Skip to main content

Morte di Rogert, disposta l’autopsia | L’appello dei sindacati

La Procura della Repubblica di Spoleto ha disposto l’autopsia sul corpo di Rogert Ajdini, l’operaio 20enne, residente a Trevi, morto schiacciato da un rullo compressore in un cantiere stradale a Valtopina.

Una morte sul lavoro per la quale Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria invitano ad azioni concrete, al di là delle parole di dolore e cordoglio: “Non si può uscire di casa per andare al lavoro e non fare ritorno – affermano le tre organizzazioni sindacali –. Saranno gli organi competenti a ricostruire la dinamica e ad accertare eventuali responsabilità. Ma per ribadire che morire sul lavoro è inaccettabile non dobbiamo aspettare l’esito delle indagini. Come sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni, chiediamo più controlli, formazione effettiva e continua, verifiche sull’utilizzo e sulla manutenzione dei macchinari e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione. La tutela della vita deve guidare ogni scelta organizzativa, ogni lavorazione, ogni giornata di lavoro”.

“Non possiamo indignarci il giorno di una tragedia e tornare alla normalità quello successivo – proseguono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria –. Servono responsabilità precise e interventi concreti, senza compromessi dettati dai tempi di esecuzione o dalle esigenze economiche. Nessuna opera, nessuna scadenza e nessun risparmio possono valere più di una vita umana. Oggi ci stringiamo a chi ha perso un figlio, un amico, un collega. Il rispetto per questo dolore impone anche un impegno che continui quando si spegneranno i riflettori. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie un prezzo inevitabile del lavoro. A vent’anni si deve poter costruire il proprio futuro, non morire mentre si lavora per costruire quello degli altri”.