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Tag: agricoltura

Utilizzato il 99,7% delle risorse per l’agricoltura: ecco come sono state spese

Con la fine del 2025 terminata la possibilità di spesa sul Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2014-2022. La Regione Umbria conferma la sua storica capacità di utilizzo dei fondi agricoli comunitari, raggiungendo la quota del 99,7% delle risorse spese rispetto alla disponibilità finanziaria messa a disposizione da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

Un risultato che pone l’Umbria ai vertici, per percentuali di spesa, rispetto al resto del panorama nazionale. Un traguardo raggiunto – si sono sottolinea dalla Regione – nonostante la limitazione di spesa posta in essere in questo periodo di programmazione rispetto a quelli precedenti: i programmi sono infatti generalmente organizzati in assi contenenti le misure attuative e mentre in passato si è potuto compensare le spese realizzate nelle varie misure per asse (nel caso di avanzo di risorse per alcune misure, le stesse potevano essere utilizzate per altre misure dello stesso asse), con il PSR 14-22 la compensazione è stata possibile solo tra le eventuali sotto-misure.

Come sono stati spesi i fondi

La disponibilità complessiva per il periodo di programmazione pari a 1.169 milioni di euro è stata principalmente utilizzata così:
– 274 milioni di euro sono serviti per compensare i maggiori costi delle aziende aderenti al sistema certificato di agricoltura integrata o biologica;
– 150 milioni di euro hanno sopperito alle maggiori difficoltà operative delle aziende situate in aree montane o svantaggiate; 5
– 5 milioni di euro sono stati destinati alla zootecnia, in particolare alle aziende che hanno aumentato il benessere degli animali migliorando le tecniche di allevamento;
– 46 milioni per l’insediamento dei giovani in agricoltura;
– 219 milioni per finanziare investimenti nelle aziende agricole o in quelle di prima trasformazione;
– 84 milioni le misure forestali.

L’azione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) dispiegata nella Regione tramite finanziamenti per 64 milioni di euro. E infine il comparto della promozione che, beneficiando di aiuti per 9 milioni di euro, ha contribuito alla conoscenza ed alla valorizzazione della moltitudine di prodotti umbri.

Il commento dell’assessora Simona Meloni

“Siamo davanti a un risultato davvero importante e che fa dell’Umbria una Regione capofila in Italia e in Europa per capacità di gestione e di spesa delle risorse europee – sottolinea l’assessora regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni -. Gestire la fine di un periodo di programmazione e l’inizio di uno nuovo, ovvero il Complemento di Sviluppo Rurale valido per il periodo 23-27, non è stato facile. L’accavallarsi di numerose scadenze ha generato difficoltà operative anche in quello che definirei il ‘mondo esterno’ che va dai CAA (Centri di assistenza Agricola) fino al singolo tecnico consulente ed alla singola azienda agricola. Nonostante questo, siamo riusciti a centrare un grande traguardo”. La fine della programmazione 2014-2022 consente all’assessore Meloni anche di rivolgere un particolare apprezzamento a chi, in questi anni, ha lavorato al Programma di sviluppo rurale. “Voglio fare un plauso alla struttura interna all’Assessorato, che ha saputo centrare gli obiettivi nonostante i numerosi pensionamenti, rispettando gli impegni e portando a termine praticamente tutti i percorsi avviati – prosegue Meloni. Abbiamo voluto inviare un segnale chiaro ai nostri giovani agricoltori, completando il finanziamento di una vecchia graduatoria risalente al 2017 e aprendo un nuovo bando a loro dedicato. Crediamo nella loro capacità trasformativa, nelle loro competenze e nel loro entusiasmo. Sono loro la vera forza trainante del futuro e il nuovo volto dell’Umbria agricola che intendiamo realizzare insieme nei prossimi anni”.

Pnrr, turismo, agricoltura: il bilancio dell’assessore Simona Meloni

Questo il bilancio tracciato dall’assessore Simona Meloni sull’attività del suo Assessorato al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne, ai parchi e ai laghi, al turismo e allo sport.

Aree interne, promozione e turismo
Concertazione con i Comuni per le nuove politiche di tutela e sviluppo delle aree interne e sblocco delle strategie per ogni singola area con azioni e interventi contro lo spopolamento e per il potenziamento dei servizi.
Campagne di comunicazione e promozione turistica su base nazionale e internazionale. piano di influencer marketing turistico e promozione su piattaforme digitali.
Avvio dei lavori per la legge regionale per i borghi e le aree di montagna per il rilancio, il ripopolamento e lo sviluppo dei territori interni. Turismo regionale in forte crescita, con aumento di stranieri in doppia cifra e obiettivo superamento di quota 8 milioni di arrivi entro l’anno. Prima campagna di promozione con focus sull’autunno e progetto Natale in Umbria con risorse dedicate ai Comuni.
Oltre 7 milioni di euro per quattro ciclovie per sviluppare la rete regionale e creare un nuovo prodotto turistico.

Agricoltura e caccia
Premio da 70mila euro ai giovani agricoltori al primo insediamento: oltre mille beneficiari con i fondi PSR.
Semplificazione: operativi i Centri autorizzati di assistenza agricola. Blue Tongue: intervento tempestivo per bloccare l’epidemia e concedere ristori, plafond da un milione di euro.
Reintrodotto il Fondo per i danni da fauna selvatica.
Sbloccati 76 milioni di euro di risorse per il CSR, pubblicati bandi per 35 milioni.
Avviato l’iter per il rinnovo del Piano faunistico regionale e il nuovo Regolamento per la caccia al cinghiale. Al lavoro per la filiera delle carni selvatiche.
PSR: raggiunto il 99,9% di avanzamento della spesa su 1.147 milioni di euro totali.
CSR, impegnati 10 milioni di euro per le filiere, mentre per gli investimenti sono state attivate risorse per 111 milioni di euro.

Stati generali dello sport e nuova legge regionale
A settembre gli Stati generali dello sport per la riscrittura della legge regionale con esperti, istituzioni, tecnici e rappresentati delle associazioni. Sei tavoli di lavoro tematici per legare sport alla prevenzione, salute, diritto allo sport, socialità e inclusione per tutte le età. Chiusura dei lavori a gennaio 2026 col ministro Abodi.

Film commission
Emanato il decreto di commissariamento e contestualmente predisposto l’iter per la revisione della normativa per l’efficientamento dell’ente. Definito il piano operativo annuale con azioni per evitare la paralisi del settore. Tavolo tecnico in previsione della preadozione della nuova legge e della modifica dello statuto.

Pari opportunità
Apertura di due nuovi Centri antiviolenza a Marsciano e Assisi due.
Piano di interventi da 1,8 milioni contro la violenza di genere.

Acqua da Montedoglio e interventi per il lago Trasimeno
Accordo con la Regione Toscana per l’adduzione dell’acqua da Montedoglio verso il Trasimeno. Realizzazione filtro a Tuoro, a gennaio via all’adduzione. Sbloccato oltre un milione di euro per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Politiche agricole e agroalimentari, a cinque bandi

Via libera, dall’Assessorato regionale alle Politiche agricole e agroalimentari, a cinque bandi del CSR (Complemento di sviluppo rurale 2023/2027) per un plafond complessivo di risorse pari a 35 milioni di euro.

Si tratta di interventi che mirano a riconoscere all’agricoltura il ruolo fondamentale di infrastruttura economica, sociale e ambientale dell’Umbria. Gli interventi attivati rappresentano una risposta concreta alle sfide che il settore deve affrontare, a cominciare dai cambiamenti climatici, la richiesta di prodotti certificati, l’erosione del suolo, lo spopolamento delle aree interne – e un segnale forte verso chi vive e lavora nella terra ogni giorno.

L’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni, sottolinea così il valore dell’operazione: “Con questi bandi investiamo nel cuore dell’Umbria: gli agricoltori, gli allevatori, le imprese che custodiscono i nostri paesaggi e producono qualità. Andiamo a disegnare un modello di sviluppo che tiene insieme innovazione, sostenibilità e presidio del territorio. Voglio ribadire ancora una volta che assicurare un futuro all’agricoltura significa garantire un futuro alle nostre comunità”.

“L’attivazione di questi bandi – conclude Meloni – si inserisce in una più ampia azione dell’Assessorato che mira a ricostruire un dialogo solido con il mondo agricolo, ascoltarne i bisogni e restituire risposte concrete alle imprese che valorizzano questo comparto di assoluta eccellenza. L’Umbria investe su ciò che la rende unica, ovvero la qualità delle produzioni, la bellezza dei paesaggi agrari, la forza delle comunità rurali, la capacità delle imprese agricole di innovare senza perdere le radici”.

Ecco in dettaglio i cinque bandi, già pubblicati sul BUR (Bollettino Ufficiale Regione Umbria – https://bur.regione.umbria.it/).

  • SRA01 – Produzione integrata (7,5 milioni di euro). Questo intervento sostiene le imprese agricole che adottano il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, riducendo l’uso di input chimici e migliorando la sostenibilità delle coltivazioni. È un incentivo diretto a chi sceglie un modello produttivo più sicuro, certificato e rispettoso dell’ambiente.

LINK: https://shorturl.at/5bEjP

  • SRB01 – Aree montane con svantaggi naturali (14,1 milioni). Destinato agli agricoltori che operano nelle zone montane dell’Umbria, dove la produzione è più difficile e costosa, ma essenziale per prevenire l’abbandono, mantenere il paesaggio e sostenere l’economia locale.

LINK: https://shorturl.at/1uYcY

  • SRB02 – Aree con altri svantaggi naturali significativi (2,4 milioni). Rafforza le aziende situate nelle aree rurali caratterizzate da svantaggi e vincoli naturali. Una misura pensata per preservare il tessuto socio-economico, contrastare l’erosione del territorio e valorizzare chi continua a produrre in condizioni complesse.

LINK: https://shorturl.at/8Jv4T

  • SRA30 – Benessere animale (7,5 milioni di euro). Interviene sul miglioramento delle condizioni negli allevamenti di bovini, ovicaprini e bufalini, attraverso spazi più adeguati, alimentazione migliorata, riduzione dello stress e strumenti di monitoraggio. Un passo avanti verso una zootecnia più moderna, etica e allineata agli standard richiesti dai mercati internazionali.

LINK: https://shorturl.at/AOpHe

  • SRA29 – Pratiche agricole introduzione e mantenimento pratiche e metodi di agricoltura biologica (circa 3,5 milioni di euro). Sostiene tecniche come agricoltura conservativa, rotazioni migliorative, coperture vegetali e incremento delle superfici coltivate con metodi di agricoltura biologica (Strategia Farm to Fork). Obiettivi: aumentare la fertilità, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e rendere le aziende umbre più resilienti.

LINK: https://tinyurl.com/44y9duun

Programma sviluppo rurale, ultima riunione del Comitato di sorveglianza

Si è svolta a Castiglione del Lago la riunione del Comitato di sorveglianza del PSR 2014-2022 relativa allo stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale per l’Umbria. Si tratta dell’ultimo appuntamento relativo a questa programmazione comunitaria che lascerà il posto al CSR (Complemento di sviluppo rurale) 2023-2027.

Un incontro che ha chiuso un percorso che ha visto l’Umbria protagonista a livello nazionale nell’impiego delle risorse europee in agricoltura, con un investimento complessivo di 1,216 miliardi di euro. Di queste risorse, al momento, restano da spendere, come ha spiegato l’Autorità di gestione del PSR Umbria, Graziano Antonielli, circa 50 milioni di euro che dovranno essere liquidati entro la fine dell’anno.

La riunione del Comitato di sorveglianza è iniziata con i saluti del sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, che ha poi lasciato la parola all’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni che ha aperto i lavori dell’appuntamento lacustre svolto alla presenza del rapporteur del PSR Umbria Emanuel Jankowski, delle associazioni di categoria del mondo agricolo, di Riccardo Passero della Direzione generale dello sviluppo rurale del MASAF, degli stakeholders del settore e, in collegamento, dei membri della Commissione europea.

“Abbiamo una fotografia dello stato di attuazione del PSR che ci consegna un importante risultato per l’Umbria: l’impegno totale delle risorse a disposizione e una piccola parte, residuale, in fase di pagamento e che contiamo di chiudere nei tempi previsti. Per questo voglio ringraziare la struttura e gli uffici che hanno fatto e continuano a fare un grande lavoro – ha spiegato l’assessore Meloni -. Con il PSR in Umbria sono state fatte scelte importanti per il settore agricolo e su cui noi abbiamo voluto spingere ulteriormente, penso al nostro primo bando sull’insediamento dei giovani che è stato pensato per permettere ai nostri ragazzi di fare impresa, avere un reddito e scegliere di restare a vivere in Umbria. Questo è un tema centrale oggi e per il futuro: far sì che chi fa impresa agricola possa garantirsi un reddito adeguato per sé e la sua famiglia”.

L’agricoltura umbra è “viva e vivace”, ha aggiunto Meloni, che ha sottolineato la continua interlocuzione con le associazioni di categoria per “proseguire un percorso di programmazione efficiente ed efficace in cui vogliamo mettere al centro la semplificazione burocratica”. “Non ci sfugge che i cambiamenti del mondo stanno mettendo a dura prova il settore agricolo – ha proseguito Meloni -. Noi abbiamo avuto la possibilità e capacità di spendere quasi tutte le risorse. Ora sforzo ulteriore per chiudere questa partita entro l’anno e guardare avanti. L’Umbria è una regione che ha saputo intercettare tante risorse ma ha un organico che va ulteriormente sostenuto per non perdere un euro delle risorse europeo perché ogni euro che va alle imprese agricole è una barriera allo spopolamento delle nostre aree interne, un elemento di tutela del paesaggio, un collante per le comunità”.

L’assessore Meloni, dopo aver ribadito che lo sviluppo rurale passa anche per la promozione dell’agroalimentare e per la sinergia col settore turistico, ha lanciato infine la sfida per il futuro: “Serve una convergenza di intenti e un lavoro congiunto perché con la nuova programmazione le risorse saranno minori e anche la nuova PAC, nonostante il grande lavoro che stiamo facendo, prevede un taglio dei fondi che ci preoccupa – ha detto Meloni -. Dobbiamo essere in grado di non disperdere risorse, convogliarle verso interventi strategici e impegnarci affinché gli investimenti possano trasformare la nostra agricoltura in chiave di sostenibilità e innovazione”.

Frode agricola, condannati 4 imprenditori: coinvolta anche un’azienda del Perugino

C’è anche un’azienda umbra tra le sei riconducibili a imprenditori veneti che sono stati condannati per una frode ai danni del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA).

Una volta che la sentenza è diventata esecutiva con l’ultimo grado di giudizio, la guardia di finanza di Padova ha eseguito una confisca di beni per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e il sequestro di un’ulteriore cifra di poco inferiore ai 4 milioni.

I quattro imprenditori sono stati giudicati responsabili di aver architettato un sistema di frode che ha permesso alle sei aziende agricole, con sede nelle province di Padova, L’Aquila e Perugia, di accedere indebitamente ai contributi europei del FEAGA. Il tutto utilizzando due prestanome che hanno ottenuto agevolazioni in quanto “giovani imprenditori”, senza che ne avessero realmente i requisiti.

Dopo la condanna passata in giudicato sono state confiscate partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie, polizze assicurative, immobili, terreni e un intero complesso aziendale, per un valore stimato di oltre 3,3 milioni di euro. Inoltre, la Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto ha disposto un sequestro conservativo anticipato di beni per ulteriori 3,9 milioni.

Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, così sono state rimodulate le risorse

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la delibera che rimodula le risorse finanziarie del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, rispondendo così a esigenze concrete emerse dal confronto costante con il partenariato agricolo umbro e con le imprese del settore.

In particolare, si tratta di un intervento che rafforza l’efficacia degli strumenti del Csr attraverso una riallocazione più mirata dei fondi, a partire dalla crescente domanda di sostegno per gli investimenti produttivi e la necessità di agevolare l’insediamento dei giovani in agricoltura.

“Con questa decisione – dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni – diamo un segnale forte di governo e ascolto del territorio. Abbiamo ricalibrato le risorse per rispondere con maggiore puntualità a due priorità strategiche: da un lato sostenere gli investimenti agricoli produttivi e la trasformazione dei prodotti agroalimentari, dall’altro incentivare e sostenere l’ingresso delle nuove generazioni in agricoltura, condizione indispensabile per assicurare vitalità, innovazione e futuro alle nostre aree rurali”.

Nello specifico, le risorse a disposizione per gli strumenti finanziari del CSR sono così rimodulate: 3,8 milioni per la SRD25 – Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole; 5,2 milioni per la SRD26 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; un milione per la SRE05 – Insediamento giovani agricoltori.

La rimodulazione si è resa necessaria – spiegano dall’Assessorato – alla luce del grande numero di domande arrivate sui bandi in scadenza lo scorso aprile e rappresenta una risposta concreta alle istanze del comparto. “In questo momento – prosegue l’assessore Meloni – era fondamentale dare priorità alle linee di intervento che hanno mostrato una maggiore capacità di risposta da parte del territorio. Allo stesso tempo, abbiamo mantenuto invariato il volume complessivo delle risorse programmate, salvaguardando gli obiettivi generali del Piano Strategico della PAC. L’agricoltura – conclude Meloni – ha bisogno di strumenti efficaci, di una pubblica amministrazione capace di intercettare i bisogni e di agire con tempestività. Con questa delibera continuiamo a costruire una strategia solida e lungimirante, mettendo al centro gli agricoltori, le imprese e i giovani che credono in questo mestiere”.

Domanda Unificata, le nuove scadenze indicate da Agea

Agea ha prorogato al 15 luglio la data ultima per presentare la Domanda Unificata e le richieste di aiuto per gli interventi a superficie e a capo dello sviluppo rurale (Sigc). Per le domande presentate in ritardo e per le richieste di trasferimento titoli 2025, il termine ultimo è l’11 agosto, le domande che perverranno oltre questa data saranno considerate “irricevibili”, ovvero non saranno accettate.

Lo ha comunicato l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura nella circolare n.48390.

Inizialmente, la scadenza era il 15 maggio di ogni anno e, per la nuova campagna, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) aveva già concesso una prima proroga, spostando il termine al 16 giugno 2025.

La circolare Agea specifica che, ad eccezione delle scadenze prorogate, tutte le altre disposizioni e il quadro normativo precedentemente adottato rimangono pienamente in vigore.

Caldo, la Regione annuncia controlli nei cantieri e nel lavoro agricolo

Mentre altre Regioni italiane hanno emanato ordinanze che vietano il lavoro all’aperto nelle ore più calde (in particolare nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura) la la Regione Umbria annuncia l’avvio di una intensa campagna di controlli nei cantieri edili e nelle aziende agricole per verificare il pieno rispetto dell’ordinanza emanata dalla presidente Stefania Proietti lo scorso 13 giugno.

L’ordinanza, che rappresenta una delle misure più incisive adottate a livello nazionale per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature, stabilisce il divieto assoluto di svolgere attività lavorative all’aperto esposte al sole dalle 12:30 alle 16:00 su tutto il territorio regionale. Il provvedimento si attiva esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. Divieti che però non si applicano ai lavori di pubblico interesse.

“La sicurezza sui luoghi di lavoro – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti – non è negoziabile, soprattutto quando le condizioni climatiche mettono a rischio la salute dei nostri lavoratori. Abbiamo voluto essere tempestivi quest’anno, emanando l’ordinanza già a giugno, anziché attendere fine luglio come nel 2024, perché le temperature record di queste settimane richiedevano un intervento immediato. Un ambiente di lavoro sicuro non è solo un obbligo normativo, ma un valore fondamentale che contribuisce a migliorare la qualità della vita, a ridurre i costi sociali legati agli infortuni e a promuovere una cultura della prevenzione sempre più diffusa”.

I controlli, coordinati dalle Aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 in collaborazione con gli enti competenti, interessano principalmente i cantieri edili all’aperto e le attività nel settore agricolo e florovivaistico. Le verifiche si concentrano non solo sul rispetto degli orari previsti dall’ordinanza, ma anche sull’adozione di adeguate misure organizzative e operative per la protezione dei lavoratori dalle alte temperature.

L’ordinanza, valida fino al 31 agosto 2025, prevede sanzioni severe per chi non rispetta le disposizioni. Chiunque violi il divieto sarà soggetto alle conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice Penale, con possibile arresto fino a tre mesi o ammende fino a 206 euro. Restano salvi eventuali provvedimenti sindacali più restrittivi limitati all’ambito territoriale di riferimento.

L’Umbria si conferma così tra le prime regioni italiane ad aver adottato una misura così specifica e mirata, evidenziando il ruolo attivo e responsabile nel definire politiche sanitarie adeguate alle peculiarità del proprio territorio e alle sfide poste dai cambiamenti climatici in corso. In tempi brevi la Regione ascolterà le proposte delle parti sociali, dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori, al fine di per apportare eventuali modifiche ed integrazioni all’ordinanza regionale, anche alla luce del piano varato dal governo nazionale

Le aziende e i datori di lavoro possono consultare quotidianamente la mappa del rischio su https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ per verificare l’attivazione del divieto e programmare di conseguenza le proprie attività lavorative.

Il Sian di Agea non va, Meloni: “Chiederemo conto dei ritardi nei pagamenti alle aziende”

Il Sian – il sistema informatico nazionale gestito da (Agenzia generale per le erogazioni in agricoltura) continua a funzionare a singhiozzo, provocando continui a gravi ritardi nei pagamenti alle imprese agricole e zootecniche.

Istruttorie bloccate per l’accesso ai fondi europei, liquidazioni parziali, tempi di pagamento sempre più incerti. Problemi che, nonostante gli interventi della Regione Umbria e le interlocuzioni con Agea, continuano a ripetersi.

“Siamo di fronte a una situazione non più accettabile – spiega l’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni – che riguarda direttamente le sorti degli imprenditori agricoli e zootecnici umbri e come loro quelle dei loro colleghi di molte altre regioni italiane. I nostri agricoltori e allevatori continuano infatti a subire danni e ritardi nell’accesso alle risorse stanziate a loro favore nell’ambito delle politiche europee della PAC e dello Sviluppo rurale e questo avviene a causa di problemi tecnici e gestionali del nuovo sistema informatico dell’organismo pagatore nazionale di Agea, ovvero il Sian”.

Nonostante i ripetuti solleciti di queste settimane, la situazione ha raggiunto dei livelli critici, spiegano dall’Assessorato. Il Sian è oggi un “collo di bottiglia” nella gestione agricola umbra e italiana. Nato per semplificare e informatizzare, sta invece ostacolando la burocrazia agricola a causa di ritardi tecnologici, carenza di manutenzione, scarsa interoperabilità e aumento della complessità normativa.

L’assessorato alle Politiche agricole e l’Autorità di gestione del PSR in queste settimane si sono attivati segnalando ripetutamente le criticità del Sian, aprendo canali di confronto e organizzando riunioni tecniche. Questa azione degli uffici della Regione Umbria è riuscita a sbloccare i pagamenti delle misure a superficie, evitando così di perdere risorse comunitarie vitali per le aziende umbre. Un risultato positivo che, inoltre, è stato esteso a tutte le regioni che lavorano con Agea.

“Da quando ci siamo insediati abbiamo lavorato con grande determinazione per rimuovere ogni ostacolo relativo alle istruttorie e ai pagamenti in capo ad Agea fino a quando, nei giorni scorsi, di fronte a una situazione non più accettabile, abbiamo posto la questione sui tavoli nazionali – continua l’assessore Meloni -. Qualcosa si sta muovendo grazie alle nostre sollecitazioni, ma è troppo poco e per questo la nostra azione è solo all’inizio. Non possiamo più tollerare ulteriori ritardi che significherebbero affossare un mondo, quello agricolo, che è il cuore della nostra economia e che, a causa di un sistema informatico nazionale, sta subendo gravi pregiudizi e disservizi. Tutto questo, infatti, comporterà la proroga di numerosi bandi per venire incontro alle giuste richieste di imprenditori e tecnici che però, a cascata, andranno a generare un aggravio di lavoro per tutti e possibili ritardi nelle rendicontazioni”.

Conclude Meloni: “Chiederemo conto delle ripercussioni negative che questi malfunzionamenti informatici stanno generando alle nostre aziende. Nonostante gli sforzi e il supporto degli uffici della Regione, che ringrazio per il loro grande impegno, il Sian continua a mostrare problematiche tecniche che rallentano le istruttorie per la partecipazione ai bandi sulle misure agroambientali, con conseguenti ritardi nei pagamenti e, in alcuni casi, liquidazioni parziali delle domande”.

Caldo rovente, l’ordinanza per il lavoro in agricoltura e nei cantieri all’aperto

Caldo rovente, la Regione emana l’ordinanza per prevenire i malori, sentite le parti sindacali e datoriali.

L’ordinanza contiene misure “di prevenzione per l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole”.

Questi i provvedimenti:

  • È vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica- alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “Alto”
  • Il divieto di cui al punto precedente non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i.
  • Restano salvi eventuali provvedimenti sindacali limitati all’ambito territoriale di riferimento
  • La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza comporterà le conseguenze sanzionatorie come per legge (art. 650 c.p. se il fatto non costituisce più grave reato)
  • La presente ordinanza, per gli adempimenti di competenza e per garantire la più ampia diffusione sull’intero territorio regionale, viene trasmessa ai Prefetti della Provincia di Perugia e della Provincia di Terni, ai residenti delle Province di Perugia e di Terni, al Presidente di Anci Umbria, ai sindaci dell’Umbria, alle Aziende sanitarie locali della Regione Umbria, ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro e alle associazioni nazionali di categoria.

Un provvedimento che è stato accolto con favore dai sindacati, che sollecitano controlli per il rispetto di quanto prescritto nell’ordinanza.