Gli effetti della Manovra 2026 sulle imprese umbre, col nodo ZES
Anche le imprese umbre contano di accedere a parte dei 3,5 miliardi che la Legge di Bilancio 2026 ha messo a disposizione delle imprese.
In particolare, aumentano i tempi dell’iperammortamento: estesi a tre anni per investimenti in beni prodotti nell’Unione europea. Previsti sgravi per chi assume giovani e donne.
Finanziato inoltre il credito d’imposta per la Transizione 5.0.
Partita ancora aperta, invece, sul credito di imposta per la ZES, che al momento riguarda solo parte del territorio regionale, cioè quello rientrante nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 delle agevolazioni fiscali.
Nei giorni scorsi i presidenti delle regioni Umbria e Marche, Stefania Proietti e Francesco Acquaroli, hanno inviato una lettera all’onorevole Teresa Ribera, vice presidente esecutiva della Commissione Europea e commissaria dell’Unione Europea alla Concorrenza, per aprire un confronto preliminare sulla revisione delle rispettive carte aiuti a finalità regionale in funzione anche della Zes (Zona economica speciale).
In due settimane, nelle Marche sono state presentate 158 domande che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro, per un credito d’imposta di 18,6 milioni di euro, e in Umbria 92 domande che hanno attivato un investimento di 59,8 milioni di euro, per un credito di imposta di 14,7 milioni di euro.
Motivo dell’incontro è la possibilità di esplorare una possibile modifica della Carta degli aiuti a finalità regionale, che potrebbe avvenire anche mantenendo invariati alcuni indicatori e garantendo così una piena coerenza con le finalità della Carta stessa, per cogliere ancora più pienamente le opportunità della Zes Unica che punta a sostenere il rilancio economico e sociale dei territori in transizione.
