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Orvieto

Orvieto, la città che sta scomparendo | I dati Istat certificano il crollo demografico

In una regione che invecchia e perde abitanti a vista d’occhio, c’è chi va peggio di tutte le altre e quella città è Orvieto. La dimensione dei 900 mila abitanti è ormai un ricordo sempre più lontano per una regione che a metà 2026 è ormai ridotta ad un numero complessivo di abitanti pari ad 850 mila unità.

Le statistiche elaborate dall’Istat mostrano un proiezione di calo costante anche per i prossimi anni. Nel 2025 l’Umbria che è la quinta regione più vecchia d’Italia, sarà popolata da 703 mila persone che diventeranno 660 mila nel 2050. In questo contesto a perdere residenti sono soprattutto i centri medio piccoli con tendenze e previsioni horror soprattutto per Orvieto che, da qui al 2025, avrà perso un quinto della popolazione attuale e quindi è destinata a trasformarsi in un paese da 15 mila abitanti considerano il punto di partenza di maggio 2026 che segna quota 18 mila e 900.

Una lenta agonia, che l’Istat ha già fotografato da tempo, avendo registrato la perdita annua di 220 abitanti dall’inizio del 2019 fino alla fine del 2025. Mancanza di opportunità di lavoro, un sistema economico che ruota ormai in larga parte solo intorno al turismo, un mercato immobiliare alle stelle e l’assenza di politiche di housing sociale per mettere sul mercato abitazioni a prezzi abbordabili sono le cause principali di un irreversibile stillicidio che descrive la lenta e progressiva scomparsa di quella che è ormai ridotto ad essere l’undicesimo centro abitato della regione.

In un contesto umbro che segna una quasi generalizzata recessione economica, non tutti i territori però vanno male, ce ne sono anzi alcuni che procedono in totale controtendenza rispetto allo spopolamento generalizzato. E’ il caso, ad esempio, di Corciano che continuerà ancora a crescere da qui ai prossimi nove anni e che nel 2025 non avrà subito alcuna decurtazione di residenti, ma la stessa tendenza accomuna anche Deruta e Passignano con Bastia e Magioni che denotano sofferenze demografiche quasi irrilevanti. Anche Narni è messa male seppur non come Orvieto.

Nei primi sei mesi del 2026, in tutta la regione ad avere il segno positivo sono soltanto 28 comuni mentre tutti gli altri territori, ossia gli altri 64 comuni, al 30 giugno hanno un bilancio in rosso. Tra le città che se la cavano meglio ci sono Perugia (150 abitanti in più); Città di Castello (30); Deruta (41); Magione (21); Marsciano (20).