Ricostruzione, in Umbria a casa 6 famiglie e imprese su 10
Arquata del Tronto ha ospitato l’iniziativa sullo stato della ricostruzione post sisma del 2016 promossa dalle Anci di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, alla presenza del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci.
Un percorso che in Umbria registra 2.625 cantieri privati conclusi e liquidati, su 4.054 avviati, e oltre un miliardo di euro già erogato, ma che deve ancora assicurare il rientro di tutte le famiglie e le attività economiche interessate. Un avanzamento che ha voluto accompagnare con il ringraziamento alla Struttura commissariale, agli uffici tecnici regionali e all’Ufficio speciale per la ricostruzione, riconoscendo la continuità dell’impegno istituzionale e il lavoro delle amministrazioni che si sono succedute.
“Abbiamo sei cittadini e imprese su dieci – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – riepilogando i risultati raggiunti e il lavoro ancora necessario – che sono già rientrati. Certo, ne abbiamo quattro su dieci che devono ancora rientrare nelle loro case e attività produttive”.
Il quadro della ricostruzione privata umbra indica un’attuazione complessiva delle pratiche di competenza dell’Ufficio speciale pari al 92%: un indicatore dell’avanzamento amministrativo, da distinguere dalla conclusione materiale dei lavori. A fronte di 2,22 miliardi di euro richiesti, i contributi concessi ammontano a 1,64 miliardi e quelli liquidati a 1,09 miliardi. Per la ricostruzione pubblica sono finanziati 574 interventi in 63 Comuni, per 830,3 milioni di euro, cui si aggiungono oltre 153 milioni per edifici di culto e beni culturali. Il 97,5% degli interventi pubblici risulta attivato sul piano procedurale.
A dare concretezza alla restituzione dei servizi sono anche le riaperture degli ospedali di Norcia e Cascia, richiamate dalla presidente Proietti come un risultato particolarmente significativo per territori nei quali la presenza della sanità è parte essenziale della possibilità di continuare a vivere. Strutture rinnovate, sicurezza antisismica e servizi territoriali legano così la ricostruzione degli edifici alla tenuta delle comunità. Restano, al tempo stesso, interventi complessi da portare a compimento, dalle infrastrutture delle frazioni ai poli scolastici, fino alla ricostruzione integrata di Castelluccio.
È su questo passaggio, dai singoli interventi a una prospettiva comune per l’Appennino centrale, che la presidente ha concentrato il proprio messaggio. Riprendendo l’immagine della tecnica giapponese che ricompone i frammenti con un filo d’oro, evocata nel corso dell’incontro, ha indicato nelle infrastrutture e nella prevenzione gli elementi capaci di ricucire i territori. “Noi siamo importanti per tutta l’Italia. Siamo un territorio che unisce il Sud al Nord”, ha affermato, sollecitando una visione che valorizzi insieme Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.
In questa prospettiva ha richiamato il collegamento della Tre Valli con l’asse viario nell’area di Acquasparta: un intervento dal valore indicativo di circa 500 milioni di euro, da affrontare nelle sedi competenti guardando alla sua funzione interregionale. Non soltanto un’opera per l’Umbria, dunque, ma una connessione da valutare per la capacità di migliorare i collegamenti tra i territori delle quattro regioni.
Accanto alle strade, la presidente ha posto il tema delle reti digitali, proponendo al commissario un incontro con le quattro Regioni per costruire un percorso condiviso. L’obiettivo è estendere l’attenzione dai collegamenti viari ai borghi e alla connettività lungo le infrastrutture, anche con il possibile coinvolgimento di Anas.
“L’infrastruttura digitale può permetterci di diventare competitivi per qualità della vita e per servizi anche con le aree metropolitane”, ha osservato. Una condizione importante per offrire opportunità ai giovani formati nei territori e rendere possibile il loro ritorno.
La stessa prospettiva lega connessioni e attrazione degli investimenti. La presidente ha richiamato la Zes come strumento innanzitutto di semplificazione, oltre che di sostegno all’economia, e ha annunciato l’intenzione di promuovere in Umbria un appuntamento di presentazione delle opportunità territoriali agli investitori internazionali, da condividere con le Marche nel solco del percorso avviato insieme. La disponibilità di infrastrutture digitali adeguate, ha evidenziato, sarà una delle condizioni richieste da chi sceglie di investire.
Un impegno da sostenere attraverso quella “leale collaborazione istituzionale” che la presidente ha riconosciuto nel lavoro con il Governo, il commissario, le Regioni e i sindaci. La condizione per completare quanto resta da fare e, insieme, costruire collegamenti e servizi capaci di dare una prospettiva duratura alle comunità dell’Italia centrale.