Hephaistos, percorso per la formazione professionale degli studenti con disabilità
Dare ai ragazzi con disabilità l’opportunità di formarsi nel settore di loro interesse per inserirsi nel mondo del lavoro: è questo l’obiettivo del progetto “Hephaistos – Il diritto al lavoro attraverso il merito”, presentato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, alla presenza del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, e dell’ex presidente dell’Osservatorio e attuale consigliera del ministro, Paola Fioroni.
Il progetto, che punta a trasformare la disabilità in un percorso di alta specializzazione professionale fondato sulle competenze e sulla valorizzazione delle inclinazioni personali degli studenti, è già stato avviato in via sperimentale per due ragazzi, grazie alla sinergia tra la Regione Umbria, l’ente di formazione Cnos Fap, il liceo classico Federico Frezzi e l’istituto tecnico tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno. Negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 i due studenti selezionati hanno frequentato il corso per operatore della ristorazione per 180 ore all’anno e hanno potuto così acquisire competenze concrete che potranno integrare con altre 180 ore di formazione il prossimo anno scolastico, raggiungendo un totale di 540 ore formative nel triennio.
“Questo progetto mette al centro il valore di ogni persona – ha evidenziato in apertura il ministro Locatelli – ed è quindi in linea con la riforma per la disabilità”. Il ministro si è poi complimentato con tutti coloro che hanno lavorato per la sua attuazione aggiungendo che “si tratta di un percorso che potrebbe diventare un modello per tutta l’Italia, anche perché ha saputo fare rete tra scuole, territorio, associazioni”.
“La Regione si impegna tutti i giorni per l’affermazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, delle persone con disabilità – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E lo fa anche nel campo dell’istruzione e del lavoro, anche grazie all’Arpal, che insieme alla scuola ha elaborato un progetto che è già un modello esportabile in altri territori e replicabile a livello nazionale. Favorire le condizioni e permettere a chi ha una disabilità di inserirsi dopo la scuola nel mondo del lavoro è la bellezza di questo progetto. Ma sono belli anche i percorsi che questi ragazzi intraprendono e vivono ogni giorno, rapportandosi con il lavoro. Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, come recita la Costituzione, il lavoro è un diritto di tutti, nessuno escluso, e tutti dobbiamo fare la nostra parte: istituzioni, scuola e imprese. La Regione – ha aggiunto la presidente – è impegnata con ‘Umbria per tutti’, il piano di azioni per la promozione e l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità che è lo strumento per ‘costruire’ città e comunità veramente inclusive. L’impegno congiunto e convinto del mondo della scuola, della governance multilivello regionale con la delega in capo alla Presidenza della giunta, dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, delle imprese e delle famiglie, delle associazioni e delle città, può portare a percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti.”
“Abbiamo individuato il gap che troppo spesso esiste tra la fine della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro e da qui è nato un impegno concreto delle istituzioni e delle imprese – ha aggiunto la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri – Questo progetto, che mette insieme le scuole, la Cnos Fap con i suoi laboratori e la Regione Umbria attraverso la certificazione delle competenze, ha dato voce al futuro di questi ragazzi e dimostra come si possano costruire percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti”.
Il progetto Hephaistos è pensato per offrire agli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104, art. 3 comma 3, accompagnati dagli insegnanti di sostegno, un percorso formativo a loro scelta per diventare operatore della ristorazione, elettricista, termoidraulico, saldatore riduttivo, ma anche per acquisire competenze professionali nell’area della meccanica industriale e nel settore auto e moto. Il tutto all’interno dei Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro), percorsi obbligatori per gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori italiane, e grazie a una convenzione tra scuola ed ente formativo.
Il progetto si inserisce nel percorso regionale di attuazione del D.Lgs 62/2024 sulla riforma della disabilità e del “Progetto di Vita” dettagliato dall’articolo 26, basato su personalizzazione, partecipazione e integrazione sociosanitaria.
“I due ragazzi coinvolti nella sperimentazione – è stato detto in conferenza stampa – hanno vissuto due anni scolastici proficui e preziosi e hanno potuto constatare quanto l’ente di formazione scelto, il Cnos Fap, abbia offerto alte competenze in un contesto di inclusione e grande umanità”. Il prossimo obiettivo del progetto è ampliare la platea di studenti beneficiari quanto più possibile, nei limiti dei numeri sostenibili, e attivare un anno di formazione aggiuntiva, al termine del triennio, per permettere ai ragazzi di acquisire maggiori competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Durante la conferenza stampa sono stati illustrati alcuni dati della direzione sanitaria regionale che confermano la crescente necessità di rafforzare percorsi inclusivi e professionalizzanti: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane hanno raggiunto quota 359mila, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni, mentre sono 153mila gli studenti che necessitano di assistenza per l’autonomia e la comunicazione.
“Il modello Hephaistos – è stato ricordato – è in linea con il nuovo approccio dettato dal Progetto di Vita perché punta sulla valorizzazione del merito attraverso la costruzione di competenze reali, sulla libera scelta dei percorsi formativi in base alle inclinazioni personali, sull’integrazione strutturale nei Pcto e sulla certificazione delle micro-competenze tecniche acquisite, per favorire un inserimento concreto e qualificato nel mondo del lavoro”.