella realtà regionale umbra.

Nel Capo I viene normata l’organizzazione e il funzionamento del sistema di protezione civile sul territorio regionale con riferimento alla legislazione nazionale prevedendo che i cittadini, le istituzioni e i corpi e le strutture pubbliche e private ad ogni livello vengano impegnati e coinvolti nel perseguimento degli obiettivi della salvaguardia dell’integrità fisica, della vita dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.

Il Capo II è organizzato in nove articoli, si occupa di individuare e disciplinare le Attività di protezione civile, le componenti del Sistema regionale di protezione civile, il Comitato Consultivo Regionale permanente (CCR), il Comitato Operativo Regionale (COR), gli Ambiti territoriali e organizzativi ottimali, introdotti dal Codice, il Piano di protezione civile regionale, gli indirizzi per i piani di protezione civile ai diversi livelli (provinciale, di Ambito ottimale e comunale).

Il Capo III, organizzato in due articoli si occupa, nel rispetto dei principi individuati dal Codice, di articolare nel dettaglio l’organizzazione del Sistema Regionale di protezione civile, partendo dalla definizione della
Struttura regionale di protezione civile per poi proseguire con l’individuazione delle Strutture operative regionali.

Il Capo IV, suddiviso in quattro articoli, tratta specificatamente il rischio incendi boschivi nelle distinte attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Tale rischio, inserito precedentemente nella legge regionale 28/2001 (Testo unico regionale per le foreste) vien
inserito in questa nuova legge, in accordo con la Struttura regionale attualmente competente in materia di incendi boschivi. Tutti gli oneri economici relativi alle attività previste dal presente Capo, sono già
sostenuti dalla Regione in virtù delle normative previgenti.

Il Capo V, suddiviso in sei articoli, si occupa della gestione delle emergenze di rilievo regionale e autorizza la partecipazione della Regione ad interventi nazionali ed internazionali; introduce elementi innovativi di
riorganizzazione previsti dal Codice.

Il Capo VI si articola in quattro articoli, è dedicato ai temi della partecipazione del volontariato organizzato alle attività del Sistema regionale di protezione civile. Si provvede, inoltre, alla complessiva
disciplina volta alla promozione e al sostegno dell’azione del volontariato organizzato operante nel settore della protezione civile assicurando l’aggiornamento e la sistematizzazione delle disposizioni finalizzate a promuoverne l’addestramento e la formazione, nonché a favorirne l’integrazione in tutte le attività di protezione civile, andando ad includere tutta la normativa regionale in materia.

Il Capo VI inoltre norma l’organizzazione, le modalità di partecipazione e la composizione dei coordinamenti territoriali vista la definizione degli ambiti territoriali. Si normano, infine, le modalità di partecipazione alla colonna mobile regionale e la definizione del Comitato regionale del
volontariato di protezione civile quale organo consultivo della struttura regionale competente in materia.

Il Capo VII raccoglie misure e strumenti organizzativi e finanziari volti alla realizzazione delle attività di protezione civile. Il Codice disciplina gli strumenti nazionali di finanziamento per l’esercizio delle funzioni di protezione civile articolati nel Fondo nazionale di protezione civile, nel Fondo per le emergenze nazionali e nel Fondo regionale di protezione civile.
Per quanto riguarda il finanziamento delle spese urgenti per le attività di soccorso, superamento dell’emergenza, interventi urgenti, nonché per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, viene previsto nel limite delle risorse disponibili a bilancio. Infine vengono richiamati gli aspetti organizzativi e in modo particolare dell’orario di lavoro. Il presente Capo, inoltre, raccoglie le abrogazioni delle precedenti norme regionali in materia. Viene istituito nel bilancio regionale il Fondo regionale per le spese di funzionamento della protezione civile, il Fondo regionale per prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi ed il Fondo regionale per le emergenze. Per il finanziamento dei tre fondi le risorse già a disposizione in base alla normativa vigente vengono integrate con quelle appositamente accantonate dal Bilancio di previsione 2024-2026 nel Fondo speciale per far fronte agli oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso di approvazione pari a 500mila euro per
le spese correnti e 200mila euro per le spese in conto capitale.

Elezioni in Umbria, verso l’accorpamento con l’Emilia Romagna

Umbri al voto domenica 17 e lunedì 18 novembre per decidere chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. E’ quanto trapela da Palazzo Donini, dove la presidente Donatella Tesei starebbe per firmare il decreto che fissa appunto la data delle elezioni regionali aprendo ufficialmente i comizi elettorali. Si attende, dunque, l’ufficialità rispetto ad una data per la quale i candidati si stanno già preparando.

L’altra data possibile era quella dell’1 e 2 dicembre, ritenuta però troppo in là anche rispetto alle tempistiche legate al bilancio per la prossima amministrazione regionale. Saltata l’ipotesi dell’Election Day nazionale (la Liguria deve rispettare i tempi rispetto alle dimissioni dell’ex governare Toti ed ha indicato le date del 27 e 28 ottobre, troppo anticipate per l’Umbria rispetto alla fine del mandato naturale, si prospetta dunque un accorpamento con il voto dell’Emilia Romagna, già fissate ufficialmente in calendario per il 17 e 18 novembre.

I candidati alla presidenza

Al momento ai nastri di partenza per la corsa al titolo di governatore, oltre alla presidente uscente Donatella Tesei per il centrodestra, e alla sfidante più accreditata, Stefania Proietti del Patto Avanti (la coalizione di centrosinistra), hanno annunciato di presentarsi il sindaco di Terni Stefano Bandecchi (Alternativa Popolare), ci sono Moreno Pasquinelli (Fronte del Dissenso), Marco Rizzo (Democrazia Sovrana e Popolare), Francesco Miroballo (Umbria Autonoma) e Stefano Fiore (Forza Nuova). Questo a meno di rinunce, accordi e ulteriori candidature.

Percorsi umbri della ceramica, ok bipartisan alla legge

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con voto unanime dei presenti, la proposta di legge bipartisan sulla “Disciplina dei percorsi della ceramica”.

Attraverso questa legge – come ha spiegato il relatore, Valerio Mancini (Lega), presidente della Seconda commissione – vengono definiti i percorsi della ceramica artistica, costituiti dagli itinerari segnalati e promossi con finalità turistiche, economiche e culturali, funzionali alla valorizzazione dei luoghi della regione, caratterizzati dalla presenza di opere e di produzioni storiche e contemporanee della ceramica.

I Comuni territorialmente competenti (Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Orvieto, Città di Castello,
Umbertide, Perugia) d’intesa tra loro, promuovono, secondo un progetto organico ed integrato di valorizzazione turistica, culturale ed economica i percorsi della ceramica artistica, come luoghi della produzione e della commercializzazione della ceramica, degli operatori della ceramica e degli artisti, delle botteghe di scuola artigiane, dei musei e delle raccolte, dei centri di documentazione, degli archivi storici delle produzioni e di esposizione permanente o temporanea.

La Regione concorre con i soggetti pubblici e privati a realizzare le finalità previste dalla legge, erogando i
contributi economici ai Comuni territorialmente competenti.

Michele Bettarelli (Pd), secondo firmatario dell’atto, ha tenuto a sottolineare che “si tratta di un importante risultato per la nostra comunità. Ho spesso sollecitato la velocizzazione della conclusione
dell’iter, bloccato dalla mancanza di uno stanziamento di 30mila euro. Questo provvedimento mira a sostenere il mondo della ceramica ed a potenziarne l’impatto sul turismo. I sei comuni e le altre realtà potranno creare reti turistiche e commerciali intorno alla valorizzazione della ceramica artistica”.

Donatella Porzi (misto) ha rimarcato che “questo progetto prese piede tra i sindaci delle città della ceramica nella passata legislatura. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre eccellenze”.

Famiglia sterminata a colpi di fucile, si indaga

A trovarli senza vita, nella loro villetta di Fratticiola Selvatica – frazione del comune di Perugia – è stato il fidanzato della 39enne senza vita. Uccisi da colpi di arma da fuoco anche la madre di lei, di 66 anni, e il padre (69 anni).

Accanto al corpo dell’uomo, secondo quanto emerso, è stato trovato un fucile da caccia (l’uomo aveva regolare licenza) forse l’arma utilizzata per la strage. Elemento che fa pensare all’ipotesi di un dramma familiare, un doppio femminicidio – suicidio. Anche se al momento non ci sono conferme ufficiali da parte delle autorità.

Nella villetta dove sono state trovare morte padre, moglie e figlia, insieme al medico legale e al magistrato di turno, sono giunti gli esperti della polizia scientifica per i rilievi.

Ast annuncia: costi energetici insostenibili, fermiamo uno dei forni per una settimana

Arvedi Acciai Speciali Terni fermerà uno dei due forni elettrici dell’acciaieria per una settimana a fine settembre. “Al momento”, è scritto nella nota con cui l’azienda ha comunicato la decisione. Maturata, viene spiegato, “a causa del perdurare degli alti costi energetici che non consentono all’azienda di essere competitiva nei confronti delle crescenti importazioni dall’Asia a prezzi stracciati”.

Costi energetici che secondo quanto lamentato dall’azienda creano uno squilibrio insostenibile. “Il livello del costo dell’energia elettrica in Italia, tre volte superiore a quello di altri paesi europei dove sono basati i concorrenti di Ast – si legge ancora nella nota – sta condizionando il piano di rilancio dello stabilimento umbro”.

La nota di Arvedi Ast

“Il tema dell’energia – scrive la proprietà – è una delle questioni più dibattute tra le aziende italiane e lo è in particolare per Arvedi AST, sito produttivo altamente energivoro che vede compromessa la propria competitività sul mercato a causa di un costo energetico due/tre volte superiore rispetto a quello di altri competitor europei”.

“Per condividere con tutti i lavoratori un fattore discriminante e distorsivo della concorrenza, ragione per cui l’azienda si batte sui tavoli istituzionali, nazionali ed europei, con il supporto di Regione Umbria, per ottenere un equo costo dell’energia, questa mattina è stato posizionato in AST un cartellone che dettaglia il grave disagio che gli elevati costi energetici stanno causando alla competitività dell’azienda. La maxi affissione, che ricopre uno degli edifici affacciati sul principale piazzale interno del sito di Viale Brin, da un lato ripercorre la storia dell’esproprio del ramo d’azienda elettrico della Terni e del mancato indennizzo per cui negli anni numerose istituzioni, a livello nazionale e locale, hanno assunto l’impegno di addivenire ad una soluzione compensativa per Terni e per Acciai Speciali Terni S.p.A., senza però giungere – sino ad oggi – ad una soluzione condivisa e definitiva; dall’altro mette in evidenza i “numeri” della sperequazione in termini di costi che Ast deve subire rispetto agli altri suoi concorrenti europei, evidenziando come in qualche caso il costo della bolletta energetica sia quasi triplicato”.

“Eppure – prospetta Arvedi Ast – una soluzione ci sarebbe, se si consentisse finalmente ad Acciai Speciali Terni S.p.A., semplicemente ripristinando le condizioni originali di autoproduzione con il collegamento diretto esistente con la centrale Enel di Galleto, l’approvvigionamento di energia elettrica per i suoi fabbisogni a costi comparabili a quelli di analoghe forniture nei Paesi europei e in linea con le società auto-produttrici di energia elettrica. AST vedrebbe in questo modo ristabilite le condizioni che hanno permesso la nascita di un sito produttivo capace di superare i più gravi periodi di crisi. Eloquente in proposito il titolo che accompagna l’affissione: ‘Abbiamo il diritto morale di avere le nostre centrali o di essere pagati da chi le ha espropriate'”.

Le reazioni

Una soluzione, quella di Galleto, sollecitata anche dal segretario umbro del Pd Tommaso Bori: “Ritengo, per questo, quasi paradossale che non sia stata ancora verificata l’ipotesi di ripristino del collegamento tra Ast e la centrale idroelettrica di Galleto, che sarebbe in grado alimentare l’impianto attraverso energia pulita e a chilometro zero. Serve dunque che la destra che governa a livello regionale e nazionale si faccia carico delle sue responsabilità, di questo immobilismo che, a distanza di anni, non ha portato ancora alla firma del nuovo accordo di programma né ad affrontare in maniera costruttiva e responsabile il nodo energia, nonostante gli impegni assunti con Arvedi”.

I parlamentari umbri del Pd Anna Ascani e Walter Verini puntano l’indice contro “l’inerzia del Governo”, si appellano al ministro Urso e chiamano in causa la Regione, ma anche il Comune di Terni, giudicato “latitante” nella funzione “di stimolo” che invece dovrebbe svolgere insieme a lavoratori, sindacati, rete dell’indotto.