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Mutui casa, le incertezze economiche rischiano di riportare indietro l’orologio

L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, insieme alle incertezze sull’andamento dell’economia legata alle ricadute delle tensioni geopolitiche, rischia di coinvolgere anche il mercato immobiliare, che negli ultimi anni aveva conosciuto segnali di ripresa.

Come rileva la Banca d’Italia nel suo ultimo rapporto sull’economia umbra, nel corso del 2025 i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni avevano ripreso a crescere (2,8%), con un’espansione delle nuove erogazioni, da 375 a 483 milioni di euro, connesse appunto al positivo andamento del mercato immobiliare.

Il costo dei mutui a tasso variabile ha continuato a diminuire. Nella seconda parte del 2025 si è collocato al di sotto di quello dei contratti a tasso fisso, che invece ha registrato un lieve aumento; ciò si è riflesso in una moderata riduzione della quota delle relative emissioni, che tuttavia rimangono ampiamente predominanti.

Le operazioni di surroga e sostituzione sono aumentate del 24,9%; sono giunte a rappresentare l’1,4% delle consistenze dei prestiti di inizio anno, il valore più alto dal 2022.

Quanto ai richiedenti, nel 2025 l’erogazione di nuovi mutui ha continuato a interessare maggiormente i giovani, mantenendosi su un livello storicamente elevato. Questo fenomeno è stato favorito dal ricorso alla garanzia pubblica per l’acquisto della prima
casa, soprattutto di quella fino all’80%.

Uno scenario che però le nuove incertezze sull’andamento dell’economia in generale e del settore delle costruzioni in particolare rischia di rimettere in discussione.