Modifica legge appalti, le associazioni datoriali in audizione: testo senza essere consultati, tempo per le osservazioni
Nell’audizione che si è svolta in Seconda Commissione regionale, sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Ricci (AVS) e Michelini (PD), relativa alla modifica della legge regionale 3/2010, avente ad oggetto ‘Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici’, le associazioni datoriali hanno lamentato, in modo unanime, il mancato coinvolgimento preventivo nella fase di elaborazione del testo, sottolineando come siano state preventivamente consultate
esclusivamente le organizzazioni sindacali.
Un fatto considerato grave, tanto più che le stesse, insieme alle forze sindacali, partecipano ai vari ambiti di lavoro nel cosiddetto Tavolo delle costruzioni, con un evidente mancato coordinamento tra Assemblea legislativa e Giunta regionale.
Le organizzazioni datoriali hanno quindi chiesto più tempo per approfondire il provvedimento e formulare le proprie osservazioni. In particolare per affrontare alcuni nodi, come i tempi di pagamento alle imprese; risposte alla crisi del settore residenziale; reale semplificazione burocratica; tutela e valorizzazione delle piccole e medie imprese. Oltre al fatto di tener conto dei provvedimenti attualmente in discussione a livello europeo.
Dall’audizione – sottolineano i consiglieri regionali di opposizione Pernazza e Romizi (Forza Italia), Melasecche e Tesei (Lega Umbria), Pace, Giambartolomei e Agabiti (Fratelli d’Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc) – è emerso un grido d’allarme per il futuro del comparto delle costruzioni e, più in generale, del tessuto produttivo umbro. Con l’esaurirsi della spinta determinata dal Superbonus e dalle risorse del PNRR, le previsioni indicano una contrazione del fatturato stimata intorno al 10 per cento e una netta riduzione degli investimenti a partire dal 2027 con il rischio anche di una conseguente perdita di posti di lavoro che va contrastata in tutti i modi.
Dal confronto con le associazioni datoriali è emersa quindi con chiarezza la richiesta alla politica regionale di concentrare prioritariamente la propria attenzione sulla programmazione delle opere pubbliche, garantendo continuità agli investimenti e mettendo in campo strumenti capaci di contrastare la prevista inversione del ciclo, sostenendo imprese, occupazione e
sviluppo economico.