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Autore: Redazione

Ast e indotto, pacchetto di 12 ore di sciopero: si inizia martedì

Un pacchetto di 12 ore di sciopero. A cominciare da martedì 19 novembre. Questa la decisione delle segreterie territoriali e le Rsu di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl metalmeccanici per tutti i lavoratori del comparto metalmeccanico di Arvedi-Ast, Tubificio e indotto.

Le prime 4 ore di astensione dal lavoro a fine turno sono programmate per martedì 19. Le successive 8 ore saranno modulate nei prossimi giorni, in base all’evoluzione della situazione.

Questa la forma di protesta decisa dopo le assemblee seguite allo stato di agitazione proclamato a causa della fase di stallo, delle incertezze sul piano industriale e “all’indisponibilità dell’azienda – lamentano i sindacati – di discutere un piano industriale sganciato dall’accordo di programma”.

In considerazione di quanto previsto a livello nazionale, con il blocco/sciopero degli straordinari deciso dopo la rottura della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, i sindacati “invitano tutti i lavoratori a non dare la propria disponibilità alle entrate anticipate e comunque a prolungare l’orario di lavoro”.

I sindacati diffidano la Direzione aziendale dal fare “forzature sul cambio turno in caso di squadre sottorganico e consentire il normale orario di lavoro, prevedendo eventualmente solo la prestazione straordinaria per la messa in sicurezza degli impianti”.

“Ri-costruire il futuro”: detenuti di Capanne hanno trovato già lavoro

Presentati nella sede del Cesf-Centro edile per la sicurezza e la formazione di Perugia i risultati del progetto “Ri-costruire il futuro – per l’integrazione socio-lavorativa dei carcerati” che, partito nel mese di febbraio, aveva come obiettivo la formazione professionalizzante dei detenuti e il successivo inserimento lavorativo nelle imprese del territorio. Progetto che in pochi mesi ha portato all’inserimento lavorativo di cinque detenuti che beneficiano delle misure diurne alternative alla detenzione.

Nella prima fase del progetto, sostenuto dalla Fondazione Perugia, i funzionari dell’istituto penitenziario hanno selezionato 25 detenuti tra quelli in possesso dei requisiti per accedere ai benefici dell’articolo 21 (e dunque che possono essere autorizzati ad uscire dal carcere durante il giorno per recarsi al lavoro). Tra questi, i delegati del Cesf hanno individuato 15 allievi interessati a lavorare nel settore delle costruzioni sia durante il periodo di semi-libertà che a fine pena.

Dal 15 maggio questi allievi hanno iniziato a frequentare le lezioni dapprima nel laboratorio attrezzato all’interno del complesso penitenziario e, successivamente, nel cantiere-scuola appositamente creato all’interno del perimetro carcerario. Nel corso dei mesi, alcuni partecipanti si sono ritirati per ragioni diverse, mentre quelli che hanno portato a compimento il percorso sono stati nove.

Nel mese di settembre sono stati avviati i colloqui tra le associazioni datoriali del settore e le imprese edili del territorio per individuare quelle disponibili ad inserire nel proprio organico gli allievi potenziali beneficiari delle misure alternative alla detenzione e, successivamente, si sono svolti i colloqui individuali tra i rappresentanti delle imprese e i partecipanti al corso. Il corso si è concluso il 23 ottobre con la consegna degli attestati ai partecipanti.

“Per la realizzazione del percorso formativo – ha sottolineato Salvatore Bartolucci, imprenditore e coordinatore del corso – è stata fondamentale la sensibilità delle aziende sia quelle che si sono rese disponibili ad accogliere i detenuti alla fine del percorso sia quelle che hanno contribuito, vista la finalità sociale dell’iniziativa, mettendo a disposizione con sconti importanti, o addirittura gratuitamente, alcuni materiali e attrezzature indispensabili per la realizzazione delle attività. In particolare, un sentito ringraziamento va alle aziende Mac srl, Kimia spa e Sir Safety System spa. Questa iniziativa ha rappresentato la prima tappa di un percorso. Le parti sociali, infatti, hanno già deciso di rifinanziare un’altra esperienza analoga che miglioreremo nei contenuti, nei tempi e anche nella possibilità di entrare nel mondo del lavoro”.

A presentare i risultati del progetto sono stati Antonella Grella, direttrice del Nuovo Complesso Penitenziario Perugia “Capanne” e Salvatore Bartolucci, imprenditore e coordinatore del corso. Erano inoltre presenti Agostino Giovannini, presidente Cesf, Giuliano Bicchieraro, vicepresidente Cesf e Segretario Filca-Cisl Umbria, Albano Morelli Presidente Ance Umbria, Elisabetta Masciarri, segretario Fillea-Cgil Umbria, Moreno Mattiacci, membro della Segreteria di Feneal-Uil Umbria, Pasquale Trottolini, direttore Cna Costruzioni Umbria e Augusto Tomassini, presidente di ANAEPA Confartigianato Edilizia Perugia e Amato Naticchioni, imprenditore in pensione che ha messo a disposizione le sue competenze come docente del corso. Il progetto rientra nell’ambito del Protocollo d’intesa per promuovere l’inclusione dei detenuti sottoscritto nei mesi scorsi da tutte le parti sociali che hanno sostenuto l’iniziativa.

Nel ringraziare Fondazione Perugia per l’importante sostegno dato al progetto, la direttrice del Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia “Capanne” Antonella Grella ha sottolineato come “Il percorso sia stato molto importante perché ha potuto offrire ai detenuti una formazione specifica nel settore edile. Se il carcere, infatti, ha come mandato quello di promuovere percorsi di reinserimento lavorativo è prima di tutto importante fornire delle competenze specifiche che trovino un riscontro positivo nel mondo del lavoro. Grazie a questo progetto abbiamo potuto creare una connessione tra l’ambito lavorativo e il contesto carcerario, ne siamo molto contenti e confidiamo di poter ripetere questa esperienza anche in futuro”.

Il presidente di Ance Umbria Albano Morelli, oltre a ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita del progetto, ha espresso la sua profonda soddisfazione: “E’ la dimostrazione concreta di come il settore edile sia strettamente connesso con la società civile, non solo nel suo ruolo più evidente di costruzione e manutenzione di edifici e infrastrutture, bensì anche in quello di fucina di opportunità o -come dimostra questo percorso – di seconde opportunità. Da sempre crediamo nel lavoro e nella sua dignità come elemento di crescita umana, prima ancora che professionale, per questo non potevamo esimerci dal mettere con entusiasmo le nostre energie e le nostre imprese a disposizione della rieducazione e del reinserimento di queste persone”.

Anche per il presidente di CNA Costruzioni Umbria, Emanuele Bertini “il progetto rappresenta un importante momento di condivisione e di coinvolgimento delle fasce più fragili della società, con l’intento di dare piena realizzazione agli obiettivi di reinserimento e riabilitazione previsti dal nostro ordinamento e dalla Costituzione stessa. Per questo ne riconosciamo il grande valore sociale e morale”.

Così Pierangelo Lanini, presidente regionale ANAEPA Confartigianato Edilizia Umbria: “Siamo felici ed orgogliosi di essere stati insieme ad Ance e Cna e le parti sociali tutte, parte in causa nel sostenere questo progetto perché dare una seconda possibilità a chi esce da un percorso di vita è fondamentale per la propria dignità e permette di realizzarsi come persona. Ricreare una passione ed un amore per il lavoro è proprio di ogni essere umano e tipico dello spirito Artigiano che noi rappresentiamo”.

“Per noi Il lavoro è dignità – ha concluso Elisabetta Masciarri, segretario Fillea-Cgil Umbria anche a nome dei Segretari di Filca-CISL Umbria, Giuliano Bicchieraro, e di Feneal-UIL Umbria Alessio Panfili – per questa ragione il protocollo carceri e la conseguente attività di formazione di alcuni detenuti è un percorso che ci rende orgogliosi del sistema bilaterale. Abbiamo investito in questa idea, perché riteniamo che il recupero passi anche attraverso la creazione di un percorso di lavoro, per questo ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito fattivamente alla riuscita del progetto”.

Agricoltura, anticipati i pagamenti domande a superficie 2024

La Regione Umbria ha comunicato che è stato avviato il processo di anticipazione dei pagamenti relativi alle domande a superficie per l’annualità 2024.

In particolare, per la misura “indennità compensativa”, verranno erogati anticipi per un totale di 6.000 domande, con un importo complessivo pari a 10.300.000 euro. Parallelamente, per la misura riguardante l’agricoltura biologica, saranno effettuati pagamenti per 770 domande, per un totale di 1.200.000 euro.

Questa operazione si inserisce nel quadro delle politiche di supporto al settore agricolo, in particolare per la valorizzazione delle pratiche agricole sostenibili e per garantire un adeguato sostegno alle zone svantaggiate.

Calano i prestiti alle imprese umbre, soprattutto quelle piccole

Prosegue in Umbria la flessione dei prestiti al comparto produttivo umbro, iniziata a febbraio 2023. Un’intensità della flessione che, rileva la Banca d’Italia nell’ultimo rapporto congiunturale, è
andata attenuandosi per i finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni, mentre si è accentuata per quelli alle più piccole.

A fronte infatti di una riduzione dei prestiti bancari alle imprese che ad agosto, su base annua, era del 2,5%, tra le imprese di medio-grandi dimensioni il dato scende a -1,1% mentre per le piccole è del 7,5% (-5,1% per le famigli produttrici).

Sull’andamento – rileva sempre la Banca d’Italia – ha continuato a incidere una domanda di credito fiacca, associata a un costo del credito rimasto elevato e a criteri di erogazione da parte del sistema bancario che si sono ulteriormente irrigiditi.

Pochi investimenti, molta liquidità

Del resto, le incertezze del quadro geopolitico hanno portato molte imprese a rinviare gli investimenti programmati (circa un terzo di quelle umbre). Anche per questo, la liquidità a disposizione delle aziende umbre è rimasta elevata. Quasi sette imprese su dieci la ritengono più che sufficiente o abbondante rispetto alle esigenze aziendali (erano meno di sei un anno prima); solo il 2,8% la valuta scarsa (dal 9,4%).

L’indice di liquidità finanziaria – definito dal rapporto tra le attività più liquide detenute presso il sistema bancario e i debiti a breve scadenza verso banche e società finanziarie – ha raggiunto un nuovo massimo, grazie all’aumento dei depositi a risparmio e dei titoli quotati.

I settori

Quanto ai settori economici, la riduzione del credito è stata più intensa nelle costruzioni (-6,3% ad agosto 2024 su base annua) e nella manifattura (-4%). In quest’ultimo comparto la dinamica ha scontato particolarmente la riduzione della spesa per investimenti. Quanto ai servizi, la riduzione è stata più contenuta (-1,4%).

Il costo del credito

Dopo il sensibile incremento registrato lo scorso anno in seguito alle manovre restrittive della BCE, il costo medio dei finanziamenti connessi con le esigenze di liquidità si è stabilizzato (6,8% nella media del secondo trimestre). Anche con riferimento alle diverse branche di attività economica e classi dimensionali.

Il tasso annuo effettivo globale (TAEG) sulle nuove operazioni a fini di investimento ha invece registrato un calo di 80 punti base (al 5,9%). Sulla base dei dati di Sondtel, il 26,2% delle imprese si attende un
allentamento delle condizioni di indebitamento nella seconda parte dell’anno. La quota – rileva la Banca d’Italia – restante una sostanziale stazionarietà.

Si ribalta con il trattore, muore 69enne

E’ morto sotto al trattore su cui stava lavorando e che si è ribaltato. La vittima è un 69enne, rimasto appunto sotto il trattore ribaltatosi nell’incidente che si è verificato in Strada Mugnano Fontignano, nel comune di Perugia.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di corso Cavour, che hanno richiesto il supporto di una squadra per estrarre il corpo dell’uomo da sotto il mezzo agricolo, ormai senza vita. Il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Sul posto intervenuti i carabinieri, che indagano sull’incidente, e la polizia locale.

Ast, proclamato lo stato di agitazione: “Incertezza sul piano industriale”

Terminato il ciclo di assemblee in Acciai Speciali Terni e Tubificio, le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e le Rsu del Gruppo Arvedi Ast hanno proclamato lo stato di agitazione, lamentando incertezza sul piano industriale.

I sindacati lamentano il proseguimento della fase di stallo e l’indisponibilità dell’azienda a discutere un piano industriale “sganciato dallo stesso accordo di programma”.

“I lavoratori e le lavoratrici – ricordano i sindacati – da oltre due anni con senso di responsabilità hanno reso sostenibile la lunga fase di incertezza che ha anche determinato un cambio sull’organizzazione del lavoro modificando tempi, carichi, ritmi e rapporti con alcuni livelli dirigenziali controproducenti nel confronto con i lavoratori. Non viene riconosciuto il sapere dei lavoratori e per questo viene meno il senso di appartenenza. Tutto questo – spiegano – contribuisce all’aumento del malcontento generale con l’aggiunta del fatto che nell’ottica delle razionalizzazioni e delle efficienze le azioni introdotte si sono limitate, troppo spesso, a semplici comunicazioni, senza un coinvolgimento appieno dei lavoratori e delle loro rappresentanze escludendoli, quindi, dai processi di condivisione”.

Infine, segnalano “lo stato di indebolimento in termini salariali e occupazionali delle ditte dell’indotto che invece sono strategiche per i livelli qualitativi, produttivi, di manutenzioni e servizi dello stabilimento”.

Criticità per le quali le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e le Rsu del Gruppo Arvedi Ast chiedono “un cambio di passo”, e certezze, non solo rispetti agli investimenti da confermare, ma anche su un cronoprogramma per la sua realizzazione, “anche per definire le relative ricadute sul piano sociale e ambientale”.

Nella Rsu di gruppo che si svolgerà venerdì 15 novembre saranno definiti i dettagli della mobilitazione.

Il Report Bankitalia: cala la fiducia degli imprenditori umbri

Il rallentamento dell’economia tedesca frena anche la manifattura umbra, con circa un terzo delle imprese industriali che vede in calo il fatturato nei primi nove mesi dell’anno, con una conseguente riduzione prevista deli investimenti nel prossimo. E’ quanto emerge dal sondaggio congiunturale sull’industria umbra inserito nell’aggiornamento di novembre del Report sull’economia regionale redatto dalla Banca d’Italia. Da cui emerge un quadro che vede l’economia umbra debole, con una crescita, a giugno rispetto ai primi sei mesi del 2023, appena dello 0,2%.

Cosa che ha iniziato a incidere anche sulla demografia delle imprese, con il numero delle cessazioni che ha superato quello delle nuove iscrizioni.

Cala la fiducia degli imprenditori dell’industria

Segnale confermato proprio dal calo della fiducia delle industrie emerso nel sondaggio congiunturale. È proseguito il calo del fatturato in relazione al perdurante contributo negativo della domanda interna; le esportazioni sono invece tornate ad aumentare, nonostante il calo degli acquisti dalla Germania, principale mercato di sbocco delle merci umbre. La scarsa vivacità dell’attività economica e i tassi di interesse ancora elevati hanno raffreddato la spesa per investimenti; le incerte prospettive del quadro economico inducono a prudenza gli operatori anche nella formulazione dei piani per il prossimo anno.

Edilizia e mercato immobiliare

L’attività edilizia è ulteriormente cresciuta nel corso del 2024. Gli effetti del ridimensionamento degli incentivi all’edilizia privata (in Umbria il ricorso al Superbonus è stato più intenso rispetto alla media del italiana, anche in relazione alle maggiori opportunità previste dalla normativa per i proprietari degli
edifici danneggiati dal sisma del 2016) sono stati ampiamente compensati dall’incremento degli investimenti degli enti pubblici territoriali, in particolare di quelli finanziati dal PNRR, e dagli interventi di ricostruzione post-terremoto: l’attività di ricostruzione è proseguita con un’intensità analoga a quella del biennio precedente e alla fine di maggio il numero dei cantieri attivi era superiore del 2,5% rispetto a un
anno prima.

Il mercato immobiliare abitativo ha mostrato un andamento ancora debole nel comparto abitativo: le compravendite sono calate ancora del 2,4%.I prezzi hanno evidenziato un lieve recupero
(1,2%). Nel comparto non residenziale le contrattazioni sono invece tornate a crescere (13,4%).

Il terziario

Anche nel terziario l’andamento è rimasto positivo. Secondo il sondaggio della Banca d’Italia, nei primi nove mesi del 2024 più della metà delle imprese ha rilevato un aumento del fatturato, a fronte di circa un quarto che ha segnalato una diminuzione; anche depurando il dato dall’effetto dell’aumento dei listini, il saldo rimane ampiamente positivo (17%).

Il settore ha continuato a beneficiare del supporto fornito dal turismo: nei primi nove mesi del 2024 le presenze sono aumentate del 4,4% nel confronto con lo stesso periodo del 2023.

Redditività e credito

La redditività delle imprese è rimasta soddisfacente, pur mostrando alcuni segnali di indebolimento. Le disponibilità liquide, ampiamente adeguate alle necessità operative, sono ulteriormente aumentate. È proseguito il calo dei prestiti al settore produttivo che ha riflesso un elevato livello dei tassi di interesse, condizioni di offerta restrittive e una ridotta domanda per investimenti. La qualità del credito è peggiorata, in misura più intensa che nel Paese, in particolare nel settore manifatturiero.

Export

Nei primi sei mesi dell’anno in corso le esportazioni regionali a prezzi correnti sono tornate a crescere (6,8% rispetto al 2023). Tra i settori produttivi, l’agroalimentare, l’abbigliamento e la meccanica hanno continuato a fornire un contributo ampiamente positivo. L’aumento delle esportazioni ha riguardato principalmente i flussi diretti verso i paesi extra-UE (17,4%). Sono cresciute in particolare le vendite di abbigliamento negli Stati Uniti e di prodotti agroalimentari nei mercati asiatici.

Tra i paesi dell’Unione europea l’incremento è stato molto più contenuto (0,5%). Vi ha inciso l’andamento negativo dell’export di metalli e di macchinari verso la Germania, principale mercato di sbocco delle esportazioni regionali. Secondo i dati di Sondtel, circa la metà delle aziende industriali che intrattengono rapporti commerciali con controparti tedesche ha segnalato una riduzione delle quantità vendute, in molti casi di notevole entità; la parte restante ha rilevato una sostanziale invarianza. Per compensare questo calo un’ampia quota di imprese sta cercando di aumentare le proprie esportazioni in altri paesi.

Occupazione

Il numero di occupati ha continuato a crescere; a differenza degli anni precedenti, l’incremento si è concentrato tra i lavoratori autonomi. In Umbria (dati Istat) nei primi sei mesi dell’anno il numero di occupati è cresciuto dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2023 (1,5% in Italia). L’aumento
ha interessato esclusivamente la componente femminile e i lavoratori autonomi (3,0 e 7,1%.

L’incremento dell’occupazione nel settore dei servizi, in particolare quelli turistici e del commercio, ha più che compensato la flessione registrata nell’industria. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 66,9% (dal 66,4% del primo semestre dello scorso anno).

Famiglie

L’aumento dell’occupazione e la stabilizzazione del tasso di inflazione hanno sostenuto il potere di acquisto delle famiglie. Con un modesto aumento dei consumi, nonostante il ricorso alle relative forme di credito sia rimasto significativo. Le famiglie umbra hanno ancora preferito investire i propri risparmi in titoli(+41,1%), mentre i depositi sono calati dell’1,3%.

imprenditrici

Bando “Myself plus 2024” per imprenditoria femminile e under 35

Dopo il rafforzamento della sede a Terni, con un punto di riferimento anche nel centro della città, Sviluppumbria rafforza il sostegno alle iniziative imprenditoriali dell’area, in particolare dei giovani under 35 e delle donne. Una fascia sulla quale è stato volutamente orientato il bando “Myself plus 2024”, che la Regione ha messo a disposizione per le micro e piccole imprese con sede operativa in Umbria.

Un sostegno finanziario per quelle attività, anche di lavoro autonomo di recente o prossima costituzione, con particolare riguardo a quelle promosse appunto dai giovani e dalle donne, che così possono ottenere un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero.

A gestire la misura sarà Sviluppumbria, che realizzerà l’attività di orientamento e di supporto per le imprese costituite e per le persone fisiche interessate alla presentazione della domanda, nonché l’attività di supporto e tutoraggio ai soggetti beneficiari nella fase di rendicontazione delle spese ammissibili, al fine di favorire la corretta fruizione delle agevolazioni.

Risorse e spese ammissibili

Le risorse stanziate ammontano ad 1 milione di euro, con una riserva del 25% per i giovani under 35 e del 40% per le donne. Sono finanziabili i progetti imprenditoriali rientranti nella produzione di beni, fornitura di servizi, commercio e artigianato per una spesa complessiva compresa tra euro 10mila e 66.667, con un’intensità di aiuto pari al 95% della spesa ammissibile di cui il 75% finanziamento tasso 0 senza garanzie (max euro 50mila) e 20% contributo a fondo perduto.

Spese ammissibili: macchinari, attrezzature e arredamento; hardware, software, sito web e e-commerce; piccole opere murarie ed impianti; mezzi di trasporto, limitatamente ai casi in cui risultino funzionali e strumentali all’attività; spese correnti come utenze; spese per il business plan; consulenze; affitto locale; pubblicità; acquisto materie prime; formazione.

Come partecipare, date e scadenze invio

La presentazione delle domande di ammissione alle agevolazioni si struttura in due fasi: la prima è riferita alla compilazione della domanda, che può essere avviata fino alle ore 12 del 28 febbraio 2025; la seconda fase è relativa all’invio vero e proprio della domanda, che può essere inoltrata fino alle ore 12 del 28 febbraio 2025. Per l’invio va utilizzato esclusivamente il servizio on line raggiungibile all’indirizzo: https://puntozero.elixforms.it. Il testo completo del bando e la modulistica sono pubblicati sul Supplemento ordinario n. 1 al BUR “Serie Avvisi e Concorsi” n. 44 del 08/10/2024.

Si ribalta tir col cemento, bloccato lo svincolo per l’autostrada

Rimasto bloccato lo svincolo per l’autostrada, a Nera Montoro, per un incidente avvenuto poco dopo le 13 sulla via Ortona.

Un tir che trasportava cemento si è ribaltato. L’autista è riuscito ad uscire autonomamente, affidandosi alle cure del 118.

Dal mezzo è uscito del carburante, ma non il carico di cemento. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza il tir. Sarà necessario un trasbordo della calce in polvere per poter rimuovere il mezzo pesante, si prevedono tempi lunghi per la riapertura dello svincolo.

Sul posto stanno operando i carabinieri insieme ai vigili del fuoco.

Colto da un malore nel bosco, muore cacciatore

Un cacciatore spoletino è morto, a seguito di un malore mentre si trovava nei boschi, nella zona di Meggiano, nell’Alta Marroggia.

L’allarme è scattato intorno alle 15. Quando il personale del Sasu dell’Umbria, il personale del 118 e i carabinieri hanno raggiunto l’uomo, per lui non c’era più niente da fare.

Ottenute le autorizzazioni dal magistrato di turno per la rimozione, la salma è stata riportata a Spoleto dagli operatori del Sasu.

Un caso simile, quasi in contemporanea, si era verificato ad Anghiari, in una zona boschiva ai confini tra Toscana e Umbria. I compagni della squadra di caccia al cinghiale, in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, sono riusciti a raggiungere defibrillatore pubblico, salvandogli così la vita.

A Foligno, in una zona boschiva nei pressi dell’Abbazia di Sassovivo, un cacciatore è invece caduto in un dirupo, ferendosi. E’ stato portato in salvo dal personale del Sasu.