La Direzione regionale Inps dell’Umbria ha indetto una selezione per il reperimento di 50 medici specialisti, ai quali attribuire incarichi di lavoro autonomo per lo svolgimento di prestazioni libero professionali, relative alle attività medico legali dell’Inps, presso il Centro Medico Legale di Perugia e il relativo ambito territoriale provinciale.
Le specializzazioni richieste sono le seguenti: Oculistica, Otorinolaringoiatria, Pediatria, Neuropsichiatria infantile, Oncologia, Psichiatria, Neurologia, Cardiologia, Geriatria e Medicina Interna.
Gli incarichi potranno essere attribuiti sia per la partecipazione in qualità di componenti alle Commissioni di accertamento che per lo svolgimento di accertamenti necessari all’approfondimento tecnico-scientifico.
La domanda, corredata da curriculum vitae aggiornato e documento di riconoscimento in corso di validità, deve essere inviata alla Direzione regionale Inps Umbria, entro il 20 novembre 2024, esclusivamente a mezzo Posta Elettronica Certificata (PEC), al seguente indirizzo:
E’ stata fatta brillare come da programma, e senza incidenti o inconvenienti, la bomba della Seconda guerra mondiale rinvenuta nel territorio di Marsciano durante lavori per il rafforzamento dell’argine di un torrente.
L’ordigno bellico è stato disinnescato dagli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore. La popolazione che era stata evacuata precauzionalmente, circa 5mila persone, ha potuto fare rientro nelle proprie abitazioni e riprendere tutte le attività.
L’ordigno, una bomba di mille libbre, è stato disinnescato è poi fatto brillare in sicurezza nel pomeriggio (intorno alle 16.30), all’interno di una cava non distante dal luogo del ritrovamento. La bomba è stata messa in una buca profonda quattro metri e ricoperta di sabbia.
A supportato della popolazione hanno operato la struttura comunale di Marsciano con i volontari della protezione civile. Al Palazzetto dello Sport di Marsciano era stato allestito il Centro coordinamento soccorsi (CSS).
I vigili del fuoco del Comando di Perugia sono intervenuti con una squadra per fornire assistenza alle operazioni di spolettamento e brillamento dell’ordigno bellico. Oltre alla squadra, un funzionario dei vigili del fuoco ha partecipato al CCS.
(immagini dalla pagina Facebook del Comune di Marsciano)
Anche in Umbria i nuovi titolari di impresa sono soprattutto stranieri. L’indagine fatta dall’ufficio studi della Cgia di Mestre mostra che in provincia di Perugia, negli ultimi dieci anni, gli imprenditori stranieri sono risultati essere 1.468 in più, a fronte di un calo dei titolari di azienda italiani, nello stesso periodo, di 7.869 unità. Recuperando solo in parte il calo di chi fa impresa nel territorio: 6.620 in meno dal 2013 al 2023.
Anche in provincia di Terni il saldo complessivo negli ultimi 10 anni è negativo (sono 1.647 gli imprenditori in meno), con gli stranieri in aumento di 753 unità e gli italiani in calo di 2.313.
In una provincia, quella di Cagliari, che negli ultimi 10 anni ha visto calare il numero degli imprenditori di 4.764 unità, ad aumentare sono solo i titolari di imprese stranieri. Ce ne sono 638 in più dal 2013 al 2023, periodo in cui quelli italiani sono 5.286 in meno.
Terni è tra le province italiane (al 14esimo posto) con il maggior incremento percentuale di imprenditori stranieri in questi dieci anni: +40,7%, con il loro numero passato a 2.601.
A Perugia se ne contano invece 9mila, con un incremento in dieci anni del 19,5%.
Solo in sette province l’incremento degli imprenditori italiani ha superato quello degli stranieri: Catania, Messina, Cosenza, Siracusa, Nuovo, Vibo Valentia, Palermo.
In tutta Italia, sempre in questo periodo, gli imprenditori stranieri sono aumentati di 166.430 unità. Queste le principali provenienze e la variazione percentuale negli ultimi dieci anni:
La trifola in passerella sul “red carpet”. Con il saluto di Monica Bellucci, con un video, si è aperta a Città di Castello, città di origine dell’attrice, la 44esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, (organizzata dal Comune, Ente Fiera con il supporto di Gal e Regione Umbria), in programma fino a domani domenica 3 Novembre nelle piazze e vie del centro storico.
“Sono lì con voi con tutto il mio cuore. Un grande saluto a tutti i tartufai – ha detto Monica Bellucci – e agli organizzatori del Salone Nazionale Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello. Un bacio a tutti voi che siete in questa città meravigliosa dove sono nata e che mi è sempre tanto cara”.
La supermodella e attrice, recente interprete di Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton, a cui il Comune ed il Comitato organizzatore del Salone hanno voluto dedicare l’edizione 2024 del festival del tartufo bianco attraverso un video-messaggio, poi trasmesso nei padiglioni del salone, ha manifestato vicinanza, affetto alla città e ai protagonisti della rassegna, i tartufai con i loro cani e tutti gli “attori” di una tradizione plurisecolare che la comunità locale custodisce con orgoglio e tramanda di generazione in generazione. Tartufo bianco è ormai oggetto del desiderio a tavola dei buongustai e dei tanti personaggi noti della cultura, dell’arte, del cinema, spettacolo, come, Monica Bellucci, che non ha mai fatto mistero di apprezzare il prelibato prodotto della sua terra: memorabile la foto (di Franco e Riccardo Bani) che la ritrae sorridente con in mano un vassoio di splendidi esemplari di “trifole” nel 1988 in occasione della Mostra Nazionale del Tartufo Bianco nel tempio della cucina a base di tartufi ed altre prelibatezze di quegli anni, di proprietà dello chef, Pierluigi Manfroni, che ricorda con orgoglio quei momenti: “Monica aveva sempre un tavolo riservato nel mio ristorante ed amava tanto i tartufi e i prodotti della cucina locale. I suoi piatti preferiti erano gli gnocchi di patate con la trifola, l’uovo d’oca all’occhio di bue con il tartufo bianco che alternava con la carne, un cartoccio con i funghi porcini”.
Un avvio in grande stile per il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, che subito dopo il taglio del nastro alla presenza del sindaco, dell’assessore al Turismo e Commercio, il presidente dell’Ente Fiera, Lazzaro Bogliari, e le presidenti di Regione Umbria e Provincia di Perugia ed altri rappresentanti istituzionali ad ogni livello, ha dato il meglio di se mettendo in vetrina autentici gioielli della natura e della tavola in tutte le sue varianti, da quella tradizionale a chilometro zero a quella internazionale con proposte innovative ispirare all’oriente ed in particolare al Giappone. Oggi, fra tanti visitatori e turisti, anche il bosco ha fatto festa per l’inaugurazione, regalando trifole da record nel giorno dell’avvio della manifestazione in programma fino a domani, domenica 3 novembre.
Proprio nelle ore che hanno preceduto il taglio del nastro, la terra ha dato i suoi frutti più belli e prelibati, subito battezzati dagli espositori per celebrare la felice concomitanza: trifole che al responso della bilancia in certi casi hanno sfiorato il chilo di peso. Gli imprenditori del tartufo hanno accolto i visitatori nel Padiglione Bianco Pregiato offrendo degustazioni e la possibilità di acquistare pezzature di tartufo bianco e nero per tutte le tasche, un’occasione unica per nobilitare la tavola di casa nella giornata della festa di Ognissanti.
Città di Castello, dunque si conferma come “La città del tartufo”, dove si respira e si mangia questa profumata ed irresistibile eccellenza del bosco tutto l’anno, nelle sue quattro varianti stagionali, dove nasce una trifola su tre che arriva sulle tavole di tutto il mondo grazie agli oltre 1.000 “cavatori” del territorio (di tutte le età con un crescente ingresso di donne) e ai 3.000 cani campioni del fiuto, protagonisti straordinari di una tradizione plurisecolare, la ricerca e cava del tartufo, dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. Fino a domani le piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del Rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, saranno i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi che sceglieranno la “capitale della trifola” per un irresistibile week-end del gusto, dell’arte e della cultura. Una proposta unica che la 44esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, offre attraverso un ricco programma. Dalle “forchette” alle “bacchette”, il re della tavola è il tartufo “poliglotta” in grado di soddisfare i palati di tutto il mondo. Per la prima volta infatti, il Salone ospita attività di cucina con chef giapponesi, dedicate agli abbinamenti tra il tartufo bianco pregiato, “la trifola” e i piatti di cucina etnica contemporanea. A creare questo connubio con l’oriente, vere “istituzioni” nel mondo del sushi e della cucina etnica contemporanea, due chef nipponici Taro Shimosaka, Tetsuo Nagano e Marco Gargaglia (3 bacchette e 3 mappamondi per la guida Gambero Rosso). Una nuova esplorazione gastronomica, che farà di Città di Castello, un hub di approfondimento e ricerca sull’utilizzo del Bianco Pregiato nelle culture culinarie del mondo. Un’ attenzione speciale riservata anche ai più giovani, con un nuovo spazio dedicato alla mixology, dove il Bianco Pregiato diventerà protagonista di cocktail innovativi a cura del mixology expert, Alfredo Voci, offrendo un’esperienza unica per gli amanti del bere miscelato e mostrando come il tartufo possa evolversi in contesti sempre più moderni e creativi. Infine, verrà presentato il “Panpregiato”, un lievitato tra i più costosi in commercio, ma sicuramente tra i più particolari e profumati, ideato dallo chef Andrea Impero realizzato con il tartufo bianco pregiato di Città di Castello e cioccolato bianco. Nell’area mostra mercato del Salone nel centro storico tutti i giorni le aziende espositrici presenteranno l’Aperitivo Bianco Pregiato con finger food della tradizione a base di tartufo e vini in abbinamento. Un’edizione dunque che allarga gli orizzonti, guarda anche in termini turistico-promozionale al ‘Sol Levante’ e che porta il Salone Nazionale del Bianco Pregiato di Città di Castello fuori dai confini nazionali attraverso la sua preziosa “trifola” apprezzata e decantata fin dal Rinascimento come riportano antichi e preziosi testi di letteratura.
Sarà il week-end del gusto con il centro storico vero regno della trifola dal profumo inebriante e inconfondibile che guiderà e attirerà i visitatori nei luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare grandi chef, esperti di enogastronomia, aspiranti cuochi provenienti dal mondo della scuola, che saranno protagonisti di show cooking, laboratori e conversazioni. Nei ristoranti si potranno degustare piatti al tartufo con menù speciali, lo street food con i sapori della cucina tipica italiana e umbra popolerà vicoli e piazze insieme a una vasta scelta di prodotti agroalimentari a km zero come quelli proposti in piazza Andrea Costa ed il Loggiato Gildoni, nelle aree degustazioni delle Società Rionali e Pro Loco del territorio: Madonna del Latte per il ristorante e poi Lerchi, Salaiolo-La Tina, San Pio e Riosecco per lo street food tipico. Eventi a tema e presentazioni di libri poi con grandi autori, giornalisti e personaggi famosi richiameranno l’attenzione del pubblico più interessato agli aspetti culturali e salutistici legati al cibo: iniziative fra food e cultura che si protrarranno fino a dicembre, fra teatro e lettura. Un viaggio aperto a tutti, con attrazioni per adulti e bambini, perché stare in compagnia del tartufo bianco sia un piacevole momento da condividere. Il “refrain” che giunge dalle borse e mercati nazionali indica una soglia di prezzi che varia dai 2500 euro al chilo per pezzature sotto i 15 grammi, 3.500 euro tra i 15 e 50 grammi e fino 4.500 euro al chilo per le pezzature che alla bilancia superano i 50 grammi: prezzi indicativi destinati a variare. Le previsioni per la stagione sono dunque buone per un settore che a livello nazionale per il solo tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) genera un volume di affari di oltre 250milioni di euro. Il territorio dell’Altotevere è considerato uno dei più vocati per la produzione di tartufo bianco grazie al suo microclima e all’altitudine ottimale tra i 300 e i 600 metri. Questa combinazione, sempre a detta degli esperti, rende la “trifola” umbra ed altotiberina particolarmente pregiata: la raccolta come sempre avverrà esclusivamente in queste aree, assicurando l’elevata qualità del prodotto locale.
E poi ancora nel 3° “Memorial Alessandro Ghigi”, la gara dei cani da ricerca e della cavatura del tartufo (con i migliori quadrupedi di ogni razza e taglia) che si terrà domenica 3 novembre nel ring presso i Giardini del Cassero, i cavatori dell’Associazione Tartufai Alto Tevere, con in testa il presidente, Andrea Canuti, offriranno una dimostrazione della passione e dell’amore con cui vivono il bosco. In onore dei cani e della loro bravura la novità di questa edizione, grazie alla collaborazione fra la Mostra del Fumetto ed il Salone è rappresentata da “Bianco”, il simpatico “lagotto” mascotte della rassegna, originale idea della matita del celebre artista-vignettista tifernate, Alessandro Bacchetta. “La 44ª edizione del salone bianco pregiato celebra Città di Castello e l’Alto Tevere come una delle capitali internazionali del tartufo bianco pregiato”, hanno dichiarato il sindaco di Città di Castello, l’assessore al Turismo e Commercio, ed il Presidente dell’Associazione Ente Fiera Salone Nazionale Tartufo Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari, affiancato dal direttore, Andrea Castellani, oggi subito dopo il taglio del nastro, alla presenza tra gli altri di Presidente della Regione e della Provincia di Perugia e di altri rappresentanti istituzionali, locali, regionali e nazionali, ringraziando Monica Bellucci per le belle parole che ha riservato alla sua città, alla sua gente, alle eccellenze, culturali ed artistiche e ovviamente al tartufo e a coloro che ne sono i veri protagonisti della cerca e raccolta, i tartufai con i loro cani.
“In un territorio in cui la trifola e il tartufo è quotidianità, cultura, tradizione, socialità ed economia, il Salone Bianco Pregiato partendo da questa forte identità, parlerà di innovazione e contemporaneità con lo sguardo rivolto all’oriente e ai più giovani. Una comunità che nel segno della qualità, del coraggio e della bellezza è pronta a far pulsare il nostro centro storico, nelle piazze, nelle sale espositive e di degustazioni, nei palazzi storici, in tutte le attività commerciali, di ristorazione e nelle scuole”, hanno concluso gli organizzatori nel sottolineare apporto e sostegno del Gal Alta Umbria, Regione, istituti scolastici, operatori commerciali e turistici, ristoratori e tutti i rappresentanti della filiera.
Chiusa per quasi quattro ore, sabato mattina, la strada statale 318/var “di Valfabbrica”, in direzione Perugia tra gli svincoli di Valfabbrica e Pianello, per consentire gli interventi di ripristino in seguito al distacco di alcune porzioni del rivestimento superficiale dalla volta della galleria San Gregorio.
Il traffico è deviato sul vecchio tracciato della statale con uscita obbligatoria allo svincolo di Valfabbrica e rientro allo svincolo di Pianello.
Poi, verso le 13, l’Anas ha comunicato che l’intervento di ripristino e le conseguenti verifiche sono terminate e che la viabilità è stata normalmente riaperta.
Sono 8mila 390 le imprese umbre con dipendenti che hanno investito in prodotti e tecnologie green e attivato 22mila 680 contratti green jobs. Ma l’Umbria, come il resto del Centro Italia, è ancora indietro rispetto alla media nazionale.
E’ quanto emerge dal Rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro studi Tagliacarne e il report Dataview del Tagliacarne. Sulla percentuale di imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie l’Umbria si muove sotto la media nazionale, con qualche spunto oltre la media nelle zone di confine dell’Alto Tevere e del Trasimeno. L’Umbria, tuttavia, riesce a stare nella media italiana in tema di percentuale di attivazioni di contratti green jobs. I sei indicatori del report Dataview e il posizionamento di entrambe le province umbre.
Una posizione, quella umbra, che è in linea con il dato del Centro Italia, dove le imprese con dipendenti che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2019–2022 sono il 36,4% del totale delle aziende con dipendenti, contro il 38,6% della media nazionale, il 40% del Nord-Est, il 39,1% del Nord-Ovest e il 38,6% del Mezzogiorno.
L’Umbria, tuttavia, riesce a stare nella media italiana (in questo caso più la provincia che quella di Perugia che quella di Terni, come vedremo dopo presentando il rapporto Dataview) in tema di percentuale di attivazioni di contratti green jobs sul totale dei contratti attivati da parte delle aziende.
A livello nazionale, sono 571mila 040 imprese con dipendenti che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2019-2022, rappresentando appunto il 38,6% delle imprese italiane con dipendenti, con un netto balzo in avanti rispetto al 24,9% fatto segnare nel periodo 2014-2018, mentre in Umbria le 8mila 390 imprese con dipendenti che hanno effettuato eco-investimenti dal 2019 al 2022 si piazzano nella fascia 36,1%-39,2% rispetto al totale delle imprese, in linea come detto con il dato del Centro.
Dataview Green Economy e ambiente
Il quadro è arricchito dal report Dataview del Centro studi Tagliacarne sulla “Green Economy e l’ambiente” nelle 100 province di tutta Italia. Vengono presi in considerazione sei indicatori e la situazione in Umbria a livello provinciale è di completa parità: in tre voci è avanti Perugia, in altrettante Terni. Primo indicatore: incidenza della produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili sul totale della produzione lorda. La provincia di Perugia, a differenza di quella di Terni, in questo indicatore fa decisamente peggio della media nazionale, con il 42,8%, piazzandosi al 67esimo posto tre le 100 province italiane. La provincia di Terni brilla invece al 27esimo posto, con una percentuale di ben il 91,03%. Secondo indicatore: incidenza percentuale delle imprese con dipendenti che hanno investito nel periodo 2019-2022 e/o investiranno nel 2023 in prodotti e tecnologie green. Seppure di pochissimo, qui prevale la provincia di Perugia, con il 38,77%, rispetto al 38,6% della provincia di Terni, Entrambe le province umbre, tuttavia, sono un po’ sotto la media nazionale, piazzandosi rispettivamente in 57esima e 59esima posizione (sempre tra le 100 province italiane). Terzo Indicatore: incidenza percentuale delle attivazioni di contratti di green jobs previsti dalle imprese sul totale contratti attivati. Anche in questo indicatore la provincia di Perugia fa pochissimo meglio di quella di Terni. Al 35,0% del Perugino, risponde il 34,88% del Ternano. In graduatoria sono, rispettivamente al 48esimo e 50 posto, quindi in piena media nazionale. Quarto indicatore: incidenza % della raccolta differenziata di rifiuti urbani sul totale produzione. Molto buona la posizione del Ternano, che con il 73,04% è al 32esimo posto tra le cento province italiane, mentre il Perugino con il 66,5% è al 59°posto. Quinto indicatore: incidenza percentuale del suolo consumato sulla superficie territoriale. Entrambe le province umbre in questo indicatore fanno decisamente meglio della media nazionale, piazzandosi Terni al 24esimo posto e Perugia al 29esimo, rispettivamente con il 4,66% e il 5,46%. Sesto indicatore: aumento della percentuale di suolo consumato, rispetto a quella dell’anno 2006. Nonostante, come visto, che entrambe le province umbre presentino un’incidenza percentuale del suolo consumato sulla superficie territoriale più bassa rispetto alla media nazionale, il consumo di suolo tra il 2006 e il 2022 ha avuto nelle due province un aumento più elevato di quello registrato a livello italiano. Tra le due province, a consumare di più il suolo tra il 2006 e il 2022 è stato di più il Ternano (+6,64%, 77esima posizione tra le province italiane per aumento di suolo consumato) rispetto al Perugino (+6,04%, 60esima posizione).
Il commento del presidente Mencaroni
Dati che vengono così commentati da Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il Rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro studi Tagliacarne e il report Dataview del Tagliacarne per l’Umbria forniscono un quadro in chiaroscuro. Il sistema produttivo regionale ha fatto importanti passi avanti sull’economia green, ma resta ancora da fare per il recupero sulla media nazionale. Una situazione che allinea perfettamente l’Umbria al Centro Italia. Spingere sul cammino della transizione ecologica significa per le imprese puntare sempre di più ad investire sull’innovazione ad alto contenuto tecnologico, aumentando la loro competitività di breve, medio e lungo periodo e la loro resilienza. La quota delle aziende che investono nel green è in continua crescita, in particolare, ben l’88% mira ad introdurre tecnologie strategiche Net Zero, come il solare fotovoltaico, l’eolico, le pompe di calore, le tecnologie nucleari, le batterie e le tecnologie di rete. Ma questa spinta all’innovazione genera nuovi fabbisogni professionali e richieste di competenze green che le stesse imprese faticano a trovare per più di un’assunzione su due. È in questo contesto che la Camera di Commercio dell’Umbria è fortemente impegnata su tanti fronti e iniziative impossibili da sintetizzare qui, coerenti con i due capisaldi del programma di mandato: la transizione digitale e quella green del nostro sistema produttivo”.
Si è aperta nella mattina di venerdì a Spoleto la quinta edizione di Dolci d’Italia, in programma fino a domenica 3 novembre. Taglio del nastro al Chiostro di San Nicolò, cuore pulsante dell’evento, che ha dato il via alla tre giorni alla presenza tra gli altri di Aldo Amoni, presidente Epta Confcommercio Umbria, del sindaco di Spoleto Andrea Sisti, del presidente di Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera, del presidente GAL Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, del presidente della Fondazione Carispo Dario Pompili, di Andrea Tattini per Confcommercio Umbria e di Roberta Testaguzza, vicepreside dell’Istituto Alberghiero di Spoleto, scuola che con i suoi studenti contribuisce alla realizzazione dell’evento.
Le “delizie dello Stivale”
Sono 23 le città rappresentate con i loro dolci caratteristici in bella evidenza: Parrozzi e Parrozzini dall’Abruzzo, Bocconotti di Mormanno dalla Calabria, Zeppoline di S. Giuseppe e Pastiera dalla Campania, Bomboloni Romagnoli e Bizantini dall’Emilia Romagna. Ma anche Gubanetta dal Friuli, Baci di Gaeta, Biscotti di Sezze e Grezzoni della Tuscia dal Lazio, Cubeletti di Rapallo dalla Liguria. E poi anche dalle Marche Anicini al vino cotto e Biscotti alla Vernaccia, dal Piemonte Amaretti di Saronno, dalla Puglia la Cegliese, dalla Sardegna i Papassini, dalla Sicilia Torroncini Siciliani, dalla Toscana Panforte, Cubotti e Ricciarelli di Siena, dal Veneto Tiramisù, dalla Valle Aosta le Tegole. Ed infine dall’Umbria Pampepato e Fave di Morti.
Sono ‘Le delizie dello Stivale’ che grazie ad uno spazio espositivo (Sala degli Ori, in via Aurelio Saffi n.18, tutti i giorni dalle 10 alle 20) fanno bella mostra e confermano la kermesse spoletina, oltre che la più golosa d’Italia, anche come il Festival nazionale dei dolci italiani. Un evento che permette così di far conoscere a un pubblico eterogeneo la vasta cultura alimentare come quella della tradizione dolciaria italiana.
Per l’Umbria sono presenti con ‘La piazzetta del gusto’ (ex sale di Monte di Pietà) anche i dolci tipici spoletini a cura delle Proloco territoriali di San Brizio, San Giacomo e Eggi.
Dai fragranti biscotti alle crostate fatte in casa, fino ai cioccolatini raffinati e alle dolcezze gluten free, il piano terra del Chiostro di San Nicolò, cuore pulsante della manifestazione e preso subito d’assalto da tanti golosi, dà spazio allo ‘Sweet Show’, il grande mercato dove è possibile trovare altre prelibatezze dolciarie artigianali provenienti da ogni angolo d’Italia.
Al secondo piano del Chiostro proseguono anche le attività della ‘Sweet Academy’ che ospita alcuni dei migliori Pastry Chef del panorama italiano, arrivati fino a Spoleto per svelare i segreti delle loro creazioni. Dopo la chef Elena Ginevra Gasponi (celebre grazie a Bake Off Italia 2020), sabato 2 novembre (ore 16:30) toccherà al talentuoso Tommaso Foglia (eletto Pastry Chef dell’anno 2022 da Gambero Rossoe giudice dello show tv ‘Bake off Italia – Dolci in forno’): con una solida esperienza internazionale alle spalle, Foglia svelerà i segreti della pasticceria d’alta classe, tra tecniche innovative e tradizione italiana.
La “scuola” per apprendere i segreti dei Pastry Chef e le tecniche di lavorazione per realizzare capolavori di bontà, prosegue anche con i cooking show: sabato 2 novembre alle ore 11.30, ‘La Crescionda’, a cura dell’Associazione Produttori Zafferano di Spoleto con la Chef Pina Zito; alle ore 15, ‘Crumble cookies’, a cura di Coldim Biscotteria Artigianale; alle ore 16.30, ‘Bretone alle nocciole’, con lo Chef Tommaso Foglia; alle ore 18, ‘Carrot Cake’, a cura de Le Delizie di Debby.
Proseguono anche i laboratori per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni con il seguitissimo appuntamento ‘Piccoli pasticceri crescono’, a cura dell’Associazione Il Filo Rosso. Sempre al Chiostro di San Nicolò si continua a stimolare la loro creatività e la conoscenza delle materie prime: sabato 2 novembre alle ore 16 con ‘Biscotti, che bontà!’ e alle ore 18 con ‘Praline, che bontà!’.
Gli ‘Sweet Lab’ a Palazzo Mauri dedicati agli adulti sabato 2 novembre vedranno protagonista lachef Donatella Aquili con le sue masterclass esclusive, per imparare tecniche artigianali e realizzare vere e proprie opere d’arte dolciaria: ‘Il Tiramisù classico’ (ore 11) e ‘Gli occhi di bue’ (ore 15.30).
‘Dolci d’Italia’ è anche intrattenimento e sabato 2 novembre sarà dato tanto spazio alla musica. Alle ore 16, al Teatro Romano, torna l’appuntamento con ‘Dolci Note’, per un concerto realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Francesco Morlacchi” di Perugia che saprà deliziare le orecchie del pubblico. Una performance musicale dove protagonista sarà lo strumento del sassofono (Federico Malfagia, sassofono soprano, Catia Michelle Bertolini, sassofono contralto, Cristian Torzuoli, sassofono tenore, Lorenzo Ronti, sassofono baritono) accompagnata da una piccola degustazione di dolci.
Dalle 17.30, inoltre, le strade del centro storico di Spoleto si riempiranno di note con la Spoleto Young Band: un’occasione perfetta per immergersi nella magia di Dolci d’Italia con una colonna sonora d’eccezione a cura della Banda Musicale “Città di Spoleto”.
Buona raccolta delle olive, dopo il calo di oltre il 50% rispetto alle medie segnato nel 2023, e olio di ottima qualità. Queste le previsioni di Giulio Mannelli, presidente Aprol Umbria e vicepresidente Coldiretti Perugia, sulla campagna olivicola in corso in Umbria, che si attesterà molto probabilmente su una produzione soddisfacente, in controtendenza alle stime nazionali (-32%), con una qualità prevista a buoni livelli, seppur con rese ancora non elevate.
“Se nella scorsa annata il clima aveva condizionato pesantemente la raccolta – spiega Mannelli – questa campagna non ha registrato difficoltà significative nell’allegagione delle piante, che non presentano neanche particolari problemi per quanto riguarda gli attacchi di mosca olearia. Come Aprol ne abbiamo monitorato l’andamento in tutta l’Umbria, riscontrando che, grazie al caldo estivo, l’attacco è rimasto molto basso e in alcune realtà inesistente”.
“Le piante – riferisce Mannelli – sono riuscite pure a resistere allo stress idrico, anche se con qualche distinguo nei vari territori, e tutto ciò incide positivamente su qualità e quantità del prodotto, anche se le rese delle olive ancora non risultano elevate. C’è ottimismo quindi per una raccolta che dovrebbe quantomeno avvicinarsi alla media”.
“Ambiente umbro disegnato dagli ulivi”
Mannelli ricorda come l’ambiente umbro sia “disegnato” anche dagli ulivi, in primis da quelli secolari, e soprattutto dell’instancabile lavoro portato avanti con passione e sacrificio dai produttori locali, veri custodi del territorio.
“Occorre comunque – aggiunge Mannelli – rafforzare ancor di più il nostro impegno nel settore, a cominciare da sempre più mirate scelte agronomiche, commerciali e tecnologiche, per tutelare e valorizzare uno dei prodotti simbolo pure a livello turistico della nostra regione. Un’identità quella dell’Umbria – conclude Mannelli – che non può che esistere infatti, se non in simbiosi con l’agricoltura che ne caratterizza la crescita e la qualità della vita. Il nostro Evo non può più essere considerato una commodity, ma un vero e proprio alimento, che peraltro innumerevoli studi indicano come prezioso elisir di lunga vita, oltre che caposaldo della Dieta Mediterranea”.
I numeri in Umbria
In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti, si trovano quasi 7,5 milioni di piante di olivo che coprono circa 30.000 ettari e permettono di produrre mediamente circa 65.000 quintali di olio l’anno. La D.O.P. dell’olio extravergine di oliva Umbria, istituita nel 1997, è estesa all’intero territorio regionale, che è stato suddiviso in cinque sottozone (Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e Colli Orvietani). Altro snodo essenziale della qualità dell’olio umbro, è il numero dei frantoi: circa 200, che, con una presenza così capillare sul territorio, permettono la frangitura immediata delle olive, senza che queste si deteriorino per una presenza troppo lunga in magazzino prima della lavorazione.
E’ la prima condanna emessa in Umbria per aggressione verbale a un operatore sanitario quella firmata dal giudice Enrico Zibellini del Tribunale di Terni nei confronti di un 48enne orvietano che nel giugno del 2022 aveva fatto irruzione nell’ufficio del dirigente veterinario di sanità animale, Samuele Tognarini, che lo aveva multato per irregolarità sulla documentazione relativa alla provenienza di un cavallo acquistato.
Il 48enne, nonostante la presenza di altri utenti nell’ufficio, aveva pesantemente inveito contro il dirigente veterinario, chiedendo una copia della documentazione dell’animale. Urla e accuse che avevano spaventato le persone presenti nella sede Asl.
L’avvocato Gian Franco Puppola, a cui Tognarini si era rivolto, ha evidenziato la gravità delle crescenti aggressioni, anche verbali, nei confronti del personale sanitario.
Il giudice ha condannato il 48enne orvietano a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per oltraggio a pubblico ufficiale e 3mila euro di risarcimento al dirigente veterinario, oltre al pagamento delle spese legali.
La Cassa di Risparmio d Orvieto dovrà restituire i 48mila euro spesi da un pensionato per acquistare attraverso l’istituto, tra il 2012 e il 2014, azioni della Banca Popolare di Bari. E’ quanto ha stabilito il Tribunale civile di Terni, per il quale al risparmiatore la Cassa di Risparmio di Orvieto non avrebbe dovuto proporre titoli estremamente rischiosi come le azioni emesse dalla Popolare di Bari, non quotate in Borsa ed intrinsecamente a rischio di diventare non rimborsabili, poiché inadatte alle caratteristiche del risparmiatore stesso.
Aspetto evidenziato dal Coordinamento avvocati degli azionisti BPB-CRO di Terni-Viterbo (avv. Florido Fratini, avv. Leonardo Di Russo, avv. Annalisa Cannetto, avv. Sante Zampolini). Evidenziando come la sentenza risolva i contratti di acquisto dei titoli e condanni CRO a restituire il controvalore pagato dall’investitore, mentre quest’ultimo restituirà le azioni alla banca e verrà rimborsato delle spese affrontate per il giudizio.
“Accogliamo con grande soddisfazione questa sentenza – scrivono i legali – anche perché indicativa di un sempre più convinto ed uniforme orientamento da parte del Tribunale di Terni favorevole a chi ha investito i propri risparmi fidandosi di informazioni e rassicurazioni poi rivelatesi fallaci. Sono stati necessari anni di studio, di testarda convinzione e determinazione da parte dei legali che compongono questo coordinamento per raggiungere finalmente risultati in grado di fare giustizia. Andiamo quindi avanti con sempre maggior fiducia ed altrettanta testardaggine verso il perseguimento del nostro obiettivo, e cioè ricostruire correttamente una vicenda che ha causato danni per decine di milioni di euro al nostro territorio. Lo dobbiamo alle decine di persone disperate per aver perso tutti i propri risparmi che abbiamo accolto nei nostri studi ed a cui abbiamo promesso tutto il nostro impegno, non soltanto professionale”.