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Tag: cascata delle marmore

Cascata delle Marmore gestita in altre sedi, chiesto un passo indietro ad Enel

“È inaccettabile che la gestione dell’apertura e della chiusura della Cascata delle Marmore venga demandata ad altre sedi, anche solo considerando l’importanza della gestione del rischio idraulico e della prevenzione delle emergenze”. Gli assessori regionali all’Energia, Thomas De Luca, e allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti annunciano la convocazione di un incontro con Enel, a cui hanno chiesto “il blocco immediato di qualsiasi operazione di delocalizzazione del Centro di Teleconduzione del Polo Idroelettrico di Terni da parte di Enel”.

“Qualsiasi iniziativa che possa comportare lo smantellamento del centro e la riduzione dei relativi livelli occupazionali deve essere immediatamente interrotta” dichiarano gli assessori. Spiegando che, nei fatti, si tratta di un intervento che priverebbe il territorio del controllo diretto sulle proprie concessioni idroelettriche.

“Il rischio di depauperamento di quello che è un patrimonio pubblico è inammissibile – proseguono gli assessori – soprattutto considerando che si tratta di una concessione regionale in scadenza, rispetto alla quale la giunta ha tracciato una direzione chiara verso la costituzione di una società misto pubblico privata. Società che vedrà la selezione di soci, nelle modalità che saranno individuate dal gruppo di lavoro istituito attraverso le procedure di gara previste dalla legge e dalla normativa europea. Gruppo di lavoro che è già stato convocato per la prossima settimana”.

La Regione esprime disappunto anche per la mancanza di comunicazione preventiva da parte di Enel in merito a questa decisione. “Abbiamo atteso invano per settimane che Enel ci inviasse una comunicazione” aggiungono gli stessi assessori.

In risposta a questa situazione, la Regione Umbria ha annunciato l’intenzione di convocare urgentemente Enel per un incontro, coinvolgendo anche i rappresentanti dei lavoratori, al fine di chiarire le motivazioni dietro questa decisione. “In attesa di questo confronto – concludono De Luca e De Rebotti – chiediamo di bloccare qualsiasi azione di smantellamento sia sull’aspetto gestionale che occupazionale. La Regione è in prima linea per garantire la tutela degli interessi del territorio umbro”.

Idroelettrico ternano, Italia Nostra fa i conti all’Enel e manda tutto alle autorità

Italia Nostra stima in 550 milioni nel 2022 e in 240 milioni nel 2023 il fatturato di Enel grazio allo sfruttamento idroelettrico delle acque del Velino e del Nera. Stime, perché, come lamenta l’associazione ambientalista tramite Marco Sansoni e Andrea Liberati, la società energetica non ha fornito, nonostante le richieste, i dati finanziari più recenti del polo idroelettrico locale, rispondendo che si tratterebbe di “dati sensibili”.

E allora Italia Nostra ha elaborato autonomamente gli ipotetici ricavi del polo Enel di Terni, partendo dal prezzo all’ingrosso della Borsa Elettrica-PUN del 2022 (euro 0,303 al kWh, tra guerra in Ucraina e inflazione) e del 2023 (euro 0,127 al kWh), moltiplicando il PUN per la produzione media annua degli impianti locali, pari a 1,4 TWh.

Tuttavia, considerando il ruolo prevalente degli impianti a bacino – avverte Italia NOstra – tali numeri aumentano del 30-35%: infatti produrre molta energia all’alba e al tramonto, come qui accade ‘caricando’ e ‘scaricando’ il lago di Piediluco due volte al giorno, ripaga il concessionario uscente Enel ancora di più.

Alla luce di questo, secondo i calcoli di Italia Nostra, “grazie all’ipersfruttamento delle acque dei fiumi Velino-Nera”, nel 2022 Enel ha potuto fatturare appunto oltre 550 milioni, mentre nel 2023 non è lontana dai 240 milioni.

“Circa l’80% della produzione idroenergetica – evidenzia Italia Nostra – è notoriamente generata proprio a Terni -città in plateale declino che viceversa ottiene una quota frazionale di già modesti canoni idroelettrici regionali. Città che fino al 2018 riceveva addirittura …nulla! Per Enel, invece, ben 800 milioni di ricavi in soli due anni!”.

“Al di là degli extraprofitti 2022 – prosegue Italia Nostra – è dunque Enel l’azienda in assoluto più florida e redditizia di qualsiasi altra nell’intera Umbria, anche se non ritroverete tali dati in alcuna statistica o ricerca ufficiale: eppure parliamo di oltre 1 milione di euro al giorno”, prodotti in modo parassitario su impianti ammortizzati da decenni! Una cuccagna senza pari”.

Ecco perché, da un lato, sottolinea Italia Nostra, i concessionari uscenti vorrebbero evitare le gare previste dalla legge nazionale; dall’altro lato, il Gruppo Arvedi reclama per lui stesso la rendita. Il tutto, accusa l’associazione ambientalista, “cedendo briciole alla città”.

Elementi che Italia Nostra, mentre si discute sul presidio di telecontrollo di Galleto, ha posto all’attenzione delle autorità competenti.