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Autore: Matteo Savino

Impianti a biomasse, si chiude il bando: si studiano le modifiche al prossimo

Esaurite le risorse disponibili (5.5 milioni la dotazione nel triennio 23-25) per il bando che finanzia la sostituzione degli impianti a biomasse con dispositivi meno inquinanti e più efficienti. La la società 3A-PTA, affidataria del servizio, in accordo con gli uffici della Regione, ha annunciato che pertanto si chiuderà nelle prossime settimane con la liquidazione delle domande finanziabili in base all’ordine cronologico di presentazione.

Il bando ha raccolto un numero di domande che si è moltiplicato in pochi mesi con un fattore esponenziale arrivando a novembre 2024 ad un numero complessivo di ben oltre 2000 domande, con un valore medio di 2500 euro di contributo a singola istanza che esauriscono le disponibilità finanziarie messe a disposizione. La risposta da parte della cittadinanza alla misura costituisce un importante segnale di attenzione da parte della comunità regionale, sia sotto il profilo ambientale che sociale.

La Giunta regionale, nelle more del pronunciamento da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulla revisione e richiesta di rifinanziamento dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria, si sta già impegnando per una ridefinizione della misura circoscrivendola esclusivamente alle aree di superamento dei valori limite degli inquinanti, attraverso una zonizzazione degli interventi che punti a risolvere quegli elementi di criticità che rischiano di ricondurre la nostra regione nuovamente in procedura d’infrazione.

I sindacati dal prefetto per provare a sciogliere i troppi nodi intorno all’Ast

I rappresentanti di Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno incontrato il prefetto di Terni Antonietta Orlando, per rappresentare tutti i timori legati ai mancati investimenti per il rilancio dell’Ast da parte del Gruppo Arvedi, così come dei progressi per far partire l’Accordo di programma che dovrebbe portare ossigeno a tutto il territorio ternano.

“Scoprire le carte” di un gioco che si protrae da tempo, sulla pelle dei lavoratori, delle imprese dell’indotto e di tutta la comunità ternana è ciò che vogliono i sindacati. Che confidano in questo nell’aiuto del prefetto.

Anche perché l’aggiornamento che, in base alla road map indicata al Ministero, l’annunciato aggiornamento sulla situazione non c’è stato. Né sembrano esserci passi in avanti rispetto alla fine di febbraio, data ultima indicata dal ministro Urso per la firma dell’Accordo di programma.

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro a Terni con i rappresentanti della Giunta regionale.

E proprio a Governo e Regione si rivolge il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, chiedendo di accelerare, ricordando come siano tanti i nodi da sciogliere intorno ad Ast, da quello industriale, a quello energetico, a quello ambientale.

imprenditrici

In dieci anni l’Umbria ha perso oltre 15mila giovani

“Mancano” 15.420 giovani in Umbria negli ultimi 10 anni. Nel 2014 i residenti di età compresa tra 15 e 34 anni erano infatti 178.771, mentre nel 2024 sono scesi a 163.351. Un calo dell’8,6% superiore alla media nazionale (del 5,8%) che preoccupa, dal punto di vista sociale ed economico.

Un calo determinato dal fenomeno della denatalità. In Umbria nel 1943 erano nati 15.088 bambini, mentre nel 2023 il numero delle nascite è sceso a 4.766. Un fenomeno che si riscontra in entrambe le province: nella provincia di Perugia si è passati dagli 11.451 nati nel 1943 ai 3.653 del 2023; in quella di Terni da 3.637 a 1.113.

L’indagine della Cgia mostra come il numero dei giovani presenti in Italia sia drasticamente diminuito. Negli ultimi dieci anni, la popolazione italiana nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni è diminuita di quasi 750mila unità, pari al -5,8%. Nel 2014 c’erano poco più di 12,8 milioni di giovani; nel 2024 sono meno di 12,1 milioni. Questa contrazione ha colpito il Centro (-4,9%) e, in particolare, il Mezzogiorno, con una riduzione allarmante del -14,7%. Al Nord, invece, il saldo di quasi tutte le regioni è preceduto dal segno più.

Quello del calo della presenza dei giovani è dunque un problema che riguarda quasi tutte le regioni italiane. Negli ultimi dieci anni non perdono giovani solo il Friuli Venezia Giulia (dove il loro numero è stabile), la Liguria (4.962 in più), il Trentino Alto Adige (+5.058), la Lombardia (+62.920) e l’Emilia Romagna (+47.174).

E questo nonostante anche in queste regioni si sia assistito ad un calo della natalità: dal 1943 al 2023 in Lombardia i nati sono passati da 100.547 a 65.659; in Trentino Alto Adige da 15.351 a 8.484; in Emilia Romagna da 57.066 a 28.568. L’incremento dei giovani, si deve all’arrivo da altre regioni o dall’estero.

“Tasse azzerate
per chi viene a vivere a Terni”

Si stacca cisterna gpl dalla motrice sul Raccordo Terni – Orte

La cisterna di gpl si è staccata dalla motrice, mentre il tir stava percorrendo il Raccordo Terni – Orte, all’altezza dello svincolo per Amelia, in direzione della Città dell’Acciaio.

L’incidente si è verificato poco dopo le 6 di questa mattina, lunedì. La cisterna da 40000 litri fortunatamente è rimasta in corsia, non prendendo fuoco e non causando incidenti.

Non è possibile rimuoverla, semplicemente riagganciandola ad un altra motrice. Per questo, si sta attendendo una squadra dei vigili del fuoco specializzata, proveniente da Roma, per travasare in sicurezza tutto il gpl su un altra cisterna marciante, per poi poter rimuovere quella danneggiata senza pericolo.

I vigili del fuoco prevedono che l’intera operazione possa durare fino al primo pomeriggio. Sul posto anche i carabinieri per la viabilità, al momento è chiusa solo la corsia destra, sempre in direzione Terni.

Atti persecutori nei confronti di una donna, arrestato

Un giovane tunisino, già noto alle forze dell’ordine per atteggiamenti persecutori, è stato arrestato dalla polizia di Foligno dopo aver aggredito in un parcheggio, ubriaco, la donna che da tempo stava pedinando, seguendola ovunque.

La donna si è rifugiata nel vicino Commissariato, denunciando l’accaduto. Gli agenti hanno trovato il giovane in corso Cavour, in evidente stato di alterazione da sostanze alcoliche.

Dopo averlo accompagnato in Commissariato per le attività di rito, i poliziotti hanno acquisito la querela della vittima, dalla quale è emerso che il giovane, da diverso tempo, aveva iniziato a tenere una condotta persecutoria nei confronti della donna, con avvicinamenti, approcci nei locali dalla stessa frequentati, circostanze che l’avevano indotta a mutare le proprie abitudini di vita e ad ingenerarle uno stato di paura.

La vittima ha riferito che, negli ultimi tre giorni, la condotta dell’uomo era diventata più insistente al punto da minacciarla e, nell’ultima occasione, aggredirla fisicamente.

Per questi motivi, il giovane straniero è stato tratto in arresto dal personale del Commissariato di polizia di Foligno e, su disposizione del pubblico ministero di turno, trattenuto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

In casa della madre minacciata nonostante il divieto: la donna lo fa arrestare

E’ stato arrestato dalla polizia il 30enne trovato nell’abitazione della madre, a Corciano, nonostante il divieto del giudice di avvicinarsi alla donna, dopo le minacce e le violenze da lei subita, ed anche di dimorare nel territorio comunale.

A chiamare gli agenti è stata la donna, che ha riferito che da ottobre, da quando era scattata la misura, il figlio l’aveva in realtà più volte raggiunta in casa, aggredendola e minacciandola ancora.

Constatata la violazione delle prescrizioni della misura cautelare, gli agenti hanno accompagnato il giovane in Questura dove, al termine delle attività di rito, è stato tratto in arresto. Su disposizione del pubblico ministero, il 30enne è stato trattenuto presso le camere di sicurezza fino all’udienza di questa mattina, con la quale il gip ha convalidato l’arresto e disposto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

“Tasse azzerate per chi viene a vivere a Terni e dimezzate per le imprese”

“Tassazione azzerata per chi viene a vivere a Terni e dimezzata per le aziende che arrivano ad investire sul territorio”. Il sindaco Stefano Bandecchi lancia la proposta per invertire l’andamento demografico nella Città dell’Acciaio e per favorire l’insediamento di nuove imprese nel territorio.

Per attrarre nuovi residenti, Bandecchi sta pensando di annullare qualsiasi tipo di tassa comunale per 15 anni.

Per l’insediamento di aziende, invece, l’ipotesi su cui si sta lavorando è quella di applicare una tassazione del 50%.

“Dobbiamo incentivare la gente a venire – dice il primo cittadino, che ha rilanciato la sua proposta anche sul proprio profilo social -. Io continuo nel mio sogno, nel mio percorso”.

Gli uffici comunali stanno lavorando per verificare la praticabilità della misura che il sindaco sembra determinato ad attuare.

Cambiano le regole per le case popolari ed è subito scontro politico

Verso il cambio delle regole per l’assegnazione delle case popolari in Umbria. Una normativa più equa che rende più accessibili gli alloggi pubblici, rivendica la maggioranza con l’assessore Fabio Barcaioli, che ha proposto il disegno di legge, approvato in via preliminare dalla Giunta, per la modifica della legge regionale 28 novembre 2003, n. 23, in materia di edilizia residenziale sociale.

La minoranza di centrodestra attacca, puntando l’indice contro la scelta di eliminare il requisito della residenza quinquennale continuativa in Umbria e dell’essere incensurati.

La legge vigente finora richiede che chi domanda un alloggio ERS risieda ininterrottamente in Umbria per almeno cinque anni. La riforma elimina questa restrizione. Rispondendo così – si ricorda in una nota della Giunta – alle recenti sentenze della Corte Costituzionale. La modifica consentirà a chi ha un legame stabile con il territorio, di 12 mesi con sei mesi nel territorio comunale, di accedere agli alloggi.

Altra modifica sarà l’abolizione del divieto di possedere immobili all’estero poiché la normativa attuale esclude dalla graduatoria chiunque sia proprietario di un’abitazione all’estero, senza considerare il valore dell’immobile. La proposta di modifica – si legge ancora nella nota della Regione – prevede che venga effettuata una valutazione più equa del valore e della reale disponibilità dell’immobile, per evitare penalizzazioni ingiustificate. Questo intervento si allinea anche con il principio che la residenza effettiva e le condizioni di vita nel territorio regionale debbano essere prioritari.

Infine vi sarà l’eliminazione del requisito dell’incensuratezza per tutti i componenti del nucleo familiare. Attualmente la legge prevede che nessun membro della famiglia possa avere precedenti penali per accedere a un alloggio ERS. Con la riforma, il requisito dell’incensuratezza sarà limitato al solo richiedente diretto e non riguarderà i reati minori. Tuttavia, il requisito resterà valido per i reati associativi e quelli di particolare gravità. Questo – viene spiegato – per evitare che un’intera famiglia venga penalizzata per le azioni di un singolo componente.

“Questa riforma nasce dalla necessità di correggere alcune rigidità che hanno limitato l’accesso agli alloggi pubblici, penalizzando chi ha un reale bisogno di una casa. Le modifiche proposte sono in linea con i principi costituzionali e rispondono alle esigenze di giustizia sociale, garantendo un sistema più equo” spiega l’assessore Barcaioli.

Il disegno di legge sarà ora sottoposto all’iter legislativo previsto, con il coinvolgimento delle commissioni competenti e con il contributo delle forze politiche interessate, per arrivare alla sua approvazione definitiva nel pieno rispetto dei diritti di tutte le cittadine e dei cittadini umbri.

Ma il disegno di legge viene fortemente criticato dalle opposizioni.

Per il consigliere Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria civica) si tratta di “una scelta ingiusta che discrimina chi ha sempre rispettato le regole e vive nel territorio da anni”. Esprimendo la propria
“forte preoccupazione per le recenti modifiche al regolamento delle case popolari” proposte dall’assessore.

“Le nuove norme – evidenzia il consigliere regionale di opposizione – penalizzano ingiustamente i cittadini che rispettano la legge, i residenti storici e chi da anni vive nel territorio, privilegiando invece criteri che
rischiano di creare disparità e tensioni sociali. Queste modifiche rappresentano un affronto ai principi di equità e giustizia sociale che dovrebbero guidare le politiche abitative. Chi ha sempre rispettato le
regole, chi risiede nel territorio da anni e chi ha contribuito alla crescita della comunità umbra si vedrà ora scavalcato da criteri che non tengono conto del merito e della storia delle persone. Le nuove norme, infatti, introducono parametri di accesso alle case popolari che rischiano di escludere proprio coloro che hanno dimostrato attaccamento al territorio e rispetto delle regole”.

Attacca anche il segretario umbro della Lega, Riccardo Augusto Marchetti: “La nostra legge . ricorda – prevedeva che fossero necessari cinque anni di residenza in Umbria per poter accedere agli alloggi, mentre per la sinistra bastano 12 mesi: una modifica iniqua e insensata, che consente agli ultimi arrivati di scavalcare nelle graduatorie sia italiani che stranieri regolari che già vivono stabilmente sul territorio. Avevamo previsto anche che chi possiede immobili all’estero non avesse diritto all’alloggio in Umbria, altro vincolo che la sinistra ha deciso di abrogare, mettendo così in difficoltà quegli italiani che hanno invece ereditato anche una piccola quota di immobile e che per questo rischiano di essere esclusi dalle graduatorie dell’edilizia residenziale sociale. Non stupisce – prosegue Marchetti – la presa di posizione dell’assessore Barcaioli: del resto il suo partito è lo stesso che ha fatto la fortuna di Ilaria Salis assicurandole un seggio in Europa, lei che le case le occupa fregandosene della legge e delle regole”.

Convalidato l’arresto del ristoratore trovato con 65 kg di cocaina

E’ stato convalidato l’arresto in carcere – attualmente di trova a Capanne – del noto ristoratore folignate 47enne a cui la guardia di finanza ha trovato 65 kg di cocaina. Droga che immessa sul mercato avrebbe fruttato 6 milioni di euro.

L’uomo rischia fino a 20 anni di carcere. Si tratta del più grande sequestro di droga effettuato in Umbria. Il ristoratore era monitorato da tempo dalle fiamme gialle, che giovedì hanno fatto scattare l’operazione mentre stava rientrando da Roma in auto.

Lo hanno seguito fino al garage a Foligno. Nell’auto i finanzieri hanno trovato 14 kg di droga. Altri 7 kg erano nel garage. Il resto, la parte più rilevante, era nascosta nel controsoffitto di uno dei suoi due ristoranti.

Indagini sono in corso anche per stabilire la rete del commercio della droga nella piazza di Foligno e dell’Umbria.

Cade con lo scooter nella notte, muore 50enne di Terni

E’ morto nella notte tra venerdì e sabato, cadendo con lo scooter su cui viaggiava ad Arrone, nei pressi del bivio di Casteldilago.

La vittima è un 50enne di Terni, Daniele Capitanucci, dipendente Ilserv.

Nell’incidente, avvenuto intorno alle 4 di notte, non sembra siano rimasti coinvolti altri mezzi. L’uomo è morto sul colpo: il personale del 118 accorso dopo l’allarme ha soltanto potuto constatarne il decesso.

La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Terni.