Blue tongue, presentate 64 domande di ristori da parte delle aziende zootecniche colpite
Sono 64 le domande pervenute da parte di aziende umbre del settore zootecnico colpite da lingua blu (blue tongue) per accedere al bando regionale. Somme che, ha detto l’assessore regionale Simona Meloni rispondendo in Aula ad una interrogazione del consigliere Andrea Romizi, saranno erogate entro il mese di marzo.
Alle richieste di chiarimento da parte di Romizi sull’effettiva dotazione finanziaria per la misura, l’assessore Meloni ha risposto: “Abbiamo ascoltato, abbiamo provato ad agire immediatamente, subito dopo, con azioni concrete, cercando anche di trovare le vie più facili per agire e per poter aiutare e sostenere i produttori e gli allevatori, abbiamo fatto una prima delibera di giunta il 16 luglio del 2025. Abbiamo preso il Fondo Unico regionale dell’agricoltura, ai sensi della legge 12 del 2024, anche per far fronte alle problematiche connesse alla Blue tongue, quindi quei fondi erano fermi a Gepafin, che abbiamo contattato per cercare di utilizzare quel milione che era giacente lì, che era stato stanziato da chi mi aveva preceduto peraltro, per metterlo alla disposizione di questa emergenza. Quindi il 29 di luglio 2025 – ha proseguito – abbiamo fatto un atto amministrativo che modificava ma integrava anche quel fondo che
avevamo a Gepafin. Il 21 ottobre del 2025 Gepafin ha pubblicato un avviso per la concessione di indennizzi a favore degli allevatori per fronteggiare i danni causati dall’epidemia della febbre catarrale dei
ruminanti, prevedendo una dotazione finanziaria di un milione di euro, che è sempre rimasta quella”.
“Per non modificare una legge, utilizzando quel milione di euro . ha chiarito Meloni – noi ci siamo dovuti rifare anche a una legge nazionale che prevede l’80% delle spese relative alle carcasse, e il 90% sul valore di mercato del capo, con riferimento ai prezzi Smea, non ci siamo inventati niente. Quindi, sulla base di quanto previsto dalla legge, e anche dall’avviso pubblicato di Gepafin, variamo come indennizzo da 142 euro a un massimo di 810 euro per ovino e per i bovini da un minimo di 1.105 a un massimo di 4.300, considerando lo smaltimento delle carcasse. Ora, l’invio delle domande per la richiesta degli indennizzi è stato aperto da Gepafin nel periodo dal 4 novembre al 2 dicembre 2025”.
Le 64 domande pervenute cubano sul milione a disposizione ancora lì fermo: 200mila euro.
Quindi su 59 domande ammissibili, 5 non ammissibili, e una in rivalutazione, fatta al 3 marzo, quattro richieste liquidate, sedici in corso di liquidazione con gli istruttori e 39 per le quali sono in corso “soccorsi istruttori” perché sono state richieste delle documentazioni aggiuntive”.
Meloni ha argomentato che questa scelta è stata fatta “per accelerare e per stare vicino agli allevatori”. Ricordando he per questo si sta modificando la legge regionale, al fine di poterla aggiornare rispetto anche alle questioni che possono avvenire nel futuro.rsare anche in
altre situazioni di urgenza”.
Nella replica, Romizi ha detto: “Mi sembra una risposta estremamente confusa. Della Dgr si è diffusamente detto che era solamente un primo intervento. Abbiamo una nota della Regione dove quantomeno si apriva alla possibilità di verificare un ristoro sulle vaccinazioni e sulle disinfestazioni. Una nota dove, e questo la legge oggi già lo prevederebbe, non è che vada cambiata, quantomeno si prospettava un adeguamento ai sensi dell’articolo 84. Abbiamo una mozione votata all’unanimità, presentata dal collega Lisci, che, lo ricordo e la rileggo, impegnava la Giunta a prevedere un fondo straordinario dedicato con risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle stanziate. Tutto questo però è carta straccia, il ruolo dell’Assemblea mi sembra sempre meno rilevante e quello che credo vada
messo in evidenza è che in altre regioni si stanno mettendo in campo degli strumenti e delle misure che quantomeno cercano di rendere questo danno meno gravoso per le aziende colpite. Quindi – ha concluso – chiediamo che si faccia tesoro anche di queste discussioni, di queste interrogazioni, con l’impegno di tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, affinché si metta mano in maniera reale e concreta a
delle misure che abbiano una capacità di soddisfazione che oggi manca”.