“Caro-prezzi, a rischio cantieri Pnrr e ricostruzione”: l’allarme di Confartigianato e ANAEPA
L’edilizia umbra non è in grado di ammortizzare le spinte dei conflitti internazionali. Confartigianato Umbria, con il presidente Mauro Franceschini, e Pierangelo Lanini (presidente ANAEPA – Confartigianato Edilizia Umbria), denunciano una situazione insostenibile: l’aumento dei costi energetici e delle materie prime sta strangolando le imprese, mentre il gettito fiscale dello Stato paradossalmente aumenta.
“Siamo di fronte – spiega Franceschini – a un paradosso inaccettabile. Mentre l’Italia sconta una dipendenza energetica dal Medio Oriente superiore al 37%, come ricordato dal nostro presidente nazionale Marco Granelli, lo Stato sta accumulando un extra-gettito IVA generato proprio dai rincari che colpiscono le imprese. Chiediamo che questo ‘tesoretto’ venga immediatamente restituito al sistema produttivo. Non è tollerabile che la pubblica amministrazione faccia cassa sulle difficoltà degli artigiani e del mondo produttivo”.
L’allarme è particolarmente grave per quanto riguarda la gestione dei cantieri e l’esecuzione delle opere pubbliche. Lanini punta il dito contro la rigidità dei contratti: “Per l’edilizia impegnata nel PNRR e nella ricostruzione, il raddoppio dei prezzi di materiali strategici come il bitume non è una statistica, è un ostacolo insormontabile. Le nostre imprese – sottolinea – non possono andare contro gli equilibri economici e in periodi economici di alta turbolenza come quelli che viviamo restano prigioniere di prezziari non immediatamente reattivi e non aderenti alla realtà. Se non si interviene le imprese artigiane e le PMI, in queste condizioni di grave disequilibrio, rischiano di dover rinviare i piani di investimento, con il duplice effetto negativo di restare escluse di fatto dai sostegni che oggi si concentrano nella ZES Unica secondo la modalità del credito d’imposta a fronte di investimenti”.
“Mai come in questo caso – concludono Franceschini e Lanini – la burocrazia deve dimostrare di saper correre veloce quanto la crisi. Se non si interviene ora sui costi e sulla flessibilità del sistema degli appalti, l’Umbria rischia un deserto di cantieri incompiuti”.