Credito, AI e bonus ai laureati: misure da 28,6 milioni dalla Camera di commercio
Il Consiglio camerale della Camera di commercio dell’Umbria ha approvato il programma pluriennale, il documento che orienterà l’attività dell’ente fino al 2031.
Tre i progetti prioritari da sviluppare con la Regione: ridurre gli interessi sui finanziamenti alle aziende, ricostituire una struttura comune per accompagnarle sui mercati esteri e sperimentare un’integrazione pubblica alle retribuzioni di alcune centinaia di laureati. La previsione di 28,6 milioni riguarda l’insieme degli interventi economici del mandato. Nel programma anche innovazione, turismo, infrastrutture e semplificazione dei servizi.
Il piano economico
La cifra del programma è 28,6 milioni di euro, l’ammontare degli interventi economici previsti nell’intero mandato, pari in media a 4,7 milioni l’anno. Non è la dotazione di un singolo bando né la somma già assegnata ai tre progetti. Le misure dovranno essere definite e attuate, mentre il documento ne stabilisce gli indirizzi. Nel quinquennio 2021-2025 la Camera regionale unificata ha destinato 21,6 milioni di euro a interventi economici e registrato 6,1 milioni di avanzi. Il nuovo programma prevede di utilizzare le risorse accumulate, preservando nel lungo periodo il sostanziale pareggio di bilancio.
La diagnosi che accompagna le scelte è severa. Il documento ricorda che da oltre venticinque anni l’Umbria cresce meno della media nazionale e che l’aumento dell’occupazione non ha eliminato la debolezza della produttività. Nelle esportazioni, alle punte di eccellenza della metallurgia e della moda si affianca una forte concentrazione su poche imprese e pochi comparti. Il programma punta perciò su servizi che anche le aziende più piccole possano utilizzare, dalla consulenza finanziaria ai contatti commerciali all’estero.
Prestiti bancari in calo, il Centro Estero da ricostituire
Il dato sul credito misura bene una delle difficoltà. Nel 2025 i prestiti bancari alle imprese umbre sono diminuiti del 2,7%, contro un aumento dello 0,8% in Italia. La contrazione riguarda in particolare le imprese micro e piccole e quelle con maggiori difficoltà finanziarie. Per alleggerire il costo del denaro, la Camera intende riprendere e potenziare gli strumenti sperimentati con la Regione per ridurre il peso degli interessi sui finanziamenti. Vuole inoltre rafforzare l’orientamento sulle forme di credito tradizionali e agevolate e l’assistenza per individuare tempestivamente i segnali di crisi. Non sono ancora stabiliti importi o condizioni di eventuali agevolazioni.
L’altra priorità nasce dalle dimensioni del tessuto produttivo regionale. Partecipare a una fiera, studiare la domanda estera, trovare interlocutori affidabili: per una piccola impresa sono attività che richiedono competenze e spese non sempre sostenibili da sole. Il programma propone perciò di ricostituire il Centro Estero, una struttura condivisa che in passato ha accompagnato le aziende oltre i confini nazionali. Il suo compito sarà aiutare le esportatrici a rafforzarsi e individuare anche le imprese capaci di vendere all’estero che oggi lavorano soltanto sul mercato italiano.
L’azione dovrà raccordarsi con quella dell’Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, delle Camere di Commercio italiane all’estero e degli altri soggetti attivi nel sostegno all’export. Il programma non annuncia un Centro già riaperto: ne indica la ricostituzione come obiettivo del mandato.
Laureati, l’idea di aggiungere una quota pubblica allo stipendio
L’Umbria ha una quota elevata di persone con istruzione universitaria: i laureati sono il 35,3% dei residenti tra i 25 e i 39 anni, più della media italiana. Eppure nel 2024 il saldo migratorio dei laureati nei movimenti con l’estero è stato negativo per 449 persone, 374 delle quali giovani. Il programma affronta questa distanza fra formazione e capacità di trattenere competenze con una proposta che agisce direttamente sulla retribuzione.
La Camera vuole sperimentare con la Regione un contributo pubblico aggiuntivo rispetto allo stipendio corrisposto dalle imprese, rivolto all’assunzione di alcune centinaia di laureati. La misura dovrebbe contribuire a ridurre il divario salariale con le opportunità offerte fuori dall’Umbria. Importo, durata, requisiti e tempi di accesso non sono ancora definiti: il Consiglio ha approvato l’indirizzo programmatico, non un incentivo già disponibile.
Nella presentazione del programma, Mencaroni scrive: “Non possiamo più permetterci di esportare i nostri talenti migliori. Proponiamo una sperimentazione ambiziosa rivolta ad alcune centinaia di laureati, prevedendo un contributo pubblico aggiuntivo rispetto alla retribuzione garantita dalle imprese”. La proposta si affianca all’orientamento nelle scuole, ai rapporti con gli Istituti tecnologici superiori e al sostegno per l’avvio di nuove attività imprenditoriali.
Intelligenza artificiale, turismo e semplificazione amministrativa
La trasformazione digitale attraversa l’intero piano. La Camera intende rafforzare i Punti Impresa Digitale, con formazione e assistenza specialistica per le aziende che investono in tecnologie, e accompagnare anche quelle più piccole nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Sono previsti interventi di supporto per l’efficienza energetica, la decarbonizzazione e l’economia circolare. L’obiettivo è migliorare prodotti e processi, in una regione nella quale la disponibilità di ricerca e competenze non si traduce sempre in innovazione diffusa nelle imprese.
Per il turismo la Camera conferma il proprio ruolo nell’Organismo di Gestione della Destinazione, insieme alla Regione e agli altri soggetti coinvolti nella promozione dell’Umbria. Il programma punta a collegare borghi, eventi, produzioni locali e nuove esperienze turistiche in offerte capaci di raggiungere mercati diversi.
Sul fronte delle infrastrutture, richiama le priorità espresse dalle imprese, tra cui la nuova stazione per l’alta velocità e un collegamento ferroviario più agevole con l’aeroporto, e prevede studi sugli orari dei treni, sull’integrazione con gli autobus e sulla crisi idrica del lago Trasimeno.
Il Programma di mandato comprende anche procedure amministrative più semplici, servizi digitali collegati al Registro delle imprese e strumenti di mediazione e arbitrato nelle controversie. Per svilupparli, l’ente dovrà affrontare una difficoltà interna documentata nello stesso piano: 67 dipendenti, 38 posti vacanti, il 94% del personale sopra i 50 anni. Il documento indica perciò come necessità il reclutamento di nuove persone e l’aggiornamento delle competenze di chi è già in servizio.