In dieci anni l’Umbria ha perso 11mila giovani, problemi per il ricambio di chi va in pensione
Negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso il 6% dei suoi giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. In tutto, ne sono “spariti” quasi 11mila, tra minori nascite non compensate dal flusso immigratorio e giovani che sono andati definitivamente fuori dalla regione per motivi di lavoro o di studio.
Di questi, 3mila dalla provincia di Terni (che ha perso il 7% dei suoi giovani) e 7.700 nel Perugino (-5,8%).
Con conseguenze sociali ed anche economiche, come evidenzia la Cgia. Che ricorda come fino al 2029, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, quasi 45mila umbri lasceranno il lavoro. E di questi, oltre 20mila lasceranno libero un posto in fabbriche e uffici del settore privato.
Guardando al resto d’Italia, la Calabria è la regione che ha registrato la contrazione percentuale più marcata di giovani con il -18%, a seguito di una diminuzione in termini assoluti di quasi 85.000 unità. Seguono la Sardegna con il -17,2% (-59.070) e la Basilicata con il -16,6 (- 21.905). Tra le realtà geografiche più virtuose – grazie all’aumento del numero degli stranieri e dei giovani provenienti dal Mezzogiorno – compaiono la Liguria con il +4,6% (+12.464 giovani), la Lombardia con il +4,9 (+98.916) e l’Emilia Romagna con il +8,4 (+70.438). Anche in questo, dunque, l’Italia risulta spaccata in due.