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Autore: Claudio Lattanzi

La Cassa di risparmio di Orvieto torna a vedere la luce

La gestione del Mediocredito Centrale sta dando i risultati sperati. L’utile del 2022 è stato pari a 2,6 milioni di euro.

Il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Orvieto appartenente al gruppo bancario Mediocredito Centrale ha approvato il progetto di Bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022. La Cassa ha proseguito – in un contesto generale caratterizzato da incertezza – la politica aziendale di crescita dell’attività commerciale a sostegno della propria clientela, in coerenza con gli indirizzi strategici previsti dall’aggiornamento del Piano Industriale 2023-2025. Riguardo all’attività di intermediazione, la Cassa presenta uno stock di impieghi, non considerando l’esposizione in titoli di debito,pari a 1,12 miliardi di euro al 31 dicembre 2022, in crescita del 10,2% rispetto al dato di fine 2021 (1,02 miliardi di euro). La raccolta totale presenta un saldo pari a 1,61 miliardi di euro al 31 dicembre 2022 (vs 1,63 miliardi al 31 dicembre 2021, -1,3%). In dettaglio, la componente diretta si attesta a 1,10 miliardi di euro (vs 1,13 miliardi di euro al 31 dicembre 2021), mentre quella indiretta a complessivi 507,49 milioni di euro (495,73 milioni a fine 2021). Quanto alla qualità del credito, l’incidenza percentuale dei crediti non-performing lordi rispetto al totale impieghi lordi (NPLs ratio lordo) si posiziona al 9,27%, in calo rispetto al 10,71% di fine 2021. Analogamente, si riduce l’indicatore al netto delle rettifiche di valore (NPL ratio netto) pari al 3,45% (4,90% al 31 dicembre 2021). In significativa crescita il grado di copertura complessivo dei crediti deteriorati che passa dal 57,22% dell’esercizio precedente al 65,15% al 31 dicembre 2022.
Con riferimento ai liquidityratio, la Cassa conferma adeguati livelli di liquidità: indice LCR al 122,2% (239,3% al 31 dicembre 2021), indice NSFR al 126,2% (157,6% al 31 dicembre 2021). Il CET1/Tier1 ratio e il Total Capitalratio si posizionano al 12,63%(9,33% al 31 dicembre 2021), su un livello superiore alle soglie minime regolamentari. A dicembre 2022 si è perfezionato l’aumento di capitale in esecuzione di quanto deliberato dall’Assemblea Straordinaria degli Azionisti dell’8 novembre 2022. Complessivamente, sono state emesse 18.246.292 azioni, per un valore complessivo versato di 26.999.038,27 euro, di cui 5.399.077,80 imputati a capitale sociale e 21.599.960,47 a riserva sovraprezzo azioni.

A seguito della cessione della partecipazione di controllo, in data 21 dicembre 2022, dalla Banca Popolare di Bari SpA alla Capogruppo Mediocredito Centrale S.p.A., quest’ultima ha assunto il controllo diretto della Cassa.
In termini reddituali, l’esercizio 2022 si è chiuso con un utile netto di 2,61 milioni di euro a fronte della perdita netta di 0,13 milioni di euro dell’esercizio 2021. Più specificamente, per quanto attiene ai principali aggregati economici, il margine di intermediazione aumenta del 7,1% rispetto all’esercizio precedente (46,41 milioni di euro vs 43,35 milioni di euro), per effetto, della performance del margine di interesse (26,41 milioni di euro vs 23,44 milioni di euro, +12,7%) e delle commissioni nette (19,26 milioni di euro vs 15,53 milioni di euro, +24,1%). Il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a 35,81 milioni di euro (28,73 milioni di euro al 31 dicembre 2021, +24,6%) in conseguenza sia del suddetto miglioramento del margine di intermediazione sia dell’andamento delle rettifiche di valore nette per rischio di credito (10,60 milioni di euro vs gli 14,61 milioni del dato comparativo, -27,4%).

I costi operativi ammontano a 31,94 milioni di euro (28,84 milioni di euro al 31 dicembre 2021, +10,7%) essenzialmente per maggiori accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1,10 milioni di euro rispetto al saldo positivo, al 31 dicembre 2021, di 2,97 milioni di euro).
Tenendo conto delle imposte di competenza dell’esercizio (1,27 milioni di euro), l’esercizio 2022 chiude con un utile netto pari a 2,61 milioni di euro.

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Terremoto, la Regione chiede lo stato di emergenza

La presidente Tesei garantisce la massima tempestività e sollecitudine

La Regione chiederà lo stato di emergenza nazionale dopo il terremoto che ha colpito la zona di Umbertide giovedì 9 marzo.
Lo ha detto la presidente, Donatella Tesei, nel corso di un incontro che si è tenuto stamani nel Centro operativo comunale, per fare il punto sulla situazione.”Siamo qui – ha detto Tesei – per dirvi che stiamo cercando di fare bene e di fare in fretta”. La presidente ha ricordato il grande lavoro svolto da subito a tutti i livelli. “L’operatività – ha affermato – è stata messa in campo al cento per cento. Dal Centro regionale della Protezione civile di Foligno, abbiamo coordinato, controllato, seguito tutti gli interventi che sono stati fatti”.
A mezzanotte e mezzo di giovedì – ha sottolineato – erano pronti i letti nelle tre sedi individuate e tutto quello che era necessario per la notte, per accogliere le persone intervenute non solo per l’inagibilità delle case ma anche quelle che per la paura erano scappate dalle loro abitazioni. Questo è sicuramente merito di un grande lavoro. Così come è stato fatto un grande lavoro nel versante della sanità, con i controlli immediati nell’ospedale, dove non sono stati riscontrati problemi.
Ringrazio la struttura della Protezione civile regionale in supporto a quelle comunali – ha proseguito – per la tempestività”. La presidente ha quindi ringraziato la Croce rossa italiana e i vigili del fuoco: “Questa sinergia che si è creata da subito e che sta andando avanti, ci consente anche di arrivare al più presto ad avere una relazione dettagliata, anche sulla tipologia di sisma che abbiamo subito, per arrivare alla richiesta dello stato di emergenza, cosa su cui stiamo lavorando e continueremo a lavorare”.
“Esistono dei presupposti normativi. Però noi siamo convinti – ha osservato Tesei – che costruendo questo percorso che stiamo facendo con l’aiuto anche della Protezione civile nazionale, avremo le condizioni per poter richiedere al governo, che peraltro ci ha dimostrato vicinanza in questo momento, la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale”.
“Questo – ha spiegato – per consentire di accedere ad alcune misure, come il Cas, il Contributo dell’autonoma sistemazione per poter consentire alle persone che oggi hanno le case inagibili di trovare delle sistemazioni alternative. Questa preoccupazione l’abbiamo anche per le attività economiche che hanno le strutture inagibili, che, seppur in numero limitato, lo stiamo verificando ancora, ci sono”. “Già domani mattina – ha spiegato – saremo in grado di avere le prime relazioni a supporto della nostra richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, che inoltreremo sicuramente al governo in tutte le sue diramazioni”

 

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Terremoto in Umbria, in 200 hanno dormito fuori casa

Sono in corso verifiche sui danni in varie città della provincia di Perugia

Sono 150 i posti letto allestiti dalla Protezione civile nelle palestre di Umbertide, Pierantonio e Sant’Orfeto per chi ha deciso di non passare in casa la notte tra giovedì e venerdì dopo il terremoto. Più di un centinaio quelli utilizzati, ha riferito Stefano Nodessi, responsabile per la Regione del Governo del territorio. Il quale stima che altrettante persone abbiano dormito in auto. In mattinata sono partiti i controlli a tappeto per verificare la situazione delle strutture pubbliche e delle abitazioni private. Qualche preoccupazione c’è per le lesioni riscontrate alla scuola media di Pierantonio. La presidente della RegioneDonatella Tesei, si è recata stamani a Umbertide per verificare la situazione dopo il terremoto di ieri. Ha partecipato a una riunione in comune per poi compiere una verifica sul territorio. Nel frattempo l’assessore regionale alla Protezione civile Enrico Melasecche ha presieduto una prima riunione al centro operativo che ha sede a Foligno. Ha spiegato che i tecnici dei vigili del fuoco e quelli della Regione sono ora impegnati a verificare quante abitazioni sono effettivamente inagibili. «Bisogna capire – ha detto Melasecche – quanti hanno bisogno di un posto letto perché hanno lasciato le case per paura e quanti saranno invece costretti a lasciarle per i danni del sisma»

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In arrivo i ristori per le aziende agricole colpite dall’alluvione dello scorso anno

Il provvedimento interessa imprese dell’Appennino e dell’ Alto Tevere

Presto i ristori alle aziende agricole di Appennino e Alto Tevere colpite dall’alluvione del 2022″: lo annuncia in una sua nota il sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco (Fdi), spiegando che “il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha decretato che le avversità atmosferiche che hanno colpito l’Umbria nel settembre 2022 hanno avuto carattere di eccezionalità”.”Questo – spiega Prisco – consentirà di rispondere alle richieste di ristoro di cittadini e aziende ricadenti nei comuni di Città di Castello, Gubbio, Montone, Pietralunga e Umbertide, che hanno subìto danni per le forti piogge e le alluvioni di quei giorni.
Un risultato che risponde in tempi certi alle difficoltà di numerose attività produttive della provincia di Perugia.

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Produzioni alla Tagina, la Regione pronta a sostenere la ripresa

L’ente pubblico annuncia iniziativa per garantire il tempestivo riavvio delle attività della storica azienda di ceramica di Gualdo

“La Regione segue con attenzione e massima priorità il complesso evolversi delle vicende che riguardano la Tagina Ceramica d’Arte Spa, oggi appartenente al Gruppo Saxa Gres”: a dirlo è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni. La Regione, a fronte di incrementi spesso insostenibili dei costi energetici, nei mesi scorsi – ricorda Fioroni in una nota – ha avviato un monitoraggio delle situazioni che configuravano un più elevato livello di esposizione a tali dinamiche e, tra queste, anche quella della storica azienda gualdese ancora impegnata, come noto, anche nell’esecuzione delle obbligazioni concordatarie. In questo contesto – prosegue -, oltre all’attenzione ai possibili programmi di investimento dell’impresa, c’è un continuo confronto a livello governativo per sollecitare ogni forma di supporto al sistema produttivo anche rispetto all’innalzamento dei costi di gas ed energia elettrica. Le recenti notizie circa il mancato riavvio delle produzioni dell’azienda gualdese, sia pure in un contesto di riduzione dei costi energetici, ci hanno visto fin da subito – sottolinea l’assessore – impegnati con l’obiettivo della tutela immediata dei lavoratori tramite l’attivazione di ulteriori ammortizzatori sociali. La Regione è ben consapevole dell’importante e riconosciuto knowhow industriale dell’impresa, delle prospettive di mercato sia rispetto alle storiche produzioni aziendali sia con riferimento alle produzioni innovative avviate negli anni scorsi e, non di meno, del valore in termini di occupazione diretta e di indotto in un territorio tuttora individuato quale area di crisi industriale complessa. Siamo quindi impegnati – conclude l’assessore Fioroni – nel supportare con la strumentazione di cui possiamo disporre a livello regionale, ed accompagnando anche gli interventi attivabili a livello nazionale, ogni iniziativa finalizzata al riavvio delle attività produttive che assicuri prospettive di consolidamento, sviluppo dell’impresa e tutela dei livelli occupazionali”.

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Piano industriale per le acciaierie, a fine febbraio termina l’iter ministeriale

Nel corso di un incontro con istituzioni regionali e sindacati, Giovanni Arvedi ha confermato l’investimento da 960 milioni

Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.

La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, e il presidente Ast Arvedi, il cavalier Giovanni Arvedi, hanno incontrato a palazzo Donini le rappresentanze sindacali. Appuntamento nel quale la Regione ha fatto il punto della situazione, anche attraverso una puntuale cronistoria, in merito all’accordo di programma, tappa fondamentale per la concretizzazione del Piano industriale già varato dalla proprietà e che prevede un investimento complessivo di 1 miliardo di euro. La proprietà, raccogliendo l’invito dei sindacati, successivamente incontrerà, nella sede dell’Ast, le parti sociali per un confronto e per esporre il Piano stesso in maniera dettagliata. “L’Umbria – ha sottolineato in apertura di intervento la presidente Tesei – punta molto sulla sostenibilità di cui è portabandiera e modello in Italia. Per questo, ritengo che lo sviluppo industriale di Ast e l’aspetto ambientale, da recuperare rispetto al passato, devono andare di pari passo. Ho chiesto all’azienda, trovando disponibilità in tal senso, uno sforzo di investimento ed attenzione”. In merito alle fondamentali politiche energetiche, che vedono comunque una situazione generale in miglioramento, è stata sottolineata la necessità di una programmazione a lungo respiro in grado di non condizionare la futura produzione. Politiche, anche queste, che fanno parte dell’accordo di programma di cui si è ripercorso l’iter fin qui intrapreso, che vede come tappe fondamentali fine luglio 2022 quando presso il ministero per l’Ambiente e la sostenibilità energetica si è tenuto un incontro tra l’azienda, il Mase, il ministero per le Imprese e il made in Italy, Invitalia, Regione Umbria e Comune di Terni per discutere delle modalità di sostegno della proposta di investimento per un piano di riconversione e messa in sicurezza del sito e degli impianti Ast, con quantificati investimenti dell’azienda di circa 960 milioni di euro. In quella sede è stata confermata la necessità di tempi rapidi, strumenti adeguati e risorse certe in merito alle esigenze dell’azienda con particolare riferimento al Pnrr (idrogeno) e investimenti a finalità ambientali. A quell’incontro ne è succeduto un altro ad inizio ottobre 2022, ponendo temi tecnici, amministrativi e procedurali, molto precisi, e suggerendone anche soluzione. Il Ministero, successivamente è stato estremamente rassicurante sia sul procedimento, che sulla disponibilità di strumenti agevolativi. Lo scorso 19 gennaio si è tenuta un’ulteriore riunione al ministero dell’Ambiente, alla presenza di tutti i soggetti coinvolti per esaminare lo stato dell’arte rispetto all’avanzamento delle attività. Sono state così confermate le strette interlocuzioni in corso tra i Ministeri e l’azienda, rispetto alla strumentazione agevolativa da mettere in campo, ed è stato indicato come orizzonte temporale per la conclusione delle attività di competenza dei Ministeri, lato tecnico, la fine del mese di febbraio 2023. Nel frattempo sta intervenendo il nuovo Temporary framework europeo, nato per rispondere alla crisi economica indotta dal conflitto in Ucraina, che potrebbe consentire maglie più ampie per le regole degli accordi di programma, e sulla base del quale sarà portato verso conclusione l’accordo Ast. Accordo che, con il conseguente avvio del Piano industriale, apporterà un notevole beneficio per Ast e all’intero territorio regionale, con ricadute in termini economici anche per l’indotto, facendo delle acciaierie ternane un punto di riferimento europeo.

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Mezzo secolo di Sviluppumbria, un ruolo sempre più forte a sostegno dell’economia umbra

L’agenzia regionale guidata da Michela Sciurpa ha visto incrementare le proprie funzioni ed ora ha anche un bilancio in piena salute

“Festeggiamo un anniversario importante per quanto fatto in passato ma guardiamo al futuro con rinnovato spirito, visto ora che l’agenzia è più forte dopo che da tre anni è stato avviato un progetto di ristrutturazione, razionalizzazione e di identificazione che sta portando risultati”: lo ha affermato la presidente della Regione, Donatella Tesei, in occasione del convegno organizzato in occasione del 50/o anniversario di Sviluppumbria, una delle prime società per lo sviluppo economico locale costituite in Italia ed in Europa.

La Società per lo sviluppo economico della Regione, con l’evento “1973 – 2023: 50 anni di Sviluppumbria”, ha così celebrato festeggiato il suo mezzo secolo. Di una Sviluppumbria ora con “un bilancio stabile, un saldo positivo di 700 mila euro e con un piano industriale che ha raddoppiato i ricavi rispetto al 2018” e con “una governance semplice composta solo da un amministratore unico oltre che con il 10% di dipendenti in meno” ha parlato la presidente Tesei. La partecipata della Regione, ha aggiunto illustrando quanto “è stato necessario fare”, era contraddistinta “da una anomalia nella governance che abbiamo sanato togliendo la figura del direttore generale per non disperdere risorse”. “Per liberarle per le imprese, inoltre, sono stati venduti gli immobili di proprietà di Sviluppumbria con nessuna funzione strategica” ha aggiunto. Una storia “importante” quella dell’agenzia per la presidente Tesei perché “in cinquant’anni ha saputo accompagnare lo sviluppo economico regionale ma che ora è in grado di rispondere in modo rapido ed efficiente alle mutate esigenze del nostro tessuto economico, con una notevole capacità di interpretare i cambiamenti nel contesto produttivo regionale”. L’iniziativa, che si è tenuta nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia, è stata aperta anche dai saluti del presidente dell’assemblea legislativa, Marco Squarta, e del prefetto di Perugia Armando Gradone, il quale ha definito Sviluppumbria “un virus positivo e contagioso che sa cogliere le migliori opportunità da promuovere”.
“Si sentiva la necessità – ha sottolineato Squarta – di una cabina di regia che investisse nelle idee, sganciato da logiche assistenziali, per supportare gli imprenditori umbri. Questo compleanno deve rappresentare non un punto di arrivo ma di partenza per raccogliere i nuovi stimoli e le istanze che provengono dai nostri territori e per fare in modo che la nostra regione diventi sempre più attrattiva per fare impresa”.
A seguire, moderati da Giovanni Parapini, direttore sede regionale Rai per l’Umbria, sono intervenuti Giuseppe De Rita, presidente del Censis, Gianfranco Cavazzoni, già professore ordinario di Economia aziendale all’Università degli Studi di Perugia, Michela Sciurpa, amministratore unico di Sviluppumbria e Mauro Marini, responsabile funzioni operative di Sviluppumbria, che si sono confrontati nell’ambito di un primo panel dedicato al passato, presente e futuro di Sviluppumbria.

Come prima donna a capo di questa storica istituzione, Michela Sciurpa ha detto di “vivere con grande responsabilità questo compito”. “Lavorare al suo riposizionamento – ha affermato – ha comportato un impegno ampio ed articolato, che ho assunto con la consapevolezza dell’importanza del nuovo ruolo centrale e strategico che la Regione ha voluto attribuire all’Agenzia, come punto di riferimento per le imprese e per il territorio e facilitatore di processi complessi, nel percorso avviato per il rilancio socioeconomico regionale”.
Sottolineando il ruolo di Sviluppumbria è stato poi ricordato il “cambio di passo” dato nella gestione dei bandi regionali, soprattutto nel periodo più acuto della pandemia, e il “supporto” che ora l’agenzia dà all’amministrazione regionale nel campo della promozione turistica e della gestione dei grandi eventi.
Programmazione dei fondi europei 21-27, Pnrr, sostegno alla doppia transizione ecologica e digitale, costituzione di una nuova task force per l’innovazione e la scoperta imprenditoriale, comunicazione sempre più efficace e trasparente ed ulteriore rilancio delle relazioni esterne sono i principali ambiti evidenziati che impegneranno la società nel futuro. Le testimonianze del tessuto produttivo ed imprenditoriale regionale, raccolte dal direttore di Umbria Tv Giacomo Marinelli Andreoli nel secondo panel, hanno visto come protagonisti i rappresentanti di Confindustria, Simone Cascioli, di Federalberghi, Simone Fittuccia, di Cna, Roberto Giannangeli, di Confimi, Nicola Angelini e di Confapi, Carlo Salvati. Tutti hanno chiesto di “non mollare il percorso avviato” e di “perseverare in una direzione che sta dando buoni risultati”.

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Gubbio, al via i lavori per la nuova Pian d’Assino

Parte il cantiere tra Mocaiana e Pietralunga che avrà una durata di quasi tre anni e mezzo. Importante risultato per il territorio

Una giornata storica per il territorio eugubino e non solo. Potranno finalmente partire i lavori per il primo stralcio dell’adeguamento della Pian d’Assino, nel tratto che va da Mocaiana a Pietralunga. Un’opera attesa da tempo, per il cui sblocco mi sono personalmente impegnato in questi anni, insieme ad Anas, recependo le istanze del territorio»: così l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Enrico Melasecche che ha preso parte, a Mocaiana di Gubbio, alla consegna da parte di Anas alla ditta vincitrice dell’appalto, dei lavori per la costruzione della variante al tracciato della strada statale 219 «Gubbio e Pian d’Assino» tra Mocaiana e Pietralunga. Una breve cerimonia, alla quale hanno preso parte tra gli altri il responsabile territoriale Umbria di Anas, Lamberto Nicola Nibbi, il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati e il vescovo di Gubbio, monsignor Luciano Paolucci Bedini. «È grande la soddisfazione nel vedere oggi concretizzarsi questo importante obiettivo per Gubbio e la migliore sicurezza e accessibilità dei collegamenti del territorio, a beneficio di cittadini e imprese» ha sottolineato l’assessore in una nota della Regione. «Ringrazio ancora una volta Anas – ha aggiunto – che ha impresso un’accelerazione nell’iter procedurale dell’opera, dopo essersi impegnata a superare i vari problemi intercorsi negli anni, recuperando il progetto esecutivo dell’impresa che nel 2017 aveva vinto l’appalto integrato, per poi tirarsi indietro, e recuperando anche parte del finanziamento per poi bandire la nuova gara. L’importo dell’appalto è raddoppiato rispetto ai circa 54 milioni di euro iniziali, a causa dell’impennata dei costi delle materie prime fino ad arrivare ad oltre 108 milioni di euro, interamente finanziati. Si tratta di un’opera complessa, con quattro gallerie e quattro viadotti – ha detto ancora l’assessore – risolutiva per quanto riguarda le problematiche afferenti alla sicurezza stradale. Oggi salutiamo il via libera al cantiere, finalmente la svolta: la durata contrattuale dei lavori è prevista in tre anni e 4 mesi, nel giugno 2026 la Mocaiana-Pietralunga potrà diventare realtà».

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Nasce Spoleto Link, servizio treno e bus

Si potrà arrivare in treno a Spoleto e raggiungere in autobus le porte del centro storico per poi, attraverso il percorso meccanizzato sotterraneo approdare ai principali punti di interesse

È stato presentato a Spoleto il nuovo servizio combinato treno+bus Spoleto Link, che subito sarà operativo, grazie al quale si potrà arrivare in treno a Spoleto e raggiungere in autobus le porte del centro storico per poi, attraverso il percorso meccanizzato sotterraneo approdare ai principali punti di interesse, come il Duomo e il Teatro Romano, la Rocca albornoziana e il Ponte alle Torri. Alla presentazione hanno preso parte l`assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Umbria, Enrico Melasecche, il direttore Business regionale di Trenitalia Sabrina De Filippis, il direttore operativo di Busitalia Alessio Cinfrignini, il sindaco di Spoleto Andrea Sisti. Presente anche Amelia Italiano, direttore regionale Umbria di Trenitalia. “È con grande piacere che saluto l`attivazione di questo nuovo servizio, che si inserisce in un ampio quadro di progetti importanti per la città, frutto dello sforzo enorme e del lavoro continuo che stiamo facendo per potenziare e migliorare la qualità dei servizi offerti agli umbri e ai visitatori”, ha detto Melasecche. “Spoleto è uno dei gangli essenziali del nuovo Piano regionale dei Trasporti ormai prossimo alla sua definizione. Insieme al sindaco, a Trenitalia, Busitalia e Rfi stiamo discutendo di numerosi progetti che stavano stagnando e che vogliamo velocizzare e portare a termine. Tra questi la tratta Spoleto-Campello sulla linea ferroviaria Roma-Ancona, una linea fondamentale per tutto il Paese, così come il raddoppio dell`intera tratta fra Terni e Spoleto, poiché è inaccettabile che ancora si viaggi a binario unico, e per la quale abbiamo ottenuto la revisione progettuale”, ha aggiunto. Sul fronte dei collegamenti viari, l`assessore ha ricordato che “entro pochi mesi partiranno i lavori della Tre Valli nel tratto Baiano-Firenzuola e si sta completando la progettazione definitiva dell`ultimo tratto, fra Firenzuola ed Acquasparta”. L`assessore Melasecche ha tenuto a ringraziare sentitamente Trenitalia “per la fondamentale collaborazione”, ricordando inoltre che assumerà a breve la denominazione di Umbria Airlink, invece di Perugia Airlink, il servizio di collegamento dell`aeroporto internazionale dell`Umbria “San Francesco d`Assisi” con la rete dei servizi ferroviari di interesse regionale e nazionale, tramite bus navetta dedicati. “Un servizio – ha rilevato – per migliorare ulteriormente i collegamenti con il nostro aeroporto, che sta ottenendo risultati straordinari e si appresta a vivere una stagione contrassegnata da un notevole incremento di voli, con una maggiore capacità attrattiva per i turisti verso la nostra regione e tutte le sue città. E quale grande attrattore fungerà sicuramente ancora di più anche il percorso ciclopedonale della ex Spoleto-Norcia, per il cui completamento abbiamo fatto notevoli investimenti”.

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Verso un nuovo modello di sanità regionale, Lazzarotto (Welcare): “Il cittadino/paziente protagonista nella gestione della propria salute”

In Umbria nel 2021 l’indice di vecchiaia è abbondantemente sopra a 200 attestandosi come una delle regioni più longeve d’Italia.

In Umbria nel 2021 l’indice di vecchiaia (ovvero il rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella di età 0-14) è abbondantemente sopra a 200 attestandosi una delle Regioni più longeve d’Italia. Tanto che, secondo i dati della Regione Umbria, la popolazione anziana è più che doppia rispetto a quella 0-14 anni con un indice di vecchiaia che passa da 180 nel 2011 a 217,2 nel 2021.
Ma se è vero che oggi si vive più a lungo, è anche vero che gli anziani possono avere uno stato di salute e di qualità della vita migliore rispetto al passato. Da qui nasce l’esigenza e la volontà di investire socialmente su questa preziosa risorsa della comunità regionale.

Ad accendere i riflettori sull’importanza dell’assistenza domiciliare è stata la pandemia da Covid-19 in particolar modo per quel che riguarda la gestione dei pazienti affetti da patologie croniche.
In particolare, sul fronte assistenziale, si è resa più urgente la necessità di rafforzare i servizi socio-sanitari in senso territoriale e integrato, in alternativa all’impostazione “prestazionale” che ha caratterizzato l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale negli ultimi decenni.

Fornire assistenza domiciliare significa garantire al paziente di continuare a vivere tra i propri ricordi e affetti, senza essere privato di un servizio di cure necessarie per la sua condizione di salute. Questo assunto parte dall’idea che la casa sia lo spazio di cura principale, dove il paziente può essere assistito dal personale medico ed infermieristico, ma al contempo continuare a rimanere nel suo contesto sociale e familiare.
Il trattamento domiciliare, infatti, rappresenta un bisogno reale per le tante persone affette da malattie di lunga durata. Tra queste, ancor più complessa risulta la presa in carico di coloro che soffrono di lesioni croniche o acute (in Italia secondo l’Aiuc sono 2 mln le persone affette la lesioni croniche), spesso affidata ai cosiddetti caregiver. Questi sono figure speciali che spesso rimangono discretamente nell’ombra, che si auto-organizzano per far fronte ai bisogni di assistenza dei propri cari non più autonomi.

I compiti del caregiver possono essere molti, dall’assistenza diretta alla sorveglianza passiva, e dipendono dall’autonomia e dalle abilità residue dell’assistito. A tutto ciò va aggiunta la sorveglianza passiva qualora l’assistito sia allettato, ovvero la necessità di controllo del paziente per non causare situazioni di pericolo per sé o per gli altri in casa. Ma deve essere pronto anche a far fronte a situazioni di gestione pratica di patologie croniche o problematiche connesse ad esse.

Nella gestione delle patologie croniche in soggetti più giovani e dotati di maggiore autonomia, la figura del care-giver si affianca a quella del paziente stesso, che, può collaborare nel processo di automedicazione o self-care della propria lesione con comportamenti di sorveglianza di segni e sintomi della malattia o con comportamenti volti a migliorare lo stato della lesione.

Si sta andando, insomma, verso un nuovo modello di sanità in cui è fondamentale utilizzare tecnologie e prodotti sicuri ed efficaci, senza rischi per la salute se utilizzati dal care-giver o direttamente dal paziente.

“Già da anni notiamo in Italia ma in particolare all’estero – testimonia Fulvia Lazzarotto, Ceo di Welcare Industries, azienda con sede ad Orvieto nel cuore dell’Umbria – un’attenzione verso un modello di sanità diverso che studia le potenzialità di un nuovo rapporto con il paziente. Il cittadino/paziente diventa protagonista nella gestione della propria salute, patient engagement.

La pandemia ha poi accelerato tale fenomeno. Di conseguenza, il paziente non solo è più attento e preparato sulla propria patologia ma è anche chiamato come oggi ad essere parte attiva nella gestione del suo problema di salute. In sintesi le persone tendono ad essere più responsabilizzate nell’autogestione della malattia e della cura”.

Partendo da questo quadro, in un momento così complesso, risulta ancor più decisivo il ruolo dei professionisti del settore, che offrono prodotti efficaci ed in linea con i più moderni protocolli di cura. In questo contesto, Welcare Industries azienda che sviluppa, produce e commercializza dispositivi medici per la prevenzione e il trattamento di infezioni e per la gestione di lesioni cutanee di varia eziologia – si propone come “esperto della cute” su diversi fronti: dal trattamento delle lesioni croniche o acute, fino alla presa in carico dei pazienti oncologici durante e dopo i trattamenti radio/chemioterapici, attraverso la gestione/prevenzione delle infiammazioni legate a tali trattamenti e del dolore ad essi associato.

I prodotti realizzati da Welcare sono pensati per i pazienti. Non a caso non solo sono efficaci ma anche sicuri, non hanno effetti collaterali e ben si adattano ai protocolli di cura seguiti dai pazienti. Inoltre, sono di facile utilizzo. I pazienti possono sempre fare affidamento sulla rete di distribuzione nel canale farmacia oppure optare per acquisti diretti dal fabbricante tramite un moderno sistema di e-commerce, che consente una rapida verifica delle richieste ed una precisa e veloce evasione degli ordini. Ogni paziente è unico e necessita di prodotti ideali per la sua situazione specifica. Per questi motivi Welcare lavora a stretto contatto con care giver e pazienti, al fine di assicurare la scelta più appropriata di dispositivi medici in base alle differenti patologie croniche ed esigenze legate alla cute del paziente.

Per ulteriori informazioni:
www.welcareindustries.com

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