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Autore: Redazione

Contro le liste d’attesa cambia il modo di contattare gli utenti

Ottomila nuovi posti disponibili in 10 giorni e un nuovo sistema per ridurre gli spostamenti degli utenti. Sono le misure annunciate dalla Regione per ridurre le liste d’attesa. Un obiettivo prioritario dell’amministrazione della governatrice Stefania Proietti, che sta superviosionando il lavoro della squadra ‘direzione salute’, che coinvolge i direttori delle quattro aziende sanitarie regionali e i professionisti della Regione e delle aziende.

Vengono quindi ampliate le disponibilità di nuovi posti nelle agende di prenotazione, soprattutto per le prestazioni più critiche, al fine di migliorare l’equità d’accesso. Negli ultimi 10 giorni, da quando appunto si è insediata la squadra della direzione salute, sono stati aumentati oltre 8.000 nuovi posti per esami e visite. Questo sforzo – annuncia la Regione – continuerà con una revisione giornaliera delle agende di prenotazione, volta alla creazione di ulteriori disponibilità, grazie alla supervisione del nuovo responsabile unico regionale per le liste d’attesa (RUAS). La nomina di tale figura chiave sarebbe dovuta avvenire per legge nazionale entro il 31 ottobre 2024, ma è stata fatta – viene sottolineato – dall’attuale Giunta regionale che ha individuato il dirigente regionale responsabile del servizio programmazione sanitaria, assistenza ospedaliera, maxi-emergenza.

Nuovo metodo di contattare gli utenti

Cambiata anche la modalità con cui vengono contattati i cittadini che sono da più tempo in attesa, al fine di assegnare loro un appuntamento in tempi rapidi. In questo senso, per quelle tipologie di prestazioni storicamente più difficili da effettuare, come le colonscopie, le gastroscopie e le risonanze magnetiche, i cittadini riceveranno una chiamata telefonica proveniente da un numero fisso del distretto della Asl di appartenenza. A seguito della telefonata, il cittadino riceverà anche un sms dal numero “CUP Umbria” con la conferma della prenotazione. Per tutte le altre tipologie di prestazioni sanitarie invece, i cittadini in attesa riceveranno esclusivamente un messaggio sms dal numero “CUP Umbria” con le informazioni sul nuovo appuntamento assegnato.

“Molti cittadini non stanno rispondendo”

La governatrice chiede anche la collaborazione degli umbri: “In 10 giorni abbiamo aperto oltre 8000 posti disponibili nelle liste di attesa, ma abbiamo bisogno anche del vostro aiuto perché molti i cittadini – forse esasperati dal troppo tempo atteso per ottenere la prenotazione delle prestazioni richieste – non stanno rispondendo alle nostre chiamate che sbloccano le liste di attesa. Il nostro impegno concreto e costante riguarda anche gli ambiti territoriali di garanzia, volti a ridurre il più possibile gli spostamenti attraverso tutta la regione a cui sono stati costretti finora i cittadini per effettuare una visita o un esame. Con il nuovo modello che abbiamo iniziato ad implementare proprio per evitare un ulteriore disagio oltre ai tempi di attesa, stiamo progressivamente assegnando, sulla base delle tecnologie disponibili, appuntamenti nell’ambito dei distretti sanitari di residenza. È l’inizio di un percorso impegnativo – conclude la presidente – che non veniva più fatto da anni nella nostra regione, che richiede anche la riorganizzazione dei sistemi e delle prestazioni nei presidi, ma che per noi è una priorità verso l’obiettivo di una sanità di prossimità, vicina alla popolazione e che prenda in carico il percorso di prevenzione e cura di ogni cittadino”.

Costruzioni, imprese e sindacati insieme per la legalità e la sicurezza

Siglato nella sede del Sistema Edilizia di Perugia, dai presidenti regionali delle associazioni datoriali del settore delle costruzioni ANCE Umbria, CNA Costruzioni Umbria, ANAEPA Confartigianato Umbria, LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, e dai segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL regionali, il Protocollo di Legalità sui temi della sicurezza, della salute, della dignità e della regolarità del lavoro, del pieno rispetto delle norme negli appalti pubblici.

Le finalità del Protocollo

L’accordo, frutto di un’ampia collaborazione tra le principali associazioni di rappresentanza delle imprese e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, mira a diventare una sorta di bussola operativa per tutte le Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscrivere il Protocollo, nella consapevolezza che solo il pieno rispetto delle norme da parte di tutte le imprese possa garantire sicurezza nei cantieri, dignità del lavoro, evitare distorsioni nel mercato ed assicurare la corretta esecuzione dei lavori oggetto di pubblico appalto.

Nel Protocollo sono state condivise le linee guida concrete per garantire una corretta applicazione della normativa vigente, con particolare riferimento al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Il Protocollo non si limita alla semplice enunciazione di principi, ma promuove una condivisione di intenti tra le parti per rafforzare la trasparenza, la qualità e la tutela del lavoro nei cantieri pubblici. L’obiettivo è quello di contrastare fenomeni di lavoro irregolare, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori, tutelare la dignità professionale e combattere qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa o pratica distorsiva del mercato.

I segretari dei sindacati di categoria

Commentano i segretari di Fillea Cgil, Elisabetta Masciarri, Filca Cisl, Giuliano Bicchieraro e Feneal Uil, Alessio Panfili: “Si tratta di un protocollo importante, che mette al centro i lavoratori, la necessità di contrastare il lavoro irregolare, il dumping contrattuale e favorire il lavoro buono e di qualità. Un impegno condiviso – sottolineano – per assicurare che ogni progetto pubblico possa essere realizzato nel rispetto delle regole, valorizzando la qualità del lavoro e la legalità. Per questo, l’impegno che chiediamo alle Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscriverlo è quello di assumersi una responsabilità chiara: limitare il subappalto a cascata, garantire che le lavoratrici e i lavoratori, sia in appalto che in subappalto, abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico e normativo previsto dal Ccnl Edilizia, sottoscritto dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, e dalle parti datoriali, Ance, Cna, Confartigianato, Legacoop, e favorire il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto, superando la logica del massimo ribasso che troppo spesso porta a tagli su sicurezza, salari e condizioni di lavoro. Rivendichiamo inoltre la necessità di una contrattazione di anticipo, non per burocratizzare il sistema, ma per prevenire contenziosi, tutelare i lavoratori e garantire che i cantieri operino nel rispetto delle regole fin dal primo giorno. Con questa firma, tutto il settore si schiera compatto per difendere e rafforzare i Contratti collettivi nazionali dell’Edilizia e la bilateralità, strumenti fondamentali per garantire diritti, sicurezza e dignità a chi lavora”.

I presidenti delle associazioni imprenditoriali

“Questo protocollo – commenta il presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli – è un segnale concreto che l’attività delle costruzioni può e deve essere svolta all’interno di un contesto di regolarità e sicurezza. E’ teso ad assicurare prioritariamente la sicurezza delle maestranze e la vera dignità del lavoro attraverso il pieno rispetto delle tutele contrattuali. Ma non è da sottovalutare il fatto che solo il reale rispetto delle regole da parte di tutte le imprese può garantire un’effettiva concorrenza, a tutela del corretto sviluppo imprenditoriale e della qualità degli interventi. E le amministrazioni pubbliche devono essere sensibili a questi temi, anche limitando, per quanto possibile, il ricorso alla procedura del massimo ribasso e del subappalto a cascata, che possono favorire fenomeni di distorsione della concorrenza e il lavoro nero”.

“Le pubbliche amministrazioni – evidenzia il presidente di CNA Costruzioni, Emanuele Bertini – possono avere un ruolo fondamentale nel garantire non solo il regolare svolgimento del lavoro nei cantieri, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma anche i presupposti affinché già dalla pubblicazione delle gare le imprese che partecipano, sino a quelle che operano in subappalto, siano tutte nelle stesse condizioni di partenza, a tutela delle maestranze, di tutte le aziende ‘sane’, anche di quelle più piccole, e della qualità dei lavori eseguiti. Per questo – ribadisce Bertini – è fondamentale contenere il ricorso al massimo ribasso e limitare il subappalto a cascata”.

Pierangelo Lanini, presidente di ANAEPA Confartigianato Edilizia Umbria, commenta con soddisfazione la sottoscrizione del protocollo, “perché è il risultato di una cultura del lavoro edile che considera come una responsabilità collettiva il contenimento al minimo delle procedure di appalto al massimo ribasso, valorizza la scelta di fornitori affidabili e radicati nel territorio e afferma una volontà di contrasto del fenomeno del dumping contrattuale. Non è possibile – evidenzia Lanini – che le imprese corrette, che applicano il giusto CCNL, si trovino svantaggiate rispetto a chi pratica dumping”.

Il presidente di LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, Matteo Ragnacci, sottolinea come tutte le sigle che hanno sottoscritto il Protocollo riconoscano “il preminente interesse pubblico alla tutela della massima legalità e delle piena trasparenza in relazione alla realizzazione delle opere pubbliche, anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità nei cantieri. Noi come sistema delle imprese, anche attraverso il costante confronto con le organizzazioni sindacali, siamo pronti a fare concretamente la nostra parte”.

Alla luce di queste valutazioni, mondo delle imprese e organizzazioni sindacali auspicano che il Protocollo possa essere recepito e condiviso da un numero sempre maggiore di Stazioni Appaltanti, diventando un punto di riferimento per l’intero settore dei lavori pubblici in Umbria.

Confcommercio, venerdì l’inaugurazione della nuova sede a Orvieto

Venerdì 7 febbraio, ore 10:30, inaugurazione dei nuovi locali di Confcommercio Orvieto, all’interno dello spazio co-working “Spazi per l’Italia” di Poste Italiane, in Largo Maurizio Ravelli n. 4.

A fare gli onori di casa sarà il presidente di Confcommercio Orvieto, Stefano Malentacchi, insieme ai consiglieri dell’associazione. Saranno presenti il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, il presidente regionale di Confcommercio, Giorgio Mencaroni (nella foto) e il direttore Vasco Gargaglia.

Durante la cerimonia verranno illustrati brevemente alcuni servizi dedicati agli imprenditori, con un focus particolare su accesso al credito e bandi pubblici per favorire la crescita delle imprese locali; consulenza fiscale e assistenza personalizzata, per affrontare al meglio le sfide del mercato; formazione e aggiornamento professionale, con opportunità esclusive offerte dal Polo formativo di Confcommercio Umbria.

“Bonus mamme”, le precisioni dell’Inps per le donne lavoratrici

Precisazioni dall’Inps sul “Bonus mamme”, previsto dalla legge di bilancio 2024, alla luce della nuova e diversa misura introdotta dalla legge di bilancio 2025.
Nello specifico, la legge di bilancio 2024 ha previsto un esonero totale della quota di contribuzione previdenziale a carico del lavoratore, nel limite massimo di 3.000 euro annui, in favore delle lavoratrici madri di tre o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. L’esonero è valido dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ed è applicabile solo alle lavoratrici con contratto dipendente a tempo indeterminato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico.
In via sperimentale, per il solo anno 2024, tale esonero è stato esteso anche alle lavoratrici madri di due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Dal punto di vista temporale, pertanto, mentre la misura in favore delle lavoratrici madri di due figli ha cessato di avere applicazione alla data del 31 dicembre 2024, l’esonero per le lavoratrici madri di tre o più figli rimane valido fino al 31 dicembre 2026 e si applica anche in caso di nascita, affido o adozione di un terzo figlio intervenuti entro questa data.
La legge di bilancio 2025 ha introdotto un nuovo esonero parziale per le lavoratrici titolari di un rapporto di lavoro dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato, con reddito annuo fino a 40.000 euro, nonché in favore delle lavoratrici autonome.
A decorrere dal 1° gennaio 2025, possono beneficiare di tale misura le lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Dal 2027, le lavoratrici madri di tre o più figli potranno beneficiare dell’agevolazione fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.
Le modalità operative del nuovo esonero saranno definite con un decreto del Ministero del Lavoro e dell’Economia e l’Inps fornirà successivamente le istruzioni per la sua applicazione.

Pid-Next, ancora pochi giorni per accedere ai contributi per la trasformazione digitale

Le imprese hanno tempo fino al prossimo 18 febbraio per candidarsi al programma Pid-Next, finanziato dal PNRR e promosso da Unioncamere.

Il progetto è rivolto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane e punta a guidarle in un percorso strutturato di trasformazione digitale e trasferimento tecnologico, grazie a un assessment innovativo e un supporto mirato.

Il costo dei servizi sarà coperto fino al 100% per le micro e piccole imprese e fino all’80% per le medie imprese, rendendo questa un’opportunità senza precedenti per le aziende che vogliono innovare e migliorare la propria competitività.

Mencaroni: scalare i livelli della transizione digitale

Il presidente dell’Ente camerale umbro, Giorgio Mencaroni, sottolinea il valore strategico del progetto: “L’iniziativa di Unioncamere, con il supporto di Dintec, è di sistema e di grande interesse e utilità. La Camera di Commercio dell’Umbria vi si riconosce pienamente perché i cardini essenziali della sua azione sono la transizione digitale e quella ecologica, che poi sono due facce della stessa medaglia. Il PID dell’Umbria è attivissimo e fornisce formazione, informazione e assistenza alle imprese locali per supportarle nel trasferimento tecnologico. Le imprese umbre devono scalare i livelli della transizione digitale per rimanere competitive, e per questo segnalo l’importanza di questa iniziativa”.

Un percorso in tre fasi per la trasformazione digitale

PID-Next offre un percorso in tre step chiave per le imprese selezionate:

  1. Assessment digitale personalizzato: un esperto del Polo di Innovazione visiterà l’azienda per valutare il suo livello di maturità digitale, gli obiettivi e i fabbisogni tecnologici.
  2. Analisi dei fabbisogni e orientamento: un team nazionale specializzato analizzerà l’assessment per identificare le migliori opportunità di digitalizzazione per l’impresa.
  3. Report finale e indicazioni strategiche: verrà consegnato un documento dettagliato che non solo descriverà il livello di maturità digitale dell’impresa, ma offrirà anche suggerimenti su partner strategici, servizi finanziati e ulteriori opportunità di crescita.

L’iniziativa fa leva su ZOOM 4.0, uno strumento di assessment modulare avanzato, in grado di adattarsi alle specificità di ogni impresa e fornire un report altamente personalizzato e preciso.

Chi può partecipare e come candidarsi

Possono candidarsi al bando le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede legale o operativa in Italia. La domanda va presentata accedendo alla piattaforma restart.infocamere.it con SPID, CIE o CNS.

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato alle ore 16:00 del 18 febbraio 2025.

Grazie al finanziamento del PNRR, il costo dei servizi sarà coperto fino al 100% per le micro e piccole imprese e fino all’80% per le medie imprese, rendendo questa un’opportunità senza precedenti per le PMI italiane che vogliono innovare e migliorare la propria competitività.

PID-Next: un ponte verso il futuro delle imprese italiane

Il progetto PID-Next non si limita a fornire un semplice assessment, ma crea un ponte tra le PMI e un ecosistema d’innovazione, offrendo loro la possibilità di accedere a un network di partner pubblici e privati, servizi finanziati e percorsi di aggiornamento.

Le imprese italiane che vogliono investire nel proprio futuro digitale non possono lasciarsi sfuggire questa occasione.

Come partecipare e una guida per presentare la domanda

Per partecipare è necessario inviare la domanda accedendo con SPID/CIE/CNS al sistema restart.infocamere.it fino alle ore 16:00 del 18 febbraio 2025.

Il Pid ha realizzato una guida, molto comoda, spiegando tutti i passi per presentare la domanda al Bando Pid Next. La Guida è in allegato al presente Comunicato.

Tutta la documentazione relativa a Pid Next e per avere supporto è a questo link: https://www.umbria.camcom.it/limpresa-digitale/punto-impresa-digitale-impresa-4-0-pid/pid-next

Per contattare il Punto Impresa Digitale Umbria la mail è: pid@umbria.camcom.it

Anas, focus sui lavori per le strade dell’Umbria VIDEO

Approda in Umbria il progetto di digital communication di Anas (Gruppo FS Italiane), per approfondire e conoscere da vicino le attività quotidiane svolte da ingegneri, geometri, operai e cantonieri lungo le strade di competenza.

QUI IL VIDEO https://we.tl/t-DFkQpYSogK

Dopo il Lazio, le Marche, la Basilicata, l’Abruzzo e il Molise, protagoniste delle prime quattro puntate pubblicate sulle piattaforme digital e social della società, da oggi 4 febbraio 2025 sono online i contenuti della quinta puntata: “Anas per l’Umbria”.

Il progetto di digital communication è un viaggio sulla rete stradale e autostradale gestita da Anas, per testimoniare l’impegno che quotidianamente il personale mette nella gestione e nella manutenzione delle strade, ma anche nei progetti di completamento e potenziamento dei grandi itinerari, per un’Italia sempre più connessa. Un racconto a puntate che nei prossimi mesi toccherà tutte le strutture territoriali di Anas, attraverso le interviste a tecnici e responsabili dei cantieri e le immagini suggestive del territorio, delle nuove opere in costruzione e dei lavori di manutenzione in corso.

La Struttura territoriale Anas Umbria gestisce oltre 800 km di strade, di cui circa 300 a quattro corsie. Una rete strategica su cui si svolge gran parte del traffico che interessa la regione, dai collegamenti locali ai transiti di lunga percorrenza lungo i grandi itinerari.

Per parlare delle principali opere e dei lavori di Anas nella regione, nella quinta puntata intervengono l’ingegnere Lamberto Nicola Nibbi (Responsabile Struttura Territoriale Umbria) e i Direttori lavori di alcuni tra i più importanti interventi lungo la rete stradale. Tra i temi della puntata:

Gli investimenti e i lavori ultimati, in corso di esecuzione e programmati lungo le direttrici strategiche come la SS3 bis “Tiberina” (itinerario E45) e il Raccordo autostradale Perugia-Bettolle;
Le nuove opere in corso di realizzazione, con focus sul completamento a quattro corsie della SS318 “di Valfabbrica” (Direttrice Perugia-Ancona) e sui lavori della variante alla SS219 “di Gubbio e Pian d’Assino” tra Mocaiana e il bivio per Pietralunga, nel comune di Gubbio;
Il piano di potenziamento e riqualificazione della SS3 “Flaminia” tra Spoleto e Terni e i lavori di manutenzione effettuati lungo la SS452 “della Contessa”, tornata nella competenza Anas nel 2018 con il piano di rientro strade.

“Cammino dell’intrepido Larth” con il vento in poppa a gennaio

Un mese di gennaio che si è chiuso con 159 credenziali vendute per il Cammino dell’intrepido Larth contro le 42 di gennaio 2024, quando il progetto di marketing territoriale aveva solo tre mesi di vita.

Un risultato ritenuto di grande importanza dai promotori dell’iniziativa di trekking su un percorso circolare che si sviluppa per 58 chilometri da Orvieto a Bolsena fino a Civita di Bagnoregio, con il ritorno ad Orvieto.

Si tratta di un incremento estremamente significativo, seppur su numeri assoluti ancora contenuti che indica però una tendenza di enorme crescita, suffragata dai numerosissimi contatti già arrivati all’organizzazione da parte degli escursionisti che arriveranno in primavera.

L’ANALISI ECONOMICA SUL SISTEMA TURISTICO LOCALE

I promotori del progetto Luca Sbarra, Emanuele Rossi e Claudio Lattanzi, commentano così i numeri relativi al primo mese del 2025. “Gli obiettivi ambiziosi che devono essere raggiunti a favore del sistema turistico orvietano sono quelli della destagionalizzazione e dell’incremento medio della permanenza che è fermo da anni. I progetti di trekking servono a questo, nell’interesse della comunità. Il cammino dell’intrepido Larth sta dimostrando di essere un prototipo capace di dare ottimi risultati sul fronte della destagionalizzazione, leggermente di meno su quello dell’incremento della permanenza media perché la sua articolazione su tre comuni, due dei quali nel Lazio, comporta che i pernottamenti siano concentrati in una certa percentuale fuori Umbria. Per questo motivo, i nuovi progetti che stiamo realizzando vanno nella direzione di focalizzare l’attenzione sull’area l’orvietana per massimizzare le presenze qui, ma offrendo ai visitatori la possibilità di andare alla scoperta di altre zone di grande fascino“.

Nel corso del primo anno di attività, il cammino dell’intrepido Larth ha fatto scaturire un indotto a favore dell’economia locali dei tre comuni interessati pari a 240 mila euro.

I PROGETTI DEL PROSSIMO FUTURO

Prima della fine dell’inverno sarà presentato e collocato sul mercato italiano ed estero il nuovo “Cammino del miracolo del Corpus domini” sul tracciato Bolsena-Orvieto. Si tratta di un secondo progetto strettamente collegato all’identità spirituale di questa terra che sarà sostenuto da un ampio coinvolgimento di singoli, associazioni e portatori di interesse sia laici che cattolici. Intanto, come annunciato dal seminario organizzato dal sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni, si è iniziato a lavorare all’altro importante cammino che si snoderà sull’altopiano dell’Alfina e che sarà in un secondo momento collegato al ponte tibetano che le amministrazioni comunali di Castel Viscardo ed Allerona realizzeranno sul fiume Paglia, con inizio lavori previsto per fine 2025.

camminodilarth.it

Stazioni appaltanti, incontro in Regione con i professionisti

Oltre 300 professionisti delle stazioni appaltanti hanno preso parte all’incontro formativo e di aggiornamento organizzato dal Servizio opere pubbliche della Regione sul “Nuovo elenco regionale delle Imprese” da invitare alle procedure negoziate per lavori fino alla soglia comunitaria (euro 5.538.000), un’importante occasione di confronto sul nuovo quadro normativo in materia di appalti pubblici e sulle buone pratiche da adottare per garantire trasparenza, efficienza e legalità nelle procedure di affidamento e di esecuzione dei lavori pubblici.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato regionale allo “Sviluppo economico, alle politiche del lavoro, alla mobilità e ai trasporti, alle infrastrutture”, ha visto la partecipazione di esperti del settore, rappresentanti istituzionali e tecnici delle stazioni appaltanti, che si sono confrontati sulle sfide e le opportunità derivanti dall’applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha sottolineato l’importanza dell’incontro, presentando le principali novità del nuovo Elenco regionale delle imprese: “Questa Amministrazione – ha detto De Rebotti – si è dotata di un Elenco di imprese per individuare gli operatori economici per affidamenti diretti e procedure negoziate. Tale Elenco è a disposizione anche di tutte le stazioni appaltanti del territorio tenute all’applicazione del Codice degli appalti pubblici. A seguito dell’emanazione del nuovo Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023), in un’ottica di potenziamento della semplificazione del settore e a supporto del territorio – ha aggiunto l’assessore – è stato allineato tale strumento alle nuove disposizioni nazionali, che prevedono, com’è noto, l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti e l’eliminazione della possibilità di procedere all’individuazione degli operatori economici con sorteggio. Nell’ambito di tale operazione si è provveduto a modificare il sistema informatico alla base della formazione e gestione dell’Elenco regionale delle imprese. Il nuovo sistema, attivo da dicembre 2024 e che conta già circa 1.000 operatori economici iscritti, ha importanti elementi di novità rispetto a quello precedente, in quanto consente alle stazioni appaltanti del territorio (Comuni, Province, Aziende Sanitarie, Centrali Uniche di Committenza ecc) di individuare gli operatori economici tramite filtri impostati su criteri oggettivi, desumibili dai dati che caricheranno sul sistema le imprese che vorranno iscriversi; di utilizzare per l’individuazione una procedura tracciata e trasparente; di rispettare il principio di rotazione conformemente alle prescrizioni dell’art. 50, comma 2, del D.Lgs. 36/2023”.

Questo innovativo approccio, secondo l’assessore, “permette di selezionare gli operatori economici con le caratteristiche tecniche ed operative più attinenti per eseguire il singolo lavoro da mettere a gara, con una particolare attenzione al tema della sicurezza nei cantieri, per la tutela dei lavoratori. Si è trattato dunque di un confronto costruttivo che ha posto le basi per future iniziative formative e di supporto agli enti coinvolti”.

L’Assessorato regionale conferma il proprio impegno a proseguire su questa strada, organizzando ulteriori incontri e percorsi di formazione per accompagnare le stazioni appaltanti della Regione in un processo di aggiornamento continuo, in un clima di leale collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

“A breve – ha annunciato De Rebotti – sarà organizzato un incontro con tutti i protagonisti del mondo delle costruzioni per ascoltare le esigenze delle parti e per trovare soluzioni comuni per uno sviluppo del territorio nel pieno rispetto della tutela dei diritti dei lavoratori, anche alla luce delle novità introdotte dal nuovo Correttivo al Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 209/2024)”.

Comunità energetiche rinnovabili, prime risorse per il nuovo avviso pubblico

La Giunta regionale dell’Umbria sostiene la nascita delle Comunità energetiche rinnovabili (CER). Approvata delibera in attuazione della L.R. 6/2024 (approvata nella scorsa legislatura su proposta dell’allora consigliere di opposizione ed oggi assessore Thomas De Luca), con un nuovo imminente avviso pubblico.

La delibera prevede lo stanziamento di 110 mila euro per promuovere la costituzione delle CER attraverso un nuovo avviso pubblico con l’obiettivo di supportare gli enti pubblici nel loro impegno verso la transizione energetica e la sostenibilità ambientale.

“Si tratta di risorse soltanto iniziali che sono ancora esigue – la premessa dell’assessore De Luca – ma che sicuramente andremo a rifinanziare. Le Comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento straordinario ed è importante dare sostegno ai Comuni che per la realizzazione dei progetti potranno coinvolgere aziende e cittadini. Rimpinguando la dotazione finanziaria in fase di bilancio potremo utilizzare le risorse a partire dagli enti locali e dalle aziende pubbliche per sostenere le spese istruttorie per la costituzione delle CER e le spese tecniche per l’individuazione e la realizzazione degli impianti. La presenza della Regione in questa partita – ha sottolineato l’assessore – costituisce un traino fondamentale”.

I beneficiari e le spese ammissibili

Tra i soggetti beneficiari dei contributi ci sono amministrazioni comunali e provinciali, Adisu, Ater, Arpa, Aziende ospedaliere e Aziende Sanitarie. Per essere ammessi al contributo, i soggetti pubblici devono essere formalmente membri di una CER costituita tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025 ai sensi dell’art. 31 del D.Lgs. n. 199/2021. Ogni CER può presentare una sola istanza di partecipazione tramite uno dei suoi membri (il soggetto proponente). Tuttavia, ogni soggetto proponente può presentare più istanze, riferite a differenti CER di cui risulti membro.

Le spese ammissibili includono studi di pre-fattibilità e consulenze specialistiche (tecniche, economiche, finanziarie e giuridico-amministrative), spese legali per la formazione giuridica della comunità (statuto e regolamento) e spese amministrative e legali (notaio, avvocato e fiscalista), spese tecniche relative agli impianti a fonti rinnovabili (progettazioni, indagini geologiche e geotecniche, direzioni lavori, sicurezza, collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi).

“Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono un’opportunità di crescita non solo sotto l’aspetto energetico, ma anche sociale. Le CER permettono a cittadini, imprese e amministrazioni locali di unirsi per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale e di non dipendere esclusivamente dai grandi fornitori centralizzati. Ovviamente, il tema delle aree idonee è prioritario” conclude De Luca. Che annuncia: “Nei prossimi mesi solleciteremo la ricognizione delle aree di proprietà pubblica”.

Studenti in azienda, c’è il contributo della Camera di commercio

La Camera di Commercio lancia il Bando Voucher Formazione e Orientamento – Anno Scolastico 2024-2025, destinato alle imprese che intendano accogliere studenti di scuole superiori, università e istituti tecnici per tirocini formativi e percorsi di orientamento.

Le aziende possono candidarsi da domani 4 febbraio per ottenere contributi fino a 3.000 euro. Il bando incentiva l’inserimento di studenti in azienda attraverso tirocini e percorsi formativi. Le domande saranno valutate in ordine di arrivo e i fondi disponibili ammontano a 60.000 euro. Opportunità concreta per rafforzare il legame tra istruzione e lavoro.

L’iniziativa punta a rafforzare il collegamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro, favorendo l’acquisizione di competenze pratiche da parte degli studenti e offrendo alle aziende un supporto economico per le attività di tutoraggio.

Il bando nasce con l’intento di incentivare la partecipazione delle imprese ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), un’esperienza formativa fondamentale per gli studenti. L’obiettivo è quello di integrare la formazione scolastica con attività pratiche in azienda, arricchendo il bagaglio di conoscenze e competenze professionali dei giovani.

Le attività finanziabili

Le attività finanziabili comprendono:

  • Percorsi finalizzati alla certificazione delle competenze rilasciata dalla Camera di Commercio;
  • Tirocini e stage in azienda per studenti di ITS, IFTS, università e IeFP;
  • Partecipazione a laboratori tematici e iniziative di orientamento;
  • Visite aziendali e progetti di mentorship per approfondire tematiche come l’imprenditorialità, la digitalizzazione, l’innovazione e l’economia circolare.

Importi e modalità di contributo

Il fondo complessivo stanziato ammonta a 60.000 euro, con un contributo massimo per azienda pari a 3.000 euro. Gli importi verranno differenziati in base al numero e alla durata delle attività realizzate, secondo il seguente schema:

Percorsi certificati PCTO: fino a 2.000 euro a seconda delle ore di tutoraggio svolte;
Tirocini universitari, ITS e IFTS: contributo tra i 500 e i 1.000 euro per stage di almeno 150 ore;
Laboratori di approfondimento: compenso per attività di mentorship e coaching fino a 200 euro al giorno.
Un bonus aggiuntivo di 250 euro è previsto per le imprese in possesso del rating di legalità.

Come presentare domanda

Le imprese interessate possono presentare domanda esclusivamente online tramite la piattaforma Web Telemaco. Le richieste saranno accolte in ordine cronologico a partire dalle ore 9:00 del 4 febbraio 2025 fino alle ore 17:00 del 30 luglio 2025. Le aziende dovranno allegare la documentazione necessaria, inclusa la convenzione con gli istituti scolastici e i registri di presenza degli studenti.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale della Camera di Commercio dell’Umbria o contattare il servizio orientamento all’indirizzo orientamento@umbria.camcom.it.