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Tag: Orvieto

Accordo tra Destinazione Orvieto e l’agenzia di Viterbo West End Viaggi per promuovere con innovativi pacchetti i cammini di trekking

Si amplia la collaborazione tra il circuito di imprese Destinazione Orvieto (Do) e i tour operator con l’obiettivo di intensificare la vendita dei servizi turistici collegati a DO sia in Italia che all’estero. West End Viaggi, Tour operator ed agenzia di viaggi di Viterbo, si accinge infatti a lanciare adesso sul mercato un nuovo pacchetto destinato al cammino dell’intrepido Larth che propone due livelli di prezzo e guarda sia al mercato nazionale che a quello internazionale. Un pacchetto elaborato da Isabella Bellitto, collaboratrice dell’agenzia di Stefano Apolito e creatrice del progetto “Tuscia Experience”.

Il pacchetto è visibile all’indirizzo: https://www.tusciaexperience.net/blog-detail/post/312350/il-cammino-dellintrepido-larth

I cammini di trekking che hanno in Orvieto il loro fulcro sono esplosi con numeri assolutamente significativi e rappresentano ormai una realtà di rilievo nel turismo lento italiano-dice Apolito-la collaborazione con la nostra azienda va nella direzione di sostenere un progetto in crescita costante che adesso sarà integrato nelle altre proposte di West End Viaggi”.

Secondo Isabella Bellitto:”Orvieto è comunque un territorio della Tuscia dove il turismo lento ed il trekking possono vantare molti appassionati, una tradizione storica rappresentata dalla via Francigena, nel tratto della provincia di Viterbo, e molte aziende che ruotano intorno a questo settore. La collaborazione con Destinazione Orvieto e le 126 aziende ad essa associate, la consideriamo una scelta strategica per mettere in campo azioni comuni a favore di un territorio omogeneo, seppur diviso da confini amministrativi. Il pacchetto che proponiamo per il cammino dell’intrepido Larth consentirà di incrementare ancora questa proposta turistica, offrendo ai clienti la possibilità di aderire ad un servizio “chiavi in mano” grazie al quale non sarà necessario nemmeno prenotare il soggiorno lungo il tragitto dal momento che pensiamo a tutto noi. La nostra agenzia è in grado di offrire anche il servizio delle guide turistiche per chi vuole unire un soggiorno all’insegna della natura e della cultura“.

Inizio anno, numeri in crescita per i Cammini di Destinazione Orvieto

Due anni di numeri crescenti ed un successo turistico che continua ad aumentare di mese in mese. Il 2026 è iniziato con un incremento esattamente pari al 50% per i due cammini di trekking dell’Intrepido Larth e del Miracolo del Corpus domini, entrambi compresi nel progetto di promozione territoriale e marketing turistico di Destinazione Orvieto a cui hanno aderito finora 102 aziende della provincia di Terni e Viterbo.

Stando alla valutazione statistica basata sul rilascio delle credenziali, tra il mese di gennaio e la metà di febbraio 2026 si è registrata la presenza di circa 180 camminatori, contro i circa 130 dello stesso periodo del 2025. L’incremento di circa 50 unità in uno dei mesi più freddi dell’anno rappresenta un segnale evidente di quanto il primo progetto di marketing attuato a Orvieto, facendo inizialmente leva sul turismo lento, sia ormai pienamente decollato e consolidato. Cifre che comprendono anche le presenze relative all’iniziativa promozionale “Dolce metà” promossa da DO in occasione della festa di san Valentino.

Il trend di gennaio indica una tendenza che, se sarà rispettata come fanno già intravedere le richieste giunte dall’organizzazione in vista della primavera, potrebbe portare a fine anno i due cammini a segnare tremila presenze a fronte delle 2011 del 2025. Una tendenza che Luca Sbarra ed Emanuele Rossi, responsabili dei percorsi di trekking per Destinazione Orvieto, commentano così: “I numeri dimostrano che l’idea di inserire per la prima volta Orvieto nel circuito del trekking italiano ed internazionale era azzeccata. Ricordiamo sempre che i numeri di cui parliamo fanno rifermento alle credenziali, ma ci sono molti camminatori che non le ritirano affatto, quindi le stime ufficiali sono sempre al ribasso. Adesso la sfida è quella di trasformare in maniera definitiva Orvieto ed il suo territorio in una delle capitali riconosciute del turismo lento. Il progetto Destinazione Orvieto serve anche a sostenere questa grande ambizione che è collegata allo sforzo di incrementare la permanenza dei turisti-aggiungono Sbarra e Rossi-e lo stiamo perseguendo offrendo al mercato turistico otto nuove escursioni che possono essere effettuate in mezza giornata per poi trascorrere il resto del tempo alla scoperta delle tantissime bellezze di un’area vasta a cavallo di due regioni. Destinazione Orvieto lavora tuttavia ogni giorno anche su molte altre iniziative a favore dell’economia locale e delle aziende che hanno aderito al nostro circuito e tra pochissimo presenteremo delle interessanti novità in questa direzione“.

Destinazione Orvieto arriva a quota 102 aziende

Sono ben 102 le aziende che hanno aderito a Destinazione di Orvieto (DO) a distanza di tre settimane dalla presentazione ufficiale del progetto di marketing e promozione territoriale che opera ogni giorno a sostegno dei propri associati. Una crescita straordinaria che è collegata all’attività costante che DO svolge per dare attuazione ai sette piani operativi che compongono il programma di marketing presentato lo scorso 24 gennaio di fronte ad una folta platea di imprenditori, commercianti, artigiani, operatori turistici e rappresentanti istituzionali di Orvieto e della provincia di Viterbo.

DO è stata presente alla Borsa internazionale del turismo a Milano, con la distribuzione nello stand della Regione Umbria di materiale informativo relativo alle dieci escursioni di trekking che rappresentano il fulcro della nuova offerta turistica in cui sono coinvolte le aziende aderenti a DO e sulla quale si sta iniziando a fare leva per incrementare i tempi di permanenza turistica ad Orvieto e nell’Orvietano.

La prima offerta speciale dedicata alla festa degli innamorati sta ottenendo un importante riscontro -dicono i promotori di DO – entro il mese di febbraio metteremo sul mercato una serie di iniziative che coinvolgeranno il centro storico e una frazione con carattere permanente nel corso dell’anno e in stretta collaborazione sia con le nostre aziende che con tour operator di Orvieto e Viterbo che sono coinvolti in questa azione di promozione indirizzata all’Italia e all’estero“.

“Destinazione Orvieto”, la prima offerta promozionale è offerta agli innamorati per San Valentino

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del progetto di promozione territoriale e turistica “Destinazione Orvieto” (DO) – in programma per sabato 24 gennaio alle ore 17 a palazzo Bisenzi – è già stato lanciato il primo pacchetto anticrisi per incentivare il turismo. Si tratta della “offerta promozionale per San Valentino. Il cammino degli innamorati”, che è già disponibile sul portale di DO e che hanno iniziato a proporre al mercato i tour operator aderenti al progetto.

L’offerta riservata agli innamorati, a cui hanno contribuito le attività inserite nel circuito di Destinazione Orvieto (ad oggi sono 92), prevede uno sconto del 50% sul soggiorno per la seconda notte su due in una struttura ricettiva di Orvieto, una riduzione del 50 % per una delle due cene, una visita gratuita al pozzo della Cava, una esperienza gratuita di trekking urbano, un libro dedicato alla città di Orvieto in omaggio. La sistemazione è in strutture nel centro storico di Orvieto. Il ristorante è situato nel centro storico, i prezzi del pacchetto sono differenti, a secondo della struttura scelta. Per informazioni si può scivere a info@destinazioneorvieto.com. Dal 13 al 15 febbraio la settima edizione di “Innamorati di Orvieto – Ti amo dal profondo” propone un percorso sotterraneo che trasforma le tradizioni della città in gesti di amore.

L’itinerario coinvolge cinque affascinanti e suggestivi siti ipogei – il Pozzo di San Patrizio, Orvieto Underground, il Pozzo della Cava, il Labirinto di Adriano e i sotterranei di Sant’Andrea – ed è strutturato come un vero e proprio cammino durante il quale scoprire la città e innamorarsene. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale. A ogni tappa sono associati un esperienza simbolica legata all’amore e una tradizione della città – dalla ceramica al vino, dal merletto alla musica – che diventa una vera e propria “coccola”. Le coppie, ma non solo, potranno ritirare le credenziali in ogni sito – che daranno diritto all’ingresso a prezzo ridotto in tutto il circuito – e dopo aver completato almeno tre delle cinque tappe proposte potranno ricevere il “Sigillo degli Innamorati di Orvieto”, un attestato che sancisce il legame con la città e celebra l’esperienza condivisa.

Conclusione ideale del cammino è la “Luna nel Pozzo”, il bacio più profondo del Mondo sotto una spettacolare e suggestiva luna calata nei 54 metri del Pozzo di San Patrizio. Nella giornata di sabato 14 febbraio, dalle 17 alle 19, la discesa sarà accompagnata anche da una degustazione di vino Orvieto Doc. Domenica 15 febbraio invece ingresso gratuito per i residenti nel Comune di Orvieto. Intorno all’itinerario nel cuore della Città nascosta ruota il programma di “Innamorati di Orvieto”. Sabato 14 febbraio, a partire dalle 9, “Giovani in Biblioteca… a San Valentino!”, una giornata dedicata all’amore per gli altri e per se stessi con laboratori, letture, giochi e presentazioni di libri. Sempre in biblioteca, nella Sala Eufonica, “I colori dell’amore – Note musicali, versi poetici, sentimenti, anima” a cura di Riccardo Cambri con Mirella Cleri e Laura Ricci. Alle 21.30 a Palazzo del Capitano del Popolo, “Tango in love”, una serata all’insegna della passionale danza argentina organizzata dall’associazione Bogartango con la partecipazione dell’orchestra Lo Que Vendrà e del cantor Martin Pinol.

Domenica 15 febbraio, con partenza alle 10 da Piazza Cahen, “La nostra storia incisa in un Anello”, l’iniziativa che tra visita guidata e trekking urbano lungo l’Anello della Rupe permetterà di scoprire la storia, le bellezze paesaggistiche e archeologiche di Orvieto toccando luoghi affascinanti e insoliti tra cui la grotta dei tronchi fossili e la chiesa rupestre del Crocefisso del tufo. Nel pomeriggio, alle 17 al Ridotto del Teatro Mancinelli, il concerto a ingresso gratuito su prenotazione “Playlist per cuori confusi” nell’ambito della rassegna “Insieme – Nel segno della musica”.

Nel weekend di San Valentino gli appuntamenti di “Innamorati di Orvieto” si intrecciano poi con quelli in calendario al Teatro Mancinelli: venerdì 13 febbraio l’irriverente show di Angelo Duro “Ho tre belle notizie”, sabato 14 febbraio lo spettacolo “Il medico dei maiali” con Luca Bizzarri e Francesco Montanari. Anche quest’anno l’ecocuore profumato in iuta e lana di pecora realizzato dalla cooperativa Mir Basili è il gadget ufficiale dell’iniziativa e potrà essere acquistato nei siti che fanno parte del Cammino degli Innamorati.

“Destinazione Orvieto”, il piano di marketing per la bassa stagione

Aumentare i flussi turistici ad Orvieto e nell’orvietano, incrementare il tasso di permanenza, destagionalizzare le presenze. Sono questi i tre ambiziosi obiettivi che si propone di realizzare il progetto di promozione territoriale e turistica denominato “Destinazione Orvieto”, che sarà presentato ufficialmente sabato 24 gennaio nel corso di un incontro insieme agli operatori e ai rappresentanti istituzionali in programma alle 17 a palazzo Bisenzi, in corso Cavour 36.

Nel corso della conferenza stampa, idealmente dedicata alla figura di Domenico Masnada per lunghi anni responsabile dell’ufficio turistico di Orvieto ed instancabile animatore ed innovatore in questo settore, saranno presentati otto itinerari di trekking, adatti anche ad un pubblico di non specialisti.

I promotori del progetto, Luca Sbarra, Emanuele Rossi, Antonella Cannas e Claudio Lattanzi, illustreranno il piano che sarà lanciato anche con una adeguata strategia social sul mercato nazionale ed internazionale con lo scopo di consolidare il ruolo di Orvieto come una delle capitali italiane del turismo lento, implementando le oltre duemila presenze annue che si registrano già ora grazie al grande successo ottenuto dal “Cammino dell’intrepido Larth” e dal “Cammino del miracolo del Corpus domini”.

“Destinazione Orvieto sarà anche un periodico destinato al turismo e a promuovere tutte le aziende che aderiranno al circuito e che sono già novanta -spiegano gli ideatori- al mondo economico verrà anche proposto un piano di marketing territoriale e turistico suddiviso in sette punti che sarà oggetto di auspicate integrazioni e modifiche in base alle proposte avanzate dagli operatori. Verrà presentato il primo dei pacchetti integrati per attrarre visitatori nei periodi di bassa stagione”.

Al termine dell’incontro verrà offerto un aperitivo e a tutti gli operatori sarà fatto un piccolo omaggio.

Parco eolico Phobos, tra Regione e Comune lo scontro politico più forte dell’interesse comune

Scontro tra il Comune di Orvieto e la Regione Umbria anche quando, teoricamente, dovrebbero giocare nella stessa squadra, sulla partita relativa al parco eolico denominato Phobos. Uno scontro politico che, evidentemente, va al di là del merito su una vicenda che vede i due enti contrari al progetto.

Il Comune di Orvieto si è costituito in giudizio nel ricorso promosso da Rwe Renewables Italia srl contro il diniego della Regione Umbria all’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco eolico.

“Un atto dovuto ma non formale – commentano il sindaco Roberta Tardani e l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti – perché non intendiamo arretrare di un metro sulla difesa del nostro territorio da progetti altamente impattanti e senza ricadute dirette sullo sviluppo”.

Il Comune bacchetta la Regione

“Ci lascia tuttavia perplessi e preoccupati – proseguono dal Comune – la decisione della Regione Umbria, al momento inspiegabile, di non costituirsi in giudizio nell’udienza di questa mattina al Tar che era invece stata annunciata a mezzo stampa dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca. Il Comune di Orvieto oggi è stato l’unico soggetto istituzionale a costituirsi in giudizio presentando una memoria difensiva, una presenza che di fatto ha costituito un vero e proprio argine poiché in assenza di questo il giudice avrebbe potuto già pronunciarsi anche sul merito della questione. Nella memoria che è stata depositata – proseguono – abbiamo rivendicato il diritto del Comune di Orvieto ad avere un ruolo attivo nell’iter decisionale di un procedimento così importante e complesso. Non possiamo accettare che per una valutazione su un cavillo procedurale si blocchi l’operato di un Comune che rischia così di non avere più voce su quello che accade sul proprio territorio. Sarebbe incostituzionale. Ci auguriamo – concludono – che ora la Regione non ci lasci da soli a portare avanti questa battaglia. È necessario quindi che la giunta regionale metta in campo ogni iniziativa possibile affinché si possa dare forza e legittimità al procedimento amministrativo che ha portato al diniego al progetto in sede di conferenza dei servizi. Il Comune di Orvieto non è pregiudizialmente contrario alle energie rinnovabili, ma rivendichiamo il rispetto delle procedure, del ruolo degli enti locali e soprattutto della compatibilità territoriale dei progetti”.

L’Avvocatura regionale: inutile la sospensiva al Tar

L’avvocatura regionale respinge con forza ogni accusa di disinteresse. “Al contrario di quanto affermato dal Comune di Orvieto in una nota pubblicata sul sito ufficiale – la replica della Regione – la Giunta regionale con la deliberazione n. 1365 del 30 dicembre 2025 ha provveduto formalmente alla costituzione in giudizio dinanzi al TAR Umbria contro il ricorso di RWE Renewables Italia Srl avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione. Tale decisione è stata assunta ben prima di avere notizia della sentenza del Consiglio di Stato. È necessario chiarire, per interrompere narrazioni distorte, che la sentenza del Consiglio di Stato ha reso superfluo ed inutile il passaggio sulla sospensiva cautelare in sede di TAR. La Regione ha scelto di costituirsi direttamente nel merito della questione, essendo l’unica autorità competente a dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato e a difendere l’esito negativo della Conferenza dei servizi. Nessuna controparte, nemmeno il Comune di Orvieto è lasciato da solo. La Regione sta esercitando e continuerà a esercitare i propri diritti e doveri sia in chiave amministrativa procedimentale che in sede di giudizio”.

De Luca: dal centrodestra accuse paradossali

L’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca ribadisce che la Regione Umbria non ha mai abbandonato il campo. Per questo stupisce la posizione del Comune di Orvieto che appare come una mera strumentalizzazione politica priva di fondamento giuridico e amministrativo. “È paradossale che chi oggi grida all’abbandono sia parte di quella stessa area politica che, a livello di Governo nazionale, ha firmato il decreto per dare il via libera all’impianto Phobos nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura – sottolinea l’assessore De Luca – ricordiamo alla sindaca Tardani che proprio il provvedimento a firma di Giorgia Meloni del 27 giugno 2023, insieme all’inerzia della giunta Tesei, sia l’origine del problema che il territorio sta affrontando. L’attuale Giunta regionale è stata l’unica istituzione a concludere l’iter autorizzativo con un esito negativo, ponendo un argine concreto alla liberalizzazione selvaggia promossa dal Governo centrale. Perché la sindaca Tardani, oggi molto attiva nel diffondere fake news, allora non intervenne con il Ministro Gilberto Pichetto Fratin e con l’ex assessore del suo stesso partito? Tutelare il territorio e difendere i diritti dei cittadini orvietani, a prescindere dal comportamento di chi li amministra, resta una priorità assoluta dell’attuale Giunta, come dimostra anche la legge regionale n. 7/2025, purtroppo impugnata dal Governo Meloni. La sindaca Tardani eviti dunque di cercare visibilità politica su una questione così complessa e stia tranquilla che la Regione non arretrerà di un millimetro e continuerà a difendere le proprie determinazioni dirigenziali (come la n. 11536 del 4 novembre 2025) che hanno sancito la conclusione negativa del procedimento per l’impianto Phobos” conclude l’assessore De Luca.

Il giudice si è riservato la decisione sulla richiesta di sospensiva cautelare, presentata dalla Rwe Renewables Italia srl, rimandando alla fissazione di una successiva udienza per la trattazione del merito.

Cammini, Orvieto sempre più meta del trekking italiano

Oltre 2000 presenze nel 2025 grazie ai cammini di trekking: Orvieto sta diventando una delle capitali del turismo lento in Italia. E in arrivo c’è anche un grande progetto di promozione territoriale.      

 Un indotto a favore dell’economia locale di oltre mezzo milione di euro in dodici mesi e la consapevolezza che Orvieto sta velocemente diventando una delle più importanti mete del turismo lento in Italia.  E’ il bilancio di fine anno dei cammini dell’intrepido Larth e del miracolo del Corpus domini.

Il progetto di turismo lento, lanciato ad inizio 2024 da Emanuele Rossi, Luca Sbarra e Claudio Lattanzi, sta lentamente, ma progressivamente cambiando il volto del turismo locale con una costante accelerazione sul versante della destagionalizzazione  dei flussi e dell’aumento dell’indice di permanenza.

Si tratta di una iniziativa sostenuta da privati a sostegno di altri imprenditori che sara’ presto implementata da un ambizioso piano di marketing turistico e territoriale. “All’inizio del nuovo anno –anticipano i promotori – sarà sottoposta all’attenzione del mondo imprenditoriale un progetto che si propone di incrementare in maniera ancora più significativa le presenze turistiche attraverso la creazione di nuovi cammini, ma anche con il ricorso ad una serie di iniziative volte a sostenere la crescita di tutte le aziende del territorio orvietano, non solamente nell’ambito turistico“.

https://www.facebook.com/groups/292297466455110

Ponte dell’Immacolata, oltre 180 turisti ad Orvieto grazie ai cammini di Larth e del miracolo del Corpus domini

Oltre 180 credenziali ritirate da parte di turisti provenienti da varie regioni italiane che percorreranno i cammini di trekking orvietani nel fine settimana dell’Immacolata. Un numero che, come sempre accade nel caso delle credenziali, è inferiore a quello reale perché non tutti i camminatori le ritirano. Nonostante il tempo non ottimale, l’imminente week end si annuncia dunque propizio per i territori toccati dal cammino dell’intrepido Larth e dal cammino del miracolo del Corpus domini che sono ormai diventati strumenti importanti per attrarre visitatori anche in un periodo storicamente di bassa stagione come il mese di novembre e quasi tutto quello di dicembre.

L’obiettivo di destagionalizzare il turismo orvietano lo si sta raggiungendo, ma ora sta per partire un’ambiziosa iniziativa che interesserà la promozione di un territorio molto vasto e che sarà sostenuta da nuoviee importante offerte turistiche da offrire al mercato nazionale ed estero – anticipano i promotori dei cammini – si tratta di un’operazione di marketing territoriale di ampio respiro che metterà al centro dell’azione decine di aziende turistiche e tanti imprenditori, impegnati ogni giorno a dare lustro ad Orvieto e ai tanti borghi che formano la sua vasta area di riferimento“.

Il nuovo progetto sarà presentato entro il mese di dicembre.

https://camminodilarth.it/
https://www.ilcamminodelmiracolo.it/

Ecco perché i lavoratori dell’Opera del Duomo hanno manifestato

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori delle Fabbricerie, in particolare di quelli dell’Opera del Duomo di Orvieto, che hanno organizzato un flash mob proprio davanti al Duomo, per sottolineare l’urgenza della riapertura del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro e il conseguente adeguamento degli stipendi.

A quasi due anni dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro 2021-2023, infatti, erano seguiti mesi e mesi di trattativa e una procedura di conciliazione conclusasi con il mancato accordo a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale a compiere i necessari passi avanti.

“Dopo due anni di trattativa gli enti aderenti a Fabbricerie – si legge nei volantini che i manifestanti hanno esposto questa mattina durante il flash mob –, i responsabili dei monumenti che voi visitate non sono disponibili a riconoscere ai loro lavoratori e alle loro lavoratrici un aumento degli stipendi adeguato all’alta inflazione registrata in questi anni. Tutto è aumentato. Gli affitti, i beni alimentari, le bollette e i ricavi delle Fabbricerie. Solo i nostri stipendi non possono aumentare? Mentre noi continuiamo a prenderci cura dei monumenti e a tenerli aperti gli enti chiudono la trattativa. Riaprite la trattativa e dateci presto un giusto contratto”.

“Dopo la proposta dell’aumento del 5,2 per cento, a cui si è aggiunta l’ulteriore proposta di un rilancio dell’1,2 per cento da parte dei rappresentanti dei datori di lavoro delle Opere, riteniamo insufficiente tale proposta per procedere alla sottoscrizione del Contratto Nazionale – ha affermato Andrea Pitoni, segretario generale di Fp Cgil Terni –. L’Associazione nazionale delle fabbricerie deve tornare al tavolo con una proposta economica rispondente alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce l’accesso e la tutela di opere che rappresentano un patrimonio dell’umanità. La proposta di incremento del 6,4% non è sufficiente: non tutela il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria, sostenute in tutte le assemblee svolte a ottobre”. “Questo contratto – conclude il segretario ternano della Fp Cgil – deve recuperare anche parte dello scostamento registrato nel triennio precedente, come previsto dalla clausola contrattuale. Basta con risposte elusive e insufficienti: servono aumenti tabellari adeguati per tutelare realmente i salari e dare risposte concrete a chi lavora ogni giorno nelle fabbricerie”.

Orvieto, la politica che rimane immobile rischia di favorire la demonizzazione del turismo

La due-giorni di incontri e dibattiti organizzata dalla meritoria associazione “Abitare Orvieto” insieme a Sarah Gainsforth e Ivan Ryliov ha acceso un faro sul fenomeno che sta stravolgendo e cambiando il volto alla vita sociale anche di questa città a causa della forte contrazione degli spazi abitativi per locazioni lunghe, ormai cannibalizzati da quelli adibiti ad uso turistico. Un fenomeno fuori controllo che sta facendo mutare la percezione pubblica rispetto all’economia turistica, con l’affermarsi di una nuova mentalità apertamente ostile al turismo. 

La totale passività con la quale la politica assiste inerme a questi cambiamenti rischia di favorire questa posizione che è comprensibile, seppure paradossale.

La premessa è che Orvieto non può e non deve vivere solo di turismo perché non è Rimini con i suoi 16 chilometri di spiagge, ma neanche Bolsena che ha 3700 abitanti. Il libro di Gainsforth “L’Italia senza casa” cita gli esempi di alcune capitali europee ed alcune città italiane, tra cui Venezia, in cui si stanno sperimentando varie forme di regolazione e limitazioni nei confronti degli affitti turistici. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti velocissimi e la crescente avversione verso il turismo rappresenta un movimento da comprendere e cercare di gestire con politiche efficaci prima che si trasformi in una forma di radicalismo alimentato da molte pulsioni tra cui il risentimento verso il ceto dei “proprietari”. Una versione aggiornata di classismo prodotto da quelle difficoltà e tensioni, finora mai sperimentate, che è in grado di produrre una città in cui non ci sono case per gli  abitanti o aspiranti tali.

Questa lettura del fenomeno “B&B” è però corretta solo in parte. Se è vero che vengono favoriti i proprietari, è anche vero che qui, a differenza delle grandi città, non esistono multinazionali proprietari degli immobili e che quella dell’affittacamere è un’attività che rappresenta una integrazione del reddito per molte persone che hanno un lavoro precario o che non ce l’hanno affatto. Si tratta di un aspetto che ha molto a che fare anche con il sostegno all’occupazione femminile. Rischiamo invece di scivolare anche verso la criminalizzazione dei riconoscimenti di Patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Come se fosse una cosa facile da ottenere (senza parlare del fatto che ci metterebbe per sempre al riparo dall’installazione delle pale eoliche).

IL VILLAGGIO TURISTICO STA DIVORANDO LA COMUNITA’

Negli ultimi anni il villaggio turistico ha cominciato a divorare la comunità come Crono che divora i propri figli. La soluzione non è ridimensionare il villaggio turistico, ma investire con una intensità straordinaria sulla comunità, partendo dal mercato immobiliare e dalle politiche sociali che nella politica locale producono ancora lo stesso effetto di una bestemmia pronunciata in faccia al sacerdote al momento dell’eucarestia come dimostra l’incredibile vicenda dei sei milioni di euro destinati all’edilizia pubblica di Orvieto e rimandati indietro all’ex assessore regionale Enrico Melasecche.

L’idea liberista che si debba lasciar fare al mercato, che lo stato o un ente pubblico non debba interferire con le leggi dell’economia è un’idea sbagliata e pericolosa. Bisogna fare esattamente il contrario.  Orvieto non ha bisogno di meno turismo, ma di molto più turismo e di migliore qualità. Serve però una spinta straordinaria verso l’edilizia pubblica e concordata, valorizzando un patrimonio immobiliare pubblico che pure esiste e non è affatto modesto.

La politica deve cambiare radicalmente, non solo il centrodestra. Se qualcuno ricorda i Qsv, i Quadri strategici di valorizzazione dei centri storici cari alla sinistra, ricorderà anche come l’idea di trasformare Orvieto in una Disneyland, modello Assisi in miniatura, venne partorita proprio in quel contesto, seppur in un momento storico in cui la fagocitazione turistica delle città era appena agli albori.