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Orvieto: interesse di Seul per Cittaslow

Una visione globale per quartieri vivibili e sostenibili nelle grandi metropoli

Il 30 maggio 2024, una delegazione dell’Ufficio del Consiglio Metropolitano di Seul (Corea del Sud) ha fatto visita agli uffici centrali di Cittaslow International, situati presso il Palazzo dei Sette a Orvieto. L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave di Cittaslow, tra cui il Segretario Generale Pier Giorgio Oliveti, Marina Schettini, e il professor Giacomo Degli Antoni dell’Università di Parma, con cui Cittaslow ha un accordo di collaborazione strutturale.

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La delegazione sudcoreana, composta da Jiin Lee (esperto in pianificazione urbana), Saemy Lee (funzionario parlamentare), Youbin Min (responsabile della comunicazione), Nayun Kim (responsabile delle risorse umane) e Parco Sohyeon (esperto in procedimenti parlamentari europei), ha scelto di visitare Orvieto dopo tappe precedenti a Venezia e Milano. L’obiettivo della visita era approfondire la conoscenza e gli aspetti operativi della progettazione urbana promossa da Cittaslow International, con particolare attenzione al progetto “Cittaslow Metropolis”.

Il progetto “Cittaslow Metropolis” mira a trasferire i valori del movimento slow nei quartieri delle grandi metropoli, rendendoli più vivibili e a misura d’uomo. Attualmente, diverse metropoli internazionali hanno già aderito al progetto, tra cui Barcellona (Spagna), Busan (Corea del Sud), Izmir (Turchia), Roma (Italia), Taipei (Taiwan), Bordeaux (Francia) e Parma (Italia).

Durante l’incontro, i rappresentanti di Cittaslow hanno illustrato la metodologia sviluppata per il progetto, che si basa su forme di cittadinanza attiva e coesione sociale per realizzare progetti concreti volti a migliorare la qualità della vita nei quartieri metropolitani. L’approccio di Cittaslow si concentra sull’integrazione di pratiche sostenibili e partecipative, promuovendo un modello di sviluppo urbano che privilegia il benessere dei cittadini e la sostenibilità ambientale.

Una visita che rappresenta un importante passo avanti nella cooperazione internazionale e nell’adozione dei principi slow nelle grandi città, confermando l’interesse globale verso un modello di sviluppo urbano più umano e sostenibile.

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