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Dal gemellaggio tra Terni e Cremona nasce il “PanTorrone”

E’ un gemellaggio solido come l’acciaio e dolce come i suoi prodotti gastronomici simbolo, quello tra Terni e Cremona. Città unite dalla qualità artigiana gastronomica e dalla produzione siderurgica. Un gemellaggio da cui è nato il “PanTorrone”, un dolce che unisce il Panpepato di Terni IGP e il Torrone di Cremona. E che sarà presentato – e soprattutto fatto assaporare – alla cittadinanza il 15 febbraio, quando Terni è ancora immersa nel clima delle festività per il suo Patrono San Valentino, nella Sala delle Coppe del Circolo Lavoratori Terni.

E qui c’è l’altro elemento del legame tra Terni e Cremona: l’acciaio, presente con il Gruppo Arvedi nelle due storiche città dalla forte vocazione industriale. Ma anche (e questo è il terzo legame) artigianale. Insieme a Confartigianato Terni, che con i maestri pasticcieri ha sostenuto il percorso che ha portato il Panpepato a ottenere la certificazione IGP, prodotto celebrato nella manifestazione “Sweet Pampepato”, è coinvolta infatti Confartigianato Cremona.

Ha spiegato il presidente di Confartigianato Imprese Terni, Mauro Franceschini: “A Terni, nella settimana di San Valentino, riproponiamo il gemellaggio avviato quattro anni fa a Cremona, tra il panpepato ed il torrone”.

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Come è fatto il PanTorrone

Un matrimonio, quello del 2022, da cui è nato il PanTorrone, sintesi di due eccellenze IGP e artigianali. Ne ha spiegato la composizione il maestro pasticciere Diego Petrelli: “Il panpepato da mezzo chilo, realizzato dai produttori artigiani ternani è il cuore di questa torta, ricoperto di torrone morbido bianco alle mandorle, realizzato ai Fratelli Rivoltini, poi guarnito ancora con il panpepato”. Con un consiglio per gustare al meglio questo dolce connubio: “Lo spicchio va assaggiato dando un morso al panpepato e poi, girandolo, con un morso al torrone”.

Due comunità ora legate anche dal Gruppo Arvedi

Teatro di questo connubio pasticciero, ma anche produttivo, sarà il Circolo Lavoratori Terni. “Terni e Cremona sono comunità – ha ricordato il direttore relazioni esterne e istituzionali Arvedi AST e presidente del CLT, Giovanni Scordo – legate anche per la presenza del fondatore del Gruppo Arvedi”. E chissà che dall’attenzione del Gruppo Arvedi anche per altri simboli identitari ternani, oltre alla siderurgia, non possano maturare in futuro collaborazioni con il coinvolgimento diretto in progetti per valorizzare le eccellenze artigianali del territorio.