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Autore: Claudio Lattanzi

Il Mediocredito Centrale comprerà la Cassa di risparmio di Orvieto

L’istituto, controllato da Invitalia, ha presentato una offerta da 27,96 milioni per la Cro

L’obiettivo è anche quello di sostenere le dissanguate finanze della Banca Popolare di Bari che detiene la quote di maggioranza della Cassa.

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Una “operazione di sistema” per ridurre il rosso della Banca Popolare di Bari e far recuperare vitalità e competitività all’istituto pugliese, ma anche alla sua controllata Cassa di Risparmio di Orvieto. Il prezzo è stato fissato in 27,96 milioni. E’ questa la cifra a cui la Banca Popolare di Bari si accinge a mettere in vendita la Cassa di risparmio, o meglio, le quote di maggioranza di essa, pari al 73,5 per cento del capitale che detiene dal 2012 mentre quelle di minoranza sono sempre state nel controllo della fondazione Cassa di risparmio di Orvieto. A presentare l’offerta per rilevare la banca orvietana è il Mediocredito Centrale che controllo a sua volta la Popolare. L’operazione viene anticipata nella bozza di bilancio predisposta per l’assemblea di Popolare di Bari spa che si terrà domani quando potrebbe essere ufficializzata la dismissione della Cassa. La pesantissima situazione finanziaria della Popolare di Bari aveva portato prima al suo commissariamento e poi, nel 2020, all’ingresso nel capitale sociale del Mediocredito Centrale, guidato dall’amministratore Bernando Mattarella che aveva cosi rafforzato un polo bancario pubblico con il controllo dell’istituto pugliese e di quello orvietano. La gestione finanziaria continua ad essere molto faticosa a causa dei conti disastrati della Popolare. A favore dell’operazione si è espresso anche il ministro dell’Economia Franco, in audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario. Il bilancio del 2021 della Popolare aveva infatti registrato perdite per 171 milioni mentre quello della Cassa di risparmio di Orvieto si è chiuso con perdite per mezzo milione, un miglioramento molto marcato dopo i forti passivi che si erano accumulati sotto la gestione di Bari. Adesso il Mediocredito vuole prendersi tutta la Cassa, dando corso a quella visione strategica che era già emersa in modo evidente con la presentazione dell’ultimo piano industriale. Per la Popolare si pensa ad un futuro ruolo di “banca del sud” che, come indicato anche a livello parlamentare, dovrebbe avere un ruolo importante nell’implementare i progetti del Pnrr mentre per Orvieto si punta ad un ruolo nelle regioni dell’Italia centrale in cui già operano le sue filiali. Il passaggio sotto il Mediocredito comporterà anche una nuova organizzazione interna per la Cassa di risparmio che sarà strutturata attraverso due unità di business, la capital light divisione la tech and banking services.

Dalla Regione 12 milioni per l’aeroporto san Francesco

Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge sui contributi all’aeroporto dell’Umbria.

I contributi verranno erogati attraverso Sviluppumbria

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Il provvedimento, dal titolo “Disposizioni   per  l’erogazione  di  contributi  a  sostegno dei   flussi   turistici   in  arrivo e dell’infrastruttura aeroporto internazionale San Francesco di Assisi”, autorizza l’esecutivo a poter erogare contributi nel triennio 2022-2024 per un importo massimo di 12 milioni di euro, che serviranno come incentivo per l’implementazione dei flussi turistici in arrivo ma anche per la continuità aziendale della società che gestisce l’aeroporto.

I contributi verranno elargiti attraverso Sviluppumbria, che fa parte anche della compagine societaria di Sase, la società concessionaria della gestione dell’aeroporto. “L’aeroporto internazionale san Francesco di Assisi, si legge nel documento, riveste un ruolo fondamentale per l’intera economia regionale e per lo sviluppo e l’implementazione di un’offerta turistica strategica in grado di coinvolgere l’intero territorio. Oltre a svolgere l’importante servizio pubblico di trasporto aereo, è strategico per lo sviluppo di tutto il territorio perché rappresenta l’infrastruttura che può garantire il più rapido e tempestivo traffico di beni, merci e persone. I 12 milioni in tre anni sono un contributo al rilancio stabile dell’Aeroporto per puntare a incrementare progressivamente il volume dei passeggeri per sfruttare appieno la potenzialità dell’Aeroporto, che si pensa possa essere di 500mila passeggeri all’anno. Ma anche per valorizzare i fondi pubblici spesi negli anni per lo scalo. L’aeroporto, si legge nell’atto, è un elemento fondamentale per superare l’isolamento infrastrutturale dell’Umbria, uno strumento di promozione dell’Umbria per l’incoming turistico ed economico, per rendere l’Umbria maggiormente attrattiva anche per studio, lavoro, investimenti e imprenditorialità, cosa che determinerebbe un notevole incremento del Pil regionale”. Il documento è una cornice tecnica, visto che lo stanziamento è già previsto in bilancio, per creare un percorso trasparente e condiviso. Il 2021, specifica l’atto, ha visto la struttura resistere bene all’emergenza covid.

Con il 2022 sono previste 16 rotte, di cui nove internazionali e con un collegamento ad un hub internazionale come Londra. Si sta lavorando per creare intorno all’aeroporto un sistema integrato di intermodalità, anche per sviluppare collegamenti efficaci con tutto il territorio regionale che possano incentivare la permanenza turistica.

Nasce a Narni l’Università del Medioevo ricostruito

Palazzo dei Priori ospiterà un ambizioso progetto che prevede anche la partecipazione a bandi nazionali

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Lo Studium sarà collegato alla Corsa all’Anello

Il palazzo dei Priori ospiterà infatti un nuovo studium “In Arte Veteri”, sulle orme dello studium inaugurato nel 1305 per l’educazione del clero e per i laici dediti alle lettere ed alle scienze quando la stessa Narni era un centro di fermento culturale di alto livello a grazie a maestri di arti liberali, giureconsulti, medici, fisici, chirurghi.
Lo Studio, che sarà organo funzionale della Corsa all’Anello, avrà la stessa identica organizzazione delle università medievali, sia a livello gestionale che a livello strutturale. Saranno presenti sia le arti puramente intellettuali (le liberali) che quelle concrete (le meccaniche), il tutto gestito da rettore, procuratori, maestri e bidelli. Concretamente lo Studio si occuperà quindi della creazione di progetti, compresi quelli per la partecipazione ai bandi, pubblicazioni, organizzazione di conferenze, organizzazione di corsi e workshop, gestirà le pubblicazioni e gli aperitivi delle pergamene. Come nel Medioevo, inoltre, si avvarrà della collaborazione di docenti provenienti da tutta Italia, in una sezione scientifica esterna che fungerà da organo di consultazione sia per lo Studium stesso che per i terzieri della Corsa all’Anello. Si terranno corsi di avvicinamento alle arti del Medioevo, non solo dal punto di vista dell’approfondimento storico, ma anche della creazione di manufatti, dando un nuovo impulso all’artigianato e sviluppando nuove professionalità. Il primo piano di palazzo dei Priori ospiterà inoltre il museo “multimedievale”, in corso di allestimento, che sarà affiancato da oggetti, frutto di alte arti e di altro sapere, come costumi, strumenti musicali, gioielli, armi e bandiere.

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A Tavolacon gli Etruschi

A tavola con gli Etruschi.
Cibo e cultura di un popolo ricco di fascino



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Cibo e archeologia, alimentazione e storia, costituiscono interessanti connubi che danno vita a un settore della ricerca scientifica e storica sempre più avvincente. L’alimento può essere interpretato come uno strato archeologico che da solo può apparire poco significativo ma che diventa particolarmente affascinante se contestualizzato. L’utilizzo di metodiche sofisticate ci consente di indagare residui animali e vegetali, addirittura anche pollini, per far luce sulla gastronomia etrusca che manca di consistenti informazioni. Il cibo è a tutti gli effetti un manufatto, una materia che ha subìto una manipolazione, pertanto è al centro di un processo sociale complesso che si realizza attraverso molteplici azioni: che vanno dalla raccolta alla coltivazione, dalla trasformazione al consumo. La cucina costituisce la cultura materiale di un popolo e a differenza dell’alimentazione non si ferma al solo soddisfacimento di un bisogno primario. La gastronomia sotto intende fondamentali pratiche di socializzazione: il momento conviviale sancisce, da sempre, gli accordi economici, matrimoniali, rituali e sociali. Alla cucina di questo antico popolo e al ruolo che la donna rivestiva nella società etrusca è dedicato il libro di Sandra Ianni specialista di cultura dell’alimentazione, “A tavola con Tanaquilla, Velia, Larthia e le altre. La cultura etrusca attraverso i cibi”. Le nobildonne Tanaquilla, Velia e Larthia sono nostre ipotetiche commensali in un banchetto che è possibile allestire seguendo le indicazioni di un’ipotesi di ricettario filologicamente coerente. Le ricette, di facile realizzazione e ben calibrate sul nostro attuale gusto, possono, è proprio il caso di dirlo, condire queste pagine. La preparazione di un banchetto a tema unita alla visita di una necropoli, o di un museo, consentiranno un’esperienza multisensoriale. Sandra Ianni, sociologa, sommelier, esperta in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Collabora alla redazione di guide e riviste di settore. E’ membro della F.I.J.E.T. (Federazione Internazionale dei Giornalisti e Scrittori di Turismo). Si occupa di gastronomia storica e svolge attività di relatrice per Slow Food e per Epulae – Accademia Enogastronomica Internazionale. Nel 2008 ha ideato la manifestazione Laghidivini, il festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani, che si tiene annualmente sul lago di Bracciano (RM). Nel 2018 ha pubblicato il libro sulla gastronomia e sulla cosmesi rinascimentale: Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini. Racconti e ricette (YCP) e ha dato vita al suo blog www.sandraianni.it. Nel 2021 ha pubblicato Fame di Fiori. Nutrirsi di bellezza, un libro di curiosità e ricette sui fiori commestibili mentre nel gennaio 2022 è uscito il saggio: Ippocrasso. Storia di un vino speziato.

Altre notizie

Tesei: con il Pnrr già finanziati progetti per un miliardo e 600 milioni

La presidente della Regione ha illustrato l’andamento del lavoro sulle prime iniziative chiuse in Umbria.

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La presidente della Regione Donatella Tesei ha incontrato le parti sociali per illustrare l’andamento del lavoro sul Pnrr e lo stato di avanzamento del lavoro. “E’ stato un incontro molto proficuo” ha detto al termine. “Abbiamo fatto – ha spiegato Tesei – il punto dei progetti già finanziati, per un miliardo e 600 milioni di euro, tra infrastrutture ed altre missioni previste dal Pnrr. Sicuramente ci sarà un prosieguo di condivisione anche su singole tematiche con tutte le parti sociali. Devo dire che l’interlocuzione avuta è stata molto positiva”.

 

Per la fondazione Cassa di risparmio di Perugia un bilancio al top

L’ente guidato da Cristina Colaiacovo presenta un bilancio con un avanzo di 17,7 milioni

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Saranno erogati oltre 12 milioni a favore del territorio

Un avanzo di esercizio pari a 17,7 milioni di euro, circa 3 milioni in più rispetto al 2020, un avanzo che qualifica l’esercizio 2021 come il migliore negli ultimi cinque anni; il patrimonio netto sale a quota 446 milioni; il totale dell’attivo patrimoniale è pari a 514 milioni, in crescita di 14 milioni rispetto ai 500 del 2020.
Questi i dati salienti del bilancio di missione e di esercizio 2021 della fondazione Cassa di risparmio di Perugia approvato dal Comitato di indirizzo nell’ultima seduta.Centrato l’obiettivo del rendimento annuo, peraltro fissato al 4% rispetto al 3% su cui era stata costruita la precedente asset allocation strategica, la pianificazione finanziaria approvata nel 2019: la performance annuale del portafoglio finanziario è infatti del 4,45%, con un accrescimento del valore del patrimonio di 14,8 milioni di euro. I proventi totali sono di 25 milioni. Nell’anno del suo trentennale la Fondazione fa registrare tutti i numeri in crescita con l’ottimo risultato di gestione che ne rafforza ulteriormente la solidità e l’operato, creando i presupposti per mettere a disposizione 11,8 milioni per l’attività erogativa 2022, ai quali si aggiungono ulteriori 1,8 milioni grazie alla riduzione al 50% dell’imponibile dei dividendi prevista dalla Legge di Bilancio 2021. Analizzando le risorse destinate ai settori rilevanti, dopo un periodo in cui ha subito una restrizione a causa delle priorità imposte dall’emergenza sanitaria, nel 2021 il settore dell’Arte, attività e beni culturali riceve la quota più alta, pari ad oltre 2,7 milioni (circa il 31%), seguito da sviluppo locale con oltre 2,2 milioni (25%), educazione, istruzione e formazione con circa 1,7 milioni (19,9%), ricerca scientifica e tecnologica con 1 milione (12%), volontariato, filantropia e beneficenza con 912mila euro (10,4%). “I positivi risultati del Bilancio 2021 – afferma la presidente della fondazione Cassa di risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo – premiano le scelte strategiche che abbiamo compiuto in questo ultimo biennio”.

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Sciopero alle acciaierie, flessione della produzione

Sciopero alle acciaierie, flessione della produzione

Circa il 35 % della forza lavoro ha aderito all’astensione indetta dall’Usb

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Ripercussioni sulla produzione stamani all’Ast di Terni, a causa dello sciopero proclamato a livello nazionale dall’Usb con lo slogan “Abbassate le armi, alzate i salari”. Alla mobilitazione hanno infatti aderito 100 lavoratori del primo turno, il 35% della forza lavoro. Si aggiungono ai 18 addetti che hanno scioperato nel turno di notte (9%). Nell’area a caldo dello stabilimento stamani ha marciato solo uno dei due forni, grazie all’accorpamento degli organici. Fermi anche quasi tutti i reparti e le linee dell’area a freddo. Lo sciopero nazionale che ha riguardato lavoratori della produzione agricola e industriale, dei porti, della logistica, dei cargo e del commercio è stato indetto per sottolineare «la necessità e l’urgenza – ha spiegato l’Usb – di alzare i salari per fronteggiare una crisi che è diventata insopportabile per milioni di persone ed una inflazione che solo a marzo ha sfiorato il 7%». Il sindacato di base definisce inoltre “scellerata» la scelta «di spostare risorse sugli armamenti, sottraendole ai servizi, alla scuola e alla sanità pubblica”.

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Aziende in internet, ora la Camera di Commercio dà una mano

Rendere più efficace il proprio sito aziendale sarà più facile

Si chiama punto di impresa digitale il sevizio attivato da CamCom per aiutare le imprese a migliorare le proprie perfomance digitali

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Da ora sarà possibile verificare l’efficacia del proprio sito

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Il sito web della mia azienda funziona? È visto? Piace? È utile? Perché non sono su Google? Posso ottimizzare la Seo del mio sito, così da posizionarlo in alto nei risultati dei motori di ricerca? Sono alcune delle domande più frequenti che un imprenditore, oggi, si ponga, perché essere visibili nei motori di ricerca, sul web e nei canali social è ormai una priorità per ogni impresa, di qualunque settore economico e dimensione, sia per raggiungere i propri obiettivi di business, sia per rafforzare la propria immagine e credibilità. La «risposta giusta» arriva dal Punto impresa digitale (Pid) dell’Umbria che, nell’ambito delle attività di promozione e diffusione della cultura del digitale, da aprile mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese umbre il servizio gratuito di «Valutazione della presenza online». Un servizio completo a tre stadi, per fare un primo check-up di valutazione, realizzare un’azione più approfondita di analisi e orientamento, mettere in campo un’attività di mentoring. Le imprese umbre – spiega la Camera di commercio – ora potranno richiedere, attraverso la semplice compilazione di un form, il supporto di un digital promoter del Pid Umbria, che opererà una valutazione da remoto del sito web aziendale ed invierà all’azienda un report di check-up. Successivamente l’imprenditore potrà ottenere un’analisi più dettagliata, assessment, della presenza online della propria impresa, attraverso una call online con il digital promoter, per approfondire gli aspetti del report di check-up o analizzare la presenza online sui social media. Le aziende che saranno interessate ad implementare l’attività di ottimizzazione del sito web (Seo) o altre attività di marketing online, verranno orientate verso un’attività di mentoring, un altro servizio gratuito del Pid Umbria, che prevede l’assistenza di un esperto in tecnologie digitali (il mentor). Il digitale, infatti, è ormai uno dei driver essenziali della crescita, ha le sue specifiche modalità e linguaggi e un approccio corretto moltiplica le possibilità di successo e, anzi, ne è un pre-requisito fondamentale. Il Pid – si sottolinea ancora nella nota – «è da sempre impegnato ad accompagnare le aziende umbre nel percorso di digitalizzazione, per aiutarle a restare competitive in mercati sempre più globalizzati e con questo servizio si vuole dare un forte incentivo al miglioramento della visibilità online delle imprese umbre». «Il nuovo servizio del Pid – afferma il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – ha un’importanza strategica nel percorso di digitalizzazione delle imprese umbre, sempre più necessario e sempre più qualificato per poter competere sul mercato. Un servizio, inoltre, che intercetta l’ulteriore spinta che arriverà dal Pnrr sulla digitalizzazione del sistema economico e sociale del Paese». Ora il nuovo servizio gratuito di valutazione della presenza online ha una sua pagina dedicata nella sezione Pid del sito della Camera di commercio dell’Umbria. 

Cassa di Risparmio di Orvieto esce dal controllo BpB

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Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.

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Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.

 

Buono l’andamento turistico di Pasqua. Boom ad Orvieto

Buono l’andamento turistico di Pasqua. Boom ad Orvieto

Il presidente della Camera di Commercio Mencaroni snocciola le cifre. “Ancora sotto la pre pandemia”

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In controtendenza Orvieto, il cui pozzo di San Patrizio macina ingressi e incassi

 

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Soddisfazione per i numeri del turismo di Pasqua e Pasquetta. E’ quella che esprime il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni,“Moderatamente soddisfatti tenendo conto che la pandemia non è ancora cessata e della guerra in Ucraina. Buono il tasso di occupazione delle camere, in media tra il 62% e il 65%, ma solo per due giorni mentre nel pre-pandemia avveniva per tre giorni. Duro colpo sugli albergatori dal caro energia, bene le campagne promozionali della Regione, che ripartiranno a maggio. Tutti insieme (Regione, Camera di Commercio, Anci, associazioni di categoria) stiamo lavorando a un Destination management organization regionale per far emergere sempre più il brand Umbria sui mercati internazionali” dice Mencaroni.

La questione è della tipologia del turismo. “La pandemia – osserva Mencaroni – non ancora del tutto cessata e la guerra in Ucraina il turismo in Umbria a Pasqua è stato quasi esclusivamente italiano. La clientela straniera che prima arrivava per Pasqua si è vista solo in minima parte e questa rappresenta un’assenza rilevante”. Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria si sofferma poi sul forte aumento dei prezzi dell’energia. “Un albergo – dice afferma – è aperto 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e la spesa per l’energia è una componente rilevanti dei costi d’esercizio. Ora ci sarà un momento di tregua, ma a breve bisognerà attivare i condizionatori e le spese per l’energia per gli albergatori saliranno di nuovo alle stelle”.

Promossa, infine, la campagna promozionale della Regione. “Le campagne promozionali messe in campo dalla Regione – conclude Mencaroni – sono state valide e i risultati indubbiamente si sono visti. La Regione ripartirà con nuove promozioni dalla metà di maggio per quanto riguarda la promozione estiva e quella autunnale e anche noi come Camera di Commercio dell’Umbria stiamo facendo la nostra parte. Proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro per istituire un Dmo regionale (Destination management organization) collaborando con Regione, Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) e Associazioni di categoria. Siamo tutti coinvolti perché il brand Umbria possa emergere sempre più e avere crescente successo sui mercati internazionali”.

Grande soddisfazione ad Orvieto dove i flussi di Pasqua sono tornati a liveli antecedenti alla pandemia con oltre novemila accessi al solo pozzo di san Patrizio.

Terni, usare gli immobili pubblici per installare i bancomat

Terni, usare gli immobili pubblici per installare i bancomat

La chiusura delle filiali bancarie sta creando disagi ai cittadini, la proposta di Filipponi (Pd)

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“I bancomat e gli sportelli bancari sono servizi essenziali. La razionalizzazione che da mesi ormai stanno portando avanti gli istituti di credito ha lasciato intere zone del territorio comunale sprovviste. E’ un disagio per i cittadini, per le attività commerciali e artigianali. Ecco perchè penso che almeno per la presenza dei bancomat il comune debba fare qualcosa, ho chiesto all’amministrazione comunale di attivarsi al fine quantomeno di verificare la possibilità di emettere un avviso rivolto agli istituti bancari, per ospitare un bancomat in uno spazio pubblico o all’interno di un immobile comunale, a condizioni agevolate”, sostiene il consigliere del Pd Francesco Filipponi. Filipponi ha presentato una interrogazione incentrata in particola sulla carenza degli sportelli bancari nelle zone di Gabelletta, Campitello, Campomaggiore, Cesi.
“Nei mesi scorsi -scrive il consigliere del Pd – almeno due istituti bancari hanno chiuso le proprie agenzie in quella zona, che conta ormai circa 15 mila abitanti. Che per tutta la zona citata, è presente un unico ufficio postale, aperto durante l’orarioantimeridiano, ed un unico postamat. Che tutto ciò è fortemente penalizzante per i cittadini, le attività commerciali e anche per gli esercizi artigianali limitrofi presenti nella vicina zona di via dei Gonzaga e Collerolletta. – Che pur capendo i ragionamenti che spingono gli istituti bancari ad una razionalizzazione delle risorse umane ed economiche a causa dell’attuale situazione economico-finanziaria globale, è incomprensibile lasciare un territorio così vasto, senza un istituto bancario”.