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Tag: ordinanza

Ordinanza anti-caldo, i sindacati: controlli e proseguire con la Piattaforma sulla sicurezza

Apprezzano l’ordinanza emessa dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a tutela dei lavoratori del settore agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole.

Le organizzazioni sindacali confederali regionali Cgil, Cisl e Uil Umbria chiedono controlli affinché la norma venga rispettata ed auspicano che prosegua l’interlocuzione con la Regione.

“L’ordinanza – spiegano le organizzazioni sindacali – segue le Indicazioni per la prevenzione e protezione dai rischi correlati con le condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro. Questa ordinanza è un tassello in più nel riconoscimento della nostra Piattaforma da parte della Regione, che ha già accolto gran parte delle nostre richieste, sulle quali siamo pronti a lavorare attivando i quattro gruppi di lavoro su formazione, promozione della salute nei luoghi di lavoro, appalti e subappalti, comunicazione. Ora, però, chiediamo che si vada avanti fino alla concretizzazione di tutta la nostra piattaforma”.

“Riteniamo inoltre fondamentale – concludono Cgil, Cisl e Uil Umbria – monitorare congiuntamente l’effettiva applicazione dell’ordinanza da parte delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi bilaterali e degli enti di controllo, affinché le tutele previste non restino solo sulla carta. Ribadiamo anche la necessità di assumere misure anche su altri settori a rischio, come logistica, raccolta rifiuti, trasporti, impianti fissi e altri ambiti lavorativi in cui si opera in condizioni climatiche critiche. Occorre sconfiggere presto la piaga degli infortuni e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su qualità del lavoro, partecipazione, salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Queste rimangono le priorità del sindacato, sulle quali ci impegniamo a lavorare unitariamente con determinazione”.

Fontivegge come il Bronx: maxi rissa con 3 feriti e 4 arrestati

Chi era presente, domenica mattina, ha raccontato che sembrava di essere in un film sul Bronx più violento. Gruppo di giovanissimi si sono affrontati nella zona di Fontivegge, tra le stazioni e il palazzo della Regione in piazza del Bacio, con calci, pugni e bottiglie di vetro usate come armi.

Il bilancio è di tre feriti, uno dei quali in condizioni di una certa gravità, soccorsi con due autoambulanze. E di quattro persone arrestate dalla polizia. Le persone arrestate sono due cittadini colombiani, rispettivamente classe 1993 e 1994, entrambi con precedenti di polizia, e due cittadini peruviani, rispettivamente classe 1986 e 1991, quest’ultimo con precedenti di polizia. Due sono stati portati nel carcere di Capanne, altri due sono piantonati in ospedale. in attesa che le loro condizioni di salute ne consentano l’accompagnamento in carcere.

Antonio Donato, delegato alla Sicurezza della Giunta Ferdinandi, annuncia che, in accordo con la sindaca, sarà avviato un ampio confronto con la Prefettura e le forze dell’ordine, con l’obiettivo di adottare misure più rigorose per prevenire simili fenomeni.

“Il primo passo – spiega Donato – sarà quello di intensificare i controlli sui locali di intrattenimento nella zona di Fontivegge, in particolare su quelli del Broletto e di Piazza del Bacio, per monitorare e intervenire in modo preventivo anche con il supporto della Guardia di Finanza. Inoltre, porteremo all’attenzione del prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza la proposta di un’ordinanza che limiti gli orari di apertura dei locali notturni di quel quartiere, al fine di ridurre il rischio di comportamenti che possano degenerare in violenza”.

“Queste misure non rappresentano l’unica soluzione – precisa – ma riteniamo siano necessarie per il ripristino della tranquillità nella comunità”.

La Lega, però, chiede il pugno di ferro e punta l’indice contro l’amministrazione per quanto sta avvenendo a Fontivegge: “Una situazione sempre più critica e non più tollerabile, sulla quale incidono e non poco le strategie incomprensibili del sindaco Ferdinandi che non sembra intenzionata ad affrontare con serietà un tema fondamentale sul quale l’amministrazione comunale dovrebbe supportare, con gli strumenti adeguati, il lavoro delle forze dell’ordine. Togliere il taser agli agenti, smantellare il presidio di polizia a Fontivegge, eliminare le norme contro l’accattonaggio e il degrado, sottovalutare il tema della sicurezza affidando la delega a un consigliere comunale senza esperienza e non ad un membro della giunta, sono errori che oggi i cittadini stanno pagando sulla propria pelle”.

Incendio Fonderie Assisi, lavoratori in cassa integrazione e divieti comunali

I vigili del fuoco hanno impiegato quasi 6 ore per spegnere l’incendio che si è sviluppato all’interno delle Fonderie di Assisi, ma le conseguenze (economiche, sociali e ambientali) sono ancora ben vive.

Incendio che si sarebbe sviluppato per un problema ad una centralina elettrica, interessando poi l’olio dei condensatori di media dimensione-

Cabina elettrica che è interna all’azienda e che non riguarda l’Enel, che però ha provveduto ad un distacco dell’energia nella zona per favorire le operazioni di soccorso.

Nessuno è rimasto ferito, neanche tra i soccorritori, ma sul sito industriale si riaccendono i timori da parte del locale comitato di cittadini.

L’ordinanza del Comune

Il Comune di Assisi, su indicazione dell’ARPA, ha emesso un’ordinanza in via precauzionale stabilendo, per un raggio di 2 km dal luogo dell’incendio, il divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo dei foraggi e cereali coltivati all’esterno e destinati agli animali; limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva.

La USL propone l’eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica di centri commerciali, aziende e luoghi di utilizzo pubblico.

Fonderie Assisi

Nei confronti dell’azienda l’ordinanza dispone il divieto di accesso a personale non autorizzato per interventi di bonifica e di sicurezza nelle zone interessate dall’incendio per inagibilità provvisoria della struttura interessata dall’evento; rimozione quanto prima del rifiuto combusto mediante ditta autorizzata previa idonea caratterizzazione e classificazione. e che entro 30 giorni dalla rimozione del rifiuto occorrerà presentare al Comune, ARPA e Regione Umbria una relazione tecnica sugli interventi effettuati corredata di documentazione fotografica attestante il rispristino dei luoghi e corredata da copia dei formulari di trasporto e di verificare le caratteristiche qualitative (con la ricerca di tutti i parametri previsti dall’AlA con l’aggiunta di PCB) delle acque contenute nella vasca e di gestire le stesse come rifiuto qualora le analisi evidenzino caratteristiche non compatibili con il sistema di depurazione della ditta, previo parere di ARPA.

Lavoratori in cassa integrazione

C’è apprensione anche per la situazione dei lavoratori, attualmente tutelati dalla cassa integrazione straordinaria. Ma i sindacati auspicano che la produzione possa riprendere a breve.

Le Segreterie provinciali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, insieme alle Segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil, esprimono la massima vicinanza e sostegno alle Fonderie di Assisi, dopo che l’incendio ha gravemente danneggiato parte dell’impianto di Santa Maria degli Angeli.

“Abbiamo – dichiarano i segretari Andrea Calzoni (Fim), Marco Bizzarri (Fiom) e Daniele Brizi (Uilm) – massima fiducia in una ripresa a breve delle produzioni, anche se i i danni causati dall’incendio risultano ingenti. I lavoratori che, causa fermo degli impianti, saranno obbligati a stare a casa saranno sotto regime della cassa integrazione straordinaria che era già stata aperta, mentre dall’azienda ci hanno rassicurato circa il normale pagamento degli stipendi e delle tredicesime. Fortunatamente – aggiungono – nessun lavoratore e nessuno dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme è rimasto coinvolto e ferito. Ora, fatti i debiti passaggi per capire le dinamiche dell’accaduto – concludono i sindacalisti – si tratta di intervenire in tempi rapidi per garantire la ripresa delle normali attività produttive”.