A dieci anni dal terremoto in Valnerina, Norcia e Cascia ritrovano i loro ospedali
Per il decimo anniversario del 20 ottobre 2026, che ferì la Valnerina, celebrazioni, ricordi, ma soprattutto il ripristino degli ospedali di Norcia e Cascia, completamente ricostruiti.
L’incontro al Digipass
Rinascita, sfide per il futuro e prospettive di sviluppo sono i temi al centro dell’incontro che si è tenuto al Digipass di Norcia nell’ambito delle iniziative per il decennale del sisma del 30 ottobre 2016.
Ad aprire e coordinare l’iniziativa è stato Gianluca Fagotti, direttore regionale Governo del territorio e coordinatore dell’Ufficio speciale ricostruzione. L’incontro ha preso il via con la proiezione del video “La forza delle radici”, realizzato da Promovideo, che ha raccontato le forti emozioni e la straordinaria capacità di ripresa della comunità seguite ai momenti più drammatici dell’emergenza sismica.
La parola è poi passata ai rappresentanti istituzionali. Il commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra nell’affrontare la sfida della ricostruzione: “I nursini il loro dovere lo hanno sempre fatto, noi stiamo facendo il nostro”, ha affermato, annunciando che domani il Santo Padre accoglierà tutta la comunità nursina e ribadendo l’impegno delle istituzioni affinché “vivere in questi luoghi meravigliosi sia considerato un privilegio e non un disagio”. A richiamare l’importanza del lavoro di squadra è stato anche il prefetto di Perugia, Paolo Canaparo, che ha ricordato come tutta la comunità, le forze dell’ordine e gli enti abbiano fatto la loro parte. Canaparo ha espresso grande orgoglio per una comunità che ha saputo rialzarsi e lo fa ancora oggi, invitando a non dissolvere la preziosa rete di legami e il forte senso di appartenenza, fondamentali per vincere il timore dello spopolamento.
Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha definito quella di oggi una giornata emozionante per i nursini: “Tornare a quel giorno è un pensiero forte che non dimenticheremo mai”, ha dichiarato. Boccanera ha ringraziato le forze dell’ordine, il cui intervento nei giorni successivi al sisma è stato fondamentale “perché non perdessimo il senso della vita in quei giorni bui”. “Il terremoto è stato forte ma non ha cancellato la nostra identità e la nostra forza”, ha aggiunto il sindaco, ricordando come la ricostruzione, all’inizio difficile, sia ormai pienamente attiva, come dimostra il palazzo comunale, ora sicuro grazie all’isolamento sismico. Ha infine evidenziato importanti segnali di rilancio: l’intitolazione a San Benedetto di una sala del Parlamento di Strasburgo, la candidatura a capitale europea della cultura e le aziende locali che stanno incrementando la loro produzione.



Il volume
A seguire, sempre sotto il coordinamento di Fagotti, è stato presentato il volume “La terra, la comunità, la rinascita. Umbria 2016-2026. A dieci anni dal terremoto”, che ha visto gli interventi dei tre curatori dell’opera: lo stesso Fagotti, Alfiero Moretti, dirigente del servizio di Protezione civile dal 2016 al 2018 e direttore regionale Governo del territorio dal 2018 al 2020, e Diego Zurli, direttore regionale Governo del territorio dal 2012 al 2018. L’opera traccia il bilancio di un decennio di instancabile lavoro e di speranza, seguito alle devastanti scosse che colpirono il Centro Italia, ma va oltre la semplice rendicontazione dell’impiego delle risorse pubbliche e dell’avanzamento dei cantieri per offrire una lettura profonda del cosiddetto “modello Umbria”: un’esperienza virtuosa di gestione del rischio sismico e di cultura della prevenzione che ha le sue radici negli interventi post-sisma del 1979 e del 1997. Attraverso quattro sezioni tematiche – dedicate all’evoluzione delle tecniche di tutela dell’edilizia storica, alla gestione dell’emergenza, alle complesse sfide della ricostruzione e alle future prospettive di sviluppo – la pubblicazione dimostra come il superamento del trauma non si sia fermato al mero ripristino architettonico del “com’era, dov’era”. Al contrario, si è trasformato in un formidabile volano di rigenerazione economica, sociale e culturale per l’intera dorsale appenninica, ponendo la sicurezza delle future generazioni, l’innovazione amministrativa e la solidarietà comunitaria al centro di una nuova visione del territorio.
I vigili del fuoco
Anche il Corpo Nazionale dei vigili del fuoco ha partecipato alla solenne cerimonia di commemorazione. Alla toccante celebrazione, accompagnata dalle note della Banda Musicale del Corpo Nazionale, hanno preso parte il Prefetto Paolo Canaparo, il Direttore Regionale dell’Umbria arch. Valter Cirillo e una delegazione di Vigili del Fuoco guidata dal Comandante VV.F. di Perugia ing. Rocco Mastroianni.
I vigili del fuoco hanno rinnovato il proprio commosso ricordo, ripercorrendo con la memoria i drammatici momenti dei soccorsi e l’impegno profuso per prestare assistenza alle popolazioni colpite.
Per i vigili del fuoco, il terremoto del Centro Italia non rappresenta soltanto una pagina significativa della storia del soccorso nel nostro Paese, ma anche un patrimonio prezioso di esperienza, competenze e umanità, che continua a guidare il loro operato al servizio della comunità.
L’intervento della presidente Proietti
Le conclusioni di questa prima parte della mattinata sono state affidate a Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. Nel suo intervento, la presidente ha voluto rivolgere un sentito e corale ringraziamento a tutti i soggetti protagonisti della gestione dell’emergenza e della ricostruzione: dal commissario Castelli e il suo predecessore Giovanni Legnini, alle ex presidenti regionali Catiuscia Marini e Donatella Tesei, fino ai sindaci del cratere, alle forze dell’ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile, ai tecnici dell’Ufficio speciale ricostruzione, al mondo del volontariato e alle comunità religiose. Dopo aver ricordato con commozione la dedizione delle forze in campo nei giorni più duri, Proietti ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel sostenere la rinascita dell’intera dorsale appenninica. La presidente ha poi sottolineato che “la Regione non si limiterà a ricostruire garantendo il massimo livello della scienza, della tecnica e della prevenzione per la sicurezza degli edifici, ma lavorerà parallelamente per rigenerare il tessuto socio-economico. L’obiettivo fondamentale – ha spiegato – è fornire alle comunità la capacità e la voglia di restare attraverso il potenziamento dei servizi essenziali, dalla sanità ai trasporti, fino al rilancio turistico, per invertire la tendenza allo spopolamento e trasformare questi territori in veri e propri ‘luoghi dove si vuole andare a vivere’”.
L’evento si è concluso con l’anteprima della mostra “Oro e terra – Il rinascimento della Valnerina”, promossa dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e direzione generale Archivi del ministero della Cultura, e organizzata dalla soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria e dalla soprintendenza Archivistica e bibliografica dell’Umbria, in collaborazione con l’associazione VirArt Odv. A offrire una panoramica dell’esposizione, ripercorrendo il meticoloso lavoro di recupero, messa in sicurezza e restauro del patrimonio artistico e documentario salvato dalle macerie, sono stati la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Francesca Valentini, la soprintendente Archivistica e bibliografica dell’Umbria Caterina Fontanabella, il ricercatore di Storia dell’arte moderna dell’Università di Camerino, Alessandro Delpriori, e Agnese Mancini, presidente di VirArt Odv. È stata proprio la soprintendente Valentini a sintetizzare il senso dell’esposizione, sottolineando che l’oro è rappresentato dalle opere d’arte, mentre “la terra è quella che a volte si rivela ostile, ma in cui è giusto restare o tornare”.
L’ospedale di Norcia
Norcia ritrova il suo ospedale. Visitato il presidio dell’ex Convento della Santissima Annunziata. Lavori per oltre 15 milioni e 600mila euro: arrivano medicina con 14 posti letto, day surgery e dialisi.
Alla cerimonia erano presenti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il prefetto di Perugia Paolo Canaparo, il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 Roberto Noto. Ad accogliere la presidente c’erano il direttore generale Noto e la direttrice del Distretto della Valnerina, Simona Marchesi, il direttore regionale, Gianluca Fagotti, e numerose figure istituzionali nazionali, del territorio e consiglieri regionali. Insieme hanno visitato il Primo Soccorso, la Casa di Comunità, la nuova degenza con una stanza già allestita, gli spazi della dialisi, la Radiologia e il chiostro storico, che è in corso di riqualificazione.

Dal crollo alla rinascita. L’ospedale si trova nell’ex convento cinquecentesco della Santissima Annunziata, che il terremoto aveva reso inagibile. I lavori hanno portato il complesso, che è un bene culturale vincolato, a un livello di sicurezza sismica pari almeno a 0,9. Con lavori per un ammontare di 15.629.000 euro sono stati riqualificati gli spazi, potenziati gli impianti e adeguate le tecnologie sanitarie, con soluzioni tecniche ad hoc che le rendessero compatibili e perfettamente inserite nel complesso architettonico della struttura. Nello stesso edificio dal 4 giugno è già operativa la Casa di Comunità hub, realizzata con quasi 200mila euro di fondi Pnrr. Ospita Cup, Pua, ambulatori di medicina generale e specialistica e spazi per il terzo settore.
I nuovi servizi. Il presidio è classificato come Ospedale di zona disagiata, con Pronto Soccorso integrato e Radiologia. Si aggiungono:
un reparto di Medicina con 14 posti letto;
un servizio di Day Surgery;
una dialisi con 5 postazioni;
ambulatori di Medicina di iniziativa.
Le dotazioni tecnologiche saranno rafforzate grazie al milione di euro donato dallo Stato del Kuwait durante l’emergenza. Con questi fondi è previsto l’acquisto di 15 apparecchiature per circa 900 mila euro, tra cui una Tac, un mammografo, un ecocardiografo con sonda pediatrica e un sistema di videoendoscopia.
“Dieci anni fa, in questo stesso giorno, la terra ha tremato e ha ferito il cuore della Valnerina – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti –. Oggi cominciamo a restituire a Norcia il suo ospedale, più sicuro, più moderno e più vicino alle persone. Per noi non è solo la visita di un edificio, è la prova che la ricostruzione si misura nella vita quotidiana delle comunità: un anziano che fa la dialisi a pochi minuti da casa, una famiglia che trova assistenza senza dover attraversare l’Appennino, un territorio che smette di sentirsi periferia. Sulla sanità di prossimità abbiamo voluto investire con decisione, perché il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. Ringrazio il commissario Castelli, l’Ufficio speciale ricostruzione, l’Azienda Usl Umbria 2, il Comune di Norcia, le imprese, i tecnici e soprattutto gli operatori sanitari. Non hanno mai lasciato questa comunità, nemmeno nei giorni più duri. Ringrazio anche lo Stato del Kuwait per la sua generosità. Qui si chiude definitivamente la stagione dell’emergenza e comincia il futuro della Valnerina”.
“L’apertura di questo presidio ospedaliero – afferma il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 Roberto Noto – rappresenta un traguardo importante per la sanità della Valnerina, grazie alla realizzazione di strutture d’avanguardia progettate secondo i più avanzati criteri di comfort alberghiero, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e massima sicurezza antisismica. Ai servizi sanitari e sociosanitari attualmente operativi sul territorio, si affianca un importante potenziamento delle attività di cura. L’Ospedale di Norcia, configurato come Ospedale di zona disagiata con Pronto Soccorso integrato e Radiologia, si arricchisce in particolare di un reparto di Medicina con 14 posti letto, un servizio di Day-Surgery con 1 posto letto e una dialisi dotata di 5 postazioni, un servizio di prossimità cruciale che eviterà ai pazienti fragili trasferimenti presso altre strutture ospedaliere della rete regionale. La continuità fra ospedale e territorio sarà inoltre presidiata e garantita grazie ad ambulatori dedicati di Medicina di Iniziativa”.
L’ospedale di Cascia
Alle 16.15 è stato inaugurato il nuovo presidio “Santa Rita”, che è stato demolito e poi ricostruito interamente. Alla cerimonia erano presenti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, il sindaco di Cascia Mario De Carolis il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 Roberto Noto, il direttore regionale Gianluca Fagotti, diversi consiglieri regionali e moltissimi cittadini. Durante la cerimonia il piazzale antistante l’ingresso è stato intitolato al dottor Angelo Gentili.
Il vecchio ospedale era stato costruito alla fine degli anni Cinquanta. Il terremoto lo aveva reso totalmente inagibile e l’ordinanza comunale n. 260 del 12 novembre 2016 ne aveva disposto lo sgombero. Furono sospesi i 20 posti letto di riabilitazione, i 10 di residenza sanitaria assistita e i servizi di diagnosi e cura. L’assistenza però non si è mai fermata. Nel novembre 2016 i servizi furono trasferiti nel centro di salute di via XX Settembre. Nel febbraio 2017 aprì un presidio modulare nel piazzale Papa Leone XIII. Il 22 settembre 2018 fu inaugurata la struttura di riabilitazione e Rsa nell’ex Casa degli Esercizi spirituali, messa a disposizione dalle Monache Agostiniane del Monastero di Santa Rita con il sostegno della Fondazione Francesca Rava. Fu la prima struttura sanitaria a tornare operativa in tutto il cratere.
“Dieci anni fa, in queste ore, a Cascia – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – si portavano in salvo pazienti che non potevano camminare, con gli ascensori bloccati e la paura negli occhi. Oggi consegniamo a questa comunità un ospedale costruito perché quella paura non torni più. È un presidio sicuro, ma prima ancora è un luogo pensato per le persone. La riabilitazione, l’Ospedale di Comunità e la Casa di Comunità lavorano sotto lo stesso tetto e accompagnano il paziente dalla prevenzione alla cura, fino al ritorno a casa. Cascia è da sempre un’eccellenza della riabilitazione umbra, e oggi questa vocazione ha la casa che merita. Ringrazio la struttura commissariale, l’ufficio speciale ricostruzione, l’amministrazione regionale che ci ha preceduto, l’Azienda Usl Umbria 2, il Comune di Cascia, le imprese, i progettisti e gli operatori sanitari, che in questi anni non hanno mai fatto mancare la loro presenza”.



Il nuovo ospedale
Il nuovo ospedale ha una pianta quadrata intorno a una corte centrale, che porta la luce naturale in tutti gli ambienti, e si sviluppa su tre piani di circa 1.400 metri quadrati ciascuno. La struttura in cemento armato rientra nella classe d’uso IV, la più alta, riservata agli edifici strategici. Poggia su 35 isolatori sismici a pendolo, che proteggono la struttura, le finiture e anche le apparecchiature e gli arredi.
I servizi
Al piano terra è già attiva dal 4 giugno la Casa di Comunità, finanziata con 157.250 euro di fondi Pnrr. Il primo piano ospita la Riabilitazione, che conferma i suoi 20 posti letto. Al secondo piano c’è l’Ospedale di Comunità, nato dalla conversione della ex Rsa, che raddoppia la capacità da 10 a 20 posti letto. In tutto la struttura avrà 40 posti letto e sarà lo stabilimento riabilitativo del presidio ospedaliero di Spoleto. Darà assistenza ai circa tremila residenti e ai due milioni di pellegrini che ogni anno arrivano nella città di Santa Rita.
“L’apertura di questi due nuovi presidi ospedalieri – afferma il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 Roberto Noto – rappresenta un traguardo importante per la sanità della Valnerina, grazie alla realizzazione di strutture d’avanguardia. Sin dalla fase progettuale delle opere è stata definita, di concerto con la Regione Umbria, una scelta organizzativa innovativa e integrata: a Cascia il nuovo edificio ospita al proprio interno sia l’Ospedale di Comunità che la Casa di Comunità. Il presidio di Cascia incrementa la degenza della ex Rsa, convertita in Ospedale di Comunità, raddoppiando la propria capacità ricettiva da 10 a 20 posti letto, mentre il servizio Riabilitazione mantiene stabili i suoi 20 posti. Nell’intento di mantenere il paziente al centro del percorso assistenziale e garantire la prossimità delle cure nei centri principali”.
L’abbazia di Sant’Eutizio
Mentre il centro storico di Preci attende il complesso recupero, proseguono in modo celere i lavori di recupero della splendida Abbazia di Sant’Eutizio, che fu fortemente danneggiata non solo dal sisma, ma da crollo del costone di roccia dove era il cimitero. Un crollo che distrusse la facciata e il rosone, che con un paziente restauro è stato recuperato.
La celebrazione in Basilica
La giornata, tra ricordi, dolore, sorrisi e la speranza di chi attende ancora di riavere la propria casa, si è conclusa con la messa celebrata nella Basilica di San Benedetto.