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Autore: Claudio Lattanzi

Memorie di un vice sindaco breve. Il Palazzo raccontato dall’interno

La politica di Terni svelata da un suo protagonista

“Avete mai provato a fare il vicesindaco e l’assessore di una media-grande città di provincia, l’antica e modernissima Interamna Nahars, e a farvi buttare fuori dalla Giunta comunale, pur avendo fatto e realizzato, progettato e innovato, pestato i piedi, esserseli fatti pestare, avere suscitato apprezzamenti (molti) e delusioni (alcune)? Ecco, io ci sono riuscito. E non era facile”. Inizia cosi il libro di Andrea Giuli, per tre anni vice sindaco ed assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Terni, prima di essere esautorato dal sindaco della Lega Leonardo Latini, a sua vlta “giubilato” a fine mandato per far posto ad un candidato di Fratelli d’Italia. Il libro, una specie di pamphlet a metà tra racconto, cronaca e trattatello filosofico-politico, narra tre anni faticosissimi di esperienza di pubblico amministratore, tecnico e indipendente dai partiti, come se fosse un’avventura, critica e auto-critica, amara e disincantata, appassionata e impertinente. Le cose fatte, le piccole vittorie, le grandi sconfitte, gli amici e i nemici (spesso amici), gli altarini del cosiddetto potere, le confidenze, i moti dell’anima e le incazzature, le contraddizioni e le ostinazioni, gli sbagli e le intuizioni. Alla fine cosa è rimasto? Comunque molto. Niente di pedagogico o morale, ma un pezzetto di vita vissuta che può forse servire da spunto e riflessione per chi medita magari una sua “discesa in campo”, in questi tempi tremendi.

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Il Signorelli mixato con l’intelligenza artificiale diventa etichetta iconica e pop per le celebrazioni orvietane del 500esimo anniversario

Protagonista dell’operazione la cantina Argillae

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“Ad Orvieto siamo innovazione e tradizione insieme e questo mix emerge prepotentemente nel progetto culturale di Argillae legato al Signorelli 500 perché unisce bellezza, eccellenza e cultura attraverso il messaggio universale del vino. Con questa etichetta siete riusciti ad esprimere l’anima di Orvieto ed è molto importante vedere come nuove generazioni di imprenditori come voi, ed altri ancora, credano nel messaggio della nostra città e lo stiano portando con orgoglio e determinazione al di fuori delle mura”. Lo ha detto il sindaco, Roberta Tardani, di fronte alla sessantina di ospiti, tra i quali anche il presidente dell’Opera del Duomo Andrea Taddei, che nel pomeriggio di sabato 20 maggio hanno gremito la sala dell’Enoteca “Cantina Vera” per la presentazione dell’iniziativa dell’Azienda Vinicola “Argillae” dedicato alla ricorrenza del Signorelli che si festeggia nel 2023.

“Un progetto culturale dedicato alla città di Orvieto, non solo perchè una parte del ricavato delle vendite di questa nuova ed originale etichetta sarà destinato a sostenere i lavori dell’Opera del Duomo, ma perchè questa magica città è l’orgoglio della nostra identità e con immenso piacere stiamo riscontrando che molti stanno partecipando e condividendo questo messaggio. Del resto non potevamo di certo rimanere indifferenti di fronte a colui che per affrescare sua Maestà il Duomo decise di farsi pagare con 1000 litri di vino Orvieto all’anno e che, molti anni fa, ispirò le nostre etichette più tradizionali grazie ai suoi bozzetti conservati al British Museum di Londra. Per noi oggi è quindi un po’ come chiudere un cerchio” ha spiegato Giulia Di Cosimo, l’anima della cantina Argillae che coltiva le vigne ad Allerona.
Il Signorelli 500, etichetta in tiratura limitata di soli 1000 esemplari per l’Orvieto Superiore Doc vendemmia 2022, è stata realizzata dall’Art Director Saverio Wongher attraverso un programma di Intelligenza Artificiale che ha mixato, con spirito pop, tutti i ritratti che il Signorelli si fece. L’evento di presentazione è stato inoltre arricchito da una dotta disquisizione dello storico dell’arte Raffaele Davanzo che ha illustrato molte delle relazioni tra il vino e l’arte classica attraverso raffigurazioni che, partendo dal Duomo di Orvieto, hanno toccato diverse opere di fama assoluta.

Perugia 1416 la rappresentante dell’università lascia l’associazione

Bufera su Perugia 1416. A creare disagio è il tema scelto per questa iniziativa: Donna-matrimonio-famiglia

Suscita discussioni il tema scelto per l’edizione 2013 della rievocazione Perugia 1416 che “donna-matrimonio-famiglia”, un argomento individuato come focus sulla dimensione della donna medievale, ma un accostamento che disturba chi evidentemente non lo contestualizza nell’ambito in cui è stato proposto.
La professoressa Stefania Zucchini, docente di storia medievale all’università di Perugia, ha deciso di dimettersi dal consiglio direttivo dell’associazione i cui siede in rapprentanza dell’ateneo. La docente «constata con rammarico l’assenza di condivisione della scelta all’interno del direttivo o in qualsivoglia altro incontro di natura scientifica”. Zucchini sottolinea che “avrebbe potuto essere di supporto su un piano scientifico, fornendo la necessaria – e imprescindibile dal punto di vista dell’Ateneo – prospettiva storica alla tematica prescelta”. Per cui ha valutato “opportuno ritirare la propria adesione al direttivo, pur mantenendo la disponibilità a una collaborazione scientifica esterna, che rientra a tutti gli effetti tra i compiti dell’università e dei suoi membri in termini di terza missione». Anche l’Udi, l’Unione donne in Italia, aveva criticato la manifestazione con queste argomentazioni: ““Abbiamo letto incredule che quest’anno gli organizzatori di Perugia 1416 dedicheranno il corteo storico alla triade donna-matrimonio-famiglia che, a loro dire, non solo sta a fondamento della “storia umana”, ma che misura l’emancipazione femminile. Siamo indignate e sentite offese da chi vuole erroneamente e strumentalmente riscrivere la storia delle donne, occultando il fatto che la lunga strada verso l’emancipazione femminile abbia dovuto necessariamente mettere in discussione i concetti patriarcali di famiglia e matrimonio. Utilizzare oggi una rievocazione storica per rimarcare l’importanza di ruoli e compiti precostituiti per le donne, cercando addirittura di attribuire loro un rinnovato valore, non fa altro che mistificare la storia. Sappiamo bene come le destre, da tempo ormai al governo della nostra città e regione, intendano consolidare e avvalorare il legame, naturale e indissolubile, tra donna e famiglia e donna e matrimonio, come se noi tutte non avessimo altra funzione se non quella di procreare e accudire, ma ciò che ci lascia più incredule è che tale visione non riguardi il Medioevo, ma per gli organizzatori di Perugia 1416 connoti l’intera storia umana. Un falso storico che non possiamo accettare perché frutto di quella visione patriarcale della società che da sempre le donne contrastano e che oggi, alla luce dell’ultimo efferato femminicidio, non può non farci riflettere, visto che a morire sono sempre mogli e madri”. E poi ancora: “In Umbria assistiamo da tempo ad uno scivolamento regressivo verso un passato mai abbandonato, dove vive forte l’idea della supposta subalternità delle donne agli uomini, dell’esistenza di un ruolo naturale della donna che origina il pregiudizio, la discriminazione e la violenza nei confronti delle donne. Oggi sappiamo bene quali sono gli strumenti per la nostra emancipazione: un lavoro dignitoso e stabile, servizi di welfare che sostengano la genitorialità, prevenzione della violenza domestica e di genere ed educazione delle nuove generazioni e non possiamo non indignarci quando la nostra storia e le nostre lotte vengono disconosciute. Vi lasciamo con una storia, nella speranza che il corteo nella speranza che il corteo perugino non voglia anche solo pensare di riportarci a quei tempi. Noi non ci stiamo! Era l’anno 1917 , la prima guerra mondiale stava falciando la popolazione e alla fine si contarono più di 16 milioni di morti, in gran parte uomini e due milioni di donne si trovarono a sopravvivere”.

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Olivocoltura a rischio sugli Appennini

L’Accademia nazionale dell’olio impegnata a tutelare questa coltivazione tradizionale

Quale futuro per l’olivicoltura tradizionale delle colline appenniniche? È questo il tema al centro della tornata organizzata dall’Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio che si terrà venerdì 9 giugno a Casoli, in provincia di Chieti. Con il patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune di Casoli, gli esperti del settore si confronteranno per individuare un possibile percorso di rilancio e ammodernamento dell’olivicoltura tradizionale collinare della dorsale appenninica. Con 207mila ettari tra Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise che rappresentano il 21% del totale olivicolo nazionale in base ai dati del Censimento 2020, rischia infatti di divenire marginale dal punto di vista economico. Una giornata di studio e approfondimento grazie ad illustri ricercatori del Crea, l’ente di ricerca del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e delle università di Teramo, Perugia, Molise e Gabriele d’Annunzio (Chieti-Pescara) e con la partecipazione del vicepresidente della giunta regionale e Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente. La sfida è quella di creare le condizioni per la diffusione sul territorio di modelli aziendali di successo, sfruttando le opportunità della presenza di abbondanti superfici olivicole e di un patrimonio di varietà tradizionali ad alto valore commerciale. L’olivicoltura delle colline appenniniche sconta, infatti, una forte frammentazione fondiaria e una rilevante assenza di irrigazione ma anche un elevato valore paesaggistico e ambientale nonché varietà autoctone che, con le giuste scelte, possono far sì di aumentare l’attuale bassa produttività affinché si scongiuri il rischio abbandono. Segnali incoraggianti vengono dalla riforma della Politica agricola Comune, con gli eco-schemi e l’architettura verde, dalla strategia ‘Farm to Fork’ con la spinta verso sistemi produttivi sostenibili e il Pnrr con misure di sostegno specifiche come quella per il rinnovamento dei frantoi oleari. Uno scenario su cui innescare un percorso virtuoso per una nuova e moderna imprenditorialità olivicolo-olearia che sappia cogliere le dinamiche di mercato, tra interesse per la qualità e la distintività delle produzioni, per garantire una maggiore redditività nella filiera e un futuro roseo per il comparto.

Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.

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Perugino e Signorelli navigano sul Canal Grande. Al via la campagna promozionale per le celebrazioni del grande artista

L’iniziativa curata dall’agenzia orvietana Advenya

Cento tabelle posizionate all’interno dei vaporetti adibiti al trasporto pubblico acqueo della città di Venezia avranno il compito di far viaggiare il claim dei 500 anni dei due maestri dell’ arte italiana. La pianificazione pubblicitaria, curata dall’ agenzia orvietana Advenya e veicolata sui media IGPDecaux, filiale italiana di JCDecaux, prima azienda al mondo nel settore dell’ out of home e quotata alla borsa di Parigi, sfilerà per tutto il mese di giugno davanti ad un’audience internazionale. Siamo orgogliosi e soddisfatti, di aver portato un evento così rilevante davanti ad un pubblico numericamente elevato ed eterogeneo – dichiara Luca Perisse, titolare di Advenya Comunicazione e Sostenibilità – ho iniziato la mia carriera di pubblicitario dodici anni fa proprio nella Città Metropolitana di Venezia e posso confermare che i vaporetti sono senza dubbio il mezzo più apprezzato e ambito per promuovere eventi e campagne di pubblica utilità sociale, perché parlano ogni giorno a migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Il circuito pubblicitario si compone di 100 pannelli di dimensione 70x25cm distribuiti sulla flotta del Trasporto Pubblico gestito da ACTV, garantendo così al messaggio di accompagnare gli utenti nei punti più gettonati della laguna, come Piazza San Marco, Rialto, Piazzale Roma, Giudecca, Tronchetto. Un apposito qr code riportato sulla grafica -permetterà agli utenti di scaricare l’ app su smartphone e di visionare l’elenco degli eventi celebrativi per i 500 anni del Perugino e Signorelli. Un ringraziamento speciale – conclude Perisse – lo voglio dedicare al Presidente del GAL Trasimeno Orvietano Gionni Moscetti che ha avuto la grande intuizione di far decorrere la campagna proprio il 31 maggio, in concomitanza con l’inizio del Salone Nautico di Venezia, evento che attira ogni anno migliaia di turisti e appassionati del settore.

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Quello che Paolo Portoghesi fece per Terni

L’ex sindaco Paolo Raffaelli ricorda l’importante ruolo ricoperto dal grande architetto nelle scelte urbanistiche della città

Con la scomparsa dell’architetto Paolo Portoghesi “Terni perde un amico, un grande professionista che la città ha contribuito fortemente a progettarla”. A sottolinearlo è Paolo Raffaelli, ex sindaco della città che con lui ha collaborato in qualità di assessore. “E’ una perdita grave per la cultura italiana” sottolinea. Raffaelli ha ricordato che Portoghesi ha firmato, con Aldo Tarquini, l’attuale piano regolatore generale, su incarico dell’amministrazione Ciaurro, confermato nel corso del successivo mandato. “Portoghesi – ha detto ancora Raffaelli – è stato uno dei grandi autori della città contemporanea. Sarà un obbligo, per Terni e i ternani, valorizzarne la memoria e il lascito”.

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Bandecchi sindaco di Terni, Corridore sarà il vice

Imminente la presentazione della Giunta. I giovani saranno la priorità

“Ho deciso di fare politica per dare un futuro ai miei nipoti”: a dirlo la
mattina dopo l’elezione a sindaco di Terni è Stefano Bandecchi. Il neo
sindaco ha ribadito il suo progetto politico, sottolineando ancora che
“Alternativa popolare non è una lista civica, ma un partito”. “Ho
cominciato dal basso”. “Dopo Terni – ha annunciato – ci presenteremo per
la Regione, alle Europee e alle elezioni politiche nazionali. Adesso in
Italia c’è un partito di centro, vincente, ed è Alternativa popolare”. Ha
quindi raccontato di avere deciso di scendere in politica prima ancora che
la Regione Umbria si esprimesse, in prima istanza, in maniera contraria al
progetto clinica-stadio per Terni. “Il mio impegno – ha detto – è
finalizzato a dare un futuro ai giovani di questo Paese, a iniziare,
appunto, dai miei due nipotini”. Bandecchi si è detto “tradito da un
centrodestra che oggi è diventato destracentrico”. Infine, il pensiero
alla giunta comunale che sarà chiamato a comporre. “Sono già al lavoro –
ha spiegato il sindaco – con quello che sarà il mio vicesindaco, Riccardo
Corridore, per mettere a punto la squadra che presenteremo alla prima
riunione utile”.

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Sono ripresi i voli tra l’aeroporto dell’Umbria e Londra Heathrow da parte di British Airways

Dall’11 luglio al 29 agosto sarà inoltre introdotta una quarta frequenza, programmata il martedì.

La Sase, la società di gestione dello scalo, ha spiegato che sono programmati fino al 30 settembre con con Airbus A319-A320 nelle giornate di giovedì, sabato e domenica. Dall’11 luglio al 29 agosto sarà inoltre introdotta una quarta frequenza, programmata il martedì.
Sempre la Sase ha sottolineato che prosegue intanto il programma di sviluppo ed implementazione di nuovi servizi presso lo scalo. Sono infatti iniziati i lavori per il quarto gate, “che consentirà una più agevole gestione di più voli in contemporanea”, e quelli che rimoduleranno le aree commerciali presenti in area sterile, dove è prevista l’apertura di nuovi negozi. In dirittura d’arrivo anche l’apertura del sesto autonoleggio all’interno del terminal.
Nel frattempo, visto il consistente aumento dei flussi, è stata re-introdotta la corsia fast track, che sarà riservata anche ai passeggeri Prm ed alle famiglie con bambini di età inferiore a sei anni. Sono state inoltre incrementate le sedute a disposizione dei passeggeri ed i posti auto nei parcheggi.
Ed ancora, rinnovate la sala stampa e l’insegna posta all’ingresso dell’aeroporto ma è stato anche completato un nuovo murale, realizzato da “l’Artetica” che ha come tema l’omaggio al volo. La stagione Summer 2023, operativa fino al 28 ottobre, prevede 16 rotte operate da sei compagnie aeree con fino a 98 voli di linea settimanali. Sono disponibili collegamenti da e per Barcellona (Ryanair), Brindisi (Ryanair), Bruxelles Charleroi (Ryanair), Bucarest (Ryanair), Cagliari (Ryanair), Catania (Ryanair), Cracovia (Ryanair), Londra Heathrow (British Airways), Londra Stansted (Ryanair), Malta (Ryanair), Olbia (Aeroitalia), Palermo (Ryanair), Rotterdam (Transavia), Tirana (Wizz air), Tirana (Albawings) e Vienna (Ryanair)

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Arrivano 362 milioni per 95 scuole danneggiate dal sisma del 2016

Permetteranno di procedere “immediatamente” con la programmazione dei cantieri di 95 scuole umbre per un totale di 362,2 milioni di euro le soluzioni illustrate in un incontro presso la Regione dal commissario Guido Castelli.

Un confronto importante, a cui hanno preso parte la presidente umbra, Donatella Tesei, il direttore dell’ufficio speciale ricostruzione, Stefano Nodessi, il sub commissario Fulvio Soccodato, i sindaci dei Comuni coinvolti e i presidenti di Provincia, e che dà seguito allo sblocco, a marzo, della procedura per 228 interventi di ricostruzione compresi nel più ampio Piano straordinario di ricostruzione, che nelle quattro regioni conta 450 istituti da riparare per un valore di 1,3 miliardi di euro.Il primo passo – sottolinea Palazzo Donini – avviene proprio in Umbria, do  ve inoltre, proprio a seguito dell’incontro di oggi, sarà attivata una convenzione tra la struttura commissariale e soggetti attuatori (Comuni, Province) per fornire supporto alle 58 procedure che hanno aderito agli accordi quadro, uno strumento che consente di attingere a liste già vidimate di operatori economici, per le varie fasi di progettazione e lavorazione. I soggetti attuatori potranno avere a disposizione personale dedicato, in sede, per far sì che le procedure di attivazione degli accordi quadro siano immediate. “Ricostruire strutture scolastiche sismicamente sicure e sostenibili dal punto di vista energetico, è una premessa necessaria per il rilancio dell’Appennino centrale” ha detto Castelli. “È sempre opportuno sottolineare – ha aggiunto -l’importanza del clima di collaborazione in cui abbiamo lavorato con la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, i comuni e tutti i soggetti coinvolti. Lo sblocco di questo accordo quadro è un rilevante intervento non solo sotto il profilo della ricostruzione, ma anche della riparazione: dobbiamo supportare le comunità e le famiglie dell’Appennino centrale che vogliono restare in questi territori, fornendo servizi che consentano al tessuto sociale di restare coeso. In questa direzione di tutela, va letta la deroga al numero minimo di studenti per formare le classi nelle scuole terremotate, introdotta dal Dl Ricostruzione, valida fino al 2029 e di cui gli Uffici scolastici regionali possono avvalersi. La scuola è un presidio essenziale ed è per questo che abbiamo lavorato, congiuntamente con gli Usr e i soggetti attuatori, per immaginare soluzioni rapide ma efficaci sotto il punto di vista della qualità e dei necessari controlli procedurali”.

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Resort di Antognolla, ecco i tempi per il progetto

Sarà pronto per l’inizio del 2026 il Castello e resort di Antognolla, già attivo con un campo da golf

Prosegue intanto il maxi-investimento nel cuore dell’Umbria (150 milioni di euro totali) per il magnate russo con passaporto britannico Andrey Yakunin che ha illustrato, in occasione di un press tour da lui guidato, le ulteriori tappe di avvicinamento al completamento della struttura situata a una ventina di chilometri a nord da Perugia. Sono infatti partiti i lavori (avviati a marzo) per la costruzione del resort, il complesso alberghiero immerso nel verde con 40 spa suite che sorgerà accanto al Castello di Antognolla dove, anche qua, sono in stato di avanzamento i lavori per realizzare altre 31 camere. Obiettivo, con un totale di 71 stanze, è rendere l’Umbria, secondo le intenzioni di Yakunin, “un polo attrattivo per i visitatori di tutto il mondo, proponendo un’offerta turistica di altissima qualità e un’esperienza autentica a contatto con la natura”. “L’idea iniziale del progetto è stata di pensare a cosa aggiungere a quello che già l’Umbria offre” ha commentato. Una volta completato, il corpo principale si svilupperà su più piani per un totale di 16.000 metri quadri e ospiterà una spa, diverse piscine, la reception principale e altri servizi del resort. Insieme a Yakunin erano presenti anche Luca Aiwerioghene e Basak Pekdiker Sartor, ingegnere e architetta di Antognolla. Tra le aziende appaltatrici che collaboreranno anche molte imprese locali della provincia di Perugia. “L’idea è stata quella di fare qualcosa che non andasse in contrasto con il castello, che rimane sempre la prima ballerina” ha precisato Yakunin. La struttura finale comprenderà quindi un castello e una tenuta del 12/o secolo trasformati in un moderno resort internazionale. All’interno del Castello anche una chiesa consacrata che, dopo il restauro, sarà usata per i matrimoni, e sotto una cripta (con affreschi risalenti anche all’anno mille) che sarà in parte utilizzata come luogo, grazie a tecnologie digitali e realtà aumentata, per far scoprire quello che può offrire il “pacchetto” Umbria. In linea con i valori dell’operatore alberghiero Six Senses, il castello, il borgo e la tenuta, per un totale di circa 600 ettari, verranno restaurati in ottica sostenibile, come è stato inoltre specificato. Il progetto mira a sviluppare anche il turismo golfistico nella regione e a fare dell’Umbria una meta privilegiata per questo sport, di particolare rilevanza in vista della Ryder Cup del 2023. Il campo con 18 buche, realizzato dal designer Robert Trent Jones Jr., è infatti già considerato tra i più belli d’Italia e tra i più sostenibili, visto anche l’utilizzo di tre laghetti per la raccolta di acqua piovana che viene usata per l’irrigazione. A disposizione poi otto ettari di vigneti “eroici”, definiti così per la pendenza e per la conformità del terreno, curati dall’enologo Riccardo Cotarella. “In base alla mia esperienza sono sicuro che tra tre anni uscirà fuori un vino importante non solo per Antognolla ma per tutta la regione” ha detto.


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