Caro-diesel, in Umbria oltre 7mila imprese attendono le nuove misure del Governo
Agenti di commercio, autotrasportatori e servizi di trasloco, tassisti e Ncc. In Umbria 5mila piccole imprese attendono una misura più strutturale contro il caro-carburanti da parte del Governo.
La CGIA ricorda che il credito d’imposta da oltre 320 milioni di euro introdotto dall’Esecutivo per alleggerire la componente fiscale del diesel interessa solo il 22% circa dei mezzi pesanti circolanti nel Paese.
Ma tra gli artigiani il conto salato del caro-carburante non lo stanno pagando solo i padroncini, ma anche i taxisti e gli Ncc: tutte figure che rientrano nella categoria dei “professionisti della strada”, cioè quegli operatori che per legge devono possedere un’abilitazione specifica per guidare i mezzi con cui lavorano.
Per i padroncini il carburante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti del bilancio aziendale, e ogni rincaro si traduce in un’erosione diretta dei margini, già ridotti all’osso dalla concorrenza (spesso praticata da abusivi) e dall’inflazione generale. Anche gli agenti di commercio, costretti a spostamenti quotidiani per l’attività di vendita, risentono pesantemente dell’aumento dei costi di trasferta. Il rischio concreto è che molte di queste attività, distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale non riescano – o meglio ancora, non possono – scaricare i maggiori costi sui prezzi finali.