Masciarri (Fillea Cgil): estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici
“Estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici”. A dieci anni di distanza dal terremoto che sconvolse la Valnerina e l’intero Appennino centrale, la Fillea Cgil Umbria, attraverso la segretaria generale Elisabetta Masciarri, traccia un bilancio della ricostruzione e propone di estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici, rafforzando legalità, sicurezza, trasparenza e tutela del lavoro lungo tutta la filiera.
“Noi in questi territori ci siamo stati fin dall’inizio – spiega Masciarri – abbiamo seguito la ricostruzione quando ancora significava mettere in sicurezza edifici e comunità, e abbiamo continuato a esserci quando sono arrivati i cantieri, le imprese e migliaia di lavoratori. C’eravamo e abbiamo continuato ad esserci, incontrando gli operai, seguendo le imprese, discutendo con le istituzioni e con il sistema bilaterale e mantenendo centrale una questione molto semplice: non basta ricostruire. Bisogna ricostruire bene, nella legalità e nella sicurezza. Perché una ricostruzione finanziata con miliardi di euro di risorse pubbliche deve lasciare al territorio non soltanto edifici nuovi e borghi recuperati, ma anche lavoro dignitoso, professionalità, imprese qualificate e regole migliori. È dentro questa storia che va letto il badge digitale di cantiere, entrato nella fase operativa a maggio 2026 nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016. Non vogliamo attribuirci meriti che appartengono a un lavoro collettivo tra istituzioni, struttura commissariale, organizzazioni sindacali e datoriali, Casse Edili e sistema bilaterale, ma possiamo rivendicare il fatto che la Fillea Cgil questa battaglia l’ha portata avanti per anni”.

“Quando la ricostruzione entrava nella sua fase più intensa – precisa Masciarri – abbiamo chiesto il rispetto dei protocolli di legalità, il controllo dei flussi di manodopera, il settimanale di cantiere e l’implementazione del badge. Oggi quello strumento esiste e questo è un risultato importante. Il badge permette di sapere chi entra realmente in un cantiere, per quale impresa lavora e di registrare le presenze giornaliere attraverso un sistema collegato alle Casse Edili e alla piattaforma della ricostruzione. Diventa quindi più semplice tutelare anche le imprese sane, quelle che applicano i contratti, formano i lavoratori, rispettano le norme e investono sulla sicurezza”. “La ricostruzione successiva al terremoto del 1997 – ricorda Masciarri – aveva già dimostrato che legalità, bilateralità e controllo della regolarità del lavoro non rallentano la ricostruzione, possono invece renderla migliore. Proprio dall’Umbria è arrivata un’esperienza importante sul Durc di congruità e sul ruolo della bilateralità. La Fillea Cgil Umbria ha sempre difeso quel modello e negli anni ha continuato a chiedere che le lezioni positive delle ricostruzioni precedenti non venissero disperse. Oggi, il badge rappresenta un ulteriore passo avanti. È significativo che sia proprio il cratere del sisma 2016 a sperimentare questo sistema. Un territorio ferito può così diventare un laboratorio nazionale di legalità, sicurezza e innovazione nel lavoro”.
Da qui la proposta di Fillea Cgil Umbria, “estendere il badge di cantiere almeno a tutti i lavori pubblici, impostando, fin da subito, le condizioni normative e operative necessarie. Vorremmo – sottolinea Masciarri – che dal terremoto del 2016 e dalla lunga ricostruzione dell’Appennino centrale restasse anche un modello nuovo di controllo e trasparenza dei cantieri da mettere a disposizione dell’intero Paese. Dieci anni dopo quella notte, Valnerina e il cratere non devono essere ricordati soltanto per ciò che hanno perduto. Possono diventare il luogo dal quale parte una nuova idea di cantiere e di lavoro, più sicuro, più trasparente, più regolare. E questa volta potrebbe essere il cratere a ricostruire qualcosa per tutta l’Italia: regole migliori per chi lavora e per chi costruisce il Paese”.