Cassa integrazione in calo in Umbria nell’ultimo anno
Dopo la crescita del 2024, lo scorso anno le richieste di cassa integrazione guadagni in Umbria sono tornate a diminuire (-12,3%).
La flessione, come rileva il Rapporto della Banca d’Italia, ha interessato tutti i comparti dell’industria in senso stretto ad eccezione della metallurgia, dell’abbigliamento e delle macchine e apparecchi elettrici. Considerando anche i fondi di solidarietà, le ore complessivamente autorizzate sono state quasi 5,9 milioni, corrispondenti a oltre 3.400 occupati equivalenti (pari all’1,2% degli occupati dipendenti; 1,7 in Italia).
Il calo è proseguito nel primo trimestre dell’anno in corso (-17,1% rispetto al corrispondente periodo del 2025).
Il numero di richieste di nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), principale strumento di indennità di disoccupazione, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (circa 27.500), a fronte della lieve riduzione registrata in Italia (-1,0%).
Nel 2025 in Umbria è proseguita la crescita delle forze di lavoro (1,0%). Si sono confermati in calo il numero di inattivi in età lavorativa (-3,6%) e la quota dei giovani tra 15 e 34 anni non impegnati in attività di studio o formazione (NEET; dall’11,4 al 10,0%), che rimane ampiamente al di sotto della media italiana (15,6).
Il tasso di partecipazione della popolazione tra 15 e 64 anni è cresciuto di un punto percentuale, al 72,5%. Anche per effetto di una lieve flessione del numero di persone in cerca di occupazione, il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto, al 4,6% (4,8 nel 2024); questo calo ha interessato esclusivamente la fascia di età tra 35 e 54 anni.