Così è aumentato il peso del turismo extralberghiero in Umbria negli ultimi 25 anni
L’analisi condotta da Giuseppe Coco per AUR (Agenzia Umbria Ricerche) analizza l’evoluzione del turismo in Umbria tra il 2000 e il 2025, in particolare di quello extralberghiero. Un periodo nel quale il turismo umbro ha attraversa quattro fasi chiaramente distinguibili: una prima espansione all’inizio degli anni Duemila, seguita da un periodo di stabilizzazione su livelli più elevati; la brusca discontinuità del biennio pandemico e, a partire dal 2023, un nuovo salto di scala che colloca il sistema turistico regionale su una dimensione quantitativa diversa rispetto al passato.
Nel loro insieme – si evidenzia – queste fasi accompagnano il passaggio del turismo umbro da poco più di 5 milioni di presenze nel 2000 a quasi 8 milioni nel 2025; nello stesso arco di tempo gli arrivi crescono da circa 1,9 milioni a oltre 3 milioni.
All’interno di questa traiettoria, il focus concentra l’attenzione sull’evoluzione del comparto extralberghiero nel periodo 2000–2025, ricostruendone l’andamento in termini di presenze, arrivi e incidenza percentuale sul totale regionale. L’obiettivo è esaminare come questa componente si collochi nelle diverse fasi del ciclo turistico regionale. Evidenziando non soltanto un’espansione dei volumi, ma anche una progressiva ridefinizione del peso relativo di questa componente all’interno del sistema turistico regionale. Dalle quote registrate nel 2000 – il 34% delle presenze e il 18,6% degli arrivi – si giunge nel 2025 al 53% delle presenze e al 43,4% degli arrivi. L’evoluzione delle quote percentuali restituisce con particolare chiarezza la trasformazione intervenuta nel primo quarto del terzo millennio.
Le presenze nel settore extralberghiero tra il 2000 e il 2025
All’inizio del millennio l’extralberghiero rappresenta il 34% delle presenze complessive. Nei primi anni Duemila la crescita risulta particolarmente sostenuta: già nel 2002 la quota supera la soglia del 40%, attestandosi al 43,2%, e nel 2007 raggiunge il 46,3%.
Nel periodo 2008–2019 la quota dell’extralberghiero si colloca entro un intervallo compreso tra circa il 46,9% e il 49,9%, all’interno di una fase di sostanziale stabilizzazione dei flussi regionali. La flessione osservabile nel 2017, in connessione con gli effetti del sisma del 2016, non altera la traiettoria di fondo del segmento. Nel 2019, ultimo anno pienamente pre-pandemico, l’incidenza raggiunge il 49,9% delle presenze complessive, consolidando un livello sensibilmente più elevato rispetto all’inizio del millennio e collocandosi su valori prossimi alla metà del totale regionale.
Il biennio della pandemia introduce una discontinuità evidente nella serie. Nel 2020 e nel 2021 il sistema turistico regionale è attraversato da una forte contrazione dei flussi, determinata dalle restrizioni. In una fase di questo tipo le variazioni sia assolute sia percentuali tra le diverse tipologie ricettive riflettono non solo le dinamiche dei singoli comparti, ma anche il ridimensionamento complessivo dei volumi e il diverso impatto delle limitazioni sulle modalità di soggiorno.
Nel 2022 e nel 2023 l’extralberghiero si colloca stabilmente al di sopra della metà delle presenze complessive, in un contesto ormai svincolato dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Nel 2024 la quota si attesta al 52,6% e nel 2025 al 53,3%, con volumi che superano rispettivamente i 3,8 e i 4,2 milioni di presenze. L’andamento degli ultimi anni si colloca su livelli stabilmente superiori alla soglia del 50%, delineando una configurazione che appare coerente con la traiettoria di lungo periodo del comparto.
Letta nel suo insieme, la serie evidenzia il passaggio da una configurazione in cui l’extralberghiero rappresentava circa un terzo delle presenze complessive a una in cui, negli anni più recenti, supera la metà del totale regionale. I volumi assoluti crescono in misura significativa – da 1,7 milioni nel 2000 a oltre 4,2 milioni nel 2025 – più che raddoppiando nell’arco dei primi venticinque anni del terzo millennio.
Gli arrivi nel settore extralberghiero tra il 2000 e il 2025
All’inizio del millennio l’extralberghiero fa registrare circa 355 mila arrivi, pari al 18,6% del totale regionale. Nei primi anni Duemila il segmento mostra una dinamica di espansione molto rapida: già nel 2001 la quota oltrepassa il 20% (21,3%) e nel 2007 raggiunge il 28,4% che in valori assoluti significa circa 620 mila unità.
Nel periodo 2008–2019 la traiettoria degli arrivi extralberghieri – al netto di un rallentamento nel 2009, in corrispondenza della crisi finanziaria, e nel 2017 dopo il sisma del 2016 – rimane orientata alla crescita. I volumi passano infatti da circa 625 mila arrivi nel 2008 a oltre 912 mila nel 2019. L’incidenza percentuale sul totale regionale sale in questo arco temporale dal 29,1% al 36,3%, configurando un nuovo rafforzamento progressivo della componente extralberghiera all’interno del sistema turistico umbro.
Il biennio 2020–2021 coincide con la pandemia globale da Covid-19, che incide profondamente sulla mobilità turistica e sull’organizzazione dell’offerta ricettiva. Le variazioni che si osservano in questo periodo, sia in valori assoluti sia in termini percentuali, risultano fortemente condizionate dal diverso impatto che le limitazioni alla mobilità hanno esercitato sulle modalità di soggiorno.
La dinamica più recente (2022–2025) appare coerente con il percorso di espansione delineatosi fin dall’inizio del Terzo millennio. Nel 2022 gli arrivi (961 mila) superano i livelli più elevati registrati prima della pandemia. L’anno successivo, per la prima volta nella storia turistica del comparto, si oltrepassa la soglia simbolica del milione di arrivi (1,088 milioni). Nel biennio successivo la crescita prosegue, fino a collocarsi oltre 1,3 milioni nel 2025.
Per quanto riguarda l’incidenza percentuale dell’extralberghiero sul totale degli arrivi, nel 2022 si registra un valore superiore di 4,5 punti percentuali rispetto al 2019. Nei tre anni successivi l’indicatore continua a crescere, raggiungendo nel 2025 un differenziale pari a +6,1%.
I numeri degli arrivi extralberghieri del primo quarto di secolo mostrano l’ampiezza della domanda intercettata nel tempo e segnalano il passaggio da una componente inizialmente minoritaria – circa 355 mila arrivi e il 18,6% del totale nel 2000 – a una realtà che nel 2025 supera 1,3 milioni di visitatori e rappresenta oltre il 43% dei flussi regionali.