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Tag: Anci

I punti del protocollo siglato tra Anci e sindacati

Linee guida condivise per una contrattazione sociale territoriale “forte, inclusiva e coerente con i principi costituzionali” nel protocollo d’intesa siglato tra Anci Umbria e le organizzazioni sindacali regionali (Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil).

“Un accordo che pone al centro la persona, la giustizia sociale e la dignità della vecchiaia” si legge in una nota diramata da Anci.

Il documento è stato firmato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria, Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil Umbria, Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil Umbria, Dario Bruschi, segretario generale dello Fnp Cisl Umbria (che per l’occasione della sottoscrizione è stato sostituito da Francesco Ferroni, segretario provinciale di Perugia), Elisa Leonardi, segretaria generale della Uilp Uil Umbria.

“Questa intesa – ha dichiarato Federico Gori – si fonda sulla convinzione che il benessere dei cittadini, e in particolare della popolazione anziana, non rappresenti un costo, ma una risorsa viva per le comunità locali. Solo attraverso un confronto costante è possibile dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La popolazione umbra, tra le più anziane d’Italia, vive una condizione di crescente fragilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. I servizi sanitari e sociali faticano a rispondere ai bisogni emergenti, i medici di base sono sempre meno presenti nei territori periferici e i carichi di cura ricadono spesso sulle famiglie, in particolare sulle donne. Con questo protocollo si intende programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei contenuti condivisi”.

I punti del protocollo

Il protocollo affronta sette ambiti tematici: relazioni sindacali, politiche fiscali e tributarie, servizi sociali e sanitari, residenzialità e abitare sociale, partecipazione e cittadinanza attiva, trasporto pubblico e mobilità, digitalizzazione e accesso ai servizi.

“Questo protocollo – hanno affermato anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – aggiorna l’intesa già esistente tra Anci Umbria e le sigle sindacali. Nasce dalla consapevolezza che il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali sia oggi ancora più decisivo per garantire coesione, diritti e dignità, in una fase storica segnata da forti disuguaglianze, invecchiamento demografico, tagli al welfare e profonde trasformazioni sociali e tecnologiche. Con questa intesa le parti si impegnano a programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei temi trattati”.

Le aree tematiche del protocollo


• Relazioni sindacali: promuovere relazioni strutturate attraverso un calendario annuale di incontri con le amministrazioni comunali, per discutere preventivamente atti di bilancio, piani sociali e principali scelte in materia di servizi e tributi locali, con l’intento di finalizzare accordi.
• Politiche fiscali e tributarie: favorire una fiscalità progressiva, con soglie di esenzione e riduzioni su Irpef comunale e Tari per le fasce più deboli; condividere criteri di equità e trasparenza nelle tariffe dei servizi pubblici locali; sollecitare accordi tra Comuni e Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale.
• Servizi sociali e sanitari: potenziare i servizi socio-sanitari territoriali, rafforzando assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria e sostegno ai caregiver; valorizzare consultori e centri antiviolenza nell’ambito delle politiche di genere; condividere strumenti di valutazione della spesa sociale, con attenzione al finanziamento del Prina e ai servizi per gli anziani non autosufficienti; rafforzare la rete dei servizi nei distretti e nelle aree interne, favorendo il confronto nella progettazione legata ai finanziamenti nazionali.
• Residenzialità e abitare sociale: verificare e valorizzare il patrimonio Erp inutilizzato, garantendo criteri di assegnazione trasparenti e inclusivi; sostenere l’accesso alla casa tramite fondi affitto e soluzioni abitative innovative per anziani soli.
• Partecipazione e cittadinanza attiva: promuovere il coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria, anche attraverso consulte o organismi di rappresentanza; incentivare iniziative di socializzazione e contrasto alla solitudine.
• Trasporto pubblico e mobilità: favorire l’accessibilità al trasporto pubblico per anziani e persone fragili, anche con forme agevolate o gratuite; garantire servizi di mobilità verso strutture sanitarie e sociali, soprattutto nelle aree a bassa densità.
• Digitalizzazione e accesso ai servizi: contrastare il digital divide tra gli anziani attraverso alfabetizzazione digitale, sportelli di assistenza e agevolazioni per l’accesso alle tecnologie.

Comuni montani “declassati”, preoccupazione in Umbria

La rimodulazione dei criteri sulla definizione dei Comuni montani preoccupa molto Anci Umbria, perché la conseguente drastica riduzione prospettata, se venisse confermata, metterebbe a serio rischio il futuro di molti enti. Si tratta di Comuni – ad oggi in Umbria sono 69 su un totale di 92 – che usufruiscono del sostegno di incentivi economici, fiscali e sociali, essenziali per tamponare gap strutturali e infrastrutturali.

Per questo motivo nei giorni scorsi Federico Gori, presidente di Anci Umbria, e Giampiero Fugnanesi, coordinatore della Consulta per le Politiche della Montagna, hanno inviato una lettera al presidente nazionale Anci, Gaetano Manfredi, e all’assessora regionale allo Sviluppo della montagna, Simona Meloni, per attenzionare questa situazione.

“A seguito delle recenti comunicazioni provenienti da alcune Anci regionali, – scrivono nel documento – anche Anci Umbria desidera esprimere la propria preoccupazione in merito ai criteri di classificazione dei Comuni montani che la Commissione tecnica, istituita ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025 n. 131, sta definendo. Dalle prime informazioni disponibili, infatti, emerge un’impostazione eccessivamente restrittiva, fondata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza, che rischierebbe di ridurre in modo significativo il numero di Comuni classificabili come montani, con conseguenze gravi per le aree interne del nostro Paese e, in particolare, per una regione come l’Umbria, dove la morfologia del territorio presenta una complessità orografica diffusa, ma non sempre coincidente con i soli criteri altimetrici”.

La lettera prosegue affermando che “tale approccio, se confermato, snaturerebbe la ratio stessa della Legge Montagna, che mira a riconoscere e promuovere le zone montane nel loro insieme, valorizzando le specificità territoriali e contrastando lo spopolamento, la perdita di servizi essenziali e le disuguaglianze economico-sociali che caratterizzano molti piccoli comuni umbri. Inoltre, una definizione restrittiva di ‘montanità’ rischierebbe di compromettere l’accesso a risorse fondamentali, come il Fondo per la montagna e gli altri strumenti di sostegno previsti dai decreti attuativi, aggravando le disparità già esistenti tra territori”.

Da questi presupposti nasce l’appello di Anci Umbria che, prima dell’espressione del parere in sede di Conferenza Unificata, chiede che “si apra un confronto approfondito e condiviso con le Anci regionali e con i delegati nazionali, così da garantire una posizione unitaria e realmente rappresentativa delle esigenze dei territori”.

La lettera si conclude con l’auspicio di un coordinamento a livello nazionale che “garantirebbe un maggiore sostegno alle preoccupazioni dei comuni montani” e con la disponibilità “per ogni utile contributo e confronto”.

Banche via dai piccoli comuni, la Regione convocherà un tavolo tecnico

Dopo l’allarme per la desertificazione bancaria nei piccoli comuni, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, accoglie la proposta di Anci Umbria. E annuncia che presto convocherà un tavolo tecnico per le azioni di contrasto.

“Nella mia precedente esperienza in veste di sindaco – le parole di De Rebotti – non posso che condividere le preoccupazioni espresse dal presidente di Anci Umbria, Federico Gori, sul pericoloso fenomeno della desertificazione dei servizi nei piccoli comuni della regione avvalorato dai dati messi a disposizione da Banca d’Italia e Istat, in merito alle chiusure bancarie che confermano questo trend preoccupante”.

“Le piccole comunità – prosegue l’assessore – sono un patrimonio inestimabile che dobbiamo tutelare e sostenere. La loro esistenza e vitalità consente di mantenere un presidio forte in tutto il territorio regionale, in particolare nelle aree interne e periferiche che rappresentano, senza dubbio, una ricchezza straordinaria della quale non possiamo fare a meno. Guardiamo con preoccupazione ai dati divulgati e a tutte le problematiche che Anci ha sollevato ponendole anche all’attenzione dell’istituzione regionale. I numeri infatti, raccontano dell’ulteriore diminuzione degli sportelli bancari fuori dai principali centri urbani e, più in generale, del decremento della quantità dei servizi disponibili per cittadini e imprese. L’interesse della Regione Umbria – conclude De Rebotti – consiste sia nel tutelare la qualità della vita degli umbri, tanto quanto nel sostenere le imprese in un momento critico collegabile alla complessa situazione economica del paese. La stessa presidente Proietti, ha condiviso e visto con favore l’istituzione di un tavolo, ci faremo quindi, parte attiva per rispondere al più presto alla richiesta, coinvolgendo una pluralità di soggetti con l’intento di individuare azioni efficaci che consentano di invertire il trend negativo in atto”.

Servizio civile, in 40 Comuni umbri 158 posti a disposizione

Sono 158 le posizioni aperte – di cui 13 per volontari con disabilità e 4 per volontari con basso reddito – con il nuovo bando del Servizio civile universale, che dovranno collaborare nei 10 progetti diversi del network di Anci Umbria.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente in modalità on line (https://domandaonline.serviziocivile.it) entro e non oltre le ore 14,00 del 18 febbraio 2025. È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.

Sarà un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale legata a progetti culturali, sociali ed economici.

Inoltre, per i giovani che partecipano al servizio civile per la sua intera durata è previsto: la riserva di una quota del 15% nei concorsi pubblici; la valutazione dell’esperienza nei concorsi pubblici con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso la Pubblica Amministrazione e può valere come titolo di preferenza; il riconoscimento del servizio ai fini del trattamento previdenziale (riscattabile); un periodo di tutoraggio (di 1, 2 o 3 mesi) per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro o un periodo da uno a tre mesi in uno dei paesi dell’Unione Europea.

Il bando è rivolto a ragazzi e ragazze che abbiano tra i 18 e i 28 anni compiuti, in possesso della cittadinanza italiana.

Tutti i progetti hanno una durata di 12 mesi con un orario settimanale di 25 ore. Prevedono la certificazione o attestazione delle competenze e un percorso di orientamento al lavoro. Ai volontari è riconosciuto un contributo economico mensile pari a euro 507,30 e l’attestato di fine servizio.

I Comuni interessati

Dei 158 posti a disposizione, 7 saranno riservati ad Anci Umbria mentre gli altri saranno dislocati in altri 40 Comuni/Enti: Allerona (2), Alviano (1), Amelia (2), Baschi (2), Bastia Umbra (3), Campello sul Clitunno (2), Castel Giorgio (1), Castel Ritaldi (3), Castel Viscardo (2), Costacciaro (2), Fabro (2), Ficulle (1), Foligno (4), Fossato di Vico (2), Giano dell’Umbria (3), Gualdo Tadino (4), Guardea (2), Gubbio (18), Lisciano Niccone (2), Lugnano in Teverina (2), Magione (1), Monte Castello di Vibio (2), Monte Santa Maria Tiberina (1), Montecchio (2), Montefalco (1), Montone (1), Nocera Umbra (2), Orvieto (8), Paciano (2), Parrano (2), Penna in Teverina (2), Perugia (10), Porano (1), Scheggia e Pascelupo (1), Sigillo (1), Spello (2), Spoleto (23), Terni (20), Trevi (2), Valfabbrica (3), Valtopina (2), Prefettura di Perugia (2).

Anci Umbria, 20 borse per neodiplomati interessati ad esperienze all’estero

Da Anci Umbria 20 borse per neodiplomati, finanziate con il programma Erasmus+ progetto “Accreditamento Anci Umbria”, terza annualità.  Le borse sono rivolte a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 19 e 25 anni, neodiplomati in istituti tecnici. Le figure che si andranno a formare saranno afferenti ai seguenti settori: amministrazione, finanza e marketing; turismo; grafica e comunicazione; servizi commerciali.

Nell’ambito dell’accreditamento, Anci intende coinvolgere nelle attività formative Erasmus+ neodiplomati umbri che svolgeranno un periodo di formazione presso aziende situate in Francia, Albania, Irlanda e Spagna, all’interno di una strategia diretta a fare della mobilità europea un fattore stabile di innovazione dei sistemi di raccordo tra scuola, istituzioni ed imprese, in grado di generare nuove opportunità di sviluppo socio-economico in Umbria, un territorio che registra tassi di disoccupazione giovanile (con riferimento a giovani tra i 15 e i 24 anni) pari al 31%.

I posti a disposizione sono 5 per la Francia (per la durata 122 giorni cadauno), 7 per la Spagna (122 giorni), 7 per l’Irlanda (122 giorni) e 1 per l’Albania (92 giorni).

Potranno presentare domanda di partecipazione al progetto “Accreditamento Anci Umbria” i giovani neodiplomati dell’anno 2023/2024 che, alla data di pubblicazione del bando, hanno conseguito il diploma da non più di 12 mesi presso istituti umbri in linea con i settori professionali previsti; risiedono presso la Regione Umbria; hanno una competenza linguistica minima pari al B1 in lingua straniera (a seconda dal paese di destinazione prescelto).Tutta la documentazione richiesta dal bando (consultabile nel sito www.anci.umbria.it) dovrà essere inviata esclusivamente tramite mail al seguente indirizzo di posta elettronica: anciumbria@erasmusaccreditation.com

Le candidature potranno essere inviate fino al 30 ottobre 2024. Successivamente saranno calendarizzati i colloqui per le selezioni.