Frenata dell’export made in Umbria verso Germania e Stati Uniti
Nell’ultimo anno le esportazioni di prodotti umbri, a prezzi correnti, sono lievemente diminuite (-1,0% rispetto al 2024), a fronte della crescita osservata in Italia (+3,3%). Il calo – rileva la Banca d’Italia nel suo Rapporto – si è concentrato nella parte centrale dell’anno, per effetto della flessione delle vendite nei settori della meccanica e dei metalli.
L’abbigliamento e, in misura minore, l’agroalimentare hanno invece continuato a fornire un apporto positivo.
Le esportazioni sono diminuite anche in termini reali (-1,3%); la dinamica regionale è stata molto più debole sia di quella del commercio mondiale sia di quella della domanda potenziale estera rivolta alla regione.
I mercati
Tra i mercati di destinazione, sono diminuiti maggiormente i flussi verso i paesi dell’Unione europea (-1,4% a prezzi correnti). Su questo dato ha inciso l’ulteriore marcata contrazione delle esportazioni di macchinari in Germania (-38,4%).
La riduzione delle vendite nei paesi extra-UE, concentrata in quest’ultimo settore e in quello alimentare, è stata più contenuta (-0,4%) e in parte compensata dalla forte crescita dell’export di capi di abbigliamento verso le cosiddette economie dinamiche dell’Asia (in particolare Hong Kong e Taiwan).
Gli Stati Uniti
L’espansione delle vendite verso gli Stati Uniti, secondo mercato di sbocco regionale dopo la Germania, si è quasi arrestata (0,5%, da 9,9 del 2024). Secondo gli analisti della Banca d’Italia. il grado di esposizione delle esportazioni umbre al mercato statunitense è nel complesso in linea con la media italiana. Tuttavia, il sistema locale del lavoro di Umbertide, fortemente connesso con
l’export del settore della meccanica, risulta tra i più esposti a livello nazionale.
(immagine generica di archivio)