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Lo stato di salute dell’economia umbra nel report Ocse

Presentato a Palazzo Donini il report “Ripensare l’attrattività della regione Umbria”, redatto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Una fotografia dello stato di salute dell’economia regionale con l’intento di fornire agli amministratori una bussola per orientare le loro linee di azione e la scelta delle priorità da seguire.

In base allo studio, l’Umbria rafforza il proprio posizionamento come territorio capace di coniugare coesione sociale, patrimonio ambientale, vocazione culturale e su una grande potenzialità di attrarre talenti, visitatori e investimenti. Una potenzialità dovuta soprattutto alla qualità della vita che offre, alle sue bellezze paesaggistiche e ambientali e alla sua vasta offerta culturale, ma che vede nella qualità delle infrastrutture e dei trasporti e nella connettività digitale degli aspetti da irrobustire per accrescere la sua attrattività a livello internazionale.

“L’Umbria – ha spiegato la presidente della Regione Stefania Proietti nel trarre le conclusioni – intende valorizzare con determinazione questo profilo, rafforzando la sua immagine di territorio competitivo, non solo per la sua bellezza riconosciuta, ma anche per la capacità di offrire condizioni favorevoli a famiglie, imprese, studenti e investitori. I dati Ocse evidenziano elementi strutturali rilevanti in materia di vivibilità, sicurezza, accesso ai servizi, attrattività turistica e transizione verde. L’Umbria è una regione che investe nelle persone, continueremo a lavorare per rafforzarne la coesione sociale, promuovere innovazione e valorizzare il nostro patrimonio culturale, affinché l’Umbria sia sempre più riconosciuta come luogo di opportunità e benessere. Lavoriamo con impegno per contrastare il declino demografico con servizi alle famiglie, piuttosto che con bonus, e la “trappola dei talenti”, che ci ha segnalato questo rapporto, con politiche di sostegno alla formazione e all’occupazione giovanile. L’ulteriore potenziamento dell’aeroporto e l’obiettivo di rendere da qui a qualche anno l’Umbria la regione più digitale d’Italia sono le direttrici attraverso cui diventare più attrattivi per gli investimenti e per i cosiddetti nomadi digitali, quelle persone che non essendo legate ad un luogo di lavoro, scelgono di lavorare dai posti in cui trovano le migliori condizioni abilitanti e di vita personale”.

“Utilizzeremo questo studio, per il quale voglio calorosamente ringraziare i suoi curatori, – ha concluso la presidente Proietti – come valida bussola per impostare il Defr 2027-2030, perché ai giovani che vedo numerosi oggi in questa sala voglio dire che lavoreremo in questi 5 anni per lasciare un impatto visibile su questa regione e renderla all’altezza dei loro sogni”.

I lavori della mattinata, moderati dal responsabile della sede Ansa Umbria, Claudio Sebastiani, hanno visto l’approfondimento delle tematiche del rapporto da parte dei suoi curatori Sabrina Lucatelli, senior expert in politiche di sviluppo regionale e vicepresidente del gruppo di lavoro sullo sviluppo rurale dell’Ocse, e Giovanni Pagano, policy analyst presso il dipartimento per lo sviluppo regionale e la governance multi-livello dell’Ocse, introdotti da Claire Charbit, senior expert in politiche di sviluppo regionale. Successivamente Andrea Floria, programme manager per l’Umbria presso la Commissione Europea, in collegamento da remoto, ha inquadrato le raccomandazioni Ocse nel contesto delle politiche di coesione comunitarie.