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Coldiretti: proteggere il miele umbro da clima e importazioni sleali

In occasione della Giornata mondiale delle api, Coldiretti Umbria promuove la “bee economy” con eventi educativi e chiede etichette più trasparenti per proteggere la qualità del miele italiano.

Per sostenere un settore d’eccellenza dell’agricoltura regionale, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici e dall’importazione di prodotti di qualità inferiore che danneggiano il lavoro delle imprese, Coldiretti Umbria sottolinea l’importanza della “bee economy”. In occasione della Giornata mondiale delle api, il 20 maggio, Coldiretti ha organizzato eventi come la smielatura dal vivo e degustazioni per adulti e bambini, per sensibilizzare sull’importanza delle api.

Luca Galli, apicoltore di Corciano e consigliere nazionale dell’Associazione Coldiretti Api, evidenzia le difficoltà della stagione per gli apicoltori umbri a causa del clima sfavorevole e della concorrenza del miele importato a basso costo ma di qualità diversa. Secondo Coldiretti, nelle campagne umbre ci sono oltre 42 mila alveari e una produzione annua di circa 400 tonnellate di miele di alta qualità, come millefiori, castagno, sulla, trifoglio e acacia. Le api, che visitano circa 7.000 fiori al giorno, sono essenziali per l’impollinazione e un indicatore della salute ambientale.

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Coldiretti consiglia di verificare l’origine del miele in etichetta o acquistare direttamente dai produttori. Albano Agabiti, Presidente di Coldiretti Umbria, sottolinea l’importanza della nuova Direttiva europea Breakfast, che migliorerà l’etichettatura del miele importato, specificando la percentuale di origine per ogni paese. Questa misura è fondamentale per contrastare l’importazione sleale di miele di bassa qualità, che ha raggiunto 25 milioni di chili nel 2023, con un incremento del 23% nel 2024.

Agabiti ribadisce la necessità di introdurre il principio di reciprocità per garantire che il miele importato rispetti le stesse norme europee in materia di sicurezza alimentare, qualità e tutela dei diritti dei lavoratori. Coldiretti ha lanciato una campagna di raccolta firme per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine su tutti i prodotti alimentari nell’Unione Europea, sostenuta anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.

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