In Umbria previste 7 mila assunzioni già a gennaio: i settori e i contratti
A gennaio le imprese presenti in Umbria hanno programmato di realizzare quasi 7 mila assunzioni, che salgono quasi a 18 mila mila se si guarda al primo triennio dell’anno. Figure però che, in oltre 5 casi su 10, risultano difficili da reperire. E nel triennio, comunque, il bilancio prevede circa 2 mila chiamate in meno rispetto allo scorso anno.
In Italia
Guardando a tutta Italia, le imprese, prevedono circa 527mila assunzioni, che diventano oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno. E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Cresce il settore primario (+6,5% rispetto a un anno fa), stabili i servizi (+0,1%), ma l’industria arretra (-3,5%), con una flessione più marcata nel manifatturiero (-4,6%) e più contenuta ma comunque evidente nelle costruzioni (-1,3%).
I settori
Il comparto industriale programma complessivamente 155mila entrate: 104mila nel manifatturiero e nelle public utilities e 51mila nell’edilizia. All’interno della manifattura, le maggiori opportunità di lavoro arrivano dai settori meccanico ed elettronico, con oltre 27mila contratti previsti, seguiti dalla metallurgia e produzione di articoli in metallo (21mila) e dall’industria alimentare e delle bevande (15mila). Il terziario si conferma il principale bacino occupazionale, con circa 337mila entrate programmate, trainate da turismo (70mila), servizi alle persone (69mila) e commercio (67mila). Nel settore primario, infine, sono attese circa 35mila assunzioni, concentrate soprattutto nelle coltivazioni ad albero, nelle coltivazioni di campo e nei servizi connessi all’agricoltura.
I contratti
Quanto alle tipologie di contratto, la forma più diffusa resta il tempo determinato, che riguarda 252mila posizioni, pari al 47,8% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (111mila, pari al 21%) e quelli di somministrazione (63mila, 11,9%). Un elemento di rilievo è la riduzione della difficoltà di reperimento, che scende al 45,8% delle entrate previste, oltre tre punti percentuali in meno rispetto a gennaio 2025. Le principali criticità continuano tuttavia a riguardare l’assenza di candidature (28,6%) e la formazione non adeguata dei profili disponibili (13,6%).
Le figure che non si trovano
Le difficoltà di reperimento restano particolarmente elevate in alcuni settori chiave, oltre il 60% delle posizioni nelle costruzioni risulta di difficile copertura, percentuale che sfiora il 60% anche nel legno-arredo e supera il 55% nella metallurgia. Il Borsino delle Professioni segnala criticità diffuse per figure ad alta specializzazione, come analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni, ingegneri, tecnici sanitari e tecnici dell’ingegneria, ma anche per operai specializzati come rifinitori edili, meccanici e manutentori.
Nelle regioni
Queste le previsioni di nuovi contratti in ciascuna regione, nel mese di gennaio e nel primo trimestre:
Piemonte 35.120 (difficoltà di reperimento del 46,9%) e 88.460 nel trimestre;
Valle d’Aosta 1.390 (52,9%) e 3.520
Lombardia 109.960 (45,4%)281.440
Liguria 11.840 (50,1%) e 34.050
Trentino A. A. 12.840 (55,2%) e 37.050
Veneto 48.980 (49,8%) e 136.940
Friuli Venezia Giulia 11.000 (55,9%) e 28.920
Emilia Romagna 48.090 (49,3%) e 123.850
Toscana 32.950 ( 47,9%) e 94.850
Umbria 6.950 (50,2%) e 17.850
Marche 12.900 (50,0%) e 32.190
Lazio 53.280 (41,6%) e 146.710
Abruzzo 11.180 (48,5%) e 28.230
Molise 1.890 (46,6%) e 5.190
Campania 41.670 (40,4%) e 121.900
Puglia 30.200 (40,1%) e 84.070
Basilicata 3.870(46,1%) e 12.720
Calabria 10.610 (42,3%) e 29.190
Sicilia 31.490 (40,3%) e 90.350
Sardegna 1′.620 (44,8%) e 31.990
