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Imprese artigiane da tutelare, l’Umbria è tra le regioni che ne ha perse di più | I dati

L’Umbria, dopo le Marche, è la regione che nell’ultimo decennio ha conosciuto la più alta percentuale di perdita di imprese artigiane. Rispetto al 2015 se ne contano 8.791 nel Cuore verde d’Italia, pari ad un contrazione del 29,3%.

Solo le Marche, appunto, hanno fatto peggio, con una riduzione del 31,3%.

Su questo non invidiabile podio sale anche l’Emilia-Romagna (-28,7), appena sotto c’è il Piemonte (-28,4). Il
Mezzogiorno, invece, è stata la ripartizione geografica che ha subito le “perdite” più contenute (-20,2).

Questa l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia, che lancia l’allarme per un fenomeno che in Italia ha portato in un decennio alla perdita di un quinto delle imprese artigiane registrate (-433.863 in termini assoluti).

Nell’ultimo anno l’Umbria ha perso altre 1.280 imprese artigiane (-5,7%). In termini percentuali, sempre riferiti all’andamento dell’ultimo anno, Terni è tra le province con la maggiore contrazione (-335 imprese, -6,4%), ma anche nel Perugino il fenomeno risulta piuttosto elevato (-945 imprese, -5,5%).

Un fenomeno che ora deve fare i conti anche con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che certo non può sostituire il “saper fare” artigiano, ma può creare un’ulteriore selezione (anche con occasioni di sviluppo) tra le imprese del settore.