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Tag: ordinanza

Lavoro con il caldo, dopo l’ordinanza regionale l’incontro con le parti per l’applicazione concreta

La Regione Umbria ha emesso l’ordinanza con i divieti per il lavoro nelle ore più calde della giornata in estate.

L’ordinanze vieta il lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole”, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, fino al 15 settembre 2026, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro. Si applica ai settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto, nelle cave nonché nel settore della logistica (limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente alù deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti).

I divieti valgono limitatamente ai soli giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio indicata sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”;

Il divieto non si applica per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, “fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i”-

Per il lavoro di consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita, la parte organizzatrice deve provvedere ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e distanze massime di percorrenza, senza che questo comporti alcuna conseguenza negativa in termini salariali e reputazionali, anche intervenendo a tal fine sul proprio algoritmo laddove il servizio sia organizzato tramite piattaforma digitale. Deve inoltre farsi carico di fornire agli operatori ogni ausilio finalizzato alla mitigazione del rischio conformemente a quanto indicato nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.

La mancata osservanza degli obblighi previsti dall’ordinanza comporta le sanzioni come per legge (art. 650 c.p.).

La Regione raccomanda ai Comuni “di valutare l’opportunità di derogare, temporaneamente e previa verifica della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche”.

I sindacati chiedono controlli per verificare il rispetto dell’ordinanza. Che però presenta dei problemi pratici per la sua applicazione. Da qui l’incontro con le parti sociali che si terrà nei prossimi giorni.

Scattata l’ordinanza anti mala-movida a Perugia centro e Fontivegge

Scattata l’ordinanza anti mala-movida a Perugia, con limitazioni

Limitazioni alla vendita per asporto di bevande in vetro e lattine e divieto di consumo di alcolici su area pubblica a Fontivegge
Entra in vigore dal 1° giugno al 31 ottobre 2026 l’ordinanza contingibile e urgente emanata dalla Sindaca di Perugia per rafforzare la sicurezza urbana, il decoro cittadino e la vivibilità degli spazi pubblici nelle aree del centro storico e di Fontivegge.

Il provvedimento è stato adottato a seguito delle segnalazioni della Questura di Perugia che hanno evidenziato, negli ultimi mesi, il verificarsi di fenomeni di microcriminalità e situazioni di degrado spesso correlate all’abuso di sostanze alcoliche, con particolare riferimento all’acropoli cittadina e al quartiere di Fontivegge.

Nel centro storico il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e lattine dalle ore 20 alle ore 6 del giorno successivo per esercizi di vicinato, distributori automatici, commercio su aree pubbliche e circoli privati.

Nell’area di Fontivegge il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e lattine dalle ore 20 alle ore 9 del giorno successivo. Sempre nell’area di Fontivegge il divieto di detenzione di bevande alcoliche su area pubblica per il consumo immediato dalle ore 18 alle ore 9 del giorno successivo, ad eccezione delle giornate interessate da manifestazioni ed eventi autorizzati dall’Amministrazione comunale.

L’obiettivo del provvedimento è prevenire comportamenti che possano compromettere la sicurezza e la serenità dei residenti e dei frequentatori delle aree interessate, contrastando l’abbandono di bottiglie e lattine, il consumo eccessivo di alcol in luoghi pubblici e le situazioni di disturbo che ne possono derivare.

Le misure riguardano il perimetro del centro storico comprendente, tra le principali vie e piazze, Corso Vannucci, Corso Cavour, Corso Garibaldi, Piazza IV Novembre, Piazza Italia, Piazza Matteotti, Piazza Danti, Piazza Morlacchi, Piazza Piccinino, Piazza San Francesco, Borgo XX Giugno, Viale Indipendenza, Via dei Priori, Via Alessi, Via Baglioni, Via Bonazzi, Via Mazzini, Via Oberdan, Via Sant’Ercolano, Via Cesare Battisti, Via Guardabassi, Via Ariodante Fabretti, Via Francesco Innamorati, Via Marzia, Via Luigi Masi, Via Pinturicchio, Via Raffaello, Via XIV Settembre, Via San Francesco, Via San Giacomo e Via della Viola (tutte le altre vie sono nell’allegato)

Per quanto riguarda Fontivegge, l’ordinanza interessa le aree di Via Angeloni, Via Bellocchio, Via Canali, Via Campo di Marte, Via Cortonese, Via Curtatone e Montanara, Via della Ferrovia, Via Fontivegge, Via del Macello, Via Martiri dei Lager, Via Pievaiola, Via Settevalli, Via Sicilia, Via Simpatica, Via Luisa Spagnoli e Piazza Vittorio Veneto.

Per le violazioni è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di 450 euro.

L’ordinanza è stata preventivamente comunicata alla Prefettura di Perugia e sarà attuata con il supporto e il coordinamento delle Forze dell’Ordine competenti.

Altro caso di febbre Dengue a Perugia, scatta l’ordinanza in alcune vie

Scatta l’ordinanza anti zanzara con disinfestazione e ulteriori provvedimenti in alcune vie di Perugia dopo che la Asl ha accertato un altro caso di febbre Dengue, veicolata dalla zanzara Aedes.

L’ordinanza dispone la disinfestazione adulticida a cura del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 – U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica e della società specializzata nei giorni 17 – 18 – 19 settembre, dalle ore 3.00 alle ore 5.00, in corrispondenza di aree pubbliche situate lungo le seguenti vie: VIA DEL COPPETTA, VIALE ORAZIO ANTINORI, VIALE ENZO PAOLO TIBERI, VIA MARCANTONIO BONCIARI, VIA RUGGERO D’ANDREOTTO, VIA LORENZO SPIRITO GUALTIERI, VIA SAN GALIGANO, VIA FRANCESCO MATURANZIO, VIA SERAFINO SIEPI.

Sarà inoltre effettuato un intervento di disinfestazione contro le larve di zanzare, in ambito pubblico il 17 settembre dalle ore 8 alle ore 20 in corrispondenza delle citate vie.

In caso di avverse condizioni atmosferiche o per altre cause di forza maggiore gli interventi devono essere rimandati al primo giorno utile successivo ai giorni programmati.
Inoltre, negli orari dell’intervento di disinfestazione adulticida è disposto il divieto di transito pedonale e la sospensione della circolazione di tutti i veicoli nelle vie sopra elencate, eccetto quelli coinvolti nei trattamenti di disinfestazione, delle forze dell’ordine e dei mezzi di soccorso. L’ordinanza prevede altresì che, durante il tempo necessario all’effettuazione dei trattamenti di disinfestazione adulticida, in corrispondenza di appartamenti, locali e corti esterne siti nelle vie interessate dagli interventi:
-non siano mantenuti ad asciugare indumenti e biancheria all’esterno delle abitazioni;
-porte e finestre di appartamenti/locali siano tenute chiuse per tutto il tempo del trattamento e per almeno 30 minuti dalla fine delle operazioni;
-sia sospeso l’uso di impianti di ricambio di aria;
-gli animali domestici e da cortile siano detenuti all’interno dei propri ricoveri o comunque allontanati e messi al riparo;
-si provveda ad allontanare o mettere al riparo acqua e cibo destinati agli animali;
-si provveda a ricoprire o svuotare le piscine ad uso natatorio;
-in presenza di apiari gli stessi siano preservati con le opportune modalità;
-siano protette o svuotate vasche ornamentali con presenza di pesci, mantenendo al riparo gli stessi;
-nel caso in cui possano essere irrorati anche giardini con arredi e suppellettili e/o aree gioco, siano coperti con teli le strutture, i giochi e gli arredi presenti all’esterno, o lavati accuratamente dopo gli interventi prima di renderli di nuovo fruibili;
-siano protetti colture e ortaggi ricoprendoli in modo adeguato e lavati accuratamente prima del loro consumo;
-sia consentito l’accesso all’interno delle corti private a tutto il personale coinvolto nelle operazioni di disinfestazione (funzionari del Comune, operatori disinfestatori, personale tecnico del Dipartimento di Prevenzione della Usl 1, Servizio Igiene e Sanità Pubblica e operatori della Protezione civile).

La mancata osservanza delle disposizioni dell’ordinanza è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.

Ordinanza anti-caldo, i sindacati: controlli e proseguire con la Piattaforma sulla sicurezza

Apprezzano l’ordinanza emessa dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a tutela dei lavoratori del settore agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole.

Le organizzazioni sindacali confederali regionali Cgil, Cisl e Uil Umbria chiedono controlli affinché la norma venga rispettata ed auspicano che prosegua l’interlocuzione con la Regione.

“L’ordinanza – spiegano le organizzazioni sindacali – segue le Indicazioni per la prevenzione e protezione dai rischi correlati con le condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro. Questa ordinanza è un tassello in più nel riconoscimento della nostra Piattaforma da parte della Regione, che ha già accolto gran parte delle nostre richieste, sulle quali siamo pronti a lavorare attivando i quattro gruppi di lavoro su formazione, promozione della salute nei luoghi di lavoro, appalti e subappalti, comunicazione. Ora, però, chiediamo che si vada avanti fino alla concretizzazione di tutta la nostra piattaforma”.

“Riteniamo inoltre fondamentale – concludono Cgil, Cisl e Uil Umbria – monitorare congiuntamente l’effettiva applicazione dell’ordinanza da parte delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi bilaterali e degli enti di controllo, affinché le tutele previste non restino solo sulla carta. Ribadiamo anche la necessità di assumere misure anche su altri settori a rischio, come logistica, raccolta rifiuti, trasporti, impianti fissi e altri ambiti lavorativi in cui si opera in condizioni climatiche critiche. Occorre sconfiggere presto la piaga degli infortuni e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su qualità del lavoro, partecipazione, salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Queste rimangono le priorità del sindacato, sulle quali ci impegniamo a lavorare unitariamente con determinazione”.

Fontivegge come il Bronx: maxi rissa con 3 feriti e 4 arrestati

Chi era presente, domenica mattina, ha raccontato che sembrava di essere in un film sul Bronx più violento. Gruppo di giovanissimi si sono affrontati nella zona di Fontivegge, tra le stazioni e il palazzo della Regione in piazza del Bacio, con calci, pugni e bottiglie di vetro usate come armi.

Il bilancio è di tre feriti, uno dei quali in condizioni di una certa gravità, soccorsi con due autoambulanze. E di quattro persone arrestate dalla polizia. Le persone arrestate sono due cittadini colombiani, rispettivamente classe 1993 e 1994, entrambi con precedenti di polizia, e due cittadini peruviani, rispettivamente classe 1986 e 1991, quest’ultimo con precedenti di polizia. Due sono stati portati nel carcere di Capanne, altri due sono piantonati in ospedale. in attesa che le loro condizioni di salute ne consentano l’accompagnamento in carcere.

Antonio Donato, delegato alla Sicurezza della Giunta Ferdinandi, annuncia che, in accordo con la sindaca, sarà avviato un ampio confronto con la Prefettura e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di adottare misure più rigorose per prevenire simili fenomeni.

“Il primo passo – spiega Donato – sarà quello di intensificare i controlli sui locali di intrattenimento nella zona di Fontivegge, in particolare su quelli del Broletto e di Piazza del Bacio, per monitorare e intervenire in modo preventivo anche con il supporto della Guardia di Finanza. Inoltre, porteremo all’attenzione del prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza la proposta di un’ordinanza che limiti gli orari di apertura dei locali notturni di quel quartiere, al fine di ridurre il rischio di comportamenti che possano degenerare in violenza”.

“Queste misure non rappresentano l’unica soluzione – precisa – ma riteniamo siano necessarie per il ripristino della tranquillità nella comunità”.

La Lega, però, chiede il pugno di ferro e punta l’indice contro l’amministrazione per quanto sta avvenendo a Fontivegge: “Una situazione sempre più critica e non più tollerabile, sulla quale incidono e non poco le strategie incomprensibili del sindaco Ferdinandi che non sembra intenzionata ad affrontare con serietà un tema fondamentale sul quale l’amministrazione comunale dovrebbe supportare, con gli strumenti adeguati, il lavoro delle forze dell’ordine. Togliere il taser agli agenti, smantellare il presidio di polizia a Fontivegge, eliminare le norme contro l’accattonaggio e il degrado, sottovalutare il tema della sicurezza affidando la delega a un consigliere comunale senza esperienza e non ad un membro della giunta, sono errori che oggi i cittadini stanno pagando sulla propria pelle”.

Incendio Fonderie Assisi, lavoratori in cassa integrazione e divieti comunali

I vigili del fuoco hanno impiegato quasi 6 ore per spegnere l’incendio che si è sviluppato all’interno delle Fonderie di Assisi, ma le conseguenze (economiche, sociali e ambientali) sono ancora ben vive.

Incendio che si sarebbe sviluppato per un problema ad una centralina elettrica, interessando poi l’olio dei condensatori di media dimensione-

Cabina elettrica che è interna all’azienda e che non riguarda l’Enel, che però ha provveduto ad un distacco dell’energia nella zona per favorire le operazioni di soccorso.

Nessuno è rimasto ferito, neanche tra i soccorritori, ma sul sito industriale si riaccendono i timori da parte del locale comitato di cittadini.

L’ordinanza del Comune

Il Comune di Assisi, su indicazione dell’ARPA, ha emesso un’ordinanza in via precauzionale stabilendo, per un raggio di 2 km dal luogo dell’incendio, il divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo dei foraggi e cereali coltivati all’esterno e destinati agli animali; limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva.

La USL propone l’eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica di centri commerciali, aziende e luoghi di utilizzo pubblico.

Fonderie Assisi

Nei confronti dell’azienda l’ordinanza dispone il divieto di accesso a personale non autorizzato per interventi di bonifica e di sicurezza nelle zone interessate dall’incendio per inagibilità provvisoria della struttura interessata dall’evento; rimozione quanto prima del rifiuto combusto mediante ditta autorizzata previa idonea caratterizzazione e classificazione. e che entro 30 giorni dalla rimozione del rifiuto occorrerà presentare al Comune, ARPA e Regione Umbria una relazione tecnica sugli interventi effettuati corredata di documentazione fotografica attestante il rispristino dei luoghi e corredata da copia dei formulari di trasporto e di verificare le caratteristiche qualitative (con la ricerca di tutti i parametri previsti dall’AlA con l’aggiunta di PCB) delle acque contenute nella vasca e di gestire le stesse come rifiuto qualora le analisi evidenzino caratteristiche non compatibili con il sistema di depurazione della ditta, previo parere di ARPA.

Lavoratori in cassa integrazione

C’è apprensione anche per la situazione dei lavoratori, attualmente tutelati dalla cassa integrazione straordinaria. Ma i sindacati auspicano che la produzione possa riprendere a breve.

Le Segreterie provinciali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, insieme alle Segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil, esprimono la massima vicinanza e sostegno alle Fonderie di Assisi, dopo che l’incendio ha gravemente danneggiato parte dell’impianto di Santa Maria degli Angeli.

“Abbiamo – dichiarano i segretari Andrea Calzoni (Fim), Marco Bizzarri (Fiom) e Daniele Brizi (Uilm) – massima fiducia in una ripresa a breve delle produzioni, anche se i i danni causati dall’incendio risultano ingenti. I lavoratori che, causa fermo degli impianti, saranno obbligati a stare a casa saranno sotto regime della cassa integrazione straordinaria che era già stata aperta, mentre dall’azienda ci hanno rassicurato circa il normale pagamento degli stipendi e delle tredicesime. Fortunatamente – aggiungono – nessun lavoratore e nessuno dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme è rimasto coinvolto e ferito. Ora, fatti i debiti passaggi per capire le dinamiche dell’accaduto – concludono i sindacalisti – si tratta di intervenire in tempi rapidi per garantire la ripresa delle normali attività produttive”.