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Tag: ospedale

Ricovero in ospedale, è Meningite da Neisseria meningitidis: verifiche Asl sui contatti

La persona ha accusato i sintomi venerdì e il giorno successivo è stata ricoverata nell’ospedale del capoluogo

Diagnosi di Meningite da Neisseria meningitidis (meningococco) per una persona ricoverata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. La comunicazione è arrivata oggi (sabato) pomeriggio al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Usl Umbria 1.

La meningite da meningococco – spiega la stessa Usl 1 – è una malattia infettiva che viene trasmessa attraverso il contatto aereo stretto da persona a persona, è un germe molto labile al di fuori dell’organismo umano e non è necessaria alcuna sanificazione ambientale. Il periodo di incubazione è di 2-10 giorni ma la contagiosità è limitata ai 7 giorni precedenti l’insorgenza dei primi sintomi.

La persona ricoverata ha iniziato ad accusare sintomi venerdì 25 aprile. Pertanto, il periodo di contagiosità va dal 18 al 26 aprile, giorno del ricovero.

In queste ore il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Usl Umbria 1 sta svolgendo l’inchiesta epidemiologica contattando telefonicamente tutte le persone che potrebbero aver avuto un potenziale contatto stretto con il paziente. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.

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Pronto soccorso di Terni affollato, Fp Cgil: si trovi una soluzione o sarà protesta

Pronto soccorso dell’ospedale di Terni di nuovo intasato dagli utenti. Ad esprimere preoccupazione è la Fp Cgil di Terni, dopo i casi che si sono verificati nei giorni scorsi, con momenti che hanno visto 50 pazienti in cura e 20 in attesa.

Una situazione destinata a ripetersi per tutti questi giorni di festa. Da qui la preoccupazione del sindacato: “Chiediamo all’Azienda di predisporre da subito misure che consentano di evitare il sovraffollamento degli spazi del pronto soccorso e di rafforzare le presenze di personale nel turno che, nonostante tutto, ha garantito con grande professionalità e sacrificio l’assistenza ai cittadini che si sono rivolti al Ps. Siamo convinti che il problema del sovraffollamento del pronto soccorso si risolva coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali, Regione, Comune, Asl, ospedale, Medicina territoriale, medici di base, che hanno l’obbligo e il dovere di fornire risposte ai cittadini che invece, soprattutto in particolari periodi della settimana, non trovano nel territorio risposte adeguate ai bisogni di salute e sono costretti a rivolgersi al pronto soccorso”.

“In attesa che si assumano decisioni – conclude Fp Cgil Terni – succede che cittadini esasperati sfoghino la loro rabbia e frustrazione sugli operatori sanitari che nessuna responsabilità hanno di quanto accade. Sollecitiamo l’apertura di un tavolo che veda coinvolti i soggetti istituzionali e le parti sociali allo scopo di ricercare soluzioni definitive e strutturali atte a risolvere il problema. In assenza di risposta chiameremo i lavoratori e i cittadini alla protesta”.

Ancora un’aggressione al pronto soccorso ospedaliero

Ancora un’aggressione a personale ospedaliero, dopo gli ultimi casi accaduti a Foligno e a Terni. Questa volta a farne le spese è stato un infermiere del Pronto soccorso di Orvieto.

Nel corso del turno di notte, l’infermiere aveva notato un uomo seduto in un corridoio adiacente al Pronto soccorso. Quando gli ha chiesto se avesse necessità di assistenza, lo sconosciuto ha risposto in modo sgarbato e si è repentinamente allontanato.

Pertanto, insieme ad altri colleghi, l’infermiere si è posto alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo poco dopo in un’altra area dell’ospedale, dopo aver preventivamente allertato la Centrale Operativa dell’Arma mediante NUE 112. Alla ripetuta richiesta circa eventuali bisogni, lo sconosciuto ha reagito bruscamente, facendo cadere con un’energica spinta l’infermiere che si era prodigato in suo aiuto; nel rovinare a terra quest’ultimo ha urtato una porta di vetro, riportando lesioni poi giudicate guaribili in tre giorni dai suoi colleghi.

Intanto la pattuglia dell’Arma, giunta sul posto, ha immediatamente bloccato l’aggressore, poi identificato in un 37enne italiano, senza fissa dimora e gravato da numerosi precedenti, traendolo in arresto ai sensi della norma del Codice Penale introdotta dalla legge 113/2020 e recentemente rinovellata dal D.L. 137/2024, che punisce i reati violenti commessi in danno di personale sanitario di qualunque ruolo, con pene inasprite e nuove circostanze aggravanti, strumenti che permettono di procedere d’ufficio e perseguire i reati di violenza e lesioni nei confronti di medici ed infermieri con l’arresto obbligatorio.

Il 37enne arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza fino all’udienza di convalida, all’esito della quale il gip, nel convalidare l’arresto, ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nel comune di Orvieto.

Ancora un’aggressione a personale ospedaliero: arrestato un 60enne che ha picchiato un’infermiera

Ancora una caso di violenza in Umbria nei confronti di personale ospedaliero. Dopo il caso di Foligno, una infermiera dell’ospedale di Terni è stata aggredita da un uomo, di 60 anni, ternana, che si era recato al Pronto soccorso pretendendo di essere visitato immediatamente, pur non ricorrendone i presupposti.

Quando i sanitari sono intervenuti per calmarlo, l’uomo li ha aggrediti, sferrando un pugno al volto di un’infermiera.

Dopo quella di Foligno, ancora un’aggressione al personale sanitario, con una infermiera colpita al volto da un paziente che peraltro avrebbe dovuto essere domiciliari e che per questo è stato arrestato.

Sul posto sono arrivate due volanti della polizia, che hanno arrestato il 60enne per lesioni a personale sanitario, reato specifico introdotto dalla recente modifica legislativa emanata a tutela di tale categoria professionale.

Tra l’altro gli agenti hanno scoperto che l’uomo era agli arresti domiciliari.

Venerdì mattina l’udienza direttissima, con cui il giudice ha convalidato l’arresto, segnalando quanto accaduto ai fini di un eventuale inasprimento della misura alternativa in atto

Si chiude nell’ufficio dell’ospedale con una dottoressa minacciandola, arrestato

Momenti di paura all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, il24enne era ubriaco e aveva addosso sostanze stupefacenti

Momenti di paura all’ospedale di Foligno dove un giovane, già gravato da precedenti di polizia, si è chiuso dentro l’ufficio con una dottoressa che si era offerta di aiutarla, minacciandola.

Il giovane – poi risultato ubriaco e trovato in possesso di droga – si era inizialmente recato al C.U.P. dell’ospedale “San Giovanni Battista”, pretendendo, pur senza averne titolo, l’immediato svolgimento di alcuni esami di laboratorio.

Benché le impiegate addette allo sportello avessero tentato di spiegargli l’impossibilità di accogliere la sua richiesta, il 24enne è andato in escandescenza, minacciandole esplicitamente e prendendo a calci la porta dell’ufficio, danneggiandola.

Per provare a tranquillizzarlo, una dottoressa si è offerta di riceverlo per spiegargli la situazione. Ma il giovane ha minacciato anche lei, avvicinandosi al punto da farle temere un’imminente aggressione fisica. La donna ha chiesto aiuto, urlando, e il 24enne si è chiuso con lei nella stanza.

Neppure l’immediato intervento dei poliziotti ha indotto l’uomo a ritrovare la calma. Il giovane ha aggredito anche gli agenti, minacciandoli. Con non poche difficoltà, i poliziotti sono riusciti ad arrestare il giovane, che deve rispondere delle accuse di violenza privata, danneggiamento, resistenza e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

Su disposizione del pubblico ministero della Procura di Spoleto di turno, il 24enne si trova agli arresti domiciliari, in attesa di essere giudicato per direttissima.

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Massacrata di botte dal compagno, ricoverata in prognosi riservata

La 49enne ha tredici costole fratturate e lesioni interne, il 25enne aveva simulato un incidente stradale: arrestato

Tredici costole fratturate, lesioni al volto e sulla schiena. E’ ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Perugia la 49enne di Petrignano di Assisi arrivata all’alba al pronto soccorso in gravissime condizioni.
Il compagno, 25enne, ha detto che la donna si era ferita a seguito di un incidente stradale. Ma secondo i carabinieri di Marsciano e Todi, a ridurla in quello stato sarebbe stato proprio il compagno, anche sulla base della tipologia delle lesioni riscontrate dai medici, che raccontano invece di un brutale pestaggio. L’incidente sarebbe stato simulato proprio per coprire il pestaggio.
Il 25enne è stato arrestato e associato alla Casa di Reclusione di Spoleto, in attesa dell’udienza di convalida. Nel frattempo, è stato attivato il protocollo del “Codice Rosso”, previsto per i casi di violenza di genere a protezione della vittima.
Già la sera precedente a Fratta Todina, dove i due abitano, erano dovuti intervenire i carabinieri, per una violenta lite. Gli animi si erano apparentemente calmati. E invece, questo il sospetto degli inquirenti, la lite – probabilmente legata all’uso di droga – sarebbe proseguita e degenerata, fino al brutale pestaggio che l’ha ridotta in fin di vita.
La donna, vista la gravità delle lesioni, è stata stabilizzata ed intubata, nel reparto di terapia intensiva. I medici al momento si sono riservati la prognosi, in particolare a causa delle numerose lesioni interne.

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Investito dall’acciaio fuso, il 26 conducente del mezzo è in prognosi riservata

Si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, con ustioni sull’80 per cento del corpo, il 26enne dipendente della ditta Tapojarvi che era alla guida del mezzo andato a fuoco nel sito Ast di Terni per la fuoriuscita dell’acciaio fuso che trasportava.

Sono in corso le indagini per comprendere le cause del grave incidente e l’area, così come il mezzo distrutto, sono sotto sequestro.

I sindacati Fim, Fiom e Uilm e le Rsu in Ast e in Tapojärvi, dopo un incontro nella tarda serata di lunedì, hanno deciso di proclamare lo sciopero di 8 ore in tutti i turni di lavoro di martedì 11 marzo, esteso a tutto il personale diretto e ditte terze di Ast e Tubificio.

I sindacati ricordano in più occasioni di aver chiesto un maggiore impegno per garantire la sicurezza. E che proprio nel sito di Ast hanno chiesto un aggiornamento del Protocollo Salute – Sicurezza – Ambiente.

Complicazioni durante il parto in casa, mamma e bimbo salvati dall’elisoccorso

L’intervento dell’elisoccorso regionale Nibbio ha salvato una madre che stava partorendo in casa in condizioni di emergenza, e il bimbo, di 3 kg, venuto alla luce in buone condizioni di salute.

La donna, in travaglio da diverse ore, ha manifestato gravi complicazioni che hanno richiesto un intervento rapido per evitare rischi sia per la madre che per il bambino.

Gli operatori della Centrale regionale del 118 hanno ricevuto la chiamata di soccorso e si sono prontamente attivati inviando l’ambulanza sul posto e facendo decollare Nibbio.

I sanitari dell’ambulanza hanno soccorso la madre che stava partorendo e l’hanno trasportata fino al punto di “randez vous” con l’elisoccorso che aveva atterrato in un campo sportivo della zona. L’equipe sanitaria dell’elisoccorso ha preso in carico la partoriente e trasportata in pochi minuti all’Ospedale di Perugia dove era attesa da ginecologi, ostetriche e neonatologi.

“Questo intervento rappresenta un esempio di gestione ottimale della catena dei soccorsi di emergenza, dal momento del prelievo del paziente fino all’ingresso in sala operatoria – ha dichiarato Francesco Borgognoni direttore della Centrale regionale del 118 -. In situazioni come questa, ogni secondo conta, e grazie all’impegno di tutti gli operatori coinvolti, siamo riusciti a garantire un esito positivo”.

“La tempestività e la professionalità del nostro personale sono state fondamentali per garantire la salute della mamma e del bambino – ha sottolineato Stefano Cristallini, responsabile del servizio Elisoccorso – Questo è un chiaro esempio della collaborazione tra medici, infermieri tecnici del SASU e piloti che, con la loro preparazione, sono in grado di affrontare anche le situazioni più critiche. Il servizio di elisoccorso, attivo da un anno, ha già salvato numerose vite in situazioni di emergenza, dimostrando l’importanza di un sistema sanitario efficiente e sempre pronto ad intervenire in ogni angolo del territorio. Oggi siamo felici di festeggiare l’anniversario con questo lieto evento”.

L’equipaggio di Nibbio intervenuto era composto, oltre che dal personale di volo, da: Natali Eleonora, medico anestesista-rianimatore, Arianna Buccioli, infermiera, e Alberto Nonni, tecnico del SASU – Soccorso Alpino Speleologico dell’Umbria.

Ad accogliere la mamma al momento dell’atterraggio di Nibbio nella piazzola di emergenza dell’Ospedale di Perugia, le ostetriche Cristina Palandrizzi e Federica Medici, che hanno trasportato la paziente fino alla sala parto di Ostetricia e Ginecologia dove sono intervenute la ginecologa, Chiara Antonelli, la neonatologa Tiziana Becchetti, e l’ostetrica Alessia Natalicchi.

Mamma e bimbo, di 3 kg, sono in buone condizioni di salute e restano ricoverati per i consueti giorni post nascita.

Scontro frontale: due giovani feriti, uno è grave

Sono rimasti feriti in modo grave due giovani, entrambi di Gubbio, che si sono scontrati frontalmente mentre erano alla guida delle loro auto sulla statale Eugubina.

Il 26enne è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Perugia, dove è ricoverato in prognosi riservata. Per liberarlo dalle lamiere dell’auto è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Gubbio.

Il 19enne, che ha riportato traumi minori, è invece arrivato all’ospedale di Perugia in autoambulanza da quello di Branca.

La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Gubbio.

Fontivegge come il Bronx: maxi rissa con 3 feriti e 4 arrestati

Chi era presente, domenica mattina, ha raccontato che sembrava di essere in un film sul Bronx più violento. Gruppo di giovanissimi si sono affrontati nella zona di Fontivegge, tra le stazioni e il palazzo della Regione in piazza del Bacio, con calci, pugni e bottiglie di vetro usate come armi.

Il bilancio è di tre feriti, uno dei quali in condizioni di una certa gravità, soccorsi con due autoambulanze. E di quattro persone arrestate dalla polizia. Le persone arrestate sono due cittadini colombiani, rispettivamente classe 1993 e 1994, entrambi con precedenti di polizia, e due cittadini peruviani, rispettivamente classe 1986 e 1991, quest’ultimo con precedenti di polizia. Due sono stati portati nel carcere di Capanne, altri due sono piantonati in ospedale. in attesa che le loro condizioni di salute ne consentano l’accompagnamento in carcere.

Antonio Donato, delegato alla Sicurezza della Giunta Ferdinandi, annuncia che, in accordo con la sindaca, sarà avviato un ampio confronto con la Prefettura e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di adottare misure più rigorose per prevenire simili fenomeni.

“Il primo passo – spiega Donato – sarà quello di intensificare i controlli sui locali di intrattenimento nella zona di Fontivegge, in particolare su quelli del Broletto e di Piazza del Bacio, per monitorare e intervenire in modo preventivo anche con il supporto della Guardia di Finanza. Inoltre, porteremo all’attenzione del prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza la proposta di un’ordinanza che limiti gli orari di apertura dei locali notturni di quel quartiere, al fine di ridurre il rischio di comportamenti che possano degenerare in violenza”.

“Queste misure non rappresentano l’unica soluzione – precisa – ma riteniamo siano necessarie per il ripristino della tranquillità nella comunità”.

La Lega, però, chiede il pugno di ferro e punta l’indice contro l’amministrazione per quanto sta avvenendo a Fontivegge: “Una situazione sempre più critica e non più tollerabile, sulla quale incidono e non poco le strategie incomprensibili del sindaco Ferdinandi che non sembra intenzionata ad affrontare con serietà un tema fondamentale sul quale l’amministrazione comunale dovrebbe supportare, con gli strumenti adeguati, il lavoro delle forze dell’ordine. Togliere il taser agli agenti, smantellare il presidio di polizia a Fontivegge, eliminare le norme contro l’accattonaggio e il degrado, sottovalutare il tema della sicurezza affidando la delega a un consigliere comunale senza esperienza e non ad un membro della giunta, sono errori che oggi i cittadini stanno pagando sulla propria pelle”.