Sconti Eni e Ip, file al distributore e polemiche
Con i prezzi medi in modalità self della benzina e del diesel rispettivamente a 2.150-2,156 euro al litro e 2.353_2,359 euro al litro, secondo i monitoraggi ufficiali ministeriali, l’Umbria valuta l’impatto del tetto massimo al prezzo dei carburanti che da oggi, lunedì 28 settembre, viene applicato nei distributori Eni. Una mossa che ha indotto anche la società di stato dell’Azerbaijan Socar, che controlla Italiana Petroli a prevede prezzi calmierati per i servizi IP, annunciando l’estensione anche a quelli Esso.
Il limite ai prezzi, in questo caso, sarà stabilito in base alle diverse esigenze e verrà applicato “progressivamente”, a partire dal marchio Ip. Si valuteranno poi le modalità anche per estendere il meccanismo alle stazioni Esso e “agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip”. La decisione di non imporre un price cap, spiega Socar, è “garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”.
Proprio l’effetto sui piccoli distributori e sul sistema di vendita dei carburanti, in generale, è il tema su cui si dibatte. Da una parte, infatti, ci sono i consumatori e le imprese che hanno la possibilità di risparmiare un po’ sui carburanti; dall’altro, alcuni operatori lamentano una distorsione del mercato.
Figisc: “mossa che sconvolge il mercato della distribuzione”
“Eni surroga lo Stato sulle accise. L’operazione sconvolge il mercato distributivo mettendo in scacco la rete di major e operatori indipendenti. Respirano i consumatori, soffrono di più i gestori” è quanto pubblicato sul sito della Figisc, la Federazione dei gestori di impianti di benzina aderente a Confcommercio.
“Ora è l’azienda pubblica a togliere le castagne dal fuoco al posto dello Stato, sulla scia di quanto TotalEnergies ha fatto in Francia (Stato che, per inciso, non ha ridotto le accise – 0,690 euro al litro per la benzina e 0,607 per il gasolio, non proprio modeste – in questa crisi), acquisendo così volumi di vendite (tornano alla mente gli ‘scontoni’ dei week end estivi del 2012), gratitudine e meriti e, come sottoprodotto dell’operazione, mettendo all’angolo la discussione, peraltro spesso di facile presa demagogica, sulla tassazione dei sovraprofitti”, si legge nell’articolo. Ma “se l’operazione Eni può dare parziale sollievo ai consumatori stremati dall’escursione dei prezzi, tuttavia – si osserva – ha l’effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione: vi è chi ha subito sostenuto che si tratta di una operazione attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale”.
Assopetroli: “prezzi Eni impraticabili per noi, rischio storture”
Per Assopetroli la scelta rischia di avere degli effetti di stortura sulla filiera, annunciando di voler cercare un confronto con il Governo. Perché “è importante rappresentare quali possono essere gli effetti collaterali di un’iniziativa di questo tipo”, spiega il segretario generale di Assopetroli-Assoenergia, Sebastiano Gallitelli, che sottolinea “la preoccupazione e l’allerta” dei 12mila distributori indipendenti associati che rappresentano il 50% delle stazioni di servizio presenti sulle strade italiane.