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Confartigianato promuove il progetto “Benessere a 360°” nei luoghi di lavoro

Presentato da Confartigianato Imprese Umbria il “Progetto Benessere a 360°”, programma di prevenzione dei rischi lavorativi integrato rivolto alle micro, piccole e medie imprese umbre. Un’iniziativa che va oltre la pur fondamentale prevenzione contro i rischi sui luoghi di lavori e le più tradizionali malattie professionali. Il progetto, elaborato con il contributo della Direzione regionale Inail dell’Umbria, nasce infatti per affrontare le trasformazioni del lavoro e promuovere ambienti di lavoro più sicuri, sani e inclusivi.

Ai tradizionali rischi per la sicurezza si affiancano infatti le sfide della transizione digitale, del tecnostress, della disconnessione. Ma anche quelli legati alla presenza di barriere linguistico-culturali e alle diseguaglianze di genere.

Franceschini: un vantaggio per i lavoratori e per l’impresa

Un concetto, quello del benessere nei luoghi di lavoro, che, come spiegato dal presidente di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini, si accompagna alla prevenzione contro infortuni e malattie professionali. “Il benessere delle persone – ha evidenziato – è un elemento essenziale per il futuro delle imprese. Nell’artigianato, dove il valore nasce dalle competenze e dalle relazioni quotidiane, tutelare la salute di chi lavora significa proteggere il patrimonio umano e professionale del tessuto produttivo regionale”. Aggiungendo: “Assicurare il benessere dei lavoratori – ha ricordato – giova anche all’impresa, perché dipendenti soddisfatti contribuiscono ad aumentare la produttività”.

“L’obiettivo – ha spiegato ancora Franceschini – è costruire un’esperienza misurabile e replicabile, da mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di imprese umbre. Investire nelle persone significa creare ambienti di lavoro più sicuri, inclusivi e capaci di affrontare il cambiamento: è su queste basi che si intende far crescere il sistema produttivo”.

Pastorelli (Inps) e il modello WHP

Il direttore regionale dell’Inail Umbria Alessandro Pastorelli ha evidenziato che  “che il progetto è orientato alla diffusione del modello di promozione della salute nei luoghi di lavoro (Workplace Health Promotion – WHP), favorendo una visione complessiva del benessere del lavoratori che tenga conto degli aspetti fisici, psicologici, organizzativi e sociali, in linea con quanto previsto nel piano nazionale della prevenzione 2026-2031, promuovendo strategie innovative, inclusive e capaci di ridurre le disuguaglianze, incentrate sulla salute in un’ottica integrata e orientata al futuro”.

Le finalità

Gli obiettivi sono stati illustrati dal segretario di Confartigianato Imprese Umbria, Marcello Serafini. La parte operativa è stata spiegata nel dettaglio dal funzionario dell’associazione di Terni, Corrado Bordoni, referente tecnico del progetto. All’incontro hanno poi portato il proprio contributo Gabriella Medeo (Direzione Salute e Welfare Regione Umbria), Claudia Mazzeschi (delegata del rettore UniPg). E la testimonianza dell’imprenditore Alessandro Carovano.

Il progetto è volto a integrare la tutela della salute fisica, psicologica e digitale nei luoghi di lavoro. Promuovere alimentazione sana, attività fisica, gestione dello stress e contrasto al fumo. Accompagnare le Pmi nella transizione digitale e modelli di responsabilità sociale. Contrastare diseguaglianze di genere, isolamento da smart working e burnout. Un concetto di benessere, appunto, a 360°, anche rispetto alle nuove criticità ed esigenze, che si pone gli obiettivi di promuovere la cultura dell’integrazione, ridurre i rischi, favorire stili di vita salutari e una crescita responsabile dell’impresa.

Il percorso

L’Accordo si pone l’obiettivo di realizzare iniziative di informazione e di sensibilizzazione rivolte nei confronti dei lavoratori della piccola e media impresa artigiana del territorio regionale attraverso la promozione di un sistema di gestione integrata e multidimensionale per la salute e la sicurezza sul lavoro che coniughi: prevenzione dei rischi, stili di vita salutari, benessere psico-fisico, l’inclusione socio-lavorativa, parità di genere, sostenibilità e transizione tecnologica.

Le imprese artigiane sono state coinvolte in attività di check-up organizzativo e di valutazione dei principali fattori di rischio, sia professionali sia individuali e aspetti innovativi quali tecnostress, controllo digitale, competenze digitali e isolamento lavorativo al fine di realizzare dei piani di miglioramento aziendali personalizzati.

Saranno organizzati webinar dedicati alla salute e al benessere, con approfondimenti su alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, contrasto al fumo ed uso consapevole delle tecnologie digitali. Verrà inoltre creata una rete di “testimoni del benessere” all’interno delle aziende per favorire la diffusione di buone pratiche.

Come aderire

Aderire è semplice. Basta compilare la manifestazione di interesse, che porterà ad essere contattati dal referente territoriale, con il quale poi si avvia il percorso di valutazione integrata. Per informazioni e adesioni www.confartigianatoumbria.it (progetto360@confartigianatoumbria.it).

Si inizia con 20 aziende aretigiane

Il coinvolgimento di 20 aziende artigiane e 100 lavoratori, insieme alla formazione di 20 Ambasciatori del Benessere, consentirà di portare strumenti, consulenza e buone pratiche direttamente nei luoghi di lavoro.

Impatti attesi

Nelle imprese che aderiranno al progetto (l’obiettivo è 20 nel territorio regionale nel primo anno) si attende una riduzione degli infortuni e delle malattie professionali del 10%; aumento di almeno il 30% nella partecipazione a programmi di promozione della salute; riduzione di almeno il 20% del tecnostress percepito; miglioramento del clima aziendale segnalato da almeno il 70% dei partecipanti.