Perugia si candida a Capitale europea del piccolo commercio 2028 | Strategia per l’economia e la sicurezza
Perugia si candida a Capitale europea del piccolo commercio 2028. L’annuncio è stato dato dalla sindaca Ferdinandi all’evento nazionale di Confcommercio a Bari. “Il commercio di prossimità – ha ricordato la sindaca del capoluogo umbro – produce valore pubblico, rende le città più sicure, vive e inclusive. Vogliamo investire su una nuova generazione di imprenditori”.
Ferdinandi è intervenuta a Bari alla manifestazione “inCittà” accompagnata dall’assessore al commercio Andrea Stafisso. Partecipando al confronto Governare le città e tutelare la prossimità con gli strumenti degli amministratori locali, Ferdinandi ha portato l’esperienza di Perugia e una proposta che mette al centro il valore sociale del piccolo commercio e la necessità di nuove politiche contro la desertificazione commerciale.
L’annuncio di Ferdinandi
“Vogliamo candidare Perugia a Capitale europea del piccolo commercio 2028, costruendo un percorso condiviso con le associazioni di categoria, le imprese e tutta la città. Non deve essere soltanto la corsa a un riconoscimento europeo, ma l’occasione per costruire una visione di futuro nella quale il commercio di prossimità sia protagonista della rigenerazione urbana, della qualità dei quartieri e delle relazioni tra le persone”.
Nel suo intervento, la sindaca ha sottolineato la necessità di cambiare anche la narrazione del piccolo commercio, troppo spesso associato esclusivamente alla crisi e alle chiusure. “Se continuiamo a raccontare il commercio soltanto attraverso le sue difficoltà, rischiamo di allontanare le nuove generazioni. Dobbiamo invece tornare a raccontare la bellezza dell’intraprendere, il coraggio di investire in un’idea e la capacità di trasformare, attraverso un’attività economica, un pezzo di città. Per questo vorremmo caratterizzare la candidatura di Perugia con iniziative capaci di far emergere una nuova generazione di imprenditrici e imprenditori nel settore del commercio, offrendo ai giovani strumenti, competenze e opportunità per immaginare e costruire nuove attività”.
Il valore anche per la sicurezza
Ferdinandi ha ricordato la propria esperienza di giovane imprenditrice, quando a 24 anni aprì un locale in una zona di Perugia allora segnata dal degrado e dall’insicurezza, contribuendo alla sua trasformazione in un luogo di incontro e socialità.: “Quell’esperienza mi ha insegnato che un’impresa può generare un valore che va ben oltre il proprio fatturato. Un negozio che apre, una strada che torna a essere frequentata, un quartiere che ritrova vitalità sono anche presìdi di sicurezza e strumenti di rigenerazione urbana”.
“Il commercio di prossimità produce un valore pubblico enorme in termini di sicurezza, vivibilità e coesione sociale. Ma non possiamo lasciare soltanto sulle spalle dei commercianti il costo di questo beneficio collettivo. Serve un impegno delle istituzioni nazionali per sostenere le imprese e accompagnare le città nei processi di trasformazione”.
Per Ferdinandi, sostenere il commercio significa anche costruire politiche integrate che tengano insieme mobilità, riqualificazione degli spazi pubblici, sicurezza, cultura e servizi, coinvolgendo i commercianti fin dall’inizio delle scelte di rigenerazione urbana.
“Non esiste una politica efficace per il commercio separata dalle politiche per la città. Serve un nuovo patto tra amministrazioni, associazioni di categoria e imprese, capace di accompagnare le trasformazioni urbane e investire sulla formazione, sull’innovazione e sulle competenze digitali. La sfida non è soltanto difendere le attività esistenti, ma creare le condizioni perché ne nascano di nuove”.
L’assessore Stafisso
L’assessore al commercio Andrea Stafisso ha sottolineato il lavoro già avviato con le associazioni di categoria.
«La candidatura di Perugia è il frutto di un percorso ragionato, voluto e condiviso con Confcommercio Umbria e con il mandamento di Perugia, che hanno sostenuto fin dall’inizio questa prospettiva. Con loro continueremo a lavorare per definire e formalizzare un dossier di candidatura solido e qualificato, capace di valorizzare le caratteristiche del nostro tessuto commerciale e di individuare progetti concreti per il futuro. Continueremo inoltre ad allargare il gruppo di lavoro, coinvolgendo altre realtà del territorio, enti, università e soggetti del mondo economico, sociale e culturale, per ampliare la partecipazione e costruire una candidatura che sia espressione dell’intera città. Vogliamo un percorso partecipato, che metta al centro il ricambio generazionale, l’innovazione e la valorizzazione delle attività di prossimità».