Skip to main content

Tag: carabinieri

Spari con la pistola in un video sui social, denunciate due persone

Una bravata nella notte di Capodanno può costare cara a due persone a Todi, dove i carabinieri della locale stazione hanno denunciato, in stato di libertà, un 53enne italiano ed un 39enne cinese, al termine di un’indagine avviata dopo la comparsa di un video su un social network, che ha destato particolare allarme.

Nel filmato, pubblicato da uno dei due uomini, si vede un soggetto esplodere due colpi in aria nella notte di capodanno, davanti ad un esercizio commerciale della zona.

Gli accertamenti effettuati hanno permesso di ricostruire che l’arma utilizzata apparteneva all’autore del video, il quale riprendeva l’autore degli spari durante l’azione di fuoco. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di una pistola scacciacani in metallo, priva del tappo rosso, replica di una Beretta FS calibro 9 mm, insieme a 36 cartucce a salve.

L’arma e il munizionamento sono stati posti sotto sequestro. L’episodio è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Spoleto.

Incendio in un’abitazione, donna uccisa dalle esalazioni

Una donna è morta a seguito dell’incendio in un’abitazione a Penna in Teverina, in località strada di Vallicella.

L’allarme è scattato intorno alle 8 di lunedì mattina.

I vigili del fuoco hanno trovato la donna, non residente, esanime in camera da letto. Probabilmente è stata asfissiata dalle esalazioni dell’incendio, che ha riguardato il tetto dell’abitazone.

Sul posto la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Amelia e i carabinieri locali.

Dopo le operazioni di spegnimento delle fiamme, si è proceduto alla bonifica dell’area. Eseguiti i rilievi dai quali si potrà stabilire con esattezza l’origine delle fiamme. Che comunque sembrano essere scaturite dal camino, lasciato acceso nella notte. Le fiamme si sono poi propagate al tetto, che è tutto in legno.

Uccide la compagna e poi si spara

Hanno trovato i loro corpi senza vita sul pavimento della loro abitazione, a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve.

Lei, 59 anni, impiegata in un’impresa di pulizie. Lui, 58, sottufficiale in quiescenza dell’Aeronautica Militare.

I militari sono entrati nell’abitazione a seguito della segnalazione di un cittadino, che aveva sentito colpi di arma da fuoco, poco prima delle 12.

La donna era stata colpita al petto, l’uomo ucciso da un colpo in bocca. La dinamica appare abbastanza chiara agli inquirenti, in attesa degli accertamenti balistici che confermino che entrambi i colpi mortali sono partiti dalla stessa pistola. Un caso di femminicidio-suicidio, insomma.

Da una prima ricostruzione l’uomo avrebbe prima sparato alla compagna al petto, con un colpo di arma da fuoco esploso con una pistola, su cui sono in corso accertamenti finalizzati a stabilirne la provenienza, per poi togliersi la vita con un colpo in bocca.

Nell’edificio e sull’area circostante è stato condotto un accurato sopralluogo da parte del personale operante e dei militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Perugia, che hanno eseguito i rilievi tecnico-scientifici per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Dopo gli accertamenti condotti dal medico legale, le salme sono state trasferite nell’Istituto di Medicina Legale di Perugia per i conseguenti approfondimenti del caso.

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia e sono finalizzate a definire, oltre che la dinamica, il movente del grave fatto di sangue.

Fuoco nella zona industriale di Città di Castello, incendio in un negozio di arredamenti (foto)

Poco prima delle 8 di domenica mattina i vigili del fuoco del Distaccamento di Città di Castello sono intervenuti nella zona industriale del comune, per un incendio sviluppatosi all’interno di un negozio di arredamenti.

Le squadre hanno provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla ventilazione dei locali interessati, mettendo in sicurezza l’area.

Sul posto anche i carabinieri per i rilievi di competenza. Anche il personale della Asl ha effettuato verifiche per eventuali rischi legati al materiale bruciato.

L’attività di arredamenti, come noto, è una delle più sviluppate nell’Alto Tevere ed impegna diverse attività nella realizzazione e nella vendita di mobili ed altro materiale per la casa.

Si ribalta con il trattore, muore a 44 anni

Stava lavorando sul terreno di famiglia con il trattore quando il mezzo si è ribaltato, schiacciandolo. Un 44enne ha perso la vita domenica, poco dopo le13, in località Liè, nel territorio del comune di Foligno.

La dinamica dell’incidente – non classificabile come incidente sul lavoro – è al vaglio dei carabinieri, intervenuti insieme ai vigili del fuoco ed al personal del 118. Dopo il sopralluogo del magistrato è stato possibile rimuovere il corpo. I vigili del fuoco hanno poi potuto rimuovere il mezzo agricolo, che non è stato posto sotto sequestro.

Ancora un incidente sulla Pian d’Assino, muore un operaio 28enne

Ancora un grave incidente sulla statale 219 Pian d’Assino. Nello scontro tra quattro vetture, nei pressi dell’uscita di Gubbio Est, nella serata di giovedì ha perso la vita un 28enne, Matteo Panfili, operaio eugubino.

Altre due persone sono rimaste ferite, ma sembra in modo lieve. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri. Ai vigili del fuoco ed al personal sanitario del 118 si è presentata una scena drammatica, con due vetture ribaltate dopo lo scontro, presumibilmente frontale. Segno evidente dell’elevata velocità con la quale procedevano almeno alcune delle vetture coinvolte.

Quel tratto di strada è stato segnalato per la sua velocità, con il rischio di incidenti frontali durante manovre di sorpasso.

Autoarticolato col cemento si ribalta sulla SS 219 (gallery)

Alle ore 11 di giovedì i vigili del fuoco del Distaccamento di Gubbio sono intervenuti lungo la variante della strada statale 219, all’altezza dello svincolo di Torre Calzolari, per un incidente stradale che ha coinvolto un autoarticolato.

Il mezzo pesante, che trasportava sacchi di cemento, si è ribaltato sulla carreggiata. L’autista è stato estratto dalla cabina dai vigili del fuoco e affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Per le operazioni di rimozione del veicolo è stata necessaria l’autogrù del Comando provinciale di Perugia.

La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire le attività di soccorso e di messa in sicurezza. Sul posto presenti anche carabinieri, personale Anas e 118.

Obi ucciso e fatto a pezzi, arrestato l’amico ucraino

E’ stato arrestato dai carabinieri e portato nel carcere di Spoleto l’ucraino Dmytro Shuryn, detto Dimitri, accusato di aver ucciso e fatto a pezzi, nascondendo parti del cadavere non ancora trovate, il 21enne del Bangladesh Bala Sagor, per tutti Obi.

La svolta nelle indagini dalla immagini delle telecamere di sorveglianza del rione Casette, dove è stato trovato il sacco contenenti parti del corpo del 21enne.

Il 33enne ucraino aveva conosciuto Obi in un ristorante del centro di Spoleto dove entrambi hanno lavorato.

Importanti per le indagini anche le testimonianze di persone che conoscevano entrambi, i quali hanno raccontato ai carabinieri che la mattina della scomparsa Obi aveva un appuntamento con l’amico ucraino. L’ipotesi è che, per motivi ancora ignoti, l’ucraino abbia aggredito il 21enne, per poi farlo a pezzi al fine di potersi liberare del corpo senza dare nell’occhio.

In particolare nella cantina dello stabile dove Dimitri risiede sarebbe avvenuto il delitto o almeno il macabro smembramento del corpo del 21enne del Bangladesh che risiedeva in una comunità.

L’ipotesi di reato nei confronti del 33enne ucraino è omicidio, distruzione e occultamento di cadavere.

Aiuto cuoco fatto a pezzi, le indagini dei carabinieri

La comunità spoletina sconvolta dal ritrovamento del corpo mutilato di un 21 originario del Bangladesh, Bala Sagor, detto Obi, Il ragazzo, ospite di una struttura di accoglienza, era scomparso giovedì 18 settembre. I familiari ne avevano denunciato la sparizione ai carabinieri della Compagnia di Spoleto. Appelli social con la foto del ragazzo, fino alla macabra scoperta avvenuta lunedì sera nel rione Casette.

Alcuni residenti hanno visto una bicicletta elettrica lasciata nel parco pubblico del quartiere ed hanno avvertito i carabinieri. Accanto alla bici i militari hanno trovato un sacco nero della spazzatura, dal quale sono emerse parti del corpo di un giovane. I successivi esami hanno confermato che si trattava del corpo di Obi, che lavorava a Spoleto come aiuto cuoco.

Nella giornata di martedì è stato effettuato un sopralluogo nell’abitazione e nel garage utilizzato da un ucraino, anche lui occupato nella ristorazione. L’abitazione, in via Pietro Conti, si trova non distante dal luogo del macabro ritrovamento.

Sul corpo del giovane, i cui resti non sono stati tutti rinvenuti, è stata disposta l’autopsia per stabilire le cause e il momento del decesso.

Irregolarità in cantiere, Fillea Cgil: azione capillare contro le pratiche distorsive

Invoca “un’azione capillare contro le pratiche distorsive” la Fillea Cgil dell’Umbria dopo il blitz dei carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Perugia a Ponte San Giovanni, con lavoratori impiegati in nero, violazioni in materia di salute e sicurezza ed elementi di caporalato.

Fillea Cgil ricorda di aver denunciato da tempo simili irregolarità: “I fatti emersi non sono che la parte più visibile di un fenomeno esteso e radicato. Un sistema che incancrenisce il sistema produttivo e che vive di sfruttamento, concorrenza al ribasso e illegalità”.

Aggiungendo: “Dove c’è lavoro irregolare c’è svilimento della professionalità, mancanza di tutele e rischio concreto di incidenti. Si tratta di una forma di concorrenza sleale che alimenta l’evasione, penalizza le imprese virtuose e produce conseguenze dannose per chi lavora e per l’intero tessuto sociale”.

Scrive ancora Fillea Cgil: “In Umbria, come nel resto del Paese, la congruità della manodopera ha permesso di generare effetti positivi sia in termini di qualità del lavoro che di occupazione nel settore, ma si stratta di interventi che hanno bisogno di essere sostenuti e normalizzati nel lungo periodo. Per questo è necessario rafforzare i controlli sulla trasparenza delle imprese, sulla qualità del lavoro, incentivare l’intero sistema della prevenzione e della formazione, ma per farlo serve un’azione diffusa e capillare in grado di frenare le pratiche distorsive e costruire un modello di sviluppo in grado di essere sostenibile e più giusto”.