Skip to main content

Pupazzo appeso a testa in giù, grave atto intimidatorio nei confronti di Bandecchi

Grave atto intimidatorio nei confronti del sindaco Stefano Bandecchi. Sabato notte è stato trovato davanti a Palazzo Spada un fantoccio con il volto di Bandecchi, appeso a testa in giù, come avvenne per il corpo di Mussolini a piazzale Loreto.

Una minaccia arrivata al termine di una giornata segnata dal corteo di coloro che chiedono le dimissioni del sindaco e l’intervento del prefetto per aver leso la dignità istituzionale con una serie di violente esternazioni verbali (l’ultima nel mirino quella sulle bambine di Gaza).

Il sindaco ha commentato il gesto attraverso i social. Accusando la sinistra – compresi alcuni rappresentanti istituzionali che hanno partecipato alla manifestazione di sabato – di aver generato un clima che ha prodotto un simile gesto. Sul quale adesso sta indagando la Digos.

Il messaggio di San Francesco, tra cultura e speranza di pace VIDEO

Nel giorno di San Francesco, che dal prossimo anno tornerà ad essere festa nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha ricordato la fonte di ispirazione culturale (“ha incarnato la summa del genio italico”), ma l’esempio di dialogo e pace, auspicando che possa essere d’esempio per interrompere la “terza guerra mondiale a pezzi” che si sta combattendo e che, con l’accettazione del piano di pace da parte di Hamas, si possa arrivare alla pace in Medioriente.

La presidente Meloni ha ricordato il percorso che ha portato il Parlamento, appunto, a reintrodurre la festa di nazionale il 4 ottobre e l’importanza delle iniziative programmate per il 2026, ottavo centenario della morte di San Francesco.

La presidente Meloni, che era accompagnata dal ministro della Cultura, Alessandro Giulio, all’inizio del suo intervento ha replicato anche ad alcuni manifestanti che l’hanno contestata inneggiando alla Palestina, ricordando proprio l’esempio di Francesco incline al dialogo.

Con i discorsi delle autorità dalla Loggia del Sacro Convento si è conclusa la prima parte delle celebrazioni per la festa di San Francesco Patrono d’Italia. Il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, ha acceso la Lampada votiva dei Comuni d’Italia in rappresentanza del popolo italiano durante la celebrazione nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco, presieduta da Mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro e Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana.
Centrale nei vari interventi è stato proprio il riferimento a san Francesco d’Assisi e alla sua attualità per la società contemporanea, vista anche la recente decisione del Parlamento di reintrodurre la festa nazionale del 4 ottobre in suo onore.

“Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato la legge che rende il 4 ottobre festa nazionale – ha dichiarato il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, all’inizio della celebrazione in Basilica –: non solo un omaggio al Patrono d’Italia, ma il riconoscimento di valori che parlano a tutti. Perché questa festa diventi davvero feconda, occorre che ciascuno ne tragga conseguenze concrete: le nostre comunità con il loro vivere quotidiano; le amministrazioni locali con le loro scelte di giustizia e di inclusione; il Parlamento e il Governo con leggi e politiche coerenti con ciò che oggi si proclama; ciascuno di noi con scelte di vita sobrie e fraterne. Nel testo della legge si citano i temi “della pace, della fraternità tra i popoli, dell’inclusione sociale e della tutela dell’ambiente”: termini che costituiscono una vera e propria sfida e una chiamata alla responsabilità”.

Il sindaco dell’Aquila e presidente Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, giunto ad Assisi insieme al presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, ha acceso la lampada di San Francesco, davanti alla tomba del santo. Le cui spoglie mortali, il prossimo anno, saranno esposte al pubblico a 800 anni dalla sua morte.

Terminati i saluti istituzionali, sono ripresi alle 16 le celebrazioni liturgiche conclusive della giornata di festa ad Assisi. L’amministrazione comunale parla di oltre tremila pellegrini abruzzesi che hanno gremito le piazze e l’interno del Santuario francescano. Grandissima risonanza anche per l’annuncio del centenario francescano del 2026 e della prima pubblica ostensione delle spoglie di san Francesco dal 22 febbraio al 22 marzo: il sito web dedicato, www.sanfrancescovive.org, è stato preso d’assalto dai fedeli al punto da causare alcune outages temporanee nella procedura di prenotazione gratuita, ma obbligatoria, dell’esperienza della venerazione del corpo di san Francesco.

“È stata davvero una giornata di festa, per tutti, nel più vero senso della parola – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – perché mentre abbiamo celebrato san Francesco ci siamo anche ritrovati più uniti, più solidali, più rispettosi gli uni degli altri, nonostante le nostre molteplici differenze. È vero, infine, che Francesco davvero parla a ciascuno e invita tutti a imparare da lui uno stile di vita e relazionale fraterno e fiducioso”.

Nei primi di gennaio 2026 si terrà l’apertura ufficiale del centenario della morte di san Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

Turismo digitale, Perugia accendei riflettori su BTO On Tour

La Camera di Commercio dell’Umbria ha ospitato la tappa di BTO On Tour 2025, l’anteprima itinerante che anticipa l’appuntamento nazionale “Be Travel Onlife – BTO”, in programma a Firenze l’11 e 12 novembre. Una giornata di alta formazione e confronto che ha riunito operatori, studiosi e professionisti del turismo per discutere le grandi trasformazioni del settore, tra digitale, sostenibilità e nuove forme di ospitalità.

L’apertura dei lavori
Ad aprire i lavori è stato Federico Sisti, Segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha rivolto il suo saluto a una platea numerosa e attenta. “Il rapporto umano è sempre più apprezzato e decisivo per il successo in questo campo”, ha sottolineato Sisti, invitando gli operatori a non smarrire la centralità delle persone in un’epoca dominata dalle tecnologie. “Diamoci la libertà di pensare fuori dagli schemi e cerchiamo di far rientrare nell’ambito umano l’esperienza turistica”. Un richiamo che ha fatto da filo conduttore a tutta la mattinata, tenendo insieme le riflessioni sull’innovazione digitale e la necessità di restare ancorati alla dimensione autentica dell’accoglienza. Sisti ha poi evidenziato “il successo di partecipazione di questa tappa umbra, che dopo la già apprezzata tappa dello scorso anno conferma quindi il grande interesse delle imprese umbre per questo appuntamento”.

Tapinassi: un percorso lungo diciassette edizioni
Francesco Tapinassi, direttore scientifico di BTO dal 2018, ha ripercorso la storia dell’iniziativa, giunta quest’anno alla sua diciassettesima edizione. “BTO non è più solo un evento, ma un laboratorio dove si sperimenta il futuro del turismo”, ha spiegato, ricordando che l’edizione fiorentina del prossimo novembre conterà 125 giornalisti accreditati e oltre 300 speaker.

“BTO – Be Travel Onlife è un evento di Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, da sempre attente alla competitività del turismo connesso alla sfida dell’innovazione digitale – ha aggiunto – L’organizzazione è affidata a Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana”. Un passaggio che ha sottolineato la natura corale e istituzionale di un progetto capace di mettere in rete esperienze e visioni.

Turismo enogastronomico e intelligenza artificiale
Uno dei momenti più seguiti è stato l’intervento di Roberta Milano, docente universitaria, direttore scientifico del Food & Wine Tourism Forum e membro del comitato scientifico BTO. Milano ha dedicato la sua relazione al tema “Turismo enogastronomico: strumenti digitali e AI per essere competitivi”, portando esempi concreti dal caso dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

“Puntate sui numeri e non sulle vuote parole – ha ammonito – La gente è sempre più sospettosa del green washing. E attenzione: l’intelligenza artificiale è ormai utilizzata dai viaggiatori già nella fase di scelta della destinazione. Questo fatto sta letteralmente sconvolgendo il settore, con numerose app nate per agevolare o ispirare il turista contemporaneo”. Le sue parole hanno acceso un dibattito tra gli operatori presenti, confermando come la trasformazione digitale non sia più un tema di nicchia ma un passaggio obbligato per chiunque voglia restare competitivo.

Sostenibilità, dati e nuove forme di accoglienza
Importante la testimonianza di tre prospettive diverse ma complementari. Letizia Ciaccafava ha esplorato il tema “Green & Creativity: nuovi immaginari per il turismo sostenibile”, invitando a pensare il viaggio come esperienza trasformativa e non solo come consumo. “Il turista contemporaneo cerca autenticità e impatto positivo, e chiede destinazioni capaci di coniugare innovazione e rispetto per l’ambiente”, ha sottolineato.

Giulia Eremita ha guidato il pubblico in un percorso tra dati e tecnologie, affrontando il rischio dell’“overload informativo” e offrendo strumenti per orientarsi in un panorama sempre più affollato. “Occorre imparare a leggere i dati e a trasformarli in scelte consapevoli – ha osservato – perché la tecnologia è utile solo se aiuta a prendere decisioni migliori”.

Infine, Nicola Zoppi ha posto l’accento sulle “nuove frontiere dell’accoglienza in Umbria”, sottolineando l’importanza di modelli ibridi e sostenibili, capaci di coniugare tradizione locale e desiderabilità internazionale. La sua riflessione ha portato l’attenzione sulla capacità del territorio umbro di reinventarsi, partendo da un patrimonio culturale e ambientale unico ma aprendosi a linguaggi nuovi e a contaminazioni virtuose.

Laboratori pomeridiani: dal design alla distribuzione digitale
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata su momenti di lavoro partecipativo. Il primo laboratorio, guidato da Letizia Ciaccafava insieme a Clara Ceretto dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, ha introdotto i partecipanti al Travel Design e alla co-progettazione territoriale: gruppi di lavoro hanno immaginato micro-esperienze legate ai patrimoni materiali e immateriali dell’Umbria, esercitandosi a tradurre identità e risorse locali in concept turistici.

Il secondo laboratorio, coordinato da Giulia Eremita ed Elena Farinelli, ha invece messo a fuoco la valorizzazione e distribuzione digitale di quelle esperienze. I partecipanti hanno lavorato su canali online – dai siti alle piattaforme di prenotazione, dai social ai marketplace – con l’obiettivo di rendere le proposte accessibili e facilmente prenotabili. La giornata si è conclusa con una restituzione collettiva e spunti su possibili applicazioni di assistenti digitali a supporto degli operatori.

Perugia come ponte verso Firenze
Con la tappa odierna di Perugia, il BTO On Tour ha ribadito la sua vocazione di ponte tra territori e grandi scenari globali. Una palestra di idee che, nel cuore verde d’Italia, ha offerto stimoli concreti a chi lavora nella lunga filiera dell’accoglienza, del food & wine e del turismo digitale.

“Questi momenti servono a tenere insieme il locale e il globale, a capire che le sfide di un piccolo operatore in Umbria sono le stesse che vivono destinazioni turistiche molto più grandi”, ha osservato Tapinassi in chiusura, rilanciando il valore della formazione continua.

L’appuntamento adesso è per novembre a Firenze, dove la BTO entrerà nel vivo con la sua diciassettesima edizione e con un programma che, come ha ricordato lo stesso Tapinassi, non sarà solo osservazione dei trend, ma anche “luogo di sperimentazione per immaginare il futuro del turismo”.

Celebrazioni San Francesco, tutti gli eventi: le spoglie esposte ai fedeli

Nel 2026, per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia, Assisi sarà al centro di eventi religiosi, sociali, culturali. Iniziative suddivise in sei macro temi. Per l’occasione saranno anche esposti i resti mortali del santo.

Le sei aree tematiche

Assicurare la Memoria: edizioni, catalogazioni delle fonti francescane e digitalizzazione dei Fondi antichi presso il Sacro Convento di Assisi, per garantire la fruizione scientifica e la tutela nel tempo.

Francesco nel Giubileo: iniziative a Roma e Assisi in occasione del Giubileo, con eventi simbolici e culturali che rimandano alla figura del Santo; Francesco nel Mondo: azioni internazionali con Auditorium Parco della Musica e rete degli Istituti Italiani di Cultura, Piano Mattei e altri, attività negli istituti penitenziari e presenza nei principali saloni del libro.

Sculture – Nuovi Segni: collocazione di opere permanenti di grandi artisti contemporanei in città italiane ed estere, per lasciare tracce durevoli della figura di Francesco.

Francesco e i Giovani: concorsi e percorsi partecipativi ispirati al Cantico delle Creature, con un Capitolo delle Stuoie dei Giovani ad Assisi.

Cammino di Francesco: armonizzazione dei percorsi ad opera di un soggetto unitario di governance. Il Comitato nazionale collabora anche con il Piano Mattei per sviluppare iniziative di carattere internazionale, in particolare rivolte all’Africa e al Mediterraneo. Previsti programmi congiunti di sostegno a Gerusalemme, in Kenya e in Egitto.

Il programma delle iniziative e degli eventi approvato dal Comitato per le Celebrazioni degli ottocento anni della morte di San Francesco d’Assisi è stato presentato a Palazzo Chigi a Roma.

Dopo l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha ricordato la recente approvazione della legge che istituisce il 4 ottobre festa nazionale, ha preso la parola la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha espresso un “sentimento di gratitudine sincero e commosso per il riconoscimento unanime, tante volte chiesto e desiderato, a un santo che è di tutti per i valori comuni e fondativi che rappresenta come la pace, la fraternità, il dialogo, l’amore per i deboli e gli oppressi, la custodia del creato, la giustizia sociale”.

“L’approvazione del provvedimento da parte delle forze politiche all’unanimità segna un passaggio fondamentale: tutto il popolo italiano si riconosce nei grandi valori francescani oggi più che mai attuali e urgenti. La Regione Umbria, terra francescana – ha aggiunto la presidente – farà la sua parte in questo passaggio con la storia non solo partecipando attivamente alle attività del Comitato nazionale ma anche nella stesura di una legge che, sulla base degli ideali francescani e contribuendo alle celebrazioni del 2026, si pone l’obiettivo di rendere alcune scelte generative come l’attenzione ai giovani, la sanità per i più fragili, la cultura e la bellezza accessibili a tutti, l’accoglienza la fraternità il dialogo e la pace, che sono il codice etico e quasi genetico degli assisani, degli umbri e degli italiani. Ora siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di rendere concreti i valori francescani nelle azioni e nelle scelte politiche”.

Alla conferenza hanno partecipato il presidente del Comitato Davide Rondoni, il sindaco di Assisi Valter Stoppini, il vescovo Domenico Sorrentino, il custode del Sacro Convento fra’ Marco Moroni e il ministro provinciale dei minori Francesco Piloni.

Primi d’Italia, edizione da record aspettando il Villaggio dei Primi di San Francesco

Con oltre 80mila presenze, migliaia di assaggi e un pubblico internazionale giunto da Stati Uniti, Giappone, Argentina e Australia, l’edizione 2025 de “I Primi d’Italia” è stata da record, che consacra il festival come una delle manifestazioni gastronomiche più rilevanti a livello nazionale e internazionale.

I numeri parlano chiaro: oltre 80mila presenze, circa 63mila assaggi nei Villaggi del Gusto, 200 partecipanti alle Food Experience, 400 partecipanti ai laboratori per bambini realizzati con il contributo prezioso della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Un palinsesto che ha trasformato Foligno in una capitale del gusto e della convivialità, con strade, taverne e palazzi storici sempre gremiti di visitatori fino a tarda notte.

Il riconoscimento istituzionale ha dato ulteriore lustro all’evento: il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, accompagnato dal sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, venerdì scorso ha visitato per oltre due ore i Villaggi del Gusto e i mercati, accolto dall’entusiasmo di espositori e pubblico. La sua presenza non è stata solo una visita di cortesia: nel cuore del festival, Lollobrigida ha voluto ribadire il sostegno alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO, sottolineando come un appuntamento del calibro de ‘I Primi d’Italia’ rafforzi concretamente questa aspirazione, mettendo in scena la forza della dieta mediterranea come patrimonio vivo e condiviso. Un tema che il ministro aveva già posto al centro lo scorso 5 settembre a Roma, quando ha premiato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni con il titolo di “Ambasciatore della Qualità” presso la sede del Ministero. Un riconoscimento che ha suggellato simbolicamente il legame tra il festival e la promozione internazionale della cultura gastronomica italiana. Al loro fianco, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, a rimarcare il valore di un evento che si è confermato motore di identità culturale e sociale per tutto il territorio.

Non solo Italia: visitatori da paesi come Stati Uniti, Giappone, Australia e Argentina hanno dato un profilo internazionale sempre più marcato. Da segnalare la presenza dell’Academia de Fútbol Tocalli di Buenos Aires, scuola calcio del preparatore dei portieri della nazionale argentina campione del mondo, giunta a Foligno con oltre quaranta persone per vivere l’esperienza del festival.

“Abbiamo consolidato i numeri straordinari della 25ª edizione – ha dichiarato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni – con oltre 80mila presenze e la soddisfazione unanime di espositori e visitatori. È stata un’edizione che ha messo in evidenza non solo la ricchezza della nostra cucina, ma anche la sua capacità di attrarre turisti, generare movimento e trasformare Foligno in un palcoscenico internazionale”.

Amoni ha poi sottolineato il ruolo del festival come motore per l’economia cittadina: “L’impatto è stato enorme: le taverne, i ristoranti e le strutture ricettive hanno lavorato a pieno ritmo, così come i negozi del centro storico. I Primi d’Italia non è soltanto un appuntamento gastronomico, ma un volano che fa bene a tutta la città e all’Umbria intera”.

Lo sguardo è già rivolto al futuro: “Per il 2026 sogno un Villaggio dei Primi di San Francesco – ha concluso il presidente di Epta – perché questo festival non è soltanto celebrazione del gusto, ma anche occasione per raccontare al mondo i valori universali di una terra che unisce storia, spiritualità e convivialità”.

Autoarticolato col cemento si ribalta sulla SS 219 (gallery)

Alle ore 11 di giovedì i vigili del fuoco del Distaccamento di Gubbio sono intervenuti lungo la variante della strada statale 219, all’altezza dello svincolo di Torre Calzolari, per un incidente stradale che ha coinvolto un autoarticolato.

Il mezzo pesante, che trasportava sacchi di cemento, si è ribaltato sulla carreggiata. L’autista è stato estratto dalla cabina dai vigili del fuoco e affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Per le operazioni di rimozione del veicolo è stata necessaria l’autogrù del Comando provinciale di Perugia.

La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire le attività di soccorso e di messa in sicurezza. Sul posto presenti anche carabinieri, personale Anas e 118.

Settembre da record per il Cammino dell’intrepido Larth

Un inizio d’autunno ricco di soddisfazioni e con grandi prospettive per il cammino dell’intrepido Larth che sta consolidando di mese in mese la propria funzione di essenziale progetto di marketing turistico per l’area orvietana. L’anno in corso si conferma come quello del boom. Dopo l’esordio nel 2024, il 2025 sta infatti procedendo verso un raddoppio delle presenze, ovvero verso un numero complessivo di duemila persone. “Il mese di settembre si è appena concluso con 156 turisti-dicono i promotori dell’iniziativa Luca Sbarra, Emanuele Rossi e Claudio Lattanzicome sempre si tratta di numeri ufficiali perché corrispondono alle credenziali che sono state ritirate, ma sappiamo che non tutti i camminatori le ritirano o che, magari, in una coppia ne viene presa solo una. Quindi si tratta come sempre di cifre reali, ma al ribasso rispetto alle presenze effettive“.

Nel frattempo, il 31 ottobre verrà ufficialmente presentato il secondo cammino di trekking: Il Cammino del miracolo del Corpus Domini che si estende su 21 chilometro collegando Bolsena ad Orvieto, con una durata di due giorni, dal momento che per il secondo giorno viene proposto un itinerario turistico concentrato su Orvieto e, in particolare, sul quartiere medievale per andare alla scoperta di questa parte della città dal fascino antico e di straordinaria suggestione.

Il Cammino del Corpus Domini sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà appunto il 31 ottobre alle 11 e 30 all’interno dei locali del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale in collaborazione con Marco Sciarra, la cui famiglia è proprietaria del monumento.

Il simbolo del nuovo cammino sarà rappresentato una campanella-spiegano gli organizzatori-come quella che è stata collocata nella piccola edicola in tufo che, al Ponte del Sole, ricorda lo storico incontro nel corso del quale la delegazione proveniente da Bolsena consegnò il lino miracoloso nelle mani del vescovo di Orvieto. I camminatori che arrivano ad Orvieto faranno risuonare la campanella a significare il termine del loro viaggio prima di arrivare ad Orvieto. La campanella richiama anche il significato eucaristico ed il riferimento alla tradizione religiosa è senz’altro un elemento caratterizzante per una offerta turistica che trova anche nella cultura, nell’arte e nella natura i suoi tratti distintivi. Il nostro progetto continua ad essere quello di fare del territorio orvietano un crocevia di cammini e di questa zona una delle capitali italiane nel turismo lento. Adesso ci accingiamo a porre un secondo mattoncino in questo edificio che può sorreggere una parte significativa dell’offerta turistica“.

Dal 2026 il 4 ottobre, San Francesco, sarà festa nazionale

Dal prossimo anno il 4 ottobre, San Francesco, tornerà ad essere festa nazionale. Con l’approvazione finale in Senato, il provvedimento è legge.

“San Francesco – ricorda con soddisfazione Stefania Proietti, presidente della Regione e già sindaco di Assisi – è il Patrono d’Italia, è il Santo che da sempre parla di pace e fraternità e riconoscere il 4 ottobre come festa nazionale vuol dire riconsegnare al Paese, a tutti noi, un messaggio di unità e un grande carico di valori universali”.

Già da sindaco di Assisi la presidente Proietti si era impegnata per questo riconoscimento inoltrando varie richieste alle più alte Istituzioni del Paese, compresi il Governo e il Presidente della Repubblica.

Proietti ha anche ringraziato tutte le forze politiche hanno votato la legge che oggi più di ieri assume un significato ancora più importante: “San Francesco ci richiama con tutta la sua forza spirituale alla pace, disarmata e disarmante, e alla condanna di tutte le guerre, la sua eredità ci invita a rigettare qualsiasi forma di violenza e odio. E ora il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale, festa di tutti gli italiani”.

Prisciano, primo tavolo di confronto per il monitoraggio

Monitoraggio congiunto su salute, ambiente e lavoro. La Giunta regionale dell’Umbria ha dato seguito alla Deliberazione dell’assemblea legislativa dello scorso 5 giugno con il primo tavolo di confronto che si è tenuto alla Sala Arpa a Terni, volto a monitorare l’impatto ambientale dell’insediamento siderurgico del quartiere di Prisciano. La convocazione del tavolo, promossa dall’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, avviene in attuazione della delibera votata in consiglio regionale dopo la proposta di risoluzione della II Commissione consiliare permanente presieduta da Letizia Michelini.

“L’Accordo di Programma – le parole di De Luca – è in fase di verifica ma tutti gli attori lo stanno già attuando. L’azienda con la realizzazione della nuova Rampa Scorie e la Regione procedendo in maniera regolare sulla Paur del progetto di landfill mining relativo alla discarica e sulla soluzione energetica legata alle grandi derivazioni idroelettriche. Registriamo per la prima volta una fase del tutto nuova dove il dialogo istituzionale è finalizzato al controllo partecipato del territorio, dove cittadini e lavoratori pongono questioni legate a tematiche ambientali e sanitarie con un monitoraggio costante e le relative soluzioni. Una strategia integrata per il miglioramento continuo della situazione ambientale di Terni. Grazie soprattutto al supporto scientifico di Arpa per l’attuazione dell’Accordo di Programma rispetto alla verifica puntuale dell’avanzamento dei lavori sulla nuova Rampa Scorie e al monitoraggio delle emissioni. L’obiettivo per la Rampa Scorie è la fine dei lavori entro la prossima primavera ed il Comitato di Prisciano sarà incluso nelle attività di monitoraggio sanitario”.

Il tavolo tecnico a cui hanno partecipato il Comitato Prisciano, il Comune di Terni, Arpa Umbria, Arvedi-Ast e le organizzazioni sindacali risponde all’impegno assunto dalla Giunta Regionale di riattivare un confronto regolare tra le parti coinvolte, a seguito delle problematiche ambientali emerse e della richiesta di audizione presentata dal Comitato Prisciano che aveva precedentemente evidenziato disagi causati da circa 30 anni di convivenza con l’attività siderurgica, tra cui polveri corrosive, fenomeni odorigeni, vibrazioni, e una forte preoccupazione per le conseguenze sulla salute umana, richiedendo uno studio epidemiologico alla luce del superamento dei valori obiettivo di Nichel e dei valori alti di PM10.

Gli obiettivi centrali del tavolo di confronto, che dovrà essere convocato con cadenza regolare, vanno dal monitorare lo stato di attuazione degli interventi proposti da Arvedi-Ast e delle prescrizioni autorizzatorie definite dalle autorità competenti; alla verifica a posteriori della corretta realizzazione degli adempimenti richiesti e l’efficacia degli stessi, fino all’analisi di eventuali nuove problematiche emergenti e l’individuazione di eventuali azioni risolutive.

Precipita sul Monte Cucco, muore deltaplanista

Un deltaplanista è morto dopo essere precipitato nella zona del Monte Cucco nel pomeriggio di martedì. Si tratta di un 78enne di nazionalità austriaca.

L’allarme è scattato intorno alle ore 16. L’elisoccorso Nibbio 01 ha sbarcato con il verricello il personale sanitario e tecnico del Soccordo alpino e speleologico sul luogo dell’incidente, effettuando poi due rotazioni per portare ulteriori squadre di tecnici del Sasu a supporto delle operazioni di soccorso. Il deltaplanista è infatti caduto in una zona impervia, rendendo difficili i soccorsi.

I soccorritori hanno pero potuto soltanto constatare il decesso del deltaplanista austriaco. Ottenute le autorizzazioni dall’autorità giudiziaria, la salma è stata trasportata a valle. Sul posto presenti anche carabinieri e vigili del fuoco.