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Muore nel cantiere stradale schiacciato da un rullo compressore

Incidente mortale sul lavoro a Valtopina, dove un operaio di 20 anni è morto mentre era alla guida di un rullo compressore in un cantiere stradale.

Il giovane era a bordo del mezzo utilizzato per compattare l’asfalto quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso l’equilibrio finendo a terra. Il mezzo lo ha quindi schiacciato, senza lasciargli scampo.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti dei carabinieri.

Le parole della presidente Proietti

Appresa la notizia, ha espresso il proprio cordoglio la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “Apprendo con immenso dolore e profondo sgomento la notizia del tragico incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Valtopina, in cui ha perso la vita un ragazzo di appena vent’anni. È straziante pensare che una vita così giovane possa essere spezzata mentre sta svolgendo il proprio lavoro”.

“A nome mio personale, della Giunta regionale e dell’intera comunità umbra – ha proseguito Proietti – desidero esprimere il più sincero e commosso cordoglio ai familiari, agli amici e ai colleghi del giovane lavoratore. La perdita di un ragazzo di vent’anni è una ferita grave per tutti noi, che colpisce al cuore l’intera collettività. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie come una fatalità: il diritto a un lavoro sicuro e dignitoso deve rimanere una priorità assoluta e inderogabile. Occorre continuare nell’impegno incessante e corale da parte di tutte le istituzioni, delle parti sociali e del tessuto produttivo per rafforzare la cultura della prevenzione e garantire che ogni persona possa tornare a casa sana e salva al termine della propria giornata lavorativa”.

Coccia: non è una tragica normalità

Sulla tragedia è intervenuta anche Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia: “Non possiamo continuare a considerare tutto questo una tragica normalità”.

(foto generica di archivio)