Ast, al Mimit la prima riunione del Comitato esecutivo sull’Accordo di programma
Si è svolta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la prima riunione del Comitato esecutivo dei sottoscrittori dell’Accordo di Programma per Arvedi Ast, firmato nel giugno 2025. Un incontro per fare il punto sull’avanzamento del piano e sulle prospettive industriali dello stabilimento, con particolare riferimento ai costi dell’energia e agli strumenti disponibili per contenerne l’impatto sulle produzioni energivore, dopo l’allarme sui costi lanciato dall’azienda.
L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del programma di investimenti: a oggi sono stati utilizzati 516 milioni di euro rispetto ai 557 milioni previsti. Restano invece in sospeso i 411 milioni di euro destinati al magnetico.
Le parole del ministro Urso
“Gli impegni assunti dal Mimit con l’Accordo di Programma per il rilancio, la riconversione industriale e la decarbonizzazione del sito di AST Terni sono stati mantenuti, a partire dai Contratti di sviluppo fino alla normativa nazionale sui rottami ferrosi, già presentata a Bruxelles e ora al vaglio delle istituzioni europee. Per questo seguiremo con attenzione l’avanzamento degli investimenti e il rispetto del cronoprogramma” ha dichiarato nel corso della riunione il ministro Adolfo Urso.
“Sul tema dell’energia – ha evidenziato Urso – ritengo necessario un approfondimento tecnico, insieme al Ministero dell’Ambiente e dell’Energia e alla Regione, per individuare una soluzione sostenibile per l’impresa e il territorio e compatibile con il quadro europeo. Allo stesso tempo, continueremo a lavorare in Europa per garantire condizioni adeguate alle nostre imprese strategiche. Serve un’azione di sistema”.
Le richieste dalla Regione
La Regione Umbria, presente con la presidente della Regione Stefania Proietti e gli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, esprime soddisfazione per aver chiesto e ottenuto l’apertura formale di un tavolo tecnico di confronto sul disegno di legge regionale pre-adottato in materia di grandi derivazioni idroelettriche. Il tavolo consentirà di verificare ex-ante ed eliminare eventuali criticità di legittimità costituzionale, garantendo la massima solidità giuridica e la certezza delle norme applicabili.
È stato comunicato e illustrato un cronoprogramma dettagliato che scandisce tutte le fasi amministrative da oggi fino alla naturale scadenza delle concessioni idroelettriche, prevista per il 2029. La definizione dei tempi offre un quadro chiaro a tutte le parti coinvolte per la gestione integrata della risorsa idrica ed energetica a supporto del territorio e della produzione industriale.
La Regione ha comunicato l’intenzione di avviare le procedure di gara per la Centrale idroelettrica di Pentima nel più breve tempo possibile. La gara verrà gestita in maniera separata ed autonoma rispetto al complesso delle altre concessioni regionali, tenendo conto del quadro patrimoniale specifico che vede le opere bagnate di proprietà della società Arvedi Ast.
La presidente Proietti ha confermato la propria immediata disponibilità a supportare in sede europea i provvedimenti nazionali diretti alla tutela della competitività siderurgica. L’azione congiunta si concentrerà prioritariamente sulla misura relativa al credito d’imposta per l’acquisto e l’utilizzo del rottame ferroso, leva fondamentale per l’abbattimento dei costi di produzione dei forni elettrici.
Fiom: urgente intervenire su energia rottame
“Dal nostro punto di vista – dichiarano Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Siderurgia e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom Terni – gli investimenti previsti si avviano alla conclusione in uno scenario più difficile di quello in cui erano stati programmati. Per questo è urgente che le istituzioni affrontino e risolvano, prima del 2029, le questioni legate ai costi dell’energia e all’approvvigionamento del rottame. Come Fiom abbiamo chiesto il rispetto degli impegni occupazionali, a partire dal completamento delle stabilizzazioni, e un turnover che contribuisca a migliorare l’organizzazione del lavoro e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.
L’Accordo di Programma per Ast
L’Accordo costituisce il quadro di riferimento per il rilancio dello stabilimento ternano e prevede 557 milioni di euro di investimenti entro il 2028, destinati all’efficientamento e all’ammodernamento degli impianti, al rafforzamento della produzione di acciaio inox, allo sviluppo dell’acciaio elettrico e alla sostenibilità ambientale.
Il monitoraggio avviato oggi proseguirà nei prossimi mesi per verificare il rispetto degli obiettivi industriali e accompagnare il rafforzamento della competitività e dell’occupazione dello stabilimento umbro.