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de luca rifiuti

Rifiuti, a disposizione 3,5 milioni per favorire l’economia circolare

Rifiuti, a disposizione 3,5 milioni per favorire l’economia circolare. La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, ha approvato la delibera che stabilisce i criteri per l’avvio di un bando pubblico a sostegno della realizzazione, ampliamento e riqualificazione di centri di raccolta comunali o intercomunali per promuovere l’economia circolare e migliorare la gestione dei rifiuti. L’atto attiva una dotazione finanziaria complessiva, appunto, di 3,5 milioni di euro a valere sull’Azione 2.6.2 del Pr Fesr 2021-2027, con cofinanziamento regionale coperto da risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC).

“Con questa delibera – dichiara l’assessore Thomas De Luca – diamo un segnale concreto ai territori, mettendo a disposizione delle amministrazioni locali risorse fondamentali per ammodernare la rete dei servizi ambientali. I centri di raccolta non sono semplici aree di stoccaggio, ma presidi strategici di sostenibilità indispensabili per ridurre i rifiuti avviati in discarica e valorizzare le frazioni recuperabili. Il nostro obiettivo è dotare l’Umbria di infrastrutture moderne ed efficienti, accompagnando Comuni e cittadini verso un modello economico pienamente circolare e rigenerativo”.

Beneficiari

L’iniziativa è rivolta ai Rifiuti, a disposizione 3,5 milioni per favorire l’economia circolare, finanziando gli interventi con un contributo a fondo perduto fino al 90% del costo totale ammissibile. Le risorse sono articolate in due linee di intervento:

Linea 1 (2,5 milioni di euro): destinata alla realizzazione di nuovi centri di raccolta comunali o intercomunali a supporto della raccolta differenziata per bacini superiori a 10.000 abitanti, con un contributo massimo concedibile di 1,2 milioni di euro per progetto.
Linea 2 (1 milione di euro): riservata ad interventi di ampliamento, potenziamento, completamento e rifunzionalizzazione delle aree dei centri di raccolta esistenti (bacini fino a 10.000 abitanti), con un contributo massimo fino a 500.000 euro per intervento.
I centri di raccolta rappresentano lo snodo infrastrutturale centrale per intercettare e separare i flussi di materia – dai RAEE ai tessili, dagli ingombranti ai materiali da costruzione – prima dello smaltimento, incrementando sia la quantità che la qualità della raccolta differenziata per il recupero di materie prime seconde. Tra i criteri di valutazione e premialità rientrano la qualità tecnica dei progetti, l’installazione di impianti fotovoltaici, l’integrazione di centri del riuso ed empori solidali per le eccedenze alimentari e i beni usati, oltre all’attenzione per la chiusura dei gap nei territori con minori tassi di differenziata e nei Comuni.