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Infermiere aggredito al Pronto soccorso: la Asl1 parte civile, ma Uil Fp invoca maggiore protezione

Un infermiere in servizio presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello, venerdì pomeriggio è stato aggredito da un paziente. Secondo una prima ricostruzione dei fatti comunicata dalla Asl1, l’autore dell’aggressione si era presentato al Pronto soccorso ed era stato preso in carico dal triage alle ore 17,29, ricevendo un codice a bassa priorità. Durante l’attesa avrebbe manifestato ripetuti atteggiamenti di insofferenza nei confronti del personale sanitario, che lo ha ripetutamente rassicurato spiegando che i medici e il personale sanitario in servizio erano impegnati nell’assistenza di utenti giunti al Pronto soccorso con condizioni cliniche caratterizzate da livelli di priorità superiori.

Intorno alle ore 19 si è poi verificata l’aggressione fisica: l’uomo ha spintonato l’infermiere in servizio, facendolo cadere a terra e generando momenti di tensione all’interno del reparto. Il sanitario è stato immediatamente soccorso dai colleghi e ha riportato un trauma cranico e lesioni con una prognosi di 15 giorni.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Città di Castello, che hanno raccolto le prime testimonianze e avviato la denuncia d’ufficio, come previsto dalla normativa vigente in materia di aggressioni al personale sanitario.

La Direzione generale della Usl Umbria 1 – insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e alla direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti – hanno espresso la più ferma condanna per la grave aggressione subita, manifestando al professionista la massima solidarietà e vicinanza. L’Azienda sanitaria comunica, inoltre, la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento che scaturirà dall’accaduto, nella convinzione che episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari debbano essere denunciati e perseguiti con determinazione, affinché simili comportamenti non abbiano più a ripetersi.

In seguito ai fatti verificatisi e tenuto conto sia del quadro clinico della persona coinvolta sia della necessità di gestire gli aspetti emotivi conseguenti all’episodio, l’uomo è stato trattenuto dai sanitari e risulta attualmente ricoverato presso l’ospedale.

La Usl Umbria 1 rinnova il proprio sostegno al professionista aggredito e ribadisce il proprio impegno nella tutela della sicurezza degli operatori sanitari, che ogni giorno garantiscono assistenza e cura ai cittadini con professionalità e dedizione.

La Uil Fp: subito misure di prevenzione e protezione

Per la UIL FP Umbria, quanto avvenuto rappresenta un “episodio grave e inaccettabile, che riporta al centro dell’attenzione una questione che non può più essere affrontata soltanto attraverso dichiarazioni di circostanza: la sicurezza di chi ogni giorno lavora nei servizi di emergenza-urgenza per garantire assistenza e cure ai cittadini. Chi lavora in sanità – prosegue il sindacato – non può essere lasciato solo, né diventare il bersaglio della rabbia e della violenza. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutto il personale impegnato nei Pronto Soccorso svolgono un servizio essenziale, spesso in condizioni di forte pressione, e hanno il diritto di lavorare in ambienti sicuri, senza temere per la propria incolumità fisica e psicologica”.

La UIL FP ritiene che non sia più sufficiente intervenire dopo ogni singolo episodio. “È necessario mettere in campo – scrive il sindacato – misure concrete, strutturali e verificabili per prevenire le aggressioni e tutelare chi opera quotidianamente in prima linea”.

Per questo chiede alla Regione Umbria e alle direzioni aziendali di rafforzare immediatamente le misure di prevenzione e protezione, attraverso una verifica puntuale delle condizioni di sicurezza nei Pronto soccorso, il potenziamento dei sistemi di vigilanza e controllo, la presenza di personale di sicurezza adeguatamente formato e protocolli operativi chiari per la gestione delle situazioni a rischio.

La solidarietà del sindaco

Il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, appresa la notizia di un’aggressione avvenuta ai danni di un operatore del pronto soccorso e dopo essersi sincerato delle sue condizioni di salute gli ha manifestato “piena solidarietà, estesa a tutti gli operatori sanitari che si trovano ad affrontare le difficoltà del sistema sanitario e a fronteggiare le continue esigenze e le emergenze quotidiane anche in situazioni a dir poco critiche. Un episodio grave che stigmatizziamo con forza manifestando totale gratitudine a tutti coloro che ogni giorno lavorano negli ospedali e strutture sanitarie, in particolare come in questo caso in prima linea al pronto soccorso”, ha concluso Secondi.