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Tag: chianelli

Ricerca ematologica, premiato progetto per caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM

In occasione del 53° Congresso nazionale della Società italiana di ematologia (Sie), che si è svolto a Roma, la giovane ricercatrice Maria Crocioni, post-doc del laboratorio di Biochimica delle proteine e medicina traslazionale dell’Ematologia di Perugia, diretto dalla professoressa Maria Paola Martelli, è stata premiata con la borsa di studio “Beat Leukemia 2026”, dedicata ai progressi nella terapia della leucemia mieloide acuta. Il riconoscimento arriva a pochi mesi dall’assegnazione della borsa di studio intitolata ad Andrea Coccia, medico specializzando in Ematologia morto circa un anno fa in un tragico incidente stradale, finanziata dal Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, per volontà della famiglia e degli amici di Andrea.

“Il percorso di Maria Crocioni – sottolinea Martelli – rappresenta un esempio concreto del valore di una scelta che il Comitato Chianelli porta avanti da molti anni e di cui siamo profondamente grati: credere nei giovani ricercatori, sostenerne la crescita e investire nella ricerca quando il loro percorso è ancora in costruzione, offrendo loro tempo, strumenti e opportunità perché idee e competenze possano maturare e trasformarsi in risultati scientifici. Vedere oggi questo percorso ricevere un riconoscimento in una sede scientifica nazionale come il Congresso Sie rende ancora più evidente il valore di questa visione”.

“Un grande orgoglio – aggiunge il presidente del Comitato Franco Chianelli – per tutto il Comitato. Maria, oltre ad essere una ricercatrice di talento è anche una ex paziente ematologica. Quando aveva dieci anni ha sconfitto la leucemia e in lei è cresciuto il desiderio di conoscerla meglio, studiarla ai massimi livelli e chissà, forse un giorno, sconfiggerla per tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti. Noi siamo fiduciosi perché fa parte di una equipe straordinaria di medici e ricercatori sia in campo ematologico che oncoematologico. Un fiore all’occhiello per l’Università e l’Azienda ospedaliera di Perugia che siamo orgogliosi di sostenere”.

Il Comitato ha sempre affiancato all’attenzione verso i pazienti e le loro famiglie un impegno concreto nella ricerca e nella formazione delle nuove generazioni, nella convinzione che investire nei giovani significhi investire nel futuro dell’ematologia e nelle future opportunità di cura.

Il progetto premiato è dedicato alla caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1, con l’obiettivo di sviluppare un metodo rapido e standardizzato che possa contribuire a una migliore stratificazione del rischio e a strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

A questo percorso si aggiunge la recente selezione di Crocioni al corso di formazione di bioinformatica applicata alle patologie oncoematologiche della società italiana di ematologia sperimentale (Sies), svoltosi a Firenze dal 16 al 18 settembre. Il corso, riservato a 25 soci Sies under 40 selezionati sulla base del curriculum, ha rappresentato un’ulteriore importante opportunità di crescita in un ambito oggi centrale per la ricerca traslazionale e la medicina di precisione.

I riconoscimenti segnano il raggiungimento di una tappa, ma anche l’inizio di un nuovo percorso o l’evoluzione di quello già intrapreso. Alla base vi sono fiducia, opportunità e la scelta di investire nelle persone. È anche grazie a questa visione, che il Comitato Chianelli continua a sostenere con convinzione, che i giovani ricercatori possono crescere, sviluppare nuove idee e contribuire a trasformare la ricerca in nuove possibilità per i pazienti.

Nuovo acceleratore lineare, il nuovo “alleato” per i pazienti oncologici: come funziona

Il Reparto di Radioterapia oncologica di Perugia sempre più all’avanguardia con il nuovo l’acceleratore lineare Radixact (sistema di tomoterapia elicoidale tra i cinque in Italia). Una tecnologia di ultima generazione che rappresenta un importante passo avanti nella cura dei pazienti oncologici. Il finanziamento statale ammonta a 7.203.850,00 euro mentre 379.150,00 euro sono fondi aziendali/regionali. Il costo del macchinario ammonta a 6.3 milioni di euro e i lavori a 352.270,40.

All’inaugurazione hanno partecipato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha finanziato con fondi speciali l’acquisto del macchinario (fondi ex art. 20 L. 67/88 quota di riserva per interventi), il senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Nazionale Salute e promotore dell’iniziativa e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

Tra i presenti anche il sottosegretario al Ministero degli Interni, Emanuele Prisco, l’europarlamentare Marco Squarta, l’assessore comunale, Francesco Zuccherini, delegato dalla sindaca Ferdinandi, l’arcivescovo Ivan Maffeis, che ha benedetto il macchinario, i consiglieri regionali, i coniugi Chianelli, che da molti anni sollecitano le istituzioni per l’acquisto dell’acceleratore lineare, e i professionisti sanitari.

Trattamento di 25 pazienti al giorno

“Ringrazio il ministro Schillaci per aver scelto di investire nel nostro ospedale – ha sottolineato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – un macchinario di importanza straordinaria perché ci permette di curare pazienti affetti da patologie oncologiche mirando meglio il tumore rispetto alla normale radioterapia, mi piacerebbe che sia la prima di tante inaugurazioni che faremo per rinnovare il parco tecnologico di questa azienda ospedaliera. I lavori di preparazione degli spazi e di installazione dell’acceleratore sono stati completati in 89 giorni, – continua D’Urso – e i primi pazienti sono stati trattati a partire da settembre con un turno h 12 (matt e pom) che permette di trattare 25 pazienti al giorno. Sono già stati trattati oltre 100 pazienti. La formazione dei sanitari e i test dosimetrici si sono svolti in Svizzera e in loco durante i mesi estivi. Un lavoro di squadra tecnico – amministrativo importante e per questo ringrazio l’ing. Luca Gusella e i suoi collaboratori, per aver progettato e diretto i lavori e per averli conclusi in così breve tempo”.

Come funziona

“Radixact è un sistema innovativo che integra in un’unica apparecchiatura una macchina per la terapia radiante, un sistema di Tomografia Computerizzata (TC) e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi – ha spiegato la prof.ssa Cyntia Aristei, direttrice di Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – , questa combinazione tecnologica permette di individuare tumori anche molto piccoli e di seguirne lo spostamento dovuto a movimenti fisiologici quali respirazione o peristalsi. Grazie a queste caratteristiche, è possibile somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, anche su più sedi contemporaneamente, distruggendo le cellule tumorali e preservando i tessuti sani attraverso la radioterapia ablativa. Il trattamento è particolarmente indicato per piccole metastasi e tumori primitivi come quelli di polmone e prostata. La tecnologia Radixact si rivela particolarmente efficace nel trattamento di: tumori del polmone in stadio avanzato non operabili, neoplasie del distretto testa-collo, tumori pediatrici, dove la capacità di risparmiare i tessuti sani è fondamentale per ridurre la tossicità e preservare la qualità di vita dei giovani pazienti – continua Aristei – . Un ambito di particolare eccellenza riguarda le neoplasie ematologiche: la Radioterapia Oncologica di Perugia è tra i pochi centri ad aver sviluppato la tecnica TMLI (Total Marrow, Lymphoid Irradiation) per la preparazione di pazienti che verranno sottoposti a trapianto di midollo osseo. La TMLI consente di irradiare in modo mirato ossa e linfonodi, riducendo significativamente la tossicità per i tessuti sani. Questa innovazione ha reso possibile effettuare trapianti di midollo osseo anche in pazienti oltre i 70 anni e aumentare le dosi in pazienti non in remissione, riducendo così il rischio di recidiva”.

Risultato del “gioco di squadra”

A promuovere la richiesta presso il ministro Schillaci, è stato il presidente della Commissione Salute del Senato, on. Franco Zaffini, che per mesi ha lavorato per l’assegnazione dei fondi speciali: “L’Azienda Ospedaliera di Perugia è un ospedale di riferimento, non solo per la Regione Umbria, – ha affermato il senatore Zaffini – ma rappresenta una eccellenza in Italia nel campo dell’ematologia che potrà ancora migliorare in termini di risposta di qualità grazie a questo macchinario. Sono orgoglioso di aver contribuito attivamente alla riuscita di questo progetto per la mia regione e per gli umbri”.

Numerosi i ringraziamenti che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rivolto ai professionisti sanitari, ai coniugi Chianelli e in primis al ministro Schillaci e al senatore Zaffini che hanno reso possibile questo straordinario investimento: “Sono orgogliosa di assistere a questa inaugurazione che vede la sanità pubblica investire nell’innovazione tecnologica. Con l’arrivo dell’acceleratore, la Radioterapia di Perugia rafforza ulteriormente la sua posizione di riferimento nei percorsi di trattamento di precisione e nella ricerca clinica internazionale. I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge medici universitari e ospedalieri, tecnici di radiologia, infermieri, operatori socio-sanitari, fisici sanitari, figure fondamentali nel percorso di cura dei pazienti oncologici e che ringrazio personalmente per il lavoro che con dedizione svolgono quotidianamente”.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha concluso l’inaugurazione, nella sala Montalcini del Creo gremita di rappresentanti delle istituzioni regionali, comunali e personale sanitario: “Elogio la grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari. Sostengo che investire nelle innovazioni tecnologiche sia l’azione migliore per garantire le cure più efficaci, infatti, i progetti tecnici e la ricerca scientifica avanzata, consentono di mettere a disposizione strumenti sempre più all’avanguardia per rendere ancora più celeri le diagnosi soprattutto in campo oncologico. Con i fondi del PNRR siamo riusciti a distribuire agli ospedali italiani oltre 3.000 nuove apparecchiature di cui l’80% già in uso. E’ una grande emozione per me essere in questo ospedale per la seconda volta, una struttura che rappresenta una eccellenza nella ricerca e nella clinica, non solo in questo territorio”.

“Festeggiamo i 35 anni del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, con una immensa soddisfazione” ha commentato il presidente Franco Chianelli, per un macchinario invocato da diversi anni. “Quando sono venuto a conoscenza – spiega Chianelli” di un acceleratore lineare di ultima generazione, dal costo di 7 milioni e 800 mila euro che, grazie alla sua millimetrica precisione, colpisce solo le cellule malate, preservando quelle sane e aumentando la guarigione negli adulti sottoposti a trapianto di midollo osseo, dal 50 al 75%, non potevo certo restare indifferente. Ho bussato a tutte le porte, dalla Presidenza della Regione, alla Direzione regionale della Sanità, alle Fondazioni bancarie, ho inviato lettere, anche dei pazienti in attesa di trapianto, organizzato convegni, tavole rotonde e dibattiti ed ho ricevuto solo promesse ma non mi sono mai arreso perché la vita non ha prezzo. E finalmente, dopo circa due anni, in occasione di una visita al Residence sono riuscito a strappare una promessa al ministro della Salute, Orazio Schillaci che oggi ha onorato quell’impegno e partecipato al taglio del nastro. Un traguardo straordinario di cui sono felice ed orgoglioso”.

Le spettacolari immagini della Befana sui cieli dell’Umbria

La Befana è volata sulle piazze delle città dell’Umbria, “aiutata” dai vigili del fuoco. Per la gioia dei bambini, a cui sono stati distribuiti doni e caramelle. Ma anche degli adulti, con il naso all’insù per vedere le spettacolari discese dai campanili.

Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto, Gubbio, Assisi, Città di Castello. Piazze piene per assistere allo spettacolo.

Commozione in ospedale a Perugia, grazie al Chianelli, con la visita ai piccoli malati oncologici, a cui hanno partecipato anche la governatrice Stefania Proietti e la sindaca Vittoria Ferdinandi. E all’Istituto Serafico di Assisi, pur scosso dall’uccisione dell’operatrice Eliza Stefania Feru.