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Tag: birre artigianali

Per ogni categoria, ecco le 39 migliori birre artigianali italiane

Ecco le 39 migliori birre artigianali italiane vincitrici, nelle varie categorie, del Premio Cerevisia 2025, il più autorevole riconoscimento nazionale dedicato alla brassicultura di qualità. A produrle sono 27 birrifici, selezionati tra 140 birre finaliste provenienti da 16 regioni italiane. La proclamazione ufficiale è avvenuta durante la cerimonia svoltasi al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria.

Giunto alla sua dodicesima edizione, il Premio Cerevisia è l’unico concorso brassicolo italiano promosso esclusivamente da enti pubblici, senza sponsor commerciali o influenze private. I giudizi vengono espressi da una giuria scientifica indipendente, con procedure anonime e trasparenti, coordinate dal CERB – Centro di Ricerca per l’Eccellenza della Birra dell’Università di Perugia.

Il premio alla birra migliore d’Italia

Il Premio Eccellenza, riservato alla birra artigianale con il punteggio più alto in assoluto, è stato assegnato a “Gorilla Barley Wine” dei Mastri Birrai Umbri. L’Umbria, regione ospitante, si è aggiudicata in tutto sei riconoscimenti, confermando una qualità produttiva in costante crescita.

I Premi territoriali, destinati alle birre che rappresentano al meglio la produzione per macro-area geografica, sono andati a:

  • Nord Italia: Brenta Brau Vienna – Birrificio Val Rendena (Trentino-Alto Adige)
  • Centro Italia: Buffalo Circus – Fabbrica della Birra Perugia (Umbria)
  • Sud e Isole: Porter – Birra Puddu (Sardegna)

Il Premio Immagine, che valorizza originalità e qualità grafica dell’etichetta, è stato attribuito a:

  • Birra Montecassino – Birrificio Montecassino (Lazio)

A questi si aggiungono 34 premi per stile brassicolo, assegnati alle birre che si sono distinte nelle rispettive categorie di riferimento. L’elenco completo segue in fondo all’articolo.

Cerevisia, un premio in espansione come il settore

La partecipazione al Premio Cerevisia riflette la crescita del comparto: quasi 1.000 i birrifici artigianali attivi in Italia, in forte ripresa post-Covid. Le 140 birre finaliste del 2025 testimoniano un miglioramento costante in termini di qualità, innovazione e professionalità.

Vincitori assoluti

Premio Eccellenza
• Gorilla Barley Wine – Mastri Birrai Umbri (Umbria)

Premio Nord Italia
• Brenta Brau Vienna – Birrificio Val Rendena (Trentino-Alto Adige)

Premio Centro Italia
• Buffalo Circus – Fabbrica della Birra Perugia (Umbria)

Premio Sud e Isole
• Porter – Birra Puddu (Sardegna)

Premio Immagine
• Birra Montecassino – Birrificio Montecassino (Lazio)

Vincitori per stile birrario

Categoria Pilsner

• 1° – Theresianer Premium Pils – Theresianer Birra Italiana 1766 (Veneto)
• 2° – Amala – Birralfina (Umbria)
• 3° – Pils – Riversa (Lombardia)

Categoria Bock

• 1° – Lava – Miamal (Lombardia)
• 2° – Delirio – Birra Cala (Calabria)

Categoria Golden/Blond Ale

• 1° – Exxtasy – Birralfina (Umbria)
• 2° – Happy Hoppy – Qubeer (Lombardia)
• 3° – Midona – Amarcord (Marche)

Categoria Belgian Pale/Blond Ale

• 1° – Annozero – Birralfina (Umbria)

Categoria Pale Ale

• 1° – Babel – Foglie d’Erba (Friuli Venezia Giulia)
• 2° – Cassia – Itineris (Lazio)
• 3° – Big Bang Beer Luna – Birra Flea (Umbria)

Categoria Porter/Stout

• 1° – Baltika – Birralfina (Umbria)
• 2° – Totò – Maghi di Orz (Veneto)

Categoria Blanche/Witbier

• 1° – Kalabra Bergamotto – Birra Kalabra (Calabria)
• 2° – Brama – Opificio Birrario (Toscana)

Categoria Weizen/Weiss/Frumento

• Unica premiata – Cubulteria – Birra Karma (Campania)

Categoria Saison

• 1° – Sister Ale – Birrificio 2 Sorelle (Piemonte)

Categoria Black IPA

• 1° – Kalabra Black IPA – Birra Kalabra (Calabria)
• 2° – Hella Hope – Birrificio 2 Sorelle (Piemonte)
• 3° – Federico II Extra – Birra Flea (Umbria)

Categoria Double/Imperial IPA

• 1° – Space Invaders – Qubeer (Lombardia)

Categoria Dubbel

• 1° – Symphony – Gladium (Calabria)

Categoria Belgian Strong Ale

• 1° – Golden – Monaci Vesuviani (Campania)
• 2° – Tom Ale – Maghi di Orz (Veneto)

Categoria Fruit Beer

• 1° – Seabreeze – Tip Torre in Pietra Birrificio Artigianale (Lazio)

Categoria Italian Grape Ale

• 1° – Gaglioppo Librandi – Birra Cala (Calabria)
• 2° – Vinum – Birralfina (Umbria)
• 3° – Nube – Birrificio Colfiorito (Umbria)

Categoria Gluten Free

• 1° – N’Artigiana Senza Glutine – Birrificio Artigianale Napoletano (Campania)
• 2° – Amarcord Senza Glutine – Amarcord (Marche)

Categoria Materie Prime

• 1° – Fovea Light – Rebeers (Puglia)
• 2° – Birra Nursia Extra – Birra Nursia (Umbria)
• 3° – Annozero Wet Hope – Birralfina (Umbria)

Le voci delle istituzioni

“Cerevisia è cresciuto perché ha basi solide: fondamento pubblico, serietà scientifica e competenza diffusa”, ha dichiarato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. “Oggi l’Umbria si prende una scena importante: sei premi che confermano un salto di qualità reale. E non dimentichiamo l’effetto a catena: il luppolo, da coltura marginale, è ormai parte di una filiera concreta, anche nella nostra regione”.

Per Andrea Bagnolini, direttore generale di Assobirra, “il Premio Cerevisia è il simbolo di una trasformazione impensabile fino a pochi anni fa: birrifici che crescono, qualità che sale, fermento in tutte le regioni. E ora si apre una nuova sfida: valorizzare il turismo brassicolo, che è in forte espansione e può diventare motore del territorio”.

Paolo Fantozzi, presidente del comitato tecnico-scientifico, ha spiegato: “Cerevisia è l’unico premio in Italia che non si limita al gusto: ogni birra finalista è verificata anche per l’etichettatura e la conformità. Questo garantisce un livello di qualità certificata al 100%”.

“Anche quest’anno abbiamo valutato con rigore la qualità e la coerenza merceologica delle birre finaliste”, ha aggiunto Ombretta Marconi, direttrice del CERB. “Il settore è vivace, in fermento e sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale dei territori”.

Mauro Bacinelli, dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria, ha sottolineato: “La birra artigianale è un asse strategico dell’agroalimentare e del turismo. La legge regionale del 2023 ha rafforzato un percorso virtuoso: imprese più solide, giovani coinvolti, Cerevisia al centro di questa crescita”.

Infine, l’assessora del Comune di Deruta Francesca Marchini ha ricordato con commozione: “Deruta ha saputo unire la tradizione ceramica al mondo brassicolo. E oggi siamo fieri che uno dei premi porti il nome del sindaco Alvaro Verbena, tra i primi a credere in Cerevisia”.

Dai monaci ai giovani imprenditori, l’Umbria terra delle birre artigianali

Il Premio Cerevisia 2025 fotografa la metamorfosi del settore delle birre artigianali in Italia: 147 birre selezionate, 27 vincitori da 13 regioni italiane, e una mappa dell’Italia brassicola che si fa sempre più complessa, strutturata, matura. In un settore che sfiora oggi i mille birrifici in tutta la penisola, in una spinta imprenditoriale che ha coinvolto i giovani.

Sul podio delle regioni più premiate svetta l’Umbria, con sei birrifici vincitori. Un risultato che premia l’interesse imprenditoriale verso questo settore, che del resto vanta una tradizione che affonda nelle pratiche dei monasteri.

Seguono Campania, Calabria, Lazio e Lombardia con tre premi ciascuna. Il Veneto porta a casa due riconoscimenti, mentre Marche, Sardegna, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Puglia contano un vincitore a testa.

Svelati soltanto i nomi dei 27 birrifici vincitori, senza però associare ancora i premi alle singole etichette. Una scelta voluta dagli organizzatori per mantenere la suspense fino alla cerimonia ufficiale di premiazione, prevista per martedì 17 giugno alle ore 10.00 presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria a Perugia.

L’eccellenza si misura al microscopio (e al palato)

Non una semplice rassegna: il Cerevisia – nato nel 2013 per iniziativa della Camera di Commercio (allora di Perugia, oggi dell’Umbria), della Regione Umbria, del Comune di Deruta, del CERB dell’Università di Perugia e di AssoBirra – si distingue per l’alto profilo istituzionale e scientifico.
Il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dell’AITBM (Associazione Italiana dei Tecnici della Birra e del Malto) ne rafforza il prestigio.

Ogni birra candidata è sottoposta a un doppio vaglio: chimico-fisico e organolettico.
Il primo è affidato al CERB, il primo centro di ricerca brassicola fondato in Italia dal prof. Paolo Fantozzi; il secondo a una giuria nazionale di degustazione.
I campioni, anonimizzati secondo un protocollo pubblico certificato, vengono versati uno a uno davanti ai giudici, per garantire massima freschezza e imparzialità.
Ogni birra riceve inoltre un certificato ufficiale di analisi.

“Questo è l’unico premio che garantisce non solo la qualità organolettica delle birre, ma anche la conformità delle etichette, dei materiali e del packaging alle normative vigenti” ha sottolineato Paolo Fantozzi, vicepresidente del BaNAB.

L’Umbria capofila di una nuova filiera

Dietro ai premi c’è un fermento reale. L’Umbria conta 25 birrifici iscritti al Registro Imprese, 14 dei quali con attività brassicola prevalente.
Ma più dei numeri, contano i percorsi: la Regione ha approvato nel 2023 una legge specifica per la valorizzazione della birra artigianale, promuovendo l’intera filiera del luppolo.

Un comparto in crescita, che crea opportunità lungo tutta la catena del valore: dall’agricoltura alla trasformazione, dalla distribuzione alla ristorazione.

“Abbiamo scommesso sulla birra artigianale come volano per l’agroalimentare e il turismo. I risultati si vedono: la qualità cresce, le imprese si rafforzano e il settore attira giovani. Cerevisia è uno strumento potente in questo processo”, ha detto il dott. Mauro Bacinelli dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione dell’Umbria.

Un premio per chi ha talento (e lo sa raccontare)

Oltre ai riconoscimenti per l’eccellenza brassicola, il Cerevisia prevede una serie di premi speciali.

“Il valore di un prodotto non è solo nella qualità intrinseca, ma anche nella capacità di comunicarlo nel giusto contesto” ha detto Fantozzi.

Mencaroni: “Numeri impensabili solo dieci anni fa”

“Oggi in Italia si contano quasi mille microbirrifici. Una cifra straordinaria, se pensiamo che solo dieci anni fa erano appena una cinquantina» ha detto Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del BaNAB.

“Il consolidamento del Premio Cerevisia si fonda su tre pilastri: matrice istituzionale, rigore scientifico e competenza nazionale nella degustazione. Sono orgoglioso che quest’anno l’Umbria salga sul gradino più alto del podio, con sei premi che testimoniano la crescita qualitativa della regione”.

Mencaroni ha aggiunto che “l’impatto della birra artigianale si riflette anche sulla produzione primaria: il luppolo, coltura fino a poco fa marginale, sta creando una vera e propria filiera in regioni come l’Umbria”.

Toniaccini e Latterini: “Deruta capitale del fermento creativo”

“Deruta si conferma palcoscenico di eventi nazionali di rilievo. Il Premio Cerevisia valorizza il talento, la qualità e le eccellenze locali, con un forte richiamo a livello nazionale” ha dichiarato il sindaco Michele Toniaccini.

A lui ha fatto eco il consigliere Giacomo Latterini, che ha sottolineato come “l’impegno a favore della birra artigianale abbia favorito l’emergere di nuove realtà imprenditoriali sia in Umbria sia a livello nazionale. Realtà che si stanno strutturando, diventando veri attori economici. In parallelo, grazie alla politica regionale, si è avviata una filiera del luppolo che rappresenta una novità importante per il comparto agroalimentare”.

Marconi (CERB): “Un settore in piena espansione”

“Anno dopo anno, il livello delle birre in gara si alza. Cresce la competizione, ma anche la consapevolezza. Questo settore sta diventando sempre più strategico per lo sviluppo locale, non solo economico ma anche sociale”, ha spiegato Ombretta Marconi, direttrice del CERB.

Il Centro – attivo nell’analisi, formazione e sperimentazione – è oggi un punto di riferimento per tutto il settore.

“La qualità delle birre italiane è in costante miglioramento, e molte di esse nascono proprio con il supporto tecnico e scientifico del nostro centro”, ha aggiunto Marconi.

Giovani e futuro: il lievito della qualità

Il Premio Cerevisia è pensato anche come incubatore per le nuove generazioni.
Tra i premiati numerosi sono i birrifici fondati da giovani under 40, che scelgono produzioni artigianali di alta qualità, legate al territorio e attente alla sostenibilità.

“La birra è innovazione, è linguaggio contemporaneo dell’agroalimentare italiano. Con questo premio vogliamo incentivare le nuove generazioni a investire con coraggio e competenza” ha ribadito Mencaroni.

“Oggi celebriamo non solo un prodotto, ma una cultura che cresce. E, come ogni cultura, ha bisogno di visione e rigore”, ha detto in conclusione Fantozzi.

I BIRRIFICI VINCITORI

Calabria
Birra Cala
Birra Kalabra
Symphony

Campania
Birra Karma
Birrificio Artigianale Napoletano
Monaci Vesuviani

Friuli Venezia Giulia
Foglie d’Erba

Lazio
Birrificio Montecassino
Itineris
Tip Torre in Pietra Birrificio Artigianale

Lombardia
Miamal
Qubeer
Riversa

Marche
Amarcord

Piemonte
Birrificio 2 Sorelle

Puglia
Rebeers

Sardegna
Birra Puddu

Toscana
Opificio Birrario

Trentino Alto Adige
Birrificio Val Rendena

Umbria
Birra Flea
Birra Nursia
Birralfina
Birrificio Colfiorito
Fabbrica della Birra Perugia
Mastri Birrai Umbri

Veneto
Maghi di Orz
Theresianer Birra Italiana 1766