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Contratto Funzioni centrali, interessati circa 2500 dipendenti pubblici in Umbria

Il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per il personale del comparto Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come Inps e Inail), per il triennio 2025-2027, interessa circa 2.500 lavoratori umbri del settore pubblico. Il documento è stato sottoscritto dalla Fp Cgil con il 94% dei consensi tra i dipendenti.

“La nostra firma – spiega il segretario regionale di Fp Cgil Umbria, Michele Agnani (nella foto) – arriva a meno di due mesi dalla pre-intesa e dopo un’intensa campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per consultare i lavoratori in merito merito delle innovazioni contenute nel testo. Innovazioni su cui il 94% si è espresso in modo favorevole alla sottoscrizione. Continueremo a organizzare assemblee e incontrare i lavoratori per illustrare loro i contenuti e le opportunità dell’accordo”.

Agnani spiega che “l’accordo torna a riconoscere incrementi delle retribuzioni superiori all’inflazione programmata per il triennio, dopo l’impoverimento dei salari prodotto dal Ccnl precedente, e introduce, novità assoluta per i contratti delle pubbliche amministrazioni, un momento di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto degli stipendi. Tra i punti principali del contratto – prosegue Agnani – c’è l’equiparazione delle giornate di ferie per i neo-assunti, il pagamento dell’indennità di turno anche durante il periodo di ferie, il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, il miglioramento della disciplina di importanti istituti di conciliazione (congedi, ferie solidali, flessibilità oraria) e del lavoro agile, l’incremento dei trattamenti di trasferta e lo sblocco del tetto al buono pasto. Si regolamenta l’introduzione e l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza artificiale, si pone attenzione alla condizione occupazionale del personale con disabilità e agli sviluppi di carriera, e si qualificano i percorsi di formazione, con attenzione alla loro piena accessibilità, per la crescita professionale di tutte e tutti”.

“Questo accordo – prosegue il segretario della Fp Cgil Umbria –, dal mese di settembre riconoscerà ai lavoratori gli aumenti previsti e gli arretrati per i mesi passati, ma questo importante risultato non è sufficiente a restituire la dovuta centralità al lavoro pubblico. Continueremo a mobilitarci nelle prossime settimane per chiedere che il Governo stanzi in legge di Bilancio le risorse che servono per rimuovere il tetto al salario accessorio, e aumentare le disponibilità dei Frd per consentire la valorizzazione del personale, aumentare i buoni pasto e, soprattutto, adottare un Piano straordinario di assunzioni per le pubbliche amministrazioni e superare la carenza di personale che in troppe amministrazioni sta rendendo difficile garantire le attività e i servizi alla cittadinanza”.